Archivio | ottobre 19, 2012

DI CRISI IN CRISI – Sarà Mario Draghi il prossimo Presidente della Repubblica?


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Sarà Mario Draghi il prossimo Presidente della Repubblica?

I poteri internazionali, quelli che hanno mandato Mario Monti a Palazzo Chigi, hanno stabilito che Draghi tornerà in Italia come Presidente della Repubblica. Monti resterà a Palazzo Chigi anche dopo le elezioni sino al 2014 quando diventerà Presidente del Consglio Europeo

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DI ROBERTO SOMMELLA
milanofinanza.it

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Si chiama Mario, ha dimostrato di avere super poteri taumaturgici sui mercati, è apprezzatissimo in Italia e all’estero. E può puntare al Quirinale. Ma attualmente vive all’estero. Il non complicato identikit di un vero outsider nella corsa alla successione di Giorgio Napolitano è proprio quello del presidente della Bce, Mario Draghi.

E il suo nome comincia a circolare negli ambienti che contano e che cominciano a tratteggiare, chissà se con successo o meno, l’Italia dell’ingorgo politico-istituzionale del 2013. Nel primo semestre del prossimo anno si andrà sicuramente a votare per le elezioni politiche più incerte dell’ultimo ventennio e il nuovo Parlamento che uscirà dalle urne non si sa ancora con quale diavoleria di legge elettorale avrà subito un compito molto arduo: trovare il nome ideale per succedere a Napolitano, il vero dominus politico degli ultimi due anni, l’inventore della nomina a senatore a vita di Mario Monti, il custode della tenuta nazionale.

E se dalle consultazioni politiche dovesse uscire una maggioranza rabberciata o addirittura un pareggio, c’è chi già pensa a un paracadute per calmare i mercati, sempre in agguato nei confronti di un Paese così instabile come l’Italia. Quella clausola di salvaguardia, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, sarebbe proprio l’ex governatore della Banca d’Italia, dal 2010 al vertice della Banca centrale europea, sicuramente anch’egli protagonista centrale dell’uscita dalla crisi di rischio default di mezza Europa.

Uno come Draghi è apprezzatissimo da Silvio Berlusconi (che lo ha candidato due volte, prima per la poltrona di governatore della Banca d’Italia e poi per quella più alta di numero uno dell’Eurotower) ma rappresenta anche la carta segreta per il Quirinale del centrosinistra, qualora gli attuali potenziali candidati quali Giuliano Amato e Massimo D’Alema dovessero trovare troppi ostacoli lungo il loro cammino.

Tra i papabili per un ruolo così delicato, che negli ultimi tempi si è trasformato così tanto da far diventare l’Italia quasi una repubblica presidenziale, ci sono anche uomini del centrodestra, come Lamberto Dini e Gianni Letta, che punta a sua volta anche a diventare senatore a vita, ma i sondaggi drammatici del Pdl in queste settimane spingono il Cavaliere a non farsi soverchie illusioni. Per il Colle meglio cercare un uomo super partes.

Ecco che allora un profilo come quello di Draghi potrebbe mettere d’accordo tutti, a destra e sinistra, visto che nelle prime votazioni del presidente della Repubblica serve la maggioranza dei due terzi. Fantapolitica? Non proprio. Sembra che alcuni amici ne abbiano già parlato con il diretto interessato (che peraltro sta benissimo in quel di Francoforte), ricevendo, come nello stile di Draghi, un garbato rifiuto: troppo presto per fare previsioni e lanciare candidature. Certo che se la cosa si facesse davvero concreta nella primavera del 2013, l’uomo difficilmente potrebbe dire di no di fronte a un’investitura plebiscitaria.

Sulla strada di Draghi, che pare sia in questi mesi molto infastidito dalle pressioni dei tedeschi sulla sua politica salva-spread e di riacquisto dei titoli di Stato dei paesi in difficoltà, ci sono evidentemente due ostacoli. Il primo è proprio l’altro Mario, Monti, che a prima vista sembra ancora il candidato in pectore della maggioranza ma che potrebbe, come la storia insegna, diventare invece solo un nome di bandiera; e, scoglio ben più arduo, c’è il rebus successione in Bce.

Se la crisi dovesse continuare Draghi resta un’assicurazione formidabile per i Paesi dell’Euromed e quindi per l’Italia. Se però, ragionano ancora i kingmaker interpellati da MF-Milano Finanza, lo spread dovesse riportarsi a quota 200 e l’euro imboccare la via della ripresa, il suo ruolo di tutore dei conti pubblici potrebbe esercitarlo tranquillamente nella sua città natale, Roma e dal Colle più alto.

Roberto Sommella
Fonte: http://www.milanofinanza.it
19.10.2012

via dagospia.com

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fonte comedonchisciotte.org

Attentato a Beirut, muore capo dei servizi. Almeno otto morti e trenta feriti / VIDEO: انفجار الاشرفية ساسين ومقتل العميد وسام الحسنانفجار الاشرفية ساسين ومقتل العميد وسام الحسن

انفجار الاشرفية ساسين ومقتل العميد وسام ال

Pubblicato in data 19/ott/2012 da

ساحة ساسين

Attentato a Beirut, muore capo dei servizi
Almeno otto morti e trenta feriti

Il generale era il bersaglio dell’attacco. Il boato all’ora di punta: 80 feriti. Una bomba anche a Damasco

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di Maria Strada

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(da Twitter - Lbc Europe)(da Twitter – Lbc Europe)

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Un’autobomba è esplosa poco prima delle 14, ora italiana, a Sassine Square, nella zona est (quella cristiana) di Beirut, in Libano. Nell’attentato è morto il generale Wissam al Hasan, capo del servizio informazione della polizia libanese e probabilmente bersaglio dell’attacco. Hassan era considerato l’artefice del fallimento di un complotto ordito negli ambienti filo-siriani ed era stato accusato di recente dagli sciiti di Hezbollah di fornire armi agli oppositori siriani dell’Esercito libero.

BOMBE ANCHE A DAMASCO – In serata un’altra forte esplosione si è verificata in un centro commerciale di Amman, capitale della Giordania. Lo riferisce la polizia del Paese. E non è ancora chiaro se i due attentati siano collegati.

IL BILANCIO DELLE VITTIME – L’agenzia di stampa libanese (Nna-leb) ha riferito di almeno otto vittime a Beirut citando fonti della Protezione civile. I feriti sarebbero un’ottantina, diversi gravi secondo la Croce Rossa libanese. Il ministro della Sanità Ali Hassan Khalil, ha fornito un bilancio «provvisorio» diverso: tre vittime e 94 feriti. Un altro esponente del governo, il ministro delle Telecomunicazioni Nicholas Sehnaoui ha confermato come «altamente probabile» l’ipotesi attentato.

(Reuters/Kheir)(Reuters/Kheir)
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L’ORA DI PUNTA – Ashrafieh, il quartiere dell’incidente è particolarmente frequentato, e il venerdì pomeriggio è un’ora di punta. Sassine Square è particolarmente famosa per la sua area pedonale, i negozi e i ristoranti, e vi sono numerose banche. Nella zona si trovano anche le sedi della radio Voice of Lebanon e di Lbc Europe, un’emittente che ha ripreso dall’alto la piazza e che indica il parcheggio della Bemo (Banca europea per il Medio-Oriente) come probabile sede dell’esplosione. Anche alcuni partiti hanno sede nel quartiere e potrebbero essere stati l’obiettivo dell’attentato: l’esplosione è avvenuta più o meno a metà strada tra questi punti di riferimento, quindi le autorità non si pronunciano. Secondo testimoni sul posto a esplodere sarebbe stata una Mercedes 300.

(Afp/Baz)(Afp/Baz)
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PALAZZI DANNEGGIATI – Le cifre sono tuttora incerte, dato che i soccorsi sono ancora in corso. I feriti sono stati trasportati al vicino ospedale Hôtel-Dieu de France (dove è in corso una raccolta sangue straordinaria), al Rizk e allo Jeitawi. Almeno due edifici residenziali sono rimasti danneggiati fino all’altezza del secondo piano, secondo le immagini mostrate da Al Jazeera. In un caso, il piano terra appare sventrato e i balconi sono crollati, in un altro si è sviluppato anche un incendio. Nel raggio di centinaia di metri sono esplosi i vetri di abitazioni e uffici. Diversi testimoni segnalano che le reti cellulari non sono al momento attive.

DAMASCO CONDANNA – Nihad Mashnuq, leader del movimento Mustaqbal, che guida l’opposizione, non ha avuto dubbi: «È un messaggio esplicito del regime siriano che vuole terrorizzare i libanesi». Il governo siriano, da parte sua, ha immediatamente condannato con forza il sanguinoso attentato. Il ministro dell’Informazione Umran al Zobi, secondo l’agenzia Sana, ha detto che «si tratta di un attacco terroristico ingiustificabile». Il timore concreto degli opinionisti libanesi, però, è che l’esplosione sia legata alle crescenti tensioni che la rivolta siriana, in corso ormai da 20 mesi, sta generando nel paese. «Noi cerchiamo di lavorare perchè il nostro Paese non sia coinvolto in quello che sta accadendo in Siria, ma ci sono persone che vogliono invece spingerlo nella guerra, ci vuole tanta saggezza, tanta forza per salvare questo nostro Paese», ha riferito ai microfoni della Radio Vaticana l’arcivescovo maronita di Beirut, Paul Youssef Matar.

VOGLIONO TRASCINARCI NEL VORTICE – Anche Sami Gemayel, deputato del partito delle Falangi, che ha avuto la sede parzialmente danneggiata dall’esplosione, ha commentato: «questo atto terroristico mira a trascinare il Libano verso gli eventi che scuotono la regione», con un implicito riferimento alla Siria. Sami Gemayel è fratello di Pierre, l’ex ministro ucciso nel 2006 in un agguato attribuito al regime siriano, e nipote di Bashir Gemayel, l’ex presidente ucciso nel settembre 1982 in un attentato proprio vicino a Sassine Square.

Maria Strada

19 ottobre 2012 | 18:53

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fonte corriere.it

Stati Uniti, scandalo sui boy scout: coperti migliaia di casi di pedofilia / Boy Scout ‘Perversion Files’: Law Firm Releases Files on 1,200 Alleged Sexual Abusers

https://i0.wp.com/www.repubblica.it/images/2012/10/19/164028696-108f169b-412e-4b18-b840-672fab4dbbfc.jpg

Stati Uniti, scandalo sui boy scout
coperti migliaia di casi di pedofilia

Reso noto un documento che contiene testimonianze su presunti abusi tra 1965 e 1985. “Coperte violenze su bambini da parte dei capi scout”

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LOS ANGELES – Si chiama ‘Perversion file’: migliaia di pagine di documenti che parlano di abusi sessuali da parte di esponenti americani dei boy scout. Ora questo file è stato reso pubblico e negli Stati Uniti è scoppiato uno scandalo. Dalle carte risulta che l’organizzazione ha coperto per decenni migliaia di violenze su ragazzini di ogni età compiuti dai capi-scout.

Testimonianze, racconti delle vittime e denunce sono raccolti in queste carte. Le 14.500 pagine di documenti, finora rimasti “confidenziali”, svelano presunti abusi sessuali di oltre 1.200 capi scout tra il 1965 e il 1985 e sono state pubblicate su ingiunzione della Corte suprema dell’Oregon e definite dagli avvocati come il dossier della perversione. “Ciò che dimostra questo dossier è la sofferenza di migliaia di scout”, ha dichiarato l’avvocato Paul Mones, presentando il carteggio in conferenza stampa. Ognuno degli adulti sotto accusa ha abusato in media da 5 a 35 ragazzini: “Sappiamo che il numero delle vittime raggiunge qualche migliaia e la maggior parte di queste persone non dirà mai nulla”, ha aggiunto Mones.

I documenti dimostrano anche “la consapevolezza che aveva l’organizzazione dei Boy Scouts of America sul pericolo costituito dai capi scout e da altri adulti che utilizzavano la loro autorità sui ragazzini”, ha affermato Mones. “Gli abusi sessuali sui minori si nutrono del non-detto e del segreto. Questi dossier sono senza dubbio l’esempio più completo che abbiamo di questa realtà nascosta”, ha continuato l’avvocato Kerry Clark. “Ci auguriamo che altre organizzazioni per la gioventù prendano lezione da questi dossier e facciano tutto ciò che va fatto per proteggere i bambini”.

I legali hanno raccontato una causa del 2010 nella quale si è affrontato il caso di uno stupro di una ragazzina, risalente agli anni ’80. L’imputato aveva confessato abusi sessuali su 17 bambini, ma in un secondo momento ha ripreso la sua attività nei Boy Scouts of America. Il direttore di un campo del Michigan Michigan ha rivelato alla polizia di non aver denunciato un caso di violenza sessuale per proteggere la reputazione dell’associazione.

In risposta alla diffusione del documento, il presidente dei Boy Scouts of America, Wayne Perry, ha ripresentato le scuse alle vittime. “Ci sono state delle situazioni in cui alcune persone hanno approfittato della loro posizione per violentare dei bambini e in alcuni casi, la nostra risposta a questi incidenti e i nostri sforzi per proteggere i giovani sono stati chiaramente insufficienti, inadeguati o scorretti”.

Fondata nel 1910, l’organizzazione conta circa 4 milioni di membri, tra adulti e giovani, e organizza attività all’aperto per ragazzini tra i 7 e i 21 anni.

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fonte repubblica.it

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http://timenewsfeed.files.wordpress.com/2012/10/nf_perversion_files_clark_101812.jpg?w=512&h=316&crop=1

AP / Greg Wahl-Stephens)
Portland attorney Kelly Clark examines some of the 14,500 pages of previously confidential documents created by the Boy Scouts of America concerning child sexual abuse within the organization.

Boy Scout ‘Perversion Files’: Law Firm Releases Files on 1,200 Alleged Sexual Abusers

The files were ordered released by the Oregon Supreme Court stemming from the judgment in favor of a former Scout who was molested by an associate Scoutmaster.
By Madison Gray | @madisonjgray | October 18, 2012

 

A law firm that represented a former Boy Scout who had been the victim of child sexual abuse on Thursday released a large online volume containing more than 1,200 fileson Scoutmasters and other volunteers accused of pedophilia or sexual abuse. The files span some 20 years, from 1965 to 1985, and are part of a record compiled by the Boy Scouts of America with the intention of keeping abusers out of scouting and away from vulnerable youth. The full record is believed to date back as far as the mid-1920s and may involve as many as 100,000 children.

The so-called “Perversion Files” were made public by a Portland, Ore. law firm that represented Kerry Lewis, who was the victim of abuse by an ex-assistant Scoutmaster in 1984. They had been kept secret under a protective order until Lewis’ 2010 lawsuit against the Boy Scouts, in which Multnomah County Judge John Wittmayer ordered the documents released. He restricted access to the files to just the attorneys for both the plaintiff and the defendant, but that order was overturned earlier this year. Also as part of the suit, Lewis was awarded $18.5 million in punitive damages, to be paid by the Boy Scouts.

(MORE: Penn State Cover-Up: Groupthink in Action)

His abuser, Temur Dykes, had admitted to a Mormon church leader in 1983, months before he abused Lewis, that he had molested 17 Scouts in his church-sponsored troop during the early 1980s. But he continued to interact with Scouts. He admitted in a deposition that he had abused Lewis in 1984. On three different occasions he was convicted on child sexual abuse charges: in 1983 and 1985 of sodomy, and in 1994 of sex abuse. On the last conviction he was sentenced to 18 years in prison but was released in 2005. He is now registered as a sex offender in Oregon and remains in post-incarceration supervision until 2013.

In June, the Oregon Supreme Court ordered that the 14,500-page set of files be disclosed; the law firm of O’Donnell, Clark & Crew posted the documents on their website on Thursday. The documents name and describe the alleged perpetrators of the abuse, as well as the supposed acts and behavior which the BSA troop leaders deemed eligible for ejection from their ranks. Each file contains a gamut of newspaper articles and correspondence between the alleged abusers and the Scoutmasters related to the particular case, though the names and contact information of the victims have been redacted.

Attorney Kelly Clark, the lead counsel in the Lewis suit, said that in virtually all the states in which the incidents took place, the criminal statute of limitations on the alleged crimes has long expired and most states’ statutes that would apply to lawsuits have expired as well. “Most of the people in these files will never see legal justice,” he told TIME.