Archivio | ottobre 25, 2012

L’Aquila: L’ordine di Bertolaso dopo il sisma “La verità non si dice”


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L’ordine di Bertolaso dopo il sisma
“La verità non si dice”

Spuntano nuove intercettazioni  fra l’allora capo della Protezione civile ed Enzo Boschi. “Non ti preoccupare, siamo collaborativi”

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di GIUSEPPE CAPORALE e ELENA DUSI

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ROMA – “L’unico precedente a questa sentenza è Galileo”. Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini torna sul processo dell’Aquila, in cui 7 membri della Commissione Grandi Rischi sono stati condannati a 6 anni per omicidio colposo plurimo. “Se il motivo è che non hanno fatto una previsione esatta del terremoto, questo è assurdo. Spero che l’appello ribalti tutto, chiederò agli scienziati di ritirare le dimissioni”. Al ministro replica il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli: “Agli imputati è stata contestata l’errata analisi dei rischi, che ha comportato un’informazione non corretta”. E che le riunioni della Commissione Grandi Rischi, in quel marzo 2009 in cui L’Aquila era investita da uno sfibrante sciame sismico, fossero “un’operazione mediatica” non è suggerito solo dalle famigerate parole dette da Guido Bertolaso una settimana prima della grande scossa del 6 aprile.

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Anche dopo il sisma, infatti, l’allora direttore della Protezione Civile continuò a chiedere alla Commissione dichiarazioni che avessero lo scopo precipuo di tranquillizzare la popolazione. “Mi hanno chiesto: ma ci saranno nuove scosse?” dice in una telefonata del 9 aprile al sismologo Enzo Boschi. Proprio quel giorno la Commissione si sarebbe riunita nella sede dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia a Roma. Prima dell’incontro Bertolaso spiega al suo interlocutore: “La riunione di oggi è finalizzata a questo, quindi è vero che la verità non la si dice”. E ancora: “Alla fine fate il vostro comunicato stampa con le solite cose che si possono dire su questo argomento delle possibili repliche e non si parla della vera ragione della riunione. Va bene?”

Quali siano le vere ragioni della riunione e l’innominabile verità non è chiaro. Neanche Boschi sembra capirlo. Ma in quei giorni c’era molta preoccupazione sulla tenuta della diga di Campotosto in caso di una nuova forte scossa. “Quando avete finito mi chiami e mi dici quello che vi siete detti. Eh?” prosegue Bertolaso, il cui telefono era stato messo sotto controllo precedentemente dalla procura di Firenze nell’ambito dell’inchiesta G8. Per queste frasi l’ex capo della Protezione Civile è attualmente indagato all’Aquila, nel secondo capitolo del processo per il sisma. Boschi il 9 aprile, per nulla scandalizzato dal tono del suo interlocutore, risponde ossequioso: “Non ti preoccupare, sai che il nostro è un atteggiamento estremamente collaborativo. Facciamo un comunicato stampa che prima sottoponiamo alla tua attenzione”.

Già prima del sisma del 6 aprile, d’altronde, Bertolaso si era dato da fare per tranquillizzare una popolazione con i nervi a fior di pelle per via dei mesi di piccole scosse e degli annunci di Giampaolo Giuliani, secondo cui un forte terremoto avrebbe colpito Sulmona. Bertolaso il 30 marzo aveva chiesto ai “luminari del terremoto” di riunirsi il giorno dopo all’Aquila per “zittire subito qualsiasi imbecille”, per “tranquillizzare la gente” e per dire che “cento scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa quella che fa male. Capito?”. I “luminari” capiscono. E si adeguano, sia prima che dopo il terremoto.

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fonte repubblica.it

CRISI – Frenano le retribuzioni orarie. Cresce il divario dall’inflazione

Frenano le retribuzioni orarie
Cresce il divario dall’inflazione

Secondo le rilevazioni dell’Istat a settembre gli stipendi pagati per ogni ora di lavoro sono cresciuti solo dell’1,4% rispetto a un anno fa, contro il +3,2% fatto segnare dai prezzi. In attesa di rinnovo ancora 34 contratti, di cui 16 della pubblica amministrazione

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MILANO Le retribuzioni contrattuali orarie a settembre frenano, salendo solo dell’1,4% su base annua, dal +1,6% di agosto, mentre su base mensile restano quasi ferme, crescendo dello 0,1%. Lo rileva l’Istat. Il dato tendenziale rimane sotto al livello d’inflazione annuo dello stesso mese (+3,2%), con un divario che si allarga a 1,8 punti.

Anche nella media del periodo gennaio-settembre 2012 l’indice è cresciuto in termini tendenziali dell’1,4%. Guardando ai principali macrosettori, l’Istat rileva che a settembre le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale dell’1,9% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.

Nel dettaglio i settori che presentano gli aumenti tendenziali maggiori sono: energia elettrica e gas (2,9%), tessili, abbigliamento e lavorazione pelli, gomma, plastica e lavorazioni minerarie non metallifere (2,8%). Si registrano, invece, variazioni nulle per telecomunicazioni e tutti i comparti della pubblica amministrazione, per effetto del blocco della contrattazione.
L’istituto precisa che a settembre si rileva una differenza tra le retribuzioni orarie e quelle per dipendente. Quest’ultime, infatti, segnano un rialzo congiunturale dello 0,2% e un aumento dell’1,5% su base annua.

A settembre risultano in attesa di rinnovo 34 accordi contrattuali, di cui 16 appartenenti alla pubblica amministrazione, relativi a circa 3,8 milioni di dipendenti (intorno ai 3 milioni nel pubblico impiego). Lo comunica l’Istat, precisando che la quota di dipendenti che aspettano il rinnovo è pari al 29% nel totale dell’economia. L’Istat inoltre sottolinea che a settembre, tra i contratti monitorati dall’indagine, non si è registrato il recepimento di nessun accordo.

In assenza di rinnovi, nel gennaio 2013 la crescita annua dell’indice delle retribuzioni contrattuali crollerebbe, attestandosi allo 0,9%. E’ quanto rileva l’Istat, in base alle proiezioni dell’indice. Infatti, per la fine di dicembre 2012, ricorda l’Istat, sono in scadenza gran parte dei contratti dell’industria (tra cui energia e petroli, energia elettrica, plastica, metalmeccanici). Ma alcuni rilevanti contratti sono in scadenza anche nei servizi (magazzinaggio e trasposto merci su strada).

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fonte repubblica.it

Sanità Puglia, pm chiedono 1 anno e 8 mesi per Vendola, abuso ufficio

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Il leader del Sel e governatore della Puglia Nichi Vendola – REUTERS/Tony Gentile

Sanità Puglia, pm chiedono 1 anno e 8 mesi per Vendola, abuso ufficio

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giovedì 25 ottobre 2012 12:51

BARI (Reuters) – Nel processo in corso per abuso di ufficio sulla nomina di un primario in un ospedale di Bari, la pubblica accusa ha chiesto di condannare il presidente della Puglia Nichi Vendola a un anno e otto mesi di carcere.

Vendola, che è anche leader del partito Sinistra Ecologia e e Libertà, nonché candidato alle primarie del centrosinistra, è accusato dai magistrati di aver favorito la nomina del professor Paolo Sardelli a primario di chirurgia toracica dell’ospedale San Paolo di Bari.

I pm Francesco Bretone, Desirée Di Girolamo e Giorgio Lino Bruno hanno chiesto di condannare alla stessa pena anche l’ex dirigente della Asl di Bari Lea Cosentino, già coinvolta in altre inchieste sulla sanità pugliese, e dalle cui dichiarazioni è nato il coinvolgimento di Vendola.

– Sul sito http://www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su http://www.twitter.com/reuters_italia

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fonte it.reuters.com