SICILIA – Lombardo pronto alle dimissioni, scoppia la bagarre dei deputati

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Lombardo pronto alle dimissioni
scoppia la bagarre dei deputati

Il governatore siciliano ha riunito la giunta a Palazzo d’Orleans nominando un nuovo assessore alle Autonomie locali, poi andrà in aula per dimettersi. A Sala d’Ercole proteste per lo stralcio delle norme di spesa che riguardavano i contratti di seimila precari, il trasporto pubblico locale, i collegamenti marittimi e i dissalatori

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PALERMO – Il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, ha riunito la giunta a Palazzo d’Orleans, nominando Nicola Vernuccio assessore regionale alle Autonomie locali. A conclusione della riunione, Lombardo si recherà all’Ars per dimettersi. In aula intanto numerosi deputati, appartenenti a diversi gruppi parlamentari, a turno stanno prendendo la parola per dichiararsi contrari alla decisione della conferenza dei capigruppo che ha stabilito di votare in aula un assestamento di bilancio tecnico per coprire il disavanzo di 2,38 milioni, stralciando le norme di spesa che riguardavano i contratti di 6mila precari Asu, il trasporto pubblico locale, i collegamenti marittimi e i dissalatori.

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Il deputato Vincenzo Vinciullo (Pdl) ha chiesto alla Presidenza dell’Ars di riconvocare la capigruppo per rivedere la decisione, rinviando le comunicazioni di Lombardo sulle dimissioni. Contro lo stop alle norme di spesa (circa 43 milioni) si sono espressi Pino Apprendi (Pd), Marco Falcone (Pdl), Toni Scilla (Gs), Carmelo Incardona (Gs), Marianna Caronia (Pid), Toto Cordaro (Pid).

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Il capogruppo del Pd, Antonello Cracolici, ha spiegato la scelta della capigruppo con l’urgenza di approvare l’assestamento secco per coprire il disavanzo emerso col rendiconto 2011, in modo da sbloccare il mutuo autorizzato dal bilancio di previsione. “Bisogna ricordare che la lesgilatura finisce oggi – ha detto Cracolici – ma realisticamente il prossimo governo e il prossimo parlamento, a novembre, saranno nelle condizioni di intervenire: sono stati messi da parte 13 milioni a questo proposito, abbiamo agito con responsabilità”.

Il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, ha invitato i parlamentari “ad abbassare i toni”: “Tutti siamo bravi a dire che vogliamo risolvere i problemi, ma dobbiamo fare i conti con la realtà e non è giusto scaricare su qualcuno la scelta di non avere voluto adottare provvedimenti a favore di questa o quella categoria”.

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fonte palermo.repubblica.it

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