Archivio | ottobre 10, 2012

Impresa Grillo, attraversa lo Stretto e twitta mentre nuota / VIDEO: Grillo attraversa a nuoto lo Stretto di Messina.Tg24 – Sky

Beppe Grillo nuota dalla Calabria a Messina per il Movimento 5 Stelle e la campagna elettorale


Pubblicato in data 10/ott/2012 da

Impresa Grillo, attraversa lo Stretto e twitta mentre nuota

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ultimo aggiornamento: 10 ottobre, ore 20:21
Roma – (Adnkronos/Ign) – Il comico genovese è arrivato oggi in Sicilia per la campagna elettorale che durerà 17 giorni in vista delle Regionali del 28 ottobre. L’ironia del candidato M5S alla presidenza della Regione siciliana: ”Da buon genovese ha preferito fare la traversata per non pagare il biglietto del traghetto” (FOTO). I complimenti dei nuotatori azzurri

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Roma, 10 ott. (Adnkronos/Ign) – ”I bookmaker davano la mia traversata sullo Stretto di Messina uno a quindici e c’era persino chi diceva che avrei avuto un infarto entro la prima metà della traversata, invece eccomi qua. Vivo e vegeto”. Col fiatone, i capelli ricci che bagnati diventano lisci e lunghi, la muta nera – spietata con i chili di troppo – Beppe Grillo ‘sbarca’ in Sicilia dopo un’ora e 17 minuti di traversata tra Scilla e Cariddi, sfidando caparbiamente la pioggia battente, le forti correnti marine e persino i bookmaker.

Incredibile, Grillo riesce a twittare anche quando nuota. A dare un’occhiata al suo account Twitter, il leader del 5Stelle ha notificato di tanto in tanto le tappe della sua impresa di oggi: da “La partenza. Nuotando sullo Stretto. Sono partito, sto nuotando, sto arrivando”, passando per “La Traversata Continua! Siamo a metà!” e “Manca pochissimo all’arrivo” fino al trionfale traguardo, gioiosamente cinguettato con “Sono sbarcato in Sicilia! Ho superato lo Stretto!”, commentato in seguito, probabilmente mentre si asciugava, con “Questo è il terzo sbarco in Sicilia in 150 anni”.

Grillo arriva in Sicilia e non risparmia nessuno: se la prende con il premier Mario Monti (”curatore fallimentare di un’Italia già fallita”), con la legge elettorale, auspicando un voto di preferenza ”da agganciare alla Costituzione” e non lesina critiche alla Carta costituzionale: ”Non è un dogma o un totem, è imprecisa”.

Al suo arrivo a Cannitello, a Villa San Giovanni, Beppe Grillo, accompagnato dal suo staff di fiducia, indossa già la muta da sub con il logo del Movimento cinque stelle. Incurante della pioggia e del cielo grigio tendente al nero, il comico genovese, accompagnato dal suo spin doctor, Gianroberto Casaleggio, confessa: ”E’ bello mettersi in gioco, dovrebbe essere un gesto di tutti”. E poi parla dell’Italia, un paese ”che è sull’orlo di una crisi di nervi. Dovrebbero ringraziarci se stiamo mantenendo la calma su tutti i fronti”.

Alle 10.53 la partenza da Cannitello. ‘Scortato’ da una motovedetta della Guardia costiera, un’altra dei Carabinieri, un’altra ancora della Polizia e persino un’imbarcazione dei Vigili urbani, Beppe Grillo indossa un paio di occhialini da nuoto, la cuffia e le pinne. Pronti via. Mentre a 2,8 km di distanza, a Cariddi, a Capo Faro, il candidato alla Presidenza della Regione siciliana, Giancarlo Cancelleri, continua a giurare ai giornalisti: ”Grillo non ha scorte, ci sono solo due barchini che lo seguono con i medici e il suo staff. E li hanno messi a disposizione dei pescatori di Messina, pure gratis. Non ci sono ‘scorte’ di motovedette. E abbiamo pure pagato la Capitaneria di porto per la chiusura di un tratto di Stretto di Messina”.

Il cielo sembra più sereno, ma dura solo poche decine di minuti. Le correnti sono molto forti e il vento non aiuta Beppe Grillo. Un’ambulanza è pronta a Capo Faro, ma non ce ne sarà bisogno. Grillo spiazza tutti e continua a nuotare. I medici gli dicono dalla barca d’appoggio di fare ”un breve riposo ogni minuto” e lui fa ok con la mano.

Intanto riprende a piovere. Anche più forte di prima. Le correnti giocano un brutto scherzo a Grillo. A un certo punto si sparge la voce che il comico genovese non riesce ad arrivare a Capo Faro, così l’ambulanza si sposta di un paio di chilometri e raggiunge Capo Peloro. Proprio nel punto in cui dovrebbe sorgere il primo pilone per il Ponte sullo Stretto di Messina. Sarà il destino. Dopo un’ora e 17 minuti di nuotata, Grillo arriva a riva, acclamato dal popolo del Movimento cinque stelle. In prima fila Giancarlo Cancelleri, il candidato Presidente. Lui però non indossa la maglietta con le cinque stelle come fanno tutti gli altri. Tiene in mano una bandiera con lo stemma della trinacria, la Sicilia.

E’ ressa all’arrivo di Grillo. Giornalisti spintonati, militanti che cercano di fare quadrato attorno al comico, esausto. Volano grida, qualcuno finisce sulla sabbia, chi sulle pietre o in acqua. Grillo, al suo arrivo, alza le mani in segno di vittoria e grida: ”Prima sono sbarcati i Savoia e Garibaldi, poi gli americani che hanno portato i mafiosi e adesso sbarco io in Sicilia. Ma io sono l’unico ad avere fatto lo Stretto a nuoto”.

Applauso e grida di giubilo. Poi Grillo viene ‘scortato’ dai suoi uomini, alcuni anche con modi non particolarmente gentili con i giornalisti, verso l’auto che lo accompagna all’Hotel Villa Morgana. Qui il comico genovese, dopo una breve sosta, ritorna e parla per 18 minuti e mezzo con i giornalisti. Non risparmia nessuno e prende in giro anche l’ex presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro, che sta scontando una pena definitiva a sette anni di carcere per favoreggiamento alla mafia e che due giorni fa ha avuto un permesso di sei ore per visitare il padre malato a Raffadali (Agrigento). Visibilmente dimagrito, Cuffaro ha fatto poi ritorno a Rebibbia. ”Totò Cuffaro è uscito dal carcere che è una meraviglia di persona, così come quell’altro, Lele Mora anche lui dimagritissimo. Questi vanno nelle beauty farm e gliele paghiamo noi…”. Poi ancora su Berlusconi: ”Voi giornalisti siete dei medium, riportate in vita delle anime morte. Sono salme, lasciamole riposare”.

E sulla Costituzione: ”fu fatta per proteggere due partiti politici. Calamandrei la chiamava l’incompiuta perché non si fidava, perché non protegge il cittadino ma è stata fatta per proteggere due partiti politici. Bisogna trovare strumenti per fare valere il diritto dei cittadini e le loro opinioni e uno di questi è il referendum senza quorum”.

Poi ancora sulla Sicilia: ”Sta fallendo, non per il debito ma per il credito. Lo Stato italiano deve alla Sicilia un miliardo di euro. Non è la Sicilia che ha bisogno dell’Italia ma è il paese che ha bisogno dell’isola. Se la Sicilia si dovesse staccare dall’Italia avrebbe subito un effetto domino per tutte le regioni italiane”. Ricorda anche ai siciliani di non essere venuto nell’isola, dove si fermerà per 17 giorni fino alle elezioni, ”per elemosinare voti” ma per dire alla gente ”che se volete cambiare adesso c’è un’alternativa, cercate i cittadini Cinque stelle”.

E nel pomeriggio un altro bagno di folla, questa volta con partenza da piazza Cairoli. Centinaia i messinesi a volere stringere la mano al comico genovese per chiedere ”un cambiamento”. Ricorda più volte che ”è la parola ‘rubare’ che dobbiamo emancipare perché chi ruba alla seconda potenza, lo fa a norma di legge. Abbiamo dei pregiudicati in Parlamento che fanno leggi che noi dovremo seguire. Li dobbiamo mandare tutti a casa”.

E ancora frecciate al governo Monti: ”Non posso parlare del futuro di mio figlio con dei banchieri. Mi rifiuto. Ci vuole un pensiero nuovo e noi siamo l’unica alternativa”. Si fa sera a Messina. Dall’altra parte dello Stretto si intravedono le luci di Villa San Giovanni. Beppe Grillo è pronto per il suo tour tutto siciliano che lo porterà in giro per la Sicilia, persino sull’Etna e alle isole Eolie a bordo del suo camper, proprio come quello di Matteo Renzi.

I campioni olimpici del nuoto azzurro si sono congratulati con Grillo. L’impresa è stata salutata con favore dai ‘re delle piscine’, interpellati dall’Adnkronos. ”Complimenti da una che ha paura dell’acqua profonda”, dice sorridendo Federica Pellegrini.

Sulle due barche che hanno accompagnato Grillo nella traversata, c’erano da un lato lo staff medico e dall’altro una guida e un esperto di correnti marine. ”Per me non è un’impresa impossibile – dice Massimiliano Rosolino, campione mondiale, 60 medaglie vinte in carriera – per Grillo invece è stato impegnativo. Ma conosce le correnti, non solo quelle del mare”.

Aggiunge Domenico Fioravanti, primo oro olimpico del nuoto italiano: ”Bravo Grillo, non credo sia una cosa per tutti. Magari poteva avere un futuro nel nuoto. Chi lo sa…”.

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fonte adnkronos.com/IGN

DOSSIER – La Giornata delle bambine. Il problema di nascere femmina

La Giornata delle bambine Il problema di nascere femmina

La Giornata delle bambine
Il problema di nascere femmina

Il rapporto presentato oggi da Terre des Hommes 1  sulle discriminazioni dalle femmine, in quanto tali. Quando sono costrette dai grandi a combattere o a sposarsi precocemente e altrettanto precocemente a diventare mamme. La prima Giornata mondiale voluta dall’Onu. S’illumineranno di rosa monumenti, in Italia a Londra, New York, Delhi, Copenhagen… L’Sms solidale al 45501

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di ALESSANDRA BADUEL

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ROMADiscriminate perché femmine, persino quando sono costrette dai grandi a combattere, ma poi non vengono riconosciute dai programmi di recupero del disarmo e devono tornare da sole al villaggio, spesso incinte e circondate dall’ostilità in quanto “disonorate”. L’esempio estremo non è che l’ultimo fatto nelle pagine del dossier presentato oggi da Terre des Hommes 2 in Italia, in occasione della prima Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze voluta dall’Onu per domani, 11 ottobre, dopo una campagna promossa da Plan International, che ha organizzato l’illuminazione in rosa dei monumenti, in Italia come a Londra, New York, Delhi o Copenhagen dove sarà la Sirenetta a cambiare colore. Parte in contemporanea anche la campagna “Indifesa” di Terre des Hommes, che propone un sms solidale da inviare al 45501 per sostenere con due euro i programmi di aiuto alle bambine.


10 January 2012: An Indian child carries a plastic pouch containing food in Hyderabad, India – fonte

Un doloroso promemoria. Il dossier sulle loro condizioni nel mondo è un doloroso promemoria per confermare quanto di quei due euro c’è bisogno. Una bambina su quattro, nel pianeta, ha subito un abuso, e la violenza sessuale ha colpito 150 milioni di minori dei 18 anni. Le mamme bambine sono 16 milioni e sono almeno due milioni e mezzo le minori che ricorrono all’aborto senza avere a disposizione, per proibizioni o per povertà dell’area, strutture sanitarie adeguate. Chi partorisce, invece, contribuisce all’11% delle nascite globali. Ma se ha meno di 15 anni rischia di morire durante il parto cinque volte di più di una ventenne. Resiste però la tendenza a far sposare le femmine prima dei maschi e così si arriva a 10 milioni di moglie con meno di 18 anni, molte delle quali costrette a non studiare. Eppure, ogni anno di scuola in più, per la famiglia significherebbe un futuro aumento del reddito di almeno il 10%.

Un percorso a ostacoli già prima di nascere. Ma il percorso a ostacoli, lo sappiamo, inizia già prima della nascita, con gli aborti selettivi che colpiscono soprattutto le piccole cinesi e indiane. Se si riesce a nascere, poi bisogna superare i primi anni di vita. In India, il tasso di mortalità delle bambine fra zero e cinque anni supera del 75% quello dei bambini. La malnutrizione è una delle cause. Le adolescenti sottopeso in India sono quasi la metà, in Eritrea sono il 40%, in Bangladesh il 35. E ci sono paesi come il Perù dove più del 70% delle ragazze, nelle zone andine, soffre di anemia.


Female Circumcision – fonte

Le violazioni sul corpo. Il corpo cresce male, ma viene anche deliberatamente modificato, con le mutilazioni genitali femminili che colpiscono le bambine in Africa, dove almeno 12 milioni e mezzo di ragazzine fra i 10 e i 14 anni sono mutilate, e in alcuni paesi asiatici e mediorientali. Ci sono poi altre pratiche meno note, come la “stiratura” del seno in uso nell’Africa centro-occidentale che colpisce circa 10 milioni di adolescenti: ai primi segni di pubertà, le madri schiacciano i seni delle figlie con pietre o metalli bollenti per cancellare i segni dello sviluppo. L’intento è quello di preservarle dalle violenze sessuali. Gli effetti fisici sono spesso devastanti come quelli delle mutilazioni genitali.


Girls at Work” by Natalia Linos, DsC-SHDH, April 2007 – Yemen – fonte

Il lavoro al posto del gioco. Come spesso i bambini maschi, anche le bambine sono costrette a lavorare. I due terzi di loro, fra i cinque e i 14 anni finisce nei campi. L’altro terzo lavora nei servizi e spesso finisce schiava in case altrui: nel 2008 le stime dell’International labour organization contavano sette milioni e mezzo di lavoratori domestici con meno di 14 anni di età, per la stragrande maggioranza dei casi di sesso femminile. Poi ci sono tratta e prostituzione. Ma ancor prima c’è la sudditanza nei confronti della famiglia e  del compagno. Il 56% dei 150 milioni di ragazze che secondo l’Oms hanno subito violenze sessuali, le ha subite in famiglia. Fra i ragazzi, dei 73 milioni che hanno subito abusi, solo il 25% li ha sperimentati in casa.


Fifteen-year-old Sarita’s face is covered before she is sent to her new home with her groom. The previous day, she and her sister, Maya, 8, were married to another set of siblings on the Hindu holy day of Akshaya Tritiya in North India. Child marriage is outlawed in many countries and international agreements forbid the practice, yet this tradition still spans continents, language and religion. Image by Stephanie Sinclair. India, 2010 – fonte

Il destino delle spose bambine.
Poi, c’è il matrimonio. Dove si scopre che nei paesi in via di sviluppo più della metà delle ragazze, il 53%, è convinta che il marito sia autorizzato a picchiare la moglie, in certe circostanze. E che non sanno quasi mai come difendersi dalle malattie come l’Hiv: i ragazzi sono più informati e anche lì, è il marito a decidere. Il dossier prosegue fra esempi specifici e valutazioni globali che non lasciano fuori nessun angolo di mondo: Terre des Hommes al momento è al lavoro su 1.200 progetti in 72 paesi. Ora, la campagna “Indifesa” durerà tre anni, con il primo dedicato a interventi in Bangladesh, Perù, Costa d’Avorio e India. La campagna di Plan International invita invece ad andare a visitare i monumenti illuminati (in Italia, alla Galleria Vittorio Emanuele II di Milano) per sostenere un programma di aiuti che vuole garantire l’istruzione a quattro milioni di bambine.

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APPROFONDIMENTI

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fonte repubblica.it

Pakistan, operata bimba-attivista ferita dai talebani, è fuori pericolo

Pakistan, operata bimba-attivista ferita dai talebani, è fuori pericolo (ansa)

Pakistan, operata bimba-attivista ferita dai talebani, è fuori pericolo

L’operazione è andata bene. I medici sono riusciti a rimuovere la pallottola che aveva conficcata nel collo. E’ fuori pericolo di vita. Minacce di una nuova aggressione: “Se sopravviverà, non verrà risparmiata”

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di VALERIA PINI

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Ora Malala Yousafzai, la giovane attivista di 14 anni che ieri è stata ferita alla testa dai talebani 1 nella città pakistana di Mingora, sta meglio. I medici sono riusciti a rimuovere la pallottola che aveva nel collo. La ragazza è fuori pericolo di vita.

Le sue condizioni erano apparse subito critiche, dopo essere stata colpita da due pallottole, mentre percorreva la strada da scuola a casa nella Swat Valley, nel nord ovest del Pakistan. Era appena salita sull’autobus che doveva riportarla nella sua abitazione, dopo le lezioni, quando un uomo con la barba è salito sul mezzo e ha chiesto dove fosse l’attivista. Nell’incertezza ha colpito le due ragazzine. La giovane è stata ferita in modo grave alla testa e al collo, mentre l’amica ha riportato solo lievi contusioni. Malala ha passato la notte nella terapia intensiva dell’ospedale militare di Peshawar, dove è ricoverata. Rimane sotto osservazione e i medici la tengono costantemente sotto osservazione. Non è ancora chiaro se sarà necessario trasferirla all’estero per fornirle ulteriori cure.

IL VIDEO 2

Rivendicando l’aggressione, un portavoce dei talebani, Ehsanullah Ehsan, ha detto alla Bbc che la giovane “non verrà risparmiata se sopravviverà”. A questo punto le autorità dovranno considerare al più presto come proteggere la ragazza, rafforzando le misure di sicurezza. Finora la famiglia della bambina non aveva chiesto protezione, perché non pensava che i talebani avrebbero colpito la figlia.

Intanto il comandante dell’esercito pakistano, il generale Ashfaq Parvez Kayani, ha visitato Malala in ospedale. “Attaccando Malala i terroristi non hanno capito che non si tratta soltanto di una persona, ma di un simbolo di coraggio e speranza che difende gli enormi sacrifici sostenuti dal popolo della valle dello Swat e da tutta la nazione per liberare il territorio dalla oppressione del terrorismo”, ha detto Kayani. L’esercito, ha aggiunto il comandante, “non si piegherà ai terroristi che hanno attaccato la giovane attivista”. “Combatteremo nonostante i costi – ha dichiarato Kayani – e vinceremo”.

Candidata a un premio internazionale per la pace, Malala Yousafzai era diventata famosa all’opinione pubblica nel 2009 per aver scritto un diario per la Bbc in urdu sulla sua vita sotto i talebani. Nel testo denunciava le atrocità commesse nella valle di Swat. Un atto di coraggio per una ragazzina che vive in Pakistan.

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fonte repubblica.it

CRISI – Confcommercio: con questa Iva consumi giù

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Confcommercio: con questa Iva consumi giù

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Con le misure sull’Iva varate ieri dal governo il calo dei consumi nel 2013 sarà dello 0,9% e ancor peggio andrà nel 2014. A sostenerlo l’ufficio studi di Confcommercio nelle sue valutazioni sul ddl stabilità. L’associazione dei commercianti definisce l’incremento dell’Iva il «difetto capitale della manovra», perché «comporterà un gradino di 8 decimi di punto nel luglio 2013, per un’inflazione che passerà nella media del 2013 dal previsto +1,8% a +2,2%, ridurrà il valore, in termini di potere d’acquisto, di tutti i risparmi attualmente detenuti dalle famiglie».

«Attraverso questo negativo effetto ricchezza è verosimile una riduzione dei consumi nel 2013 rispetto allo scenario di base (-0,8%) di un ulteriore decimo di punto (quindi a -0,9%). Ovviamente gli effetti sul 2014 sono ben peggiori e quantificabili complessivamente in 3-4 decimi di punto (quindi da +0,5 a +0,1-0,2%, e questa è una previsione ottimistica). L’inflazione nel 2014 passa dal 2% dello scenario di base a 2,4% dello scenario con incremento Iva», conclude la Confcommercio.

CROLLO CONSUMI

Le misure contenute nel ddl stabilità comporteranno una riduzione dei consumi tra i 5 e i 7 miliardi di euro. A sostenerlo l’ufficio studi della Confcommercio nella sua valutazione preliminare dei riflessi economici sulle misure di Iva e Irpef.

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fonte unita.it

CALABRIA – Le «sentinelle del caffè» contro la ‘ndrangheta: gli operai difendono la loro azienda


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Le «sentinelle del caffè» contro la ‘ndrangheta

Gli operai della torrefazione Guglielmo difendono la loro azienda, minacciata dalla criminalità organizzata

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di Carlo Macrì

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Uno dei camion bruciati (CatanzaroLive)Uno dei camion bruciati (CatanzaroLive)
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COPANELLO (Catanzaro) – Svegli per tutta la notte, con gli occhi spalancati, a guardia del… caffè. Gli operai della Guglielmo, azienda leader nel settore della torrefazione, hanno deciso di presidiare i capannoni industriali di Copanello, a pochi chilometri da Catanzaro, per impedire nuovi attacchi della criminalità organizzata. Le cosche si sono fatte sentire, per la prima volta, lo scorso mese di settembre, bruciando due camion aziendali, parcheggiati all’interno dello stabilimento. Da quel giorno gli operai hanno scelto di produrre anche di notte, manifestando l’interesse di salvaguardare l’azienda da nuovi possibili attentati.

LE SENTINELLE DEL CAFFÈ Le «sentinelle del caffè» si sono inventati nuovi turni che vanno dalle 14 alle 7 del mattino successivo per consentire la vigilanza nelle 24 ore. Le ronde notturne oltre a controllare il territorio aziendale, sviluppano lavoro, tostando e insaccando i chicchi della Guglielmo, diventata ambasciatrice della Calabria nel mondo. Da qualche anno l’azienda, nata nel 1945, ha fatto conoscere il proprio aroma anche in Corea.  La decisione degli operai di presidiare lo stabilimento è un atto di attaccamento al lavoro nei confronti di un’azienda che rappresenta una tra le più importanti  realtà produttive presenti sul territorio regionali. Ed è per questo che i dipendenti della multinazionale calabrese hanno deciso di difendere con i denti il loro patrimonio, tenendo lontano quelle che sono le mire della criminalità organizzata.

LA’ NDRANGHETA NON SE NE ERA MAI INTERESSATA Mai prima d’ora le famiglie di ‘ndrangheta si erano interessate alla Guglielmo, tra le più antiche industrie della Calabria. Le decine di arresti di boss e gregari nel Catanzarese alimentano il sospetto che le nuove leve possano aver individuato nella Guglielmo la nuova azienda da spremere con richieste estorsive. Ipotesi, questa, smentita da Daniele Rossi, contitolare della Guglielmo caffè. Attorno all’industria di Copanello si è concentrata l’attenzione degli investigatori e della magistratura di Catanzaro. Non si vuole che l’aroma del caffè «che fa centro» si disperda.
twitter@Carlo Macrì

lazio – Finanza in Regione: indagato capogruppo Idv. ‘Sottratti 700mila euro’. Maruccio: ‘Per il partito’

Finanza in Regione: indagato capogruppo Idv 'Sottratti 700mila euro'. Maruccio: 'Per il partito'

Finanza in Regione: indagato capogruppo Idv
‘Sottratti 700mila euro’. Maruccio: ‘Per il partito’

Perquisizioni e raccolta di documenti negli uffici del Consiglio regionale. Il nuovo ramo di indagine, affidato al pm Pesci, riguarda l’ex assessore, capogruppo e segretaio regionale dell’Italia dei Valori Vincenzo Maruccio, che in mattinata si è però dimesso da ogni incarico dopo l’ultimatum di Di Pietro: “Nulla da nascondere, risorse usate solo per attività politica”. L’ipotesi di reato è la stessa di Fiorito: peculato per distrazione. Verifiche su 581mila euro sottratti con bonifici negli ultimi due anni e altri 200mila euro prelevati in contanti nell’ultimo anno. Il leader Idv annuncia: “Faremo pulizia. Primarie online per Roma e Lazio”

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di CARLO BONINI

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APPROFONDIMENTI

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ROMANuove perquisizioni della Finanza nella sede del Consiglio regionale del Lazio. Militari del nucleo di polizia valutaria della Gdf stanno effettuando perquisizioni da stamattina negli uffici della Regione e acquisendo documentazione contabile sul gruppo consiliare dell’Italia dei valori. L’indagine, di cui è titolare il pm Stefano Pesci, ipotizza il reato di peculato e riguarda in particolare il consigliere dell’Idv Vincenzo Salvatore Maruccio, segretario regionale del partito ed ex assessore ai lavori pubblici della precedente amministrazione regionale guidata da Piero Marrazzo.

Come nel caso di Franco Fiorito, l’indagine riguarda una consistente distrazione di fondi destinati ai gruppi consiliare, tra assegni, prelievi in contanti e bonifici in suo favore senza motivazioni o con motivazioni generiche sotto la voce “anticipo spese”. Si parla di 581mila euro destinati al partito e di cui invece Maruccio si sarebbe appropriato negli ultimi due anni attraverso una ventina di bonifici, attingendo al conto aperto presso il Credito artigiano. I pm stanno però verificando se a questa somma vadano aggiunti circa 200mila euro di prelievi in contanti da due conti del gruppo dell’Idv effettuati nell’ultimo anno. In tal caso si arriverebbe alla cifra di 700mila euro.

I conti correnti aperti dall’ormai ex coordinatore regionale dell’Idv Vincenzo Maruccio e dove, secondo gli inquirenti, sono finite le risorse consiliari sarebbero invece cinque, tutti in Italia.

L’inchiesta nei confronti di Maruccio sarebbe scattata in seguito ad una segnalazione di movimenti bancari sospetti inviata dalla Banca d’Italia alla Guardia di Finanza. La Procura di Roma ha così disposto le perquisizioni nei confronti dell’esponente dell’Idv che sono state eseguite oltre che nelle sue abitazioni a Roma, di cui una in via Duodo vicino a San Pietro, e negli uffici della Pisana, anche a Maierato, in Calabria.

Il capogruppo Idv del Lazio indagato

Le dimissioni. Maruccio, poco dopo l’ultimatum lanciato dal leader Antonio Di Pietro che gli ha dato “tre ore di tempo per dimettersi”, ha lasciato ogni incarico “dal partito, da coordinatore regionale dell’Idv, dal suo ruolo di capogruppo e consigliere regionale”. Ad annunciarlo è stato lo stesso fondatore dell’Idv a Montecitorio, che ha aggiunto: “Mi è arrivata questa comunicazione, ha mandato un fax al partito. Gli avevamo dato tre ore di tempo per farlo. La magistratura svolga il suo compito, ma questa è la risposta che la politica deve dare. Ci auguriamo che i partiti facciano così dopo quello che è accaduto in Lombardia e a Reggio Calabria”. Il segretario ha poi convocato d’urgenza l’ufficio di presidenza del partito.

Nella lettera di Vincenzo Maruccio indirizzata a Di Pietro si legge: “Carissimo presidente, a seguito delle indagini della Procura di Roma, le comunico di essermi dimesso stamattina dalla carica di Consigliere Regionale del Lazio e, quindi, da Capogruppo e con la presente sono a comunicarle le mie dimissioni da Segretario regionale del partito. Preferisco – si legge nella lettera di Maruccio – affrontare da privato cittadino l’iter processuale certo di dimostrare la mia estraneità”.

Poi l’ex consigliere ha dato la sua versione: ”Non ho nulla da nascondere, chiarirò ogni cosa nelle sedi opportune e ai magistrati inquirenti, ai quali ho già messo a disposizione la documentazione contabile. Voglio precisare che le risorse del gruppo sono state utilizzate da me solo, in qualità di capogruppo consiliare, e non dagli altri componenti del gruppo, esclusivamente e soltanto per fare attività politica”.

Le reazioni. L’Italia dei Valori “farà pulizia – dice ancora Di Pietro – al nostro interno con una revisione completa e concreta, determinata e urgente di ruoli e incarichi all’interno del nostro partito”. In un videomessaggio pubblicato sul suo blog l’ex magistrato annuncia: “Tutti coloro che a qualsiasi livello hanno concorso, non vedendo o non volendo vedere saranno allontanati dai ruoli di partito, dalle cariche, dagli incarichi e non saranno ricandidati. Per questa ragione le prossime candidature, a cominciare dalle elezioni per la Regione Lazio e per il Comune di Roma, dalle prossime elezioni politiche e amministrative, verranno sottoposte preventivamente al vaglio della Rete, con primarie online”.

”Il denaro veniva utilizzato solo per finalità politiche e collettive” ha commentato a caldo la consigliera regionale Idv del Lazio Giulia Rodano dopo la notizia che il capogruppo Vincenzo Maruccio è indagato per peculato. ”Noi abbiamo già ammesso pubblicamente l’errore politico nell’aver sottovalutato l’aumento dei fondi per i gruppi. Io stessa l’ho scritto. E’ un errore politico serio per l’Idv ma tra questo e la dimensione dell’uso illegale o illegittimo ce ne corre” ha aggiunto difendendo il collega. “Io sono stata assicurata che i fondi del gruppo sono stati utilizzati solo per finalità politiche: il gruppo ha pagato per le iniziative sulla sanità o per l’affitto della sala per una iniziativa della cultura”. A chi le chiedeva chi gestisse i soldi, e se ci fosse una figura di tesoriere, Rodano ha risposto: ”Il capogruppo, penso. Il nostro è un gruppo piccolo, non c’è un tesoriere tra i consiglieri. Io comunque non ho mai avuto idea di ammanchi. Rendicontazione? Io non l’ho vista, ma c’è – ha concluso Rodano – ci sono le fatture, ma io non le ho pagate direttamente”.

Su facebook Nicola Zingaretti, candidato per il centro sinistra in Regione, scrive: “Sostegno pieno alla magistratura affinché indaghi e faccia piena luce su tutto quello che è accaduto alla Regione Lazio”. “Politicamente- prosegue- da parte mia, come ho già detto, non guarderò in faccia nessuno. Vado in Regione per cambiare tutto”.

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fonte repubblica.it

Regione Lombardia, arrestato assessore di Formigoni: 200.000 euro alla ’ndrangheta per 4.000 voti

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Regione Lombardia, arrestato assessore di Formigoni per voto di scambio

È il Pdl Domenico Zambetti, avrebbe pagato 200.000 euro
alla ’ndrangheta per 4.000 voti

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di Luigi Ferrarella

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L'assessore alla Casa Domenico Zambetti (Fotogramma)L’assessore alla Casa Domenico Zambetti (Fotogramma)
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MILANO – Voto di scambio con la ’ndrangheta per un importante assessore Pdl della Regione Lombardia presieduta da Roberto Formigoni. Il responsabile dell’assessorato alla Casa, Domenico Zambetti, 60 anni, è stato arrestato mercoledì mattina a Milano dai carabinieri con l’accusa di aver comprato un pacchetto di 4.000 preferenze (decisivo per la sua elezione con 11.217 voti nelle regionali 2010) pagando 200.000 euro a due colletti bianchi della ’ndrangheta. Uno dei due è un esponente della cosca calabrese «Morabito-Bruzzaniti» di Africo (Giuseppe D’Agostino, gestore di locali notturni già condannato anni fa per traffico di droga nell’inchiesta sull’Ortomercato); l’altro è un referente invece del clan «Mancuso» di Palmi, il gestore di negozi Costantino Eugenio. Un tandem che a sua volta, oltre che all’hinterland milanese della famiglia «Barbaro-Papalia» di Platì, per investire sulla candidatura di Zambetti avrebbe attinto in parte a un bacino di preferenze nella disponibilità di Ambrogio Crespi, fratello di Luigi, l’ex sondaggista di Berlusconi condannato nel dicembre 2011 in primo grado a 7 anni per la bancarotta Hdc.

REGIONE FALCIDIATA L’arresto (leggi il dispositivo) segna il caso di maggior infiltrazione della ‘ndrangheta nella politica sinora svelato al Nord Italia dalle indagini. Zambetti, in Regione in passato responsabile dell’Ambiente e poi dell’Artigianato, è il quinto assessore delle varie giunte di Formigoni a essere arrestato, dopo Guido Bombarda (Formazione professionale), Piergianni Prosperini (Turismo), Franco Nicoli Cristiani (Ambiente, Commercio) e Massimo Ponzoni (Protezione civile, Ambiente). E in questo momento è anche il tredicesimo consigliere regionale dell’attuale assemblea (su 80) a finire sotto inchiesta.

SOLDI AI BOSS “IN DIRETTA” Un’intercettazione ambientale, disposta dal pm Giuseppe D’Amico nell’automobile dei due ’ndranghetisti subito dopo l’incontro il 15 marzo 2011 tra uno di essi e Zambetti nell’Associazione culturale milanese dell’assessore «Centro e Libertà», secondo l’accusa documenta il pagamento appena avvenuto, da parte del politico ai boss, di una delle ultime rate (30.000 euro) della somma concordata al momento dell’accordo sui voti nel 2010.

ASSUNZIONI E APPALTI L’assessore regionale alla Casa avrebbe anche fatto assumere la figlia di uno dei due ’ndranghetisti a termine all’Aler, l’ente case popolari, e promesso di attivarsi per far avere lavori a cooperative e ditte degli ’ndranghetisti: il gip milanese Alessandro Santangelo, estensore a Torino della sentenza-pilota Eternit sui morti per amianto, gli contesta i tre reati di «scambio elettorale politico-mafioso», «concorso esterno in associazione mafiosa» (ipotesi addebitata al pure destinatario di un ordine di arresto Ambrogio Crespi) e «corruzione» con l’aggravante di aver agevolato la ’ndrangheta.

MINACCE E RICATTI L’inchiesta dei carabinieri ha monitorato anche tutta un serie di telefonate e lettere intimidatorie, foto e registrazioni con le quali gli ’ndranghetisti, in alcune fasi altalenanti del rapporto con il politico, contavano di richiamarlo all’ordine («ce l’abbiamo in pugno»), pena quello che nelle intercettazioni definiscono «il rimpasto degli accordi».

IL PRESIDIO – Il centrosinistra in Regione Lombardia «terrà oggi alle 18 un presidio davanti alla sede della Regione, lato via Melchiorre Gioia, per chiedere che si vada subito al voto». Lo comunica il Pd. I gruppi consiliari del centrosinistra terranno una conferenza stampa alle 13 a Palazzo Pirelli, via Filzi 22, 14esimo piano.

VIDEO-CCORRIERE

Luigi Ferrarella

10 ottobre 2012 | 14:40

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fonte corriere.it