Archivio | ottobre 12, 2012

FISCO – Meno Irpef, ma scure sulle detrazioni si salvano solo le spese mediche


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Meno Irpef, ma scure sulle detrazioni
si salvano solo le spese mediche

Si aprono le polemiche sulle principali novità fiscali della bozza di legge approvata dal governo. Per chi guadagna più di 15mila euro si applica un tetto di massmo 3mila euro all’anno per gli sconti fiscali. E la misura è retroattiva (cioè scatta già dalla prossima dichiarazione dei redditi) mentre il taglio di un punto per le prime due aliquote Irpef parte dal 2013. E i benefici rischiano di essere annullati

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di ROBERTO PETRINI

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ROMA – Le detrazioni per le spese mediche “non verranno toccate a nessun livello di reddito”. Lo ha assicurato il ministro dell’Economia Vittorio Grilli rispondendo ad una precisa domanda a Tokyo a margine dei lavori dell’Fmi. “Tutte le altre – ha invece aggiunto – sono toccate per i redditi superiori ai 15 mila euro”. Si presume dunque che, oltre a non subire la franchigia da 250 euro, come il ministro aveva detto nella conferenza stampa successiva al consiglio dei ministri, le spese mediche siano fuori anche dal tetto dei 3.000 euro complessivi annui.

Nonostante il tentativo di gettare acqua sul fuoco tuttavia l’operazione meno Irpef ma anche meno detrazioni-deduzioni e più Iva continua a sollevare dubbi e critiche. 1 Tanto più che il testo del disegno di legge varato nella notte tra martedì e mercoledì ancora non è disponibile e, secondo numerose fonti, è soggetto in queste ore a modifiche e numerosi rimaneggiamenti. Comunque Grilli si è già detto disponibile a ridiscutere il testo, un disegno di legge e non un decreto, in Parlamento (dove ieri è stata votata la fiducia alla delega fiscale). “Stia tranquillo la cambieremo”, ha replicato Michele Ventura vicepresidente dei deputati Pd. I maggiori dubbi cominciano a focalizzarsi sull’intervento che impone una sorta di taglio orizzontale, all’articolo 12 della legge di Stabilità, alle detrazioni e deduzioni fiscali introducendo una franchigia di 250 euro (ovvero una riduzione della somma su cui applicare lo sconto del 19 per cento) per chi guadagna più di 15 mila euro. Mugugni anche sulla misura, contenuta nello stesso articolo, in base alla quale il monte detrazioni non può superare i 3.000 euro annui.

Entrambi gli interventi rischiano di erodere i vantaggi del taglio delle aliquote. L’effetto andrà valutato caso per caso ma, scorrendo la lista delle detrazioni sottoposte a franchigia, cioè ad un taglio del beneficio, emergono sorprese spiacevoli. Ad esempio, come calcola l’ufficio studi della Cisl, cadranno sotto la tagliola le spese per gli asili nido: oggi la detrazione è del 19 per cento su un limite massimo dei 632 euro, da domani questa somma andrà diminuita di 250 euro e di conseguenza scenderà a 382, pertanto lo sconto massimo d’imposta scenderà a 72,58 euro con la perdita di 47,50 euro. La stessa somma, cioè 47,50 euro, si perderà per le detrazioni sul mutuo, le spese per la badante, le erogazioni liberali. Scompare di fatto lo sconto palestra: già si potevano portare in detrazione il 19 per cento di 210 euro, con l’introduzione della franchigia di 250 euro per beneficiare bisogna almeno avere due figli. Anche per le spese per il “dottore” di cani e gatti il beneficio che consente la detrazione scende da 49,06 a 26 euro.

Complessivamente per la Cisl, con la legge di Stabilità, una famiglia con un solo reddito superiore a 28 mila euro e un figlio a carico vedrà scendere il beneficio di 280 euro, dovuto al taglio delle aliquote, a quota 162 a causa della riduzione degli sconti fiscali (tasse scolastiche, mutui e spese sanitarie). Il Forum delle famiglie ha definito ieri uno “scandalo” il tetto di 3.000 euro, nel quale l’esecutivo dovrà chiarire se entrano anche i carichi familiari e le deduzioni da lavoro dipendente: “Il risultato che per i redditi attorno ai 23-25 mila euro, avere moglie e figli a carico, significa non poter detrarre più nulla per spese mediche, istruzione e assicurazioni”.

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fonte repubblica.it

Studenti in 90 città, con le carote in piazza

 

Studenti in 90 città, con le carote in piazza

Nella capitale gli studenti espongono striscione davanti alla sede del Parlamento europeo

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ROMA – Gli studenti italiani scendono in piazza in 90 città italiane per ‘difendere il proprio futuro”. La giornata di mobilitazione nazionale del 12 ottobre  è stata lanciata dall’Unione degli studenti quest’estate, per manifestare contro la svendita della scuola pubblica e la distruzione dell’università, ha avuto una grande diffusione e preannuncia l’apertura di un autunno di mobilitazione intenso”.

ROMA – Si è concluso senza incidenti il corteo degli studenti a Roma, che oggi hanno sfilato bloccando il traffico in diversi punti della città. Dopo aver lanciato carote contro la sede del Ministero della Pubblica istruzione in viale Trastevere, presidiato da un cordone delle forze dell’ordine, i giovani hanno sciolto la manifestazione. L’appuntamento è per il 27 ottobre sempre a Roma per un nuovo corteo organizzato dal comitato ‘No Monti day’.

‘Siamo in diecimila’, dicono gli organizzatori, i manifestanti a Roma. Il corteo degli studenti, soprattutto ragazzi dei licei e le scuole superiori, è partito da piazza della Repubblica incrociandosi con i manifestanti della Cgil. I ragazzi sfilano con le carote in pugno, “simbolo dell’inutile presente”. “Abbiamo portato delle carote in piazza per ribadire al ministro Profumo – hanno spiegato gli studenti – che le nostre scuole e le nostre università in questi anni hanno visto solamente il bastone, ma che di qualche carota presentataci come fosse un regalo, noi non ne abbiamo bisogno. Questi ortaggi glieli riportiamo”. “La scuola non è in vendita. Risorse – stop Aprea – diritto allo studio”. Hanno strappato le bandiere dell’Unione Europea mentre sfilavano a via Cavour. Così al corteo di Roma, gli studenti aderenti al Fronte della Gioventù Comunista hanno manifestato la protesta contro le politiche della Ue.

MILANO  – Il corteo degli studenti è arrivato sotto il Pirellone, sede del Consiglio regionale. Qui, il serpentone si è fermato e i ragazzi, che hanno alzato tutti le mani, hanno gridato la loro richiesta di “dimissioni” del governatore Roberto Formigoni e dell’assessore lombardo all’Istruzione Valentina Aprea. In migliaia hanno risposto all’appuntamento lanciato dai collettivi studenteschi Laps, per le superiori, e Link, per gli universitari, a difesa di un’iscrizione pubblica. ‘Fuori la mafia dalla Regione’: è questo il testo del manifesto con cui gli studenti che stanno sfilando in centro a Milano hanno tappezzato la filiale Unicredit di piazza Cordusio, oggetto anche del lancio di uova e fumogeni. La manifestazione organizzata da diversi collettivi studenteschi e universitari, conta circa tremila partecipanti, ed è aperta dallo striscione ‘Aprea (assessore regionale all’Istruzione, ndr) e Formigoni dimissioni’.

TORINO – Gli studenti in corteo hanno lanciato carote contro la sede del Miur per protestare contro la frase del ministro Francesco Profumo che nei giorni scorsi ha detto che con gli studenti serve il bastone e la carota. “La settimana scorsa – hanno detto gli studenti ricordando gli scontri con la polizia dell’ultima manifestazione – con noi hanno usato il bastone. Oggi noi usiamo le carote”. Hanno poi acceso anche alcuni fumogeni.

NAPOLI – E’ partito, in ritardo a causa della forte pioggia, il corteo degli studenti a Napoli. Ad aprire il corteo uno striscione con la scritta “liberare i saperi per liberare le persone”. Numerose le bandiere tra cui quella dell’Udu, l’Unione degli studenti di Napoli, che ha organizzato la manifestazione. Adesivi della Flc-Cgil sono attaccati sulle magliette e in molti casi anche in fronte dei ragazzi, come fossero fasce per i capelli, con la scritta: “Scusate il disagio, stiamo scioperando anche per voi”.

BOLOGNA – “Ci scusiamo per il disagio, stiamo scioperando per voi”. Sono le parole scritte su un nastro giallo e nero con cui è stata circondata la fontana di piazza Nettuno a Bologna, per sigillarla simbolicamente, nel giorno di mobilitazione nazionale della scuola. Anche nel capoluogo emiliano gli studenti – circa 800 e in maggioranza delle scuole superiori – si sono riuniti per un presidio. “Più rappresentanza meno privati ladri ladroni”, è lo slogan su uno striscione posto davanti ad un palchetto, organizzato dalla Flc Cgil, dove si alternano interventi a sostegno della scuola pubblica. E’ presente anche un gazebo dei comunisti italiani.

FIRENZE – Sono oltre duemila, secondo la Flc Cgil, le persone che stamani a Firenze hanno dato vita a una grande catena umana “in difesa della scuola” che dalla centralissima piazza della Signoria si è snodata fino a via Martelli concentrandosi davanti al liceo Galileo dove nei giorni scorsi è crollato un controsoffitto. L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito della manifestazione regionale per lo sciopero della scuola indetto oggi a livello nazionale dal sindacato. A sfilare, docenti, precari, personale scolastico, studenti e anche genitori. Numerosi gli striscioni tra cui uno con una frase di D. Bock: ‘Se pensate che l’istruzione costi provate l’ignoranzà. Due delegazioni sono state ricevute in Regione e in Prefettura dove hanno portato un documento del sindacato sulla situazione nel mondo della scuola. Manifestazione anche a Pisa: circa 300 studenti universitari e medi superiori hanno sfilato in corteo per le vie del centro per contestare le politiche del Governo Monti su scuola e università. I giovani hanno esposto striscioni e scandito slogan contro i tagli e hanno improvvisato un’assemblea davanti al Comune guardati a vista da un imponente servizio d’ordine composto da poliziotti, carabinieri e vigili urbani schierati a protezione dell’ingresso principale del municipio. Nei giorni scorsi un centinaio di studenti, durante un’altra manifestazione contro i tagli all’istruzione, aveva tentato di forzare il blocco degli agenti: c’erano stati momenti di tensione. Oggi invece il corteo si è svolto senza problemi.

ANCONA – Traffico in tilt nel centro per lo sciopero della Flc Cgil e il corteo della Rete degli studenti medi contro i tagli del Governo alla scuola pubblica. Circa 500 docenti e studenti hanno attraversato a piedi la Galleria del Risorgimento, bloccando la circolazione delle auto. In testa al corteo, diretto verso la sede della Regione e scortato da polizia e carabinieri striscioni con la scritta ‘La scuola non e’ un bancomat’, e ‘Profumo, l’unico inadeguato sei tu’.

CAGLIARI E ORISTANO – L’autunno caldo della scuola è iniziato anche in Sardegna. In centinaia sono scesi in piazza a Cagliari e a Oristano, come in una sessantina di città italiane. Studenti a fianco di insegnanti di ruolo e precari, personale amministrativo e tecnico. Ma anche gli operai dell’Alcoa di Portovesme si sono uniti con uno striscione. Per i lavoratori della scuola è stata una adesione allo sciopero nazionale indetto dalla Flc-Cgil contro la spending review che sottrae risorse al settore della istruzione pubblica sarda già in ginocchio, e per chiedere il rinnovo del contratto scaduto nel 2009 e l’ingresso di giovani e precari. Tanti ruoli diversi e un solo grido: “L’istruzione pubblica sta finendo in pezzi, difendiamola”. I manifestanti hanno raggiunto piazza Repubblica, sede del concentramento e da qui un serpentone umano ha percorso le vie del centro città verso viale Trieste sede dell’Assessorato Regionale della Pubblica istruzione.

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fonte ansa.it