Archivio | novembre 7, 2012

DERIVE DESTRORSE – Omofobia, bocciato il testo base. Bloccato da asse Pdl-Lega-Udc

Omofobia, bocciato il testo base  Bloccato da asse Pdl-Lega-Udc Anna Paola Concia

Omofobia, bocciato il testo base
Bloccato da asse Pdl-Lega-Udc

La legge respinta dalla Commissione Giustizia della Camera. Concia: “La battaglia del Pd e dell’Idv continuerà in Aula dove per la terza volta chiederemo di approvare una norma di civiltà di cui il nostro Paese ha bisogno”. Grillini: “Italia in controtendenza europea”. Idv: “Destra guida lobby omofoba”

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ROMA – La Commissione Giustizia della Camera ha respinto, con i voti dei rappresentanti di Pdl, Lega e Udc il testo base per una nuova legge contro l’omofobia e la transfobia, che prevedeva l’estensione della legge Mancino e che era stato adotatto con i voti di Pd e Idv. “Ancora una volta la lobby omofoba si è espressa contrariamente alla nostra proposta di legge che prevedeva il contrasto dei comportamenti dettati da omofobia e transfobia. Proposta che perseguiva il suo obiettivo attraverso l’estensione della legge Mancino, quella che punisce i comportamenti razziali”, ha scritto in una nota il deputato Idv Federico Palomba, capogruppo in commissione Giustizia, che ha annunciato battaglia in aula.

Anche per la parlamentare Pd Anna Paola Concia, promotrice della nuova legge e leader del movimento omosessuale, la battaglia continuerà in Aula: “Pdl, Lega e Udc hanno votato contro, con le sole astensioni di Carfagna e Ria. Mentre il partito democratico e l’Italia dei Valori, che avevano proposto lo stesso identico testo normativo, hanno votato a favore. La battaglia del Pd e dell’Idv ovviamente proseguirà in Aula dove, per la terza volta, chiederemo di approvare una norma di civiltà di cui il nostro Paese ha assolutamente bisogno”.

FOTO La polemica su Twitter
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“Mentre oggi nell’ordine veniva eletto il primo presidente americano apertamente schierato a favore del matrimonio omosessuale, tre stati americani approvavano le nozze fra persone dello stesso sesso, la corte costituzionale spagnola difendeva la legittimità della legge sul matrimonio egualitario e il governo francese approvava il testo che fra qualche giorno sarà presentato al Parlamento, in Italia una parte delle forze politiche del Paese sono state capaci di bocciare una norma contro la violenza omofoba e transfobica. Quelle stesse forze politiche credo debbano vergognarsi”, ha continuato Concia.
Deluso anche il responsabile diritti civili Idv Franco Grillini, leader storico dell’Arcigay: “Per l’ennesima volta – ha accusato-  è stato bocciato alla Camera il testo contro l’omofobia richiesto da tutte le organizzazioni omosessuali italiane. Il testo, a prima firma di Pietro-Palomba, chiedeva l’estensione della legge Mancino anche per i reati motivati dall’orientamento sessuale”.

Dopo il voto il capogruppo Idv in Commissione Giustizia Federico Palomba ha denunciato come “capofila di questo voto contrario sono stati la Lega e l’onorevole Costa che hanno proposto il testo che loro stessi avevano contribuito ad affossare in aula. A questo punto la battaglia di civiltà deve necessariamente trasferirsi in Parlamento. Solo dinanzi a un dibattito pubblico che esca dunque dalla ‘non pubblicità’ dei lavori della Commissione, la lobby omofoba potrà assumersi le proprie responsabilità”.

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fonte repubblica.it

La Francia dice sì alle nozze gay / Spagna, valide 23mila nozze gay C’è l’ok della Corte Costituzionale

Anche le coppie dello stesso sesso potranno adottare figli

La Francia dice sì alle nozze gay

Il governo di Hollande approva la legge fra le polemiche di cattolici e Vaticano. Ora il provvedimento sarà vagliato dal Parlamento

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«Il matrimonio è contratto da due persone di sesso diverso o dello stesso sesso»: la Francia ha fatto il primo passo oggi nella legalizzazione delle nozze tra omosessuali. Il progetto di legge, che va a ritoccare il codice civile, è stato adottato dal governo e dovrà superare l’esame del Parlamento, a gennaio, prima di entrare in vigore. Di questo passo le coppie gay potranno sposarsi in Francia sin dal 2013 come promesso dal presidente Francois Hollande durante la campagna elettorale.

Per molti si tratta di un cambiamento epocale. Il governo va diritto per la sua strada, seguendo altri undici paesi d’Europa e del mondo che hanno già fatto il grande salto, come Olanda, Belgio o Canada. L’apertura d’Oltralpe alle unioni civili gay arriva tra l’altro proprio all’indomani del riconoscimento, in Spagna, da parte della Consulta, della legittimità della legge introdotta da Zapatero nel 2005. E proprio mentre, per scherzi di agenda, lo stato americano del Maryland ha approvato il matrimonio gay con referendum. Per il governo di Hollande, che oggi ha parlato di «progresso per tutta la società», sarà un percorso ad ostacoli. Sulla legge che cancellerà in parte i termini di padre e madre dagli articoli del codice civile (a favore della parola genitore), in realtà sarà battaglia.

A dividere l’opinione pubblica non è tanto il matrimonio per tutti, ma il diritto all’adozione. L’ultimo sondaggio Ifop per Le Monde conferma che la maggior parte dei francesi (65%) non ha nulla in contrario al fatto che coppie dello stesso sesso si sposino. La questione più delicata resta la conseguente adozione da parte delle coppie omosessuali, approvata per lo stesso studio dal 52% dei francesi. E che potrebbe riguardare tra i 24.000 e i 40.000 bambini che, secondo le stime dell’istituto demografico INED, vivono con la madre o il padre ormai separati e conviventi con un partner dello stesso sesso.

È su questo che la destra ostile non cede. Il segretario dell’Ump, Jean-Francois Copè, ha chiesto la convocazione degli «stati generali della famiglia», perché si discuta pubblicamente del problema. Lo stesso Copè, e come lui una fronda di sindaci (non solo di destra), ha promesso che mai celebrerà delle nozze gay nel suo comune di Meaux. La destra ha anche promesso l’abrogazione della legge, una volta che tornerà al potere, e l’annullamento dei matrimoni gay celebrati nel frattempo, cosa che per gli esperti resta alquanto improbabile.

Il Fronte nazionale di Marine Le Pen chiede un referendum popolare. Da mesi la chiesa cattolica accusa i responsabili politici di ignorare il diritto del bambino ad avere un padre e una madre. L’arcivescovo di Parigi, monsignor André Vingt-Trois, presidente della conferenza episcopale, ha denunciato una «prepotenza» contro la società. I responsabili degli altri grandi culti religiosi in Francia hanno unito le loro forze contro il governo. Persino le associazioni omosessuali, che denunciano l’intrusione delle religioni, non sono totalmente contente. Il testo infatti non apre alle coppie di lesbiche il diritto alla procreazione assistita, autorizzata per ora alle sole coppie eterosessuali sposate. La questione, che non mette d’accordo nemmeno la sinistra, dovrebbe essere al centro di una nuova, futura, legge sulla famiglia.

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fonte lastampa.it

A 10 ANNI DALLA SCOMPARSA – Viaggio nella musica di Gaber / Ecco i 50 artisti che hanno detto Per Gaber “…io ci sono”

Viaggio nella musica di Gaber con J-Ax, Nada e Ligabue

Viaggio nella musica di Gaber con J-Ax, Nada e Ligabue

La Fondazione pubblica “… io ci sono”: cinquanta big della musica italiana cantano i successi del cantante milanese. Tra gli artisti Celentano, Arbore, Baglioni, Vecchioni, Fossati

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di GINO CASTALDO

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ROMA Non c’è di mezzo solo la storia di un artista, per quanto grande, c’è un bel pezzo della nostra storia di italiani, tra buona e cattiva coscienza, c’è la traccia luminosa di quel sottile e penetrante cortocircuito che la canzone compie quando rovista nelle trame dell’identità collettiva. Questo significa Giorgio Gaber, e questo ci ricorda il monumentale tributo, intitolato … io ci sono, edito ora dalla Fondazione che si occupa del patrimonio gaberiano, un triplo cd (con aggiunta in versione deluxe di bonus track, libro e dvd), in cui praticamente l’intero corpo della musica italiana rilegge e omaggia la vastissima opera del più militante, scomodo e inquieto dei nostri cantautori.

VIDEO Cinquanta artisti cantano Gaber 1

Il disco raccoglie in sostanza il lavoro sviluppato al festival Gaber di Viareggio dal 2004, dove anno dopo anno sono arrivati tanti, più o meno blasonati, interpreti del panorama nazionale (fulgida eccezione straniera: Patti Smith che ripropone in inglese Io come persona, del 1992) disposti a partecipare a questo infinito gioco di rilettura.

Le sorprese sono tante, compresa quella di trovare nomi come Baglioni, D’Alessio, Emma, o Max Pezzali, che in alcun modo ci verrebbe di associare al nome di Gaber, ma la scelta della Fondazione è stata con tutta evidenza quella della massima apertura, voglia di ecumenica coralità, e quindi si arriva al rap di J-Ax (Eppure sembra un uomo) al soffuso stile jazzy di Sergio Cammariere (Due donne), al canto spiegato di Laura Pausini.

I grandi ci sono tutti: Dalla che si diverte con una spumeggiante Torpedo blu, Fossati che si dispera con L’illogica allegria, Jovanotti che saltella ironico sugli spigoli di Si può, Battiato, Nada, i Negramaro, Ligabue che si supera interpretando la più difficile di tutte, quella Qualcuno era comunista, il maestoso pezzo in recitativo col quale Gaber stese di emozioni intere platee ai primi anni Novanta.

Sembra un appello, ed elencare tutti i presenti sarebbe impossibile, un registro della canzone italiana, a cui hanno risposto in massa, costruendo un viaggio nel viaggio, una varietà di voci e stili che documenta la ricchezza e il valore del patrimonio che Gaber ha lasciato: un’ipotesi di teatro-canzone in cui il teatro è per eccellenza il simbolo della comunità che si raccoglie intorno alla parola, e la canzone uno strumento del pensiero, un sonoro monito a non mollare mai le nostre prerogative di svegli e partecipi cittadini del mondo. C’è anche la voce di Gaber, all’inizio, che canta Ciao ti dirò, in duetto televisivo con Celentano, nel 2001. Era la prima canzone che ha scritto nel lontano 1958 e anche l’ultima che ha cantato dal vivo, già malato, in procinto di lasciare questa valle di lacrime a cui per tutta la vita ha cercato di dare un senso.

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fonte repubblica.it

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Giorgio Gaber – Qualcuno era comunista

Caricato da in data 12/ott/2006

Da Teatro Canzone.

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Ecco i 50 artisti che hanno detto Per Gaber “…io ci sono”

Per Gaber  …io ci sono

A dieci anni dalla scomparsa, la storia di Giorgio Gaber.

Attraverso le sue canzoni, proposte da 50 eccezionali interpreti, per il più grande tributo mai realizzato nella storia della musica italiana.

Dieci anni senza Gaber. Per colmare una mancanza incommensurabile, la Fondazione Gaber ha realizzato un compendio culturale senza precedenti nella storia della musica italiana: l’uscita, il 13 novembre 2012,in tutti i negozi di dischi e in digital download, del tributo a Giorgio Gaber.

Il titolo dell’album è il verso finale del brano “Io come persona”, la sintesi migliore per dare il senso di questo progetto. Non solo Gaber continua a essere tra noi, ma “…io ci sono” è stata anche l’ideale risposta che ciascun artista ha dato alla Fondazione, ogni volta che è stato interpellato per rendere omaggio al Signor G.

L’album si apre con “Ciao ti dirò”, la prima canzone incisa da Gaber nel 1958 e, fatalmente, l’ultima cantata dal vivo con Celentano nel 2001. Il viaggio nel suo mondo musicale parte proprio da dove Giorgio ci ha lasciati, con l’unica interpretazione insieme all’amico Celentano, che dà il via alla straordinaria sequenza: dagli inizi, caratterizzati da una dimensione più popolare, ai momenti più significativi del Teatro Canzone, fino all’ultima fase che lo ha consacrato come protagonista della cultura italiana.

Il triplo CD raccoglie le migliori interpretazioni che i più grandi nomi della musica italiana hanno dedicato a Giorgio Gaber nel corso di questi dieci anni. I cinquanta artisti interpretano ognuno un brano diverso, ripercorrendo in successione temporale la carriera gaberiana che racconta, divertendo ed emozionando, la storia del nostro Paese.

Dal 1958 al 2003, cinquanta brani che fanno la storia di una carriera unica, restaurati, arrangiati, prodotti e risuonati dai più grandi artisti del panorama musicale.

Oltre alla versione Standard di “…io ci sono”, sarà disponibile una versione Deluxe, una preziosa confezione in tiratura limitata e numerata. Il triplo CD contenente i 50 brani (presenti anche nella versione Standard) si arricchisce di 3 tracce esclusive: Roberto Cacciapaglia con “Non arrossire”, Ron con “Quando sarò capace d’amare” e Mina con “Lo shampoo”.

E’ presente anche un libro che propone un approfondimento del lavoro gaberiano attraverso le parole di Vincenzo Mollica, Salvatore Veca e Michele Serra, e che raccoglie i testi dei 50 brani contenuti nel disco, oltre ad un compendio della discografia di Gaber.

 

Sempre nella confezione Deluxe vi sono una poesia dedicata a Gaber scritta da Renato Zero e 3 rare fotografie, realizzate per l’occasione in formato speciale: il primo scatto è di Luigi Ciminaghi (1968); il secondo è di Andrea Scanzi (1991) e il terzo è di Guido Harari (1993).

Completano la Deluxe 2 DVD realizzati con materiali inediti curati per la Fondazione Gaber da Andrea Pedrinelli:

– “Secondo me Giorgio Gaber“, con frammenti di interviste inedite dei 50 artisti presenti nell’album.

– “Inediti e rarità” che contiene una selezione di filmati amatoriali per la prima volta, messi a disposizione dalla Fondazione e che costituiscono una vera e propria “chicca” per il pubblico gaberiano. Brani come “Mi fa male il mondo” e “E tu stato” vengono proposti infatti per la prima volta in versione video. Il DVD include l’eccezionale documento dell’ultima apparizione pubblica di Giorgio Gaber: grazie al Clan Celentano, il DVD apre con lo storico duetto, tratto dal programma “125 milioni di caz..te”, di Celentano e Gaber, che nel 2001 tornò dopo una lunghissima assenza in televisione, anzi come disse lo stesso Gaber, “Non torno in tv, vado da Adriano”.

La versione digitale di “…io ci sono” infine conterrà, oltre ai 50 brani presenti nella versione standard, 4 tracce esclusive: Giulio Casale con “La festa”, Paolo Benvegnù con “Io e le cose”, Bandabardò con “L’odore” e Luca Carboni con “Far finta di essere sani”.

L’album è prodotto dalla Fondazione Gaber, che ringrazia tutti gli artisti che hanno risposto “Per Gaber…io ci sono”, ed è stato masterizzato grazie all’insostituibile lavoro di Antonio Baglio di Nautilus e di Pino Pischetola Pinaxa, che ha supervisionato i suoni. L’album è distribuito da Artist First.

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fonte giorgiogaber.it

Grecia: 70mila protestano ad Atene, molotov e scontri con polizia / VIDEO: Violent scenes outside Athens parliament as tens of thousands hold austerity protest

Violent scenes outside Athens parliament as tens of thousands hold austerity protest

Pubblicato in data 07/nov/2012 da

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Greek police fired teargas and water cannons outside Athens parliament as tens of thousands hold austerity protest – 12160 Social Network

Grecia: 70mila protestano ad Atene, molotov e scontri con polizia


fonte immagine

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(AGI) – Atene, 7 nov. – Torna l’inferno nel cuore di Atene.
Scontri tra manifestanti e polizia sono in corso nella centralissima piazza Syntagma, davanti alla sede del Parlamento, dove migliaia di persone si sono radunate per protestare contro le nuove misure di austerita’ in via di approvazione. La polizia e’ intervenuta in piazza Syntagma e ha usato lacrimogeni per disperdere i manifestanti che avevano lanciato bombe molotov e pietre verso la sede del Parlamento.

Migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro le nuove misure di austerita’ che il Parlamento si appresta a votare. Il pacchetto di provvedimenti dovrebbe passare per un pugno di voti. “Se i parlamentari voteranno per le nuove misure – aveva dichiarato in mattinata Nikos Kioutsoukis, il leader della Gsee, il sindacato dei lavoratori del settore privato – commetteranno il piu’ grave crimine politico e sociale di sempre contro il paese e il popolo”. Per il premier, Antonis Samaras, il voto di oggi e’ il test piu’ difficile dal suo insediamento nel giugno scorso.

La manifestazione, a cui partecipano piu’ di 70mila persone, era cominciata questa mattina e si stava svolgendo in modo pacifico, finche’ gruppi di manifestanti hanno deciso di puntare su piazza Syntagma, tentando di sfondare il cordone di agenti per fare irruzione nel palazzo, dove si sta ancora votando un nuovo pacchetto di misure di austerita’. La citta’ da due giorni e’ paralizzata: trasporti pubblici fermi, rifiuti nelle strade, scuole, banche e uffici pubblici chiusi. (AGI) “La strada e’ difficile e ripida – dice il ministro delle Finanze, Yannis Stournaras – e richiede sacrifici. Votare per le nuove misure e’ una strada e non ci sono percorsi facili”. I tagli e gli aumenti fiscali contenuti nel pacchetto anti-deficit ammontano a 13,5 miliardi di euro. La sinistra democratica che fa parte della maggioranza votera’ contro le nuove misure e in particolare contro le agevolazioni per le imprese nei licenziamenti. Questo riduce il margine di voti su cui Samaras potra’ contare, mentre decine di migliaia di manifestanti convergeranno verso il Parlamento per mettere pressione ai deputati.

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fonte agi.it

Obama rieletto alla Casa Bianca, lo aspettano nuove sfide

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Il presidente Usa Barack Obama festeggia la rielezione alla Casa Bianca con la moglie Michelle e le figlie Malia (davanti in gonna blu) e Sasha (dietro in gonna verde) sul palco del suo quartier generale a Chicago davanti ai suoi sostenitori.

REUTERS/Philip Andrews

Obama rieletto alla Casa Bianca, lo aspettano nuove sfide

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WASHINGTON (Reuters) – Il presidente Usa Barack Obama è stato rieletto per un secondo mandato alla Casa Bianca, superando i dubbi degli elettori sulla sua gestione dell’economia Usa e segnando una chiara vittoria sullo sfidante repubblicano Mitt Romney, dopo una campagna lunga e difficile.

Gli americani hanno dunque scelto di mantenere un governo diviso a Washington, dando ai Democratici la Casa Bianca ma lasciando il Congresso Usa così com’è, con i Democratici al controllo del Senato e i Repubblicani alla Camera dei Rappresentanti.

OBAMA A ELETTORI: PER AMERICA MEGLIO DEVE ARRIVARE

Obama – parlando a migliaia di sostenitori a Chicago, che hanno applaudito ad ogni sua parola – ha detto che per l’America il meglio deve ancora arrivare.

Il presidente ha promesso di ascoltare entrambi gli schieramenti politici nelle prossime settimane e ha detto di voler tornare alla Casa Bianca più determinato che mai per affrontare le sfide Usa.

“Sia che mi abbiate votato o no, vi ascolterò, ho da imparare da voi. Mi avete reso un presidente migliore”, ha detto Obama.

Il vantaggio nel voto popolare nazionale resta estremamente stretto, con Obama che ha preso il 50% dei voti contro il 49% di Romney, dopo una campagna in cui i due candidati e i loro partiti hanno speso in totale due miliardi di dollari.

ROMNEY: PREGO PER IL PRESIDENTE

Romney ha chiamato Obama per concedergli la vittoria dopo il successo del presidente in Ohio, stato chiave, e in altri swing state come Virginia, Nevada, Iowa e Colorado, che hanno permesso ai Democratici di superare i 270 voti dei grandi elettori necessari per vincere.

“Questo è il tempo di una grande sfida per la nostra nazione”, ha detto Romney ai sostenitori delusi riuniti a Boston. “Prego che il presidente abbia successo nel guidare la nostra nazione”, ha aggiunto, esortando i politici di entrambe le parti a “mettere la gente prima della politica”.

Obama, il primo presidente nero americano, ha vinto convincendo gli elettori a rivotarlo mentre tenta di spingere la crescita economica e la ripresa dalla peggior recessione dalla Grande depressione degli anni 30.

Secondo le proiezioni tv, il presidente ha vinto con stretto margine in Ohio, Wisconsin, Iowa, Pennsylvania e New Hampshire, mentre l’unico stato indeciso conquistato da Romney è stato il North Carolina.

VITTORIA DI OBAMA NEGLI SWING STATE

Romney ha ritardato la sua ammissione di sconfitta perché i Repubblicani avevano inizialmente messo in dubbio la vittoria di Obama in Ohio, malgrado tutti gli esperti e le reti tv lo avessero già dichiarato presidente.

La successiva aggiunta della vittoria in Colorado e in Virginia dei Democratici, secondo le proiezioni, fa si che anche se il risultato definitivo in Ohio dovesse dare sorprese, Romney non potrebbe comunque raggiunge il numero necessario di voti dai grandi elettori.

Obama dovrà affrontare la difficile sfida di gestire i mille miliardi di dollari di deficit annuale, la riduzione del debito nazionale da 16mila miliardi di dollari, revisionare i costosi programmi sociali e gestire un Congresso in stallo. – Sul sito http://www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su http://www.twitter.com/reuters_italia

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fonte it.reuters.com