Archivio | ottobre 26, 2012

Allerta maltempo in tutta Italia: In arrivo un weekend di pioggia e neve

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Allerta maltempo in tutta Italia
in arrivo un weekend di pioggia e neve

Scuole chiuse e 140 evacuati a Genova

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ROMA – Allerta maltempo della Protezione Civile su tutta Italia. Il fine settimana, spiega una nota, sarà all’insegna di un «forte maltempo come già annunciato nella giornata di ieri. La perturbazione atlantica proveniente dalla Spagna ha portato con sé un rapido aumento della nuvolosità e venti intensi nei bassi strati, con forti piogge che hanno dapprima interessato il settore nord-occidentale e successivamente gran parte del Paese».

Rovesci.
Sulla base delle previsioni disponibili e di concerto con tutte le Regioni coinvolte, il Dipartimento della Protezione civile ha emesso un ulteriore avviso di avverse condizioni meteorologiche che integra ed estende quello diffuso nella giornata di ieri. L’avviso prevede, dalla tarda serata di oggi, venerdì 26 ottobre 2012, precipitazioni diffuse, anche sotto forma di rovescio o temporale, sulle regioni settentrionali e centrali in successiva estensione al sud.

Temporali e venti forti.
I fenomeni potranno dar luogo a rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento, con probabili criticità idrogeologiche e idrauliche, anche elevate, diffuse sulle regioni peninsulari del versante tirrenico centro-meridionale. Dalle prime ore della giornata di domani inoltre, si prevedono venti forti in prevalenza sud-occidentali, con rinforzi fino a burrasca o burrasca forte, su tutte le regioni centrali e meridionali e sulle isole maggiori.

Tra sabato e domenica.
Dalla tarda serata di domani, poi, si prevedono venti forti nord-orientali, con rinforzi fino a burrasca o burrasca forte, sul Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Sul sito del Dipartimento della Protezione Civile sono consultabili alcune norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo Da domenica generale calo delle temperature, con nevicate sui rilievi settentrionali.

Maltempo nel Lazio.
Dalla mattina di oggi, precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporale su Liguria, Piemonte e Toscana, in estensione dapprima a Sardegna, Lazio, Abruzzo, Molise e successivamente a Campania, Basilicata e Sicilia. Sulla Sardegna si prevedono, inoltre, venti forti dai quadranti occidentali, con rinforzi fino a burrasca o burrasca forte, e mareggiate lungo le coste esposte.

Genova, scuole chiuse. Evacuate 140 persone. La Protezione Civile della Liguria ha annunciato che è passato ad Allerta 2, il grado più elevato, l’allarme per il maltempo nella zona del Golfo del Tigullio e nello Spezzino. In considerazione dell’allerta 1 diramato dall’Arpal, il Comune di Genova ha disposto la chiusura precauzionale di alcune scuole nella zona di via Fereggiano e l’evacuazione delle case considerate in zona a rischio. Le persone evacuate sono 140. Sono state ospitate dalla mattina di oggi in centri civici. L’evacuazione è a titolo precauzionale. Nessun rischio al momento a Genova. Dopo i temporali della notte, in città non piove.

È allerta maltempo anche a Frosinone. L’amministrazione comunale ha preparato un piano per affrontare possibili situazioni di emergenza. Dalla tarda serata di oggi e per tutta la giornata di sabato è prevista una forte perturbazione con pioggia intensa. C’è il rischio di “allagamenti lampo”, ruscellamenti, caduta rami e moderata criticità per rischio idrogeologico. Il sindaco,Nicola Ottaviani, al termine di una riunione operativa cui hanno partecipato rappresentanti della Protezione Civile, della Polizia Locale e degli uffici comunali competenti, ha emesso un “avviso di condizioni meteo avverse”. Pronte a intervenire diverse squadre di Protezione Civile, Polizia locale e Società Multiservizi.

www.protezionecivile.gov.it

Venerdì 26 Ottobre 2012 – 09:27
Ultimo aggiornamento: 19:44
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SIC TRANSIT FURMIGUN… – Finito il ‘regno’ di Formigoni, 17 anni anni al Pirellone


Formigoni si ‘ricicla’… – fonte immagine

Approvata la nuova legge elettorale, abolito il listino

Finito il ‘regno’ di Formigoni, 17 anni anni al Pirellone

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, annunciando la fine della legislatura (e 17 anni di suo governo al Pirellone) ha detto: ‘Ci rivedremo’. Intanto il consigliere regionale ex Pd Filippo Penati ha annunciato il suo ‘addio all’impegno politico’

Roberto Formigoni

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Milano, 26-10-2012

Sono 74 su 80 i consiglieri lombardi che hanno hanno rassegnato al Protocollo le ‘proprie dimissioni personali e contestuali per la finalita’ dello scioglimento del Consiglio regionale’. Per motivi istituzionali non si sono dimessi i presidenti Formigoni e Cecchetti. Inoltre non si sono dimessi i consiglieri del Pdl Zambetti (in carcere), Maullu e Camillo, oltre all’Udc Bettoni. Il consiglio regionale della Lombardia ha inoltre approvato la nuova legge elettorale che abolisce il listino bloccato.

Il Consiglio regionale lombardo si dovrebbe sciogliere “entro due ore” ha affermato ha affermato oggi pomeriggio il governatore Formigoni intervistato da Tgcom24.

La Lega ha chiesto in aula che venga approvata la legge elettorale e poi “ci dimetteremo anche noi e si va a casa” ha detto il capogruppo in regione Stefano Galli.

Il capogruppo della Lega ha preso la parola in Aula dopo che quello del Pdl, Paolo Valentini, aveva lanciato un ultimatum: “Il tempo delle manfrine e’ finito per tutti. Chiedo che la Lega approvi con noi e con l’opposizione in un’ora-un’ora e mezza il maxi-emendamento: se c’e’ questa volonta’, ci stiamo, altrimenti ce lo facciano capire e andiamo subito a dimetterci”.

Il leghista Galli ha risposto con la disponibilita’ a terminare subito la discussione generale, abbandonando l’ostruzionismo, per entrare nel merito e approvare la legge in un paio d’ore.

Ricordando pero’ che per la Lega l’esperienza amministrativa finisce “non perche’ il problema e’ il listino”, ma per le sospette collusioni con la ‘ndrangheta che hanno portato all’arresto dell’assessore Domenico Zambetti.

La polemica con Monti
La Lega sostiene che Monti non mangera’ il panettone? “Lo dicono da un anno – dice Monti ridendo al quotidiano austriaco ‘Kurier’ – ma ho gia’ mangiato il panettone a Palazzo Chigi e anche le uova di Pasqua”. Ma sul Pdl Monti aggiunge: “Il partito di Berlusconi finora e’ stato costruttivo – ha spiegato il presidente del Consiglio – e lui e’ anche meno nervoso di altri componenti del suo gruppo”. Alla domanda del ‘Kurier’ se i partiti della maggioranza continueranno a sostenerlo, Monti risponde: “Penso di si’. Il peggio e’ alle nostre spalle, su tutto l’innalzamento dell’eta’ pensionabile e la riforma del mercato del lavoro”. Monti concorda con Regling: il problema piu’ grande dell’Italia e’ “la scarsa produttivita’”.

La fine della carriera di Penati
Filippo Penati dice addio al Pirellone e alla politica. “Da oggi ho scritto parola fine al mio impegno politico – ha affermato, lasciando l’aula del Consiglio regionale lombardo – torno a essere un comune cittadino”. Il consigliere regionale del gruppo misto ha rassegnato le dimissioni insieme agli altri componenti dell’assemblea. “Si e’ aspettato per troppo tempo e le dimissioni dovevano essere date prima”, ha commentato l’evolversi della crisi al Pirellone.

La decisione di ritirarsi dalla politica era comunque gia’ stata anticipata dall’ex capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani, indagato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto ‘sistema Sesto’.

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fonte rainews24.it

CONDANNATO A 4 ANNI IN PRIMO GRADO – I processi ancora aperti di Silvio Berlusconi


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I processi ancora aperti di Silvio Berlusconi

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(Reuters) – Oggi il Tribunale di Milano ha condannato a quattro anni di carcere l’ex-presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per frode fiscale, nell’ambito del processo di primo grado sulle presunte irregolarità nella compravendita di diritti tv e cinematografici da parte di Mediaset.

Berlusconi è stato inoltre interdetto per tre anni dai pubblici uffici e condannato in solido al pagamento di una provisionale di 10 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate, che si era costituita parte civile.

Ecco gli altri procedimenti ancora aperti:

PROCESSO ‘RUBY’

E’ il processo che ha creato il maggior imbarazzo all’ex premier sia per la natura delle ipotesi d’accusa sia perché al momento non è ragionevolmente ipotizzabile un intervento della prescrizione.

Berlusconi è imputato di concussione e prostituzione minorile. L’accusa sostiene che avrebbe avuto rapporti sessuali a pagamento con la giovane marocchina Karima el Mahroug, detta Ruby, quando era minorenne, e che abbia fatto pressioni per ottenerne illegittimamente il rilascio dalla questura di Milano, dover era stata fermata per furto, con l’obiettivo di occultare la sua relazione con la ragazza.

Berlusconi respinge ogni addebito sostenendo di essere intervenuto ritenendola la nipote dell’allora presidente egiziano Hosni Mubarak, e di averla semplicemente aiutata disinteressatamente.

Nell’ultima udienza, il 19 ottobre, l’ex presidente del Consiglio ha preso parte al processo rendendo dichiarazioni spontanee in cui ha escluso che alle feste nella sua villa di Arcore ci siano mai state scene di sesso, ha negato di aver mai avuto rapporti intimi con Ruby, ha ribadito di non aver mai fatto pressioni sulla Questura e ha definito il processo una “mostruosa operazione di diffamazione”.

La sentenza di primo grado è prevista entro la fine dell’anno.

TELEFONATA CONSORTE-FASSINO

Silvio Berlusconi è imputato davanti al Tribunale di Milano in un processo unificato a quello del fratello Paolo per la famosa telefonata fra l’allora presidente di Unipol Giovanni Consorte e l’allora segretario dei Ds Piero Fassino (“Abbiamo una banca”) sulla tentata scalata a Bnl. La telefonata finì su “Il Giornale” della famiglia Berlusconi prima ancora di essere depositata agli atti dell’inchiesta.

L’ex presidente del Consiglio è imputato di concorso in rivelazione di segreto d’ufficio, reato che si prescriverà nel giugno 2013. Il fratello Paolo è imputato di concorso in rivelazione di segreto d’ufficio, millantato credito e ricettazione.

Silvio Berlusconi ha sempre negato di aver ascoltato la telefonata e i suoi legali ne hanno chiesto l’assoluzione.

Nel giugno 2011 Roberto Raffaelli – amministratore di una società che nell’estate del 2005 effettuò intercettazioni per conto dell’autorità giudiziaria – ha patteggiato una pena a 1 anno e 8 mesi con l’accusa di aver trafugato l’audio della telefonata e averlo messo a disposizione di Berlusconi e del fratello Paolo, editore del “Giornale”.

L’imprenditore Fabrizio Favata, che avrebbe fatto da tramite tra Raffaelli e i Berlusconi, è stato invece condannato a 2 anni e a 4 mesi, e a risarcire Fassino – oggi sindaco di Torino – con 40.000 euro.

MEDIATRADE ROMA

E’ una costola del procedimento Mediatrade su presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv per cui Silvio Berlusconi è stato prosciolto a Milano.

Anche a Roma, nel giugno scorso, il gup ha prosciolto l’ex premier, il figlio Pier Silvio e altri 10 imputati. Ma la procura di Roma ha presentato ricorso in Cassazione, cui ora spetterà il compito di confermare il proscioglimento o annullarlo.

Ipotesi di reato evasione fiscale e frode fiscale.

INCHIESTA ESCORT BARI

L’ex presidente del Consiglio è infine indagato nell’inchiesta sul presunto giro di escort che l’accusa ritiene gestito dall’imprenditore Giampaolo Tarantini.

L’ipotesi di reato è quella di induzione a rendere false dichiarazioni alla magistratura. In sostanza i magistrati indagano sull’ipotesi che l’ex premier abbia istigato Tarantini a mentire ai pm che indagavano sul giro di prostituzione.

Berlusconi ha respinto ogni ipotesi d’accusa e i suoi legali hanno dichiarato nell’aprile scorso di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia.

L’inchiesta era stata inviata per competenza territoriale alla procura di Bari da quella di Napoli, dopo essere transitata brevemente anche in quella di Roma, che vedeva Berlusconi come parte lesa.

Nell’aprire il fascicolo, la procura partenopea aveva ipotizzato un’estorsione da circa 750.000 euro ai danni dell’ex premier da parte di Tarantini, della moglie e dell’ex direttore dell’Avanti Walter Lavitola per non rivelare dettagli sulla frequentazione di escort nelle dimore di Berlusconi.

Poi però il Riesame di Napoli – disponendo la scarcerazione di Tarantini – aveva ribaltato il quadro, avanzando l’ipotesi di reato su cui sta indagando Bari.

– Sul sito http://www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su http://www.twitter.com/reuters_italia

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fonte it.reuters.com

AUGURI ROBERTACCIO! – Il compleanno di Roberto Benigni: ricordi e segreti dell’amico del cuore


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L’artista compie sessant’anni. “Ha sempre saputo donare un sorriso a tutti. Metteva allegria, era un piccolo leader”

Il compleanno di Roberto Benigni: ricordi e segreti dell’amico del cuore

Franco Casaglieri racconta la vita di Robertaccio

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di Federico Berti

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Prato, 26 ottobre 2012 – Quando si parla di Roberto Benigni, dei suoi anni trascorsi a Vergaio, non si può non parlare anche di Franco Casaglieri. L’amico storico, il compagno di tante avventure, il complice all’inizio di una carriera strepitosa che nessun talent scout del mondo dello spettacolo avrebbe potuto immaginare. Dunque, domani Benigni compie sessant’anni. Traguardo importante che tutti quelli che gli vogliono bene non mancheranno di festeggiare. Auguri Roberto! Con Casalglieri che ricorda gli anni trascorsi insieme.

Dove vi siete incontrati la prima volta?
«Alle scuole di Vergaio. Primo ottobre 1958. Siamo stati compagni di classe per tutte le elementari. Abbiamo legato subito. E’scattato subito un feeling magico. Insomma.. è stato amore a prima vista. Ho un ricordo meraviglioso di quegli anni».

Che scolaro era Benigni ?
«Intelligentissimo. Io ero il primo della classe, si diceva; ma lui era già un genio. Lo si notava già all’epoca. Aveva qualcosa in più che lo rendeva speciale, diverso dagli altri».

Praticamente non vi siete mai lasciati, mai persi di vista…
«Assolutamente mai. Non abbiamo mai litigato. Hanno sempre prevalso amore, affetto e stima reciproca».

Quando, giovanissimo, Roberto intraprese la sua carriera ne parlò con lei ? Le chiese consigli da amico?
«Io lo incitai da subito. Avevo capito che c’era la stoffa. Io l’ho sempre definito un portatore sano di gioia. Avrà avuto dieci, dodici anni e Roberto era un piccolo leader che faceva ridere, che metteva buonumore. Sempre e ovunque; ai circolini, in parrocchia, nei campi di calcetto…non perdeva mai l’occasione di rendere la vita
degli altri più divertente».

Il successo non lo ha cambiato negli anni?
«Per niente. E’maturato ed è cresciuto (al contrario di me). La sua crescita di uomo è andata di pari passo con quella dell’artista. E abbiamo visto tutti quali traguardi ha raggiunto. Basterebbe ricordare i tre premi Oscar…».

Tre aggettivi per descriverlo.
«Onesto, amoroso e divertente».

Qualcuno sostiene che negli ultimi anni si sia allontanato da Vergaio e dalle sue radici…
«Purtroppo, i suoi genitori non ci sono più, le sue sorelle non abitano più lì. La sua vita è cambiata, Vergaio stessa è cambiata. Ma nei confronti di noi amici, del gruppo storico formato da quattro cinque persone, Roberto Benigni c’è eccome. E’sempre presente e affettuoso come una volta»

Tornando con la memoria a quel primo ottobre del 1958…qualè la prima immagine che le balza agli occhi?
«Un bambino bellissimo con il ciuffo e gli occhi neri».

Lei è sempre presente nei suoi film. A quando il prossimo? Può svelarci qualcosa?
«So solo che la voglia di un nuovo film c’è eccome. Ma nella sua carriera ci sono tante altre varianti anche improvvise…comunque speriamo presto».

Gli dica buon compleanno.
«Roberto, ti auguro di continuare ad essere portatore sano di gioia, e di regalarci ancora sorrisi, buonumore e allegria. E aspetto un tuo bel libro di poesie».

Federico Berti

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fonte lanazione.it

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03 – Roberto Benigni – il quinto canto dell’inferno -.wmv


ubblicato in data 10/mag/2012 da 03 – capitolo 3 – Roberto Benigni

la divina commedia – Dante Alighieri. – Paolo e Francesca ——– —
–il blog —— —-
http://blog.libero.it/gicotagi/3386098.html

COME SEMPRE IN ITALIA – Giallo sul ritiro dei vaccini. Dati segreti per settimane

Giallo sul ritiro dei vaccini
Dati segreti per settimane

Il ministro sulla Novartis: doveva avvertire prima. I Nas controllano l’azienda di Siena. Numero verde per i cittadini

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di Simona Ravizza

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MILANO – Il caso dei vaccini della Novartis, ritirati dal mercato per grumi dentro le fiale, diventa un giallo. È mercoledì mattina quando Giorgio Ciconali, alla guida della Prevenzione dell’Asl di Milano, vede svanire in un colpo solo il rifornimento di un terzo dei vaccini. Ben 75 mila dosi di antinfluenzale, tutte del tipo Fluad , una delle vaccinazioni bloccate dalla Novartis (insieme con l’Agrippal , l’Influpozzi adiuvato e l’Influpozzi subunità ). Un fulmine a ciel sereno, come lo è stato per il ministero della Salute che, fino al 18 ottobre, è rimasto all’oscuro dei problemi di sicurezza che hanno portato allo stop di 3 milioni di vaccini (in aggiunta ai precedenti 2,3 della Crucell).

Ma, mentre le autorità non sapevano nulla delle difficoltà della Novartis, c’è chi da quasi 20 giorni era al corrente per lo meno degli intoppi di produzione sul Fluad . Sono le farmacie. «Si informano i clienti che l’Azienda Novartis Vaccines Italia ha reso noto che, per il periodo 2012/2013, non produrrà il vaccino Fluad e posticiperà la produzione di Agrippal a fine ottobre». È quanto scritto dall’Unione farmaceutica milanese, un’azienda di distribuzione, alle farmacie che doveva rifornire.

La lettera è datata 2 ottobre. Ma com’è possibile che chi deve vendere i vaccini fosse informato sui problemi delle fiale Novartis prima di chi deve vigilare sulla loro sicurezza? Succede che una parte di vaccini è venduta dalle farmacie a pagamento al singolo cittadino, mentre un’altra (12 milioni di dosi in totale) serve per vaccinare prevalentemente gli over 65enni e i malati cronici. E sono le Asl a scegliere con gare pubbliche da quale azienda farmaceutica comperare. Su questo fronte, i dati sono stati tenuti segreti per settimane dalla Novartis. I motivi restano da chiarire. Può essere stato un semplice disguido (magari nella convinzione di risolvere la situazione) o può avere giocato un ruolo il timore di pregiudicarsi il mercato.

Per ora gli unici dati di fatto sono due. Il primo è cosa ormai nota: Novartis sapeva delle anomalie di alcuni lotti dall’11 luglio scorso. Il secondo è la dichiarazione del ministro alla Salute, Renato Balduzzi: «Il ministro ha stigmatizzato il comportamento di Novartis nella vicenda dei vaccini – si legge nella nota stampa -. L’azienda, pur ribadendo che i suoi vaccini sono sicuri e che l’efficacia delle dosi non è comunque compromessa, ha ammesso le proprie responsabilità in ordine dapprima alla mancata e poi all’imperfetta comunicazione all’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) circa i controlli eseguiti su lotti della produzione».

Su mandato della stessa Aifa ieri i Nas si sono recati allo stabilimento Novartis di Siena. Ora l’obiettivo delle autorità pubbliche è verificare la documentazione e analizzare i campioni di vaccino con le anomalie. Per informare i cittadini è stato attivato il numero verde 1500 (in funzione sette giorni su sette dalle 9 alle 18). Chi ha dubbi può consultare anche il sito http://www.salute.gov.it.

Simona Ravizza

26 ottobre 2012 | 10:17

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fonte corriere.it

LIBRI, PASSAPAROLA – C’è il piombo pure nel biberon

La copertina di  Biberon al piombo  di Maria Cristina Saccuman La copertina di ‘Biberon al piombo’ di Maria Cristina Saccuman

C’è il piombo pure nel biberon

Piombo, mercurio, PBC, diossina, polveri sottili. Sono le sostanze in esame nei grandi scandali ambientali, dall’Ilva di Taranto alla Caffaro di Brescia, ma anche quelle che inquinano le nostre città. Nel libro ‘Biberon al piombo’ la ricercatrice Maria Cristina Saccuman spiega come, oltre a provocare il cancro e altre patologie, danneggiano lo sviluppo neuronale dei più piccoli. L’abbiamo intervistata

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di Lara Crinò

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I ricercatori francesi Philippe Grandjean e Philip Landrigan la chiamano “pandemia silenziosa”. Perché spesso non ha effetti eclatanti ma subdoli e protratti nel tempo. E perché, rispetto ad altri pericoli per la salute nostra e dei nostri figli, su questo argomento l’informazione dei media è frammentaria. E’ l’effetto dei neurotossici (una lunga serie di sostanze chimiche, dal piombo al mercurio alle polveri sottili) hanno sulle funzioni neurologiche dei più piccoli, dalla fase embrionale dello sviluppo umano alla soglia dell’età adulta. Ora su questo argomento una ricercatrice italiana, Maria Cristina Saccuman, ha pubblicato Biberon al piombo (Sironi editore, pp. 192, euro 17), un saggio molto documentato sugli studi più recenti che riguardano patologie, fattori di rischio e possibili precauzioni. Senza allarmismi ma con un invito ai genitori: essere attenti ai propri figli vuol dire essere attenti alla propria comunità, alle politiche ambientali e ai fattori di inquinamento. Perché, se non possiamo proteggerli facendoli crescere sotto una campana di vetro, possiamo preparare per loro un mondo migliore.

Dottoressa Saccuman, lei spiega che molte sostanze inquinanti, dal mercurio al piombo, provocano non solo neoplasie, asma e malformazioni, ma modiche nello sviluppo del cervello. Perché di questo tipo di danno alla salute dei più piccoli si parla poco?
I neurotossici sono una classe molto ampia di sostanze chimiche e i ricercatori e i medici le studiano da molti anni. Ad esempio il piombo è una sostanza che ha fin dall’antichità moltissimi utilizzi e di cui si è sempre conosciuta la tossicità. Ma quello che si è capito, grazie a studi che hanno cambiato il modo stesso di concepire l’epidemiologia, è che non è necessario arrivare al saturnismo, la patologia più grave, perché il piombo sia tossico. Già a dosi bassissime l’esposizione al piombo ha effetto sulla madre in gravidanza, sul feto e sul bambino. E si correla a una serie di patologie: dal ritardo mentale ai disturbi dell’apprendimento fino alla sindrome DHD (deficit di attenzione e iperattività). Negli ultimi anni la situazione è migliorata perché il piombo è stato eliminato dai carburanti delle auto e dalle vernici, ma permane in molti ambienti. Si calcola che tuttora rubi un paio di punti di QI ai bambini europei. Lo stesso discorso vale per gli effetti dei PBC, emessi per anni da industrie come la Caffaro di Brescia, e per le polveri sottili che inquinano l’aria nelle aree urbane. Purtroppo si parla poco di questo tipo di danno perché, rispetto ad esempio alle neoplasie, è più difficile fare studi epidemiologici sulle neuropatie che coinvolgano i bambini e i neonati.

Perché i bambini sono più sensibili ai neurotossici?

In primo luogo perché il loro cervello è in formazione, plastico e duttile. E poi perché i bambini rispetto al loro peso corporeo, interagiscono molto di più con l’ambiente: mangiano più cibo, consumano più aria, hanno più contatti fisici con l’ambiente. Un bambino che gattona o gioca in un cortile entra in contatto con la terra o la polvere moltissime volte in più di un adulto.

Lei parla dei grandi scandali ambientali ma anche della battaglia contro i gas di scarico che si combatte nelle nostre città. Qual’è la situazione italiana rispetto alle altre nazioni dell’Occidente?
In Italia ci sono alcune situazioni assolutamente critiche: oltre a quelle create dall’Ilva di Taranto o dalla Caffaro di Brescia, ovviamente la situazione della diossina in Campania. Il problema è che spesso le zone inquinate sono anche quelle a più basso sviluppo socioeconomico. Ed è stato dimostrato da molti studi che la povertà aumenta i fattori di rischio per i danni neurologici. A livello internazionale, invece, l’Italia non ha ratificato l’accordo di Stoccolma sugli inquinanti organici. Le leggi sono fondamentali perché fanno sì che vengano fissati limiti alle emissioni.

Che cosa può fare un genitore per proteggere i propri figli? Ci sono delle raccomandazioni valide sempre?
La prima raccomandazione che mi sento di dare è: siate attivi nella società. Il che significa informarsi, anche se non è sempre facile avere accesso a informazioni corrette, e partecipare alla politica. Votare per chi è attento all’ambiente, per chi vuole limitare il traffico delle auto. Non possiamo tenere i piccoli sotto la campana di vetro, ma possiamo migliorare il loro mondo. E’ inutile fissarsi con il cibo biologico e pensare di poter dare ai piccoli una casa ‘pura’. Ma ci sono alcuni accorgimenti che nel libro elenco. Ad esempio stare attenti ai giocattoli vecchi o ‘vintage’ che potrebbero contenere piombo, eliminare nelle case le vecchie tinteggiature, i vecchi infissi e rinnovare le tubature. E altre cose: meglio non scaldare i cibi nel microonde con contenitori di plastica, meglio non dare ai ragazzi pesci di grossa taglia come tonno o pesce spada. E questo vale anche per le donne in gravidanza, che allattano o che sono in età fertile.

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In edicola
Il giornale in edicola

fonte espresso.repubblica.it

Emergenza Vaccini, ecco il numero verde”1500″ / L’intervista: “Io, vaccinata prima dello stop, ho febbre e dolori ovunque”

https://i1.wp.com/www.ilmessaggero.it/MsgrNews/MED/20121025_vaccini.jpg

Vaccini, ecco il numero verde”1500″
Il ministero risponde anche sul web

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ROMA – Da venerdì alle 9 sarà attivo il numero gratuito di pubblica utilità 1500 per fornire direttamente ai cittadini informazioni e risposte sul ritiro dei vaccini antinfluenzali Novartise sulla campagna di vaccinazione. Lo rende noto il ministero della Salute.

Il numero sarà attivo sette giorni su sette dalle 9 alle 18. Al telefono risponderà personale del ministero della Salute appositamente formato, in grado di soddisfare le richieste di informazione di base, e dirigenti sanitari, per rispondere alle domande più complesse. Allo stesso scopo, è stata pubblicata oggi sul portale del Ministero www.salute.gov.it una pagina con le risposte ad alcune delle domande più frequenti sull’argomento. Obiettivo dell’iniziativa, spiega il ministero, è assicurare ai cittadini la massima trasparenza dopo il provvedimento di ritiro dei vaccini, supportare le persone alle quali fosse stata eventualmente somministrata una dose di uno dei vaccini successivamente ritirati e rassicurare la popolazione sull’opportunità di vaccinarsi, soprattutto se si appartiene alle categorie più a rischio (anziani, soggetti con patologie croniche, personale sanitario e dei servizi pubblici).

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fonte ilmessaggero.it

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"Io, vaccinata prima dello stop ho febbre e dolori ovunque" (lapresse)

“Io, vaccinata prima dello stop
ho febbre e dolori ovunque”

Lina Agostini ha fatto l’antinfluenzale messo al bando. Gola e vene gonfie, collo rigido e un gran mal di testa: ho tutti gli effetti collaterali, ma il ministero non ha detto cosa fare e i medici non sanno come curarmi

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di ELSA VINCI

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APPROFONDIMENTI

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ROMA“Gola gonfia, collo rigido, febbre. Dolori muscolari e un gran mal di testa. Le vene delle mani sono grossissime, sento il sangue pulsare e questo mi fa molta impressione”. Lina Agostini, 73 anni, giornalista in pensione, meno di 24 ore dopo avere fatto il vaccino antinfluenzale “Influpozzi adiuvato” della Novartis, uno di quelli messi al bando dal ministero della Salute, si sente “esattamente” come recita il foglietto delle avvertenze alla voce “effetti collaterali”. Ce li ha tutti. “Sono un po’ spaventata – dice – Data l’età, sa com’è”. Ma ha disobbedito al medico curante, che l’ha subito spedita al pronto soccorso. “Non ci sono andata. Vedo come va la notte. Se non peggiora, vorrei evitare il ricovero”. Lina Agostini, che di solito gode di ottima salute, non ha patologie legate all’età e va da sola in America, è stata particolarmente sfortunata. Era dal medico alla Asl RME a fare la puntura proprio nei minuti in cui le agenzie di stampa battevano la notizia sul divieto. “Misteriosa vicenda”.

Perché misteriosa?
“Erano giorni che cercavo il vaccino, ma in farmacia non si trovava. “Non arriva, non c’è”, dicevano. Un mistero, appunto, ho pensato. Mi è sembrato un po’ strano, ecco”.

Quando ha saputo che le avevano iniettato il vaccino appena vietato?
“Diverse ore dopo aver cominciato a star male. Me lo ha detto mio figlio, ieri mattina. Ma nella notte mi ero svegliata molto sudata, indolenzita. Non potevo muovere il collo, le gambe”.

E ha pensato al farmaco della Novartis?

“No, ho pensato che stavo male, che forse mi stava prendendo un colpo. Perché avrei dovuto pensare al vaccino? L’avevo fatto anche l’anno scorso e non era successo niente, non mi è venuta in mente nemmeno la possibile reazione allergica. Poi mio figlio mi ha chiesto quale prodotto avessi preso e mi ha detto che era il terzo nella lista di quelli bloccati dal ministero della Salute, che ho subito chiamato”.

Al ministero le hanno risposto, ha ricevuto indicazioni, un aiuto?
“No. Quindi ho chiamato il medico curante, la dottoressa era preoccupatissima: “Venga subito che la visito”, mi ha ordinato. Ma una volta lì, misurata la pressione, non sapeva che fare o meglio che darmi perché il ministero non lo ha detto. Il giorno prima aveva vaccinato sette pazienti, anche bambini. Era avvilita”.

Il medico non ha potuto aggredire il suo malessere perché il ministero della Salute non ha fornito indicazioni?

“Esatto. Mi ha spiegato che nessuno di loro aveva ricevuto indicazioni”.

Non le ha potuto dare alcun farmaco?

“No, come faceva? Si preoccupava per il cuore. Mi ha prescritto una serie di esami, soprattutto sulla coagulazione del sangue. Li farò domani, oggi sto troppo male. Ho brividi, pruriti dappertutto. La dottoressa mi ha spedita in ospedale ma io non ci sono andata. Magari muoio di vaccino”.

Almeno non lo ha pagato.

“In Italia si muore gratis”.

(26 ottobre 2012)

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fonte repubblica.it

MA MONTI DOV’E’? – Malati di Sla in sciopero della fame “Sostegni bloccati, il governo si muova”

Malati di Sla in sciopero della fame "Sostegni bloccati, il governo si muova" Un gruppo di malati del Comitato 16 aprile

Malati di Sla in sciopero della fame
“Sostegni bloccati, il governo si muova”

Sono già in 70, tutti gravi, e aumentano. Protestano contro la scarsa attenzione delle istituzioni. Il problema dell’assistenza 24 ore su 24. “Vogliamo il ripristino del fondo non-autosufficienti azzerato dal governo Berlusconi”. “Le nostre famiglie sono distrutte, c’è chi ha dovuto lasciare il lavoro per assisterci in casa”. Un movimento nato “comunicando con gli occhi”

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di VALERIA PINI

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LO SCIOPERO della fame per fare sentire la propria voce. Per richiamare l’attenzione del premier Mario Monti hanno deciso di ridurre progressivamente la loro alimentazione. Sono più di 70 pazienti, tutti in condizioni gravi e gravissime, tracheotomizzati e allettati, che hanno deciso di accendere i riflettori sulla loro condizione per chiedere il diritto ad una vita decorosa. Perché quando si convive con patologie neurodegenerative progressive, come Sla, distrofia muscolare e sclerosi multipla, serve assistenza a ogni ora del giorno.

Un piano per l’autosuficienza.
C’è chi vive a Roma, chi a Torino, chi a Cagliari. Eppure sono riusciti a superare la distanza e le difficoltà e a formare il Comitato 16 novembre 1. Fra le priorità di quest’associazione, c’è quella di realizzare al più presto un Piano nazionale per l’autosufficienza. “Il governo ha destinato parte dei 658 milioni della legge sulla Spending Review alla non autosufficienza, ma ancora non c’è un piano per la destinazione delle risorse – spiega da Grosseto Laura Flamini, malata di Sla e presidente del Comitato 16 novembre onlus -. Ora chiediamo che i tre ministeri Finanze-Welfare-Sanità ci incontrino per discutere di un piano organico e strutturale per l’assistenza ai non autosufficienti. Fra le nostre richieste c’è anche la disponibilità di una parte non definita dei 650 milioni del fondo letta, destinato ai disabili gravi per assistenza domiciliare”.

Assistenza 24 ore su 24. Fra i problemi 2di questi pazienti c’è quello dell’assistenza 24 ore su 24. “Quello che praticamente chiediamo al governo è il ripristino del fondo non-autosufficienti azzerato dal governo Berlusconi, lo stesso governo che voleva imporre la ‘vita a tutti i costi’ rifiutando le indicazioni ultime sul fine vita, come, ad esempio, Welby ed Englaro. Con questo taglio ai fondi non si capisce come dovremmo fare”, dice Paolo Di Modica, malato di Sla e malato di Sla. “I malati hanno bisogno di assistenza 24 ore su 24. Servono fondi per badanti e professionisti sanitari. Cosa fare senza finanziamenti? I parenti dei malati sono costretti a lasciare il lavoro come ha fatto mia moglie. Era insegnante, ma ha lasciato tutto e ora mi segue giorno e notte. Abbandonando l’attività professionale le famiglie si trovano di fronte a una doppia difficoltà economica. – aggiunge Di Modica  -. E c’è di più. Un anno e mezzo fa il governo aveva assegnato 100 milioni di euro per i 5.000 malati di Sla in Italia. Furono stanziati e le Regioni avrebbero dovuto erogare il contributo alle famiglie. In molte regioni sono arrivati, ma nel Lazio no. Noi non abbiamo visto nulla.”

Il governo non risponde. La protesta è incominciata domenica 21 e per ora i malati non hanno ricevuto risposta dalle istituzioni. Eppure aumentano le adesioni: tre giorni fa erano una quarantina a scioperare, ora sono quasi raddoppiati. Il Comitato 16 novembre ha studiato diverse soluzioni per affrontare l’emergenza “Abbiamo presentato un progetto organico, a costo zero, muove 1.650 milioni, crea 90.000 posti di lavoro: aspettiamo una risposta ed una convocazione”, aggiunge Flamini.

Comunicare con gli occhi. Pur di ricevere una risposta i malati continuano la loro protesta, mettendo a rischio le loro precarie condizioni di salute. Per loro non è stato facile all’inizio costituire il Comitato 16 novembre, perché comunicare è un’impresa ardua per chi si ammala di patologie neurodegenerative progressive, come Sla. Utilizzano una telecamera che registra i messaggi attraverso il movimento degli occhi. Il tutto viene registrato dal computer che permette loro di tenere i contatti con gli altri pazienti dell’associazione. Oggi sono stanchi. A tre giorni dall’inizio della protesta tutto tace. “Oggi sto molto male, spero di farcela”, dice Di Modica che da ora manda appelli via mail per diffondere la protesta in rete. “Da domenica assumo solo liquidi, non più di 400 calorie al giorno – spiega da Cagliari, Salvatore Usala, segretario del Comitato 16 novembre – . Se entro qualche giorno non avremo risposta, dovremo essere ricoverati in ospedale”.

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fonte repubblica.it

Terremoto nella notte, paura in Calabria. Scossa di magnitudo 5, un morto

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Terremoto nella notte, paura in Calabria
Scossa di magnitudo 5, un morto

Epicentro a Mormanno. Il sisma registrato alle 1.05 tra Calabria e Basilicata fino in Campania. Migliaia di persone in strada, nessun ferito. L’anziano deceduto per infartto a Scalea

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ROMA – Un sisma di magnitudo 5 è stato registrato all’1.05 tra Calabria e Basilicata, e avvertito fino in Campania. Diverse le repliche. Tanta la paura e la gente riversatasi in strada, che ha trascorso il resto della notte fuori casa.Nel cosentino, a Mormanno danni alla cattedrale ed evacuato l’ospedale; a Scalea morto di infarto un 84enne. Subito dopo il sisma, l’anziano è stato colto da malore nella sua abitazione ed è deceduto nonostante i soccorsi prestatigli dai parenti.

Nell’ultima ora nell’area del Pollino si sono verificate altre sei scosse di terremoto in rapida successione, che si aggiungono alle altre 15 che hanno seguito il sisma di magnitudo 5 verificato all’1:05. È quanto rilevato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). L’ultima scossa in ordine di tempo è stata registrata alle 4:56, con magnitudo 2.2. Ci sono poi state altre scosse alle 4:25 (2.9), alle 4:14 (2.3), alle 4:01 (2) ed alle 3:50 (2). L’epicentro è stato localizzato sempre tra i comuni cosentini di Mormanno, Laino Castello e Laino Borgo, e di quelli potentini di Castelluccio Inferiore, Rotonda e Viggianello.

Resteranno chiuse per due giorni tutte le scuole di Mormanno. È quanto è stato deciso nel corso di una riunione, presieduta dal prefetto di Cosenza, Raffaele Cannizzaro, durante la quale è stato il punto sui danni provocati dalla scossa di terremoto Sono state predisposte anche le misure per fronteggiare la situazione relativa ai danni provocata dal sisma. Alla riunione hanno partecipato i vertici delle forze dell’ordine ed i sindaci dei comuni interessati dal sisma.

L’ospedale di Mormanno è stato evacuato interamente.
I degenti, 36 in tutto, si trovano ora al di fuori della struttura e per 14 di loro le autorità locali hanno chiesto la ricollocazione in altri nosocomi. Notte all’aperto anche per gran parte degli abitanti del centro storico.

Venerdì 26 Ottobre 2012 – 07:06
Ultimo aggiornamento: 07:36
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