Archivio | ottobre 13, 2012

BLITZ DEI NAS – Sequestrate 4mila tonnellate di alimenti nocivi in tutta Italia

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Blitz dei carabinieri dei Nas

Sequestrate 4mila tonnellate di alimenti nocivi in tutta Italia

Sono state eseguite circa 300 ispezioni e rilevate irregolarità nel 25% delle strutture controllate. A seguito dei controlli, i Carabinieri dei 38 Nuclei dislocati sul territorio nazionale hanno segnalato alle Autorità Giudiziarie, Amministrative e Sanitarie 70 persone

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Roma, 13-10-2012

Quasi 4 mila tonnellate di conserve alimentari, per un valore di circa 4 milioni di euro, sono state sequestrate dai carabinieri dei Nas nell’ambito dei controlli a tappeto sul territorio nazionale effettuate nelle ultime settimane nelle aziende di produzione e distribuzione del settore.

Sono state eseguite circa 300 ispezioni e rilevate irregolarità nel 25% delle strutture controllate. A seguito dei controlli, i Carabinieri dei 38 Nuclei dislocati sul territorio nazionale hanno segnalato alle Autorità Giudiziarie, Amministrative e Sanitarie 70 persone, alle quali sono state contestate circa 100 violazioni alle normative di settore e nei cui confronti sono state elevate sanzioni amministrative per oltre 75mila euro. Sei le strutture produttive alle quali sono stati posti i sigilli e circa 4mila le tonnellate di conserve e materie prime sottoposte a sequestro (per un valore di quasi 4 milioni di euro).

Tra le situazioni di maggior rilievo:

 – ROMA: chiusa una struttura in pessime condizioni igienico sanitarie, con pavimentazione sconnessa, presenza di sporco diffuso non rimosso da tempo, mancanza di protezioni contro l’intrusione di roditori ed insetti. Inoltre, in un piazzale esterno alla struttura, assolutamente non idoneo per la conservazione di alimenti e privo di copertura, erano stoccati fusti in plastica contenenti materie prime vegetali (pomodori, melanzane, olive, etc.) ed un tank contenente olio di semi. Molti dei fusti presentavano inoltre notevoli formazioni di muffe a diretto contatto con i vegetali.

I Carabinieri del NAS hanno pertanto sottoposto a sequestro penale quasi 25 tonnellate di prodotti vegetali e 1.000 litri di olio di semi di girasole, per un valore di circa 200mila euro, e denunciato all’Autorità Giudiziaria il titolare dell’azienda;

– FOGGIA: in una azienda alimentare rinvenuti 160 fusti di vegetali in salamoia prodotti dalla ditta, conservati in maniera non idonea – in un piazzale esterno alla struttura – ed invasi da parassiti. Sotto sequestro 22 tonnellate di conserve e chiusura immediata dello stabilimento abusivo.

– NAPOLI: decine di fusti in plastica contenenti un semilavorato di pesche (scarto della produzione aziendale di frutta sciroppata) destinato alla preparazione di succhi di frutta, invasi da muffe, moscerini e parassiti. I Carabinieri hanno quindi sequestrato i prodotti avariati, circa 7 tonnellate, denunciando il titolare dell’azienda;

 – PERUGIA: sottoposta a sequestro una ditta produttrice di conserve alimentari tipiche. Constatata la presenza di numerosi insetti, di escrementi animali e di un roditore morto, nonchè‚ sporcizia diffusa non rimossa da tempo. Le materie prime erano stoccate in pessime condizioni igienico sanitarie. I militari hanno inoltre sequestrato circa 9mila confezioni di sughi e conserve, nonch‚ 1,5 tonnellate di materie prime di origine locale, denunciando il titolare;

– BOLOGNA: sottoposto a sequestro oltre 26 tonnellate di materie prime provenienti dall’estero, congelate ed in purea, recanti il termine minimo di conservazione scaduto anche da 2 anni e detenute in celle frigo versanti in precarie condizioni igienico sanitarie (sporco, polvere e scarti di lavorazioni derivanti dalla mancata pulizia). Al titolare dell’azienda sono state contestate sanzioni amministrative per un valore di 5mila euro.

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fonte rainews24.it

SU TWITTER – Don Gallo attacca Renzi e loda Grillo


don Andrea Gallo – fonte immagine

Don Gallo attacca Renzi e loda Grillo

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Genova – «L’unica che supera Matteo Renzi nella spregiudicatezza del linguaggio vuoto e senza futuro è la Santanché»: così don Andrea Gallo attacca su Twitter il candidato alle primarie del Pd.

Il prete genovese, da 2 giorni su Twitter , ha già oltre 1.600 follower dei suoi “cinguettii”. In un altro tweet don Gallo loda Beppe Grillo e riferendosi alla traversata del leader del Movimento 5 Stelle nello Stretto di Messina scrive: «Pensate quel che volete di Beppe Grillo ma la traversata è una grande impresa. Bravo. Ciao Beppe».

Sempre su Twitter il fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto pensa anche agli studenti che hanno protestato in piazza : «Ai giovani che hanno riempito il mio cuore e le strade dico: continuate ad Agitarvi, Organizzarvi, Studiare! Abbiamo bisogno di voi».

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fonte ilsecoloxix.it

Lombardia, la Lega scarica Formigoni. Ira del governatore: «Accordo violato»

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Lombardia, la Lega scarica Formigoni
Ira del governatore: «Accordo violato»

Il Carroccio: «Dimissioni immediate di tutti i consiglieri regionali rinviati a giudizio». Maroni: nessun patto sulla durata della legislatura. Il Pdl: Maroni spieghi, altrimenti meglio votare subito

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MILANO – «Un unico election-day ad aprile», per le politiche e le regionali, dopo aver approvato la legge elettorale regionale e quella di bilancio «entro Natale»: è questa la decisione uscita dal consiglio federale della Lega per la regione Lombardia.Per la Lega tutti i consiglieri regionali che venissero rinviati a giudizio, inoltre, devono dimettersi dal loro mandato «immediatamente». Scontro aperto con Roberto Formigoni, che ha annunciato nel frattempo che nominerà la nuova giunta lombarda nel giro di due settimane per dare un «forte segno di discontinuità», dopo l’arresto dell’ormai ex assessore Domenico Zambetti con l’accusa di aver comprato voti dalla ‘ndrangheta. Nelle intenzioni del governatore la giunta dovrebbe durare fino al 2015, ma la linea che passa al vertice di via Bellerio è quella del segretario della Lega lombarda, Matteo Salvini, che insiste per il «voto ad aprile».

Maroni. Per Roberto Maroni «gli scandali non fanno bene alla politica. Nessuno della politica o partito ne trae vantaggio». La politica «può reagire in due modi: nel modo sbagliato che è quello di sottovalutare o di dire che non è successo niente, e nel modo giusto che è quello di reagire mettendo la p maiuscola alla politica cioè – ha spiegato – sapendo quando è ora di fare scelte anche difficili, ma scelte giuste e tempestive come abbiamo fatto oggi nel consiglio federale».

Ira di Formigoni. Se la posizione della Lega è cambiata «non ci basta un comunicato e non ci basta nemmeno un appoggio esterno, assolutamente no. Tra partiti che hanno collaborato vale il principio della correttezza e della lealtà: per me il patto è ancora valido», è la replica di Formigoni, che ha detto di aver inviato un sms a Maroni, ma di non aver ancora ricevuto risposta. «Andare ad una crisi di governo adesso – ha aggiunto – sarebbe negativo per i cittadini. Noi abbiamo ben governato e ci sono tutte le ragioni per andare avanti».

«L’accordo firmato giovedì (LEGGI: Formigoni azzera la giunta) con Alfano e Maroni è diverso da quanto emerso oggi. Se la Lega ha cambiato posizioni ce ne spiegherà le ragioni, ragioneremo insieme, questo è il momento in cui ognuno deve essere chiaro. Il Pdl è pronto ad assumere la responsabilità delle proprie scelte e anche io come presidente farò le mie scelte», ha aggiunto Formigoni a margine dell’Incontro dei democristiani del Pdl a Saint-Vincent.

L’accordo stretto a Roma appena 48 ore fa da Formigoni, il segretario Pdl Alfano e il leader della Lega Maroni, prevedeva l’azzeramento della giunta, con le dimissioni di tutti gli assessori. Formigoni sottolinea di «avere alle spalle Alfano, Berlusconi, i tre coordinatori» del Pdl in questa delicata fase del suo governo. «Il Pdl – ha aggiunto – è unito e compatto, soltanto 48 ore fa ha firmato un accordo con la Lega. Se la Lega ha cambiato idea, Maroni ce lo spiegherà e il Pdl farà le proprie scelte».

Le altre regioni. Sulla possibilità della caduta delle maggioranze delle altre Regioni del nord (Veneto e Piemonte) il presidente delle Lombardia sottolinea che «è una scelta che attiene al Pdl: il Popolo delle Libertà ha fatto un accordo con la Lega Nord nel 2010 e ora sarà il Popolo delle Libertà a decidere».

La Russa. «Maroni deve spiegare se è cambiato qualcosa. Non si può dare una scadenza temporale. Piuttosto si va a votare subito. Non ci possono essere soluzioni intermedie. Se non si riesce a trovare una intesa non c’è bisogno di aspettare maggio o aprile». Lo afferma Ignazio La Russa ai microfoni di SkyTg24.

Maroni: mai siglato accordo su durata legislatura. «L’intesa raggiunta a Roma con il segretario del Pdl Angelino Alfano – ribatte Maroni – riguardava esclusivamente l’azzeramento della giunta regionale della Lombardia e la realizzazione di una nuova legge elettorale regionale, mentre non conteneva alcun riferimento alla durata della legislatura».

«Pdl masochista se boicotta l’accordo con la Lega». «La mia regola è che in Lombardia decidono i lombardi e in Veneto decidono i veneti – ha aggiunto Maroni – Mi aspetto che ciò che avviene in Veneto sia la prosecuzione di un’esperienza di governo positiva e di successo. Il Veneto è una regione governata benissimo e il governatore Luca Zaia è il più amato dagli italiani, come risulta da tutti i sondaggi. Mi sembrerebbe un gesto di puro masochismo se il Pdl decidesse, e non si capisce perché, di boicottare o porre fine di questa esperienza». Per Maroni esiste un altro caso eccellente in Veneto, che riguarda il sindaco Tosi a Verona. «Ho sempre sostenuto – ha precisato – l’eccellenza e la validità del “modello Verona”, cioè un candidato sindaco della Lega e liste civiche attorno. Se questo modello vincente sarà riproducibile anche fuori Verona lo vedremo e valuteranno loro se sarà possibile ripeterlo anche a Vicenza e a Treviso, così come a Brescia e a Sondrio, dove si voterà in primavera».

Sabato 13 Ottobre 2012 – 13:11
Ultimo aggiornamento: 22:53
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“Lotto per il 18”, al via raccolta firme per il referendum sul lavoro

"Lotto per il 18", al via raccolta firme  per il referendum sul lavoro

“Lotto per il 18”, al via raccolta firme per il referendum sul lavoro

È partita nelle principali piazze italiane l’iniziativa, promossa dall’Idv, per chiedere l’abrogazione delle modiche allo Statuto dei Lavoratori previste dalla riforma Fornero. Due quesiti anche per eliminare il finanziamento pubblico ai partiti e le indennità ai parlamentari

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ROMA “Lotto per il diciotto”. Questo lo slogan con il quale si apre la raccolta firme per la presentazione dei quesiti refendari riguardanti lavoro e costi della politica. Quattro in tutto: “Due a favore dei soggetti più deboli: il primo per ridare il contratto nazionale ai lavoratori e non lasciarlo alle violenze dei datori di lavoro e il secondo per riassumere quelle persone che vengono licenziate illegittimamente”, ha detto Antonio Di Pietro, presentando la campagna che prende il via oggi, “e due per eliminare il finanziamento pubblico ai partiti e le indennità ai parlamentari” ha aggiunto. “Contro la casta”, si legge nel sito 1 dedicato all’iniziativa.

In tutta Italia a partire da oggi saranno allestiti gazebo e banchetti per la raccolta firme. L’obiettivo è quello di arrivare a 500mila adesioni entro Natale. Bologna, Milano, Torino, Roma, Genova, Firenze, Napoli, Palermo e molte altre sono già partite. Tra i promotori, oltre all’Idv, Sel, Fiom-Cgil, Federazione della Sinistra, Articolo 21 e Verdi. Tutti insieme per chiedere, in particolare, un referendum per l’abrogazione delle modifiche all’articolo 18, previsite dalla riforma Fornero, e uno per la cancellazione dell’articolo 8 del decreto legge 138/2011, voluto dal governo Berlusconi, che di fatto annulla i contratti nazionali.

“Con il referendum per ripristinare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non si irrigidisce il mercato del lavoro. Anzi, tutt’altro” ha affermato Di Pietro. ” Il mercato del lavoro – ha detto il leader dell’Italia dei Valori – si irrigidisce quando una persona viene licenziata illegittimamente e si pretende, come pretende ora la riforma Fornero, che vada mandato a casa ugualmente, e quando la contrattazione sullo stipendio viene lasciata solo alle parti come se fossero sullo stesso piano”.

Per Di Pietro, dunque, “l’irrigidimento, che pure c’è, non è dovuto alle tutele che noi chiediamo per i lavoratori, ma all’eccesso di burocrazia, alla corruzione imperante, alla lungaggine dei procedimenti, al mancato pagamento da parte della pubblica amministrazione di quel che deve ai fornitori, al fatto che non siano previsti incentivi per chi si assume”. Il leader dell’Idv, che si è seduto al banchetto a raccogliere le prime firme tra i passanti, ha chiarito l’intento della raccolta promossa, tra gli altri, dal suo partito. Non solo lavoro, ma anche l’abolizione dei privilegi della casta: “Invitiamo tutti i cittadini a dare una scossa a questa politica firmando un grappolo di referendum” ha concluso.

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fonte repubblica.it

Padova, insulti al 113: «Vergonatevi». Il questore smentisce le dimissioni

Pubblicato in data 11/ott/2012 da

E’ stato prelevato dalla polizia davanti a scuola dopo un’ordinanza della sezione Minori della Corte d’Appello di Venezia. Portato a braccia verso un’auto dopo che aveva tentato di divincolarsi. Ma stiamo parlando di un bambino di 10 anni.

Il tribunale aveva deciso che la patrià potestà doveva andare solo al padre del piccolo. Così gli agenti sono andati a prenderlo all’entrata di scuola, alle otto di mattina, per portarlo via dalla madre. I bambino non voleva andare con loro, e così è stato trascinato nell’auto a forza. Ma una parente del bambino ha ripreso la scena del “prelevamento” e ha girato il video a Chi l’ha visto, che l’ha trasmesso.

Nel filmato si vede una donna che corre verso un gruppo di persone e comincia ad urlare, poi il ragazzino sollevato a forza e portato per alcuni metri verso un’auto dove poi è stato caricato.

Per tutto il tragitto, il piccolo tenta di divincolarsi dalla stretta di un uomo che lo tiene per le spalle e di un altro che gli stringe le caviglie. Infine si sente una voce di donna, probabilmente l’autrice del video che il bimbo chiama ‘zia’, che rivolge domande ad un’altra donna, che le risponde di essere un ispettore e di non poterle dare spiegazioni.

BIMBO PRESO CON LA FORZA

Padova, insulti al 113: «Vergonatevi»
Il questore smentisce le dimissioni

Inviati gli ispettori a Padova, l’ondata di indignazione in tivù

Il bambino prelevato da scuola (archivio)Il bambino prelevato da scuola (archivio)

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di Roberta Polese
e Nicola Munaro

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PADOVA — «L’operato dei miei uomini è stato cristallino, non mi dimetto» dice il questore di Padova, Vincenzo Montemagno, quasi a voler scacciare i «corvi» che da ore puntano il dito contro di lui. Nel mirino, il comportamento dei suoi agenti che mercoledì hanno eseguito l’ordinanza della Corte d’Appello dei minori, andando in una scuola elementare a prelevare un bimbo di dieci anni conteso dai genitori separati. Dovevano agire «nelle forme più discrete e adeguate » per affidarlo al papà. Invece un drammatico video girato dalla zia del piccolo Leonardo li mostra mentre, assieme al padre e a un medico, lo trascinano a forza fuori dall’istituto. Ieri è arrivato il rammarico del ministero. «La scena del trascinamento del minore richiede che vengano espresse anche le scuse del Governo», ha detto il sottosegretario Carlo De Stefano. Il comportamento della polizia, ha aggiunto, «non è sembrato adeguato rispetto a un contesto difficile e ostile».

Riferendo alla Camera ha anche sottolineato che chiunque abbia visto le immagini ha provato «un senso di disagio e un moto di sdegno» e punta il dito contro l’ispettrice di polizia che alla zia del bimbo ha detto di non essere «tenuta a dirle niente» perché «lei non è nessuno»: ha usato «espressioni assolutamente non professionali». Poche ore prima aveva parlato anche il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri: «Quelle immagini sono drammatiche, turbano molto perché vedere un bambino trascinato così è una cosa che colpisce molto e fa male. Però all’emotività dobbiamo rispondere con la razionalità: il Capo della Polizia ha aperto un’inchiesta sull’argomento, dobbiamo capire esattamente cosa è successo e perché». Infine, commentando il comportamento degli agenti, ha sentenziato: «Se si sono comportati male avranno quello che la disciplina prevede». La Procura di Padova ha aperto un’inchiesta, per ora senza indagati né ipotesi di reato. Nessun commento ufficiale dalla magistratura che però ha acquisito il video mandato dalla stessa polizia in cui sono ripresi quegli istanti.

Nella tarda mattinata di venerdì il padre del piccolo è stato ricevuto dal procuratore capo Mario Milanese. I due hanno parlato fitto per una ventina di minuti, poi si sono lasciati senza dichiarazioni ufficiali. Mentre il papà incontrava il magistrato, la madre e la zia del bambino proseguivano il «tour televisivo» che si trascina da ormai due giorni, condito da commentatori e politici. Nel pomeriggio anche l’ex marito della donna si è presentato davanti alle telecamere della Rai per raccontare la sua versione dei fatti. Un circo di accuse e veleni. In molti uffici della questura, le televisioni sono rimaste sintonizzate sui telegiornali nazionali, a carpire l’ultima notizia. Come se potesse succedere qualcosa di peggio rispetto a quanto già accaduto. Che siano ore difficili, lo dimostrano le decine di telefonate piovute al 113. Dall’altra parte, uomini e donne che lanciano insulti e inveiscono contro la polizia. La voce indignata dei cittadini è arrivata per tutto il giorno. «Vergognatevi», si sono sentiti dire gli operatori della centrale operativa. L’aria che si respira è decisamente tesa. Poca voglia di scherzare, occhi bassi e molta attenzione a non farsi scappare una parola di troppo. I poliziotti padovani stanno tutti con il fiato sospeso. Perché a breve dovrebbero arrivare gli ispettori e perché si attendono i provvedimenti annunciati da parlamentari. Fino a due giorni fa in questura c’era il clima tranquillo di sempre: si lavorava duro, si beveva il caffè nel cambio di turno e ci si scambiava qualche battuta. Ora invece tutto è cambiato. I funzionari corrono via veloci nelle auto di servizio, e l’animo degli agenti è a livello zero. E quelle voci al 113 fanno male a tutti.

Roberta Polese
Nicola Munaro

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fonte corriere.it

Figli legittimi e naturali equiparati: svolta vicina per il diritto di famiglia

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Figli legittimi e naturali equiparati: svolta vicina per il diritto di famiglia

La nuova norma dovrebbe essere approvata entro fine ottobre. Novità su vincolo di parentela e diritto di successione

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ROMA – Entro la fine del mese la commissione Giustizia della Camera dovrebbe dare il via libera per l’Aula alla proposta di legge che equipara in tutto i figli naturali a quelli legittimi (cioè nati all’interno del matrimonio). La proposta è nel calendario dell’Aula di novembre. Se venisse approvata senza modifiche sarebbe legge.

Vincolo di parentela. Il provvedimento è diretto a modificare l’attuale normativa civile della filiazione naturale, con l’obiettivo di eliminare dall’ordinamento le residue distinzioni tra status di figlio legittimo e status di figlio naturale. La norma riconosce, tra l’altro, ai figli naturali un vincolo di parentela con tutti i parenti e non solo con i genitori. Il che significa che in caso di morte dei genitori il figlio può essere affidato ai nonni e non dato in adozione come accade oggi.

Diritto di successione. Inoltre questa parificazione ha conseguenze anche ai fini ereditari. L’esame del provvedimento è stato completato nei giorni scorsi dalla commissione Giustizia della Camera. Ora è alle altre commissioni competenti per i pareri e già la prossima settimana potrebbe avere il via libera definitivo per l’Aula.

Il caso Padova. «Sono felice che si possa andare in porto con questa legge», commenta da Padova Alessandra Mussolini. La parlamentare non nasconde però l’amarezza, citando il caso del bimbo prelevato da scuola a Cittadella per essere allontanato dalla madre. «Noi possiamo fare tante leggi – spiega – ma se poi non lo ascoltiamo nei fatti non serve a nulla. Questo bambino non è stato ascoltato da nessuno. Qui c’è un cortocircuito della magistratura, dei servizi sociali e di chi deve poi arrivare a rendere esecutive queste sentenze. Qui non ci sono né vinti né vincitori».

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fonte ilmessaggero.it

VERONA – “Il mio ragazzo autistico trattato da spacciatore”

"Il mio ragazzo autistico trattato da spacciatore"

“Il mio ragazzo autistico trattato da spacciatore”

Verona: sedato a forza per cercare ovuli nello stomaco.  La denuncia del medico che lo cura: “Hanno sospettato di lui perché non sa comunicare”

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di VALERIA TEODONIO

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PIERRE è un gigante di quasi due metri. Ha 19 anni e la pelle nera. È autistico e non parla. Ma quando lo fermano in una strada di Verona, in zona Santa Lucia, i poliziotti di pattuglia si insospettiscono. E chiamano immediatamente il 118: il medico dell’ambulanza e gli agenti pensano che Pierre sia uno spacciatore. Sospettano che abbia ingerito ovuli di droga.

All’ospedale Borgo Trento il paziente arriva “in stato di incoscienza”, si legge nel referto del pronto soccorso. Scattano gli esami. Tra cui una radiografia al torace e all’addome. Degli ovuli non c’è traccia.

Questa storia accade il 22 settembre. Pierre è un ragazzo nato in Italia, figlio di immigrati africani. Suo padre, Valentin, è uno psicologo della Costa D’Avorio. Ma non trova lavoro, e fa il panettiere. Sua madre, che si fa chiamare Giovanna, è orginaria del Camerun, e ha studiato medicina senza laurearsi. Vivono in Italia da oltre trent’anni e hanno quattro figli. Pierre è il secondogenito. Il medico che lo cura, Massimo Montinari, sostiene che il suo autismo è dovuto alle vaccinazioni che ha fatto da bambino.

AUDIO Intervista al medico che ha denunciato il caso 1

Quel sabato mattina Pierre è con sua madre: hanno appena finito di fare la spesa nel supermercato Lidl. Aspettano l’autobus, ma a Pierre scappa di andare in bagno. E si allontana. La madre lo segue con le buste della spesa, lo perde di vista. Pierre è scomparso. Giovanna chiama il marito, che a sua volta telefona al 113. Dopo mezzora, scoprono che il figlio è in ospedale, dove era stato portato a mezzogiorno. Sedato e scambiato per uno spacciatore. Solo un’ora dopo il medico di guardia, Alessandra Consolaro, si accorge e scrive sul referto: “Dall’anamnesi soffre di autismo, avvisati i genitori”. Ma venti minuti dopo la dottoressa annota di nuovo: “Il medico del 118 e i poliziotti mi pongono il problema di ingestione di ovuli????”. Sembrerebbe dunque che i sospetti su Pierre restino anche quando si scopre che il ragazzo è autistico. Racconta la madre: “L’ho trovato narcotizzato e con un ago nel braccio. L’abbiamo riportato a casa quel pomeriggio stesso. Ma il giorno dopo aveva una reazione allergica ai farmaci, il collo rosso. E soprattutto non voleva uscire di casa, aveva perso il senso dell’orientamento, non capiva dove si trovava”.

“Rischiamo di buttare tutto il lavoro fatto in anni di terapie – spiega adesso il dottor Montinari  –  Pierre potrebbe non recuperare più. Si fida di pochissime persone, io lo visitavo senza camice per non spaventarlo. Questi ragazzi hanno il terrore dei camici bianchi. È stato narcotizzato senza alcuna autorizzazione. È aberrante. Hanno sospettato di lui perché non sa comunicare o forse solo perché ha la pelle nera? E i farmaci che hanno usato sono controindicati, perché Pierre è come tutti gli autistici un paziente fortemente allergico”.

Nessuno si capacita di come sia stato possibile scambiare quel ragazzone per uno spacciatore. “Una pattuglia lo ha considerato un trafficante di droga – continua Montinari – Come è possibile che nessuno si sia accorto che si trattava di un ragazzo autistico? Anche un ignorante si renderebbe conto del problema di questo ragazzo, è impossibile che i medici non lo abbiano capito. Non so chi siano i poliziotti che l’hanno fermato, cercheremo di scoprirlo. Dobbiamo capire su quale base hanno ipotizzato che Pierre potesse avere degli ovuli nello stomaco”.

Adesso la famiglia sta preparando la denuncia, contro i poliziotti e contro i medici.  “È impossibile scambiare nostro figlio per uno spacciatore” dicono i genitori. “Ha perso tutte le capacità relazionali che aveva acquisito, non vuole più uscire di casa. Mentre prima era contento di fare due passi. E adesso è terrorizzato”.

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fonte repubblica.it