Archivio | novembre 13, 2012

DENUNCIA GREENPEACE – In 30 anni più che raddoppiati i fenomeni estremi del clima. “Sono la conseguenza dei cambiamenti climatici prodotti dall’uomo”


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Lo denuncia Greenpeace

In 30 anni più che raddoppiati i fenomeni estremi del clima

“Ci sono molte cause per spiegare la violenza dei fenomeni meteo che stanno colpendo il nostro Paese, e ve ne sono altrettante per i danni e le vittime che producono, compresi il dissesto idrogeologico e la gestione del territorio. Deve essere chiaro, pero’, che questi eventi sono sempre piu’ frequenti e intensi e che sono la conseguenza dei cambiamenti climatici prodotti dall’uomo”. Cosi’ Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace

Azione di Greenpeace a LondraAzione di Greenpeace a Londra

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Roma,

“Ci sono molte cause per spiegare la violenza dei fenomeni meteo che stanno colpendo il nostro Paese, e ve ne sono altrettante per i danni e le vittime che producono, compresi il dissesto idrogeologico e la gestione del territorio. Deve essere chiaro, pero’, che questi eventi sono sempre piu’ frequenti e intensi e che sono la conseguenza dei cambiamenti climatici prodotti dall’uomo”. Cosi’ Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace.

Greenpeace ritiene che eventi atmosferici estremi come quelli di questi giorni saranno sempre piu’ frequenti e violenti se non si inverte presto la rotta in materia di emissioni di gas serra. Lo dimostra, secondo l’associazione ambientalista, la frequenza dei disastri naturali che risulta fortemente aumentata: nel 1980 furono registrati in tutto il mondo 400 eventi, mentre 30 anni dopo ne sono stati registrati quasi 1.000. I disastri geofisici (ad esempio terremoti e tsunami) sono sostanzialmente stabili, inondazioni e frane sono quasi triplicate, tempeste e uragani sono raddoppiati e risultano in forte aumento anche le ondate di calore, i periodi di siccita’, gli incendi.

“Come ha recentemente dichiarato il climatologo James Hansen, queste anomalie non succederebbero in assenza del riscaldamento globale. Vedere ogni settimana un’allerta meteo, non e’ dunque casuale – conclude Boraschi – Va ribadito che ci sono responsabilita’ che la politica e l’industria, in particolare quella energetica, devono assumersi per garantire un futuro dove a farla da padrone non sia il
caos climatico”.

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fonte rainew24.it

Arrestato Maruccio, ex capogruppo Idv «100mila euro del partito persi a videopoker»


Manifesto per la campagna elettorale col ‘faccione’ di Maruccio e il suo slogan. Una cosa si può dirla: mai slogan fu più azzeccato… (mauro) – fonte immagine

Arrestato Maruccio, ex capogruppo Idv
«100mila euro del partito persi a videopoker»

L’ex consigliere dell’Italia dei Valori alla Regione Lazio accusato di peculato: distratto 1 milione di euro dalle casse del partito. «Soldi anche dai risparmi della nonna»

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di Fiorenza Sarzanini e Redazione Roma Online

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ROMAMartedì mattina la Guardia di finanza ha arrestato a Roma l’ex consigliere regionale dell’Idv Vincenzo Maruccio. Il politico è accusato di peculato per aver sottratto dalle casse del partito circa un milione di euro negli ultimi due anni. I soldi risultano distribuiti su una decina di conti correnti che poi sono stati svuotati. Il sospetto del procuratore aggiunto Nello Rossi e del sostituto Stefano Pesci è che il denaro dei rimborsi sia finito in realtà tra i fondi di società che altri personaggi avrebbero poi provveduto a riciclare. Una tesi che è stata accolta dal giudice.

A REGINA COELI – Maruccio è stato portato nel carcere romano di Regina Coeli. L’ordinanza di arresto è stata eseguita dagli uomini del Nucleo valutario guidati dal generale Giuseppe Bottillo che hanno effettuato le indagini e sono riusciti a ricostruire il percorso dei soldi, individuando anche alcuni prestanome che avrebbero aiutato Maruccio a eludere i controlli sulla gestione dei finanziamenti. Il consigliere regionale rimarrà in carcere per 30 giorni. A seconda delle esigenze istruttorie, la durata della detenzione, prevista dal codice di procedura penale per i provvedimenti scaturiti dal pericolo di inquinamento probatorio, può essere rinnovata.

 

Maruccio con i suoi legali (Ansa)Maruccio con i suoi legali (Ansa)
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«SISTEMATICA SPOLIAZIONE»– Nelle nelle trenta pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmate dal gip Flavia Costantini si sottolinea che i fondi del partito sono stati «soggetti a una sistematica spoliazione». Il denaro «distratto dall’ex capogruppo negli ultimi due anni si aggira attorno al milione di euro. Le indagini degli investigatori della Finanza hanno accertato che dal maggio del 2010 al giugno 2012 sono transitati sui conti del gruppo politico circa 2 milioni e 500 mila euro. Di questo denaro gestito da Maruccio in totale autonomia 500 mila euro sono stati sparsi con bonifici su una quindicina di conti correnti».

Vincenzo Maruccio (Ansa)Vincenzo Maruccio (Ansa)
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«ANCHE I RISPARMI DELLA NONNA» – Maruccio, si legge ancora nell’ordinanza del gip, era «una persona perennemente pressata dalla necessità di reperire denaro», anche prendendo i risparmi della nonna. «Pur percependo cospicui introiti come consigliere regionale», Maruccio era sempre in cerca di denaro «reperito» da «svariate fonti: sale giochi, tabaccherie, parenti, quali la madre che dalla Calabria, a suo dire, gli inviava con l’autobus i risparmi della nonna e di amici vari, alcuni calabresi». Tra questi «amici» figura anche una ex convivente di Maruccio, che lo avrebbe aiutato «economicamente addirittura facendo la cessione di un quinto dello stipendio». Ma lui avrebbe aiutato la sua ex pagandole «il canone di locazione dell’appartamento che le era in uso mediante un assegno di 5.400 euro tratto dal conto corrente del partito». Secondo il gip, nel reperimento di soldi l’ex consigliere regionale «non ha esitato a violare ogni regola, sia quelle sulla circolazione del contante, sia quelle sulla negoziazione degli assegni».

«SCHIAVO DEL VIDEOPOKER»Era «schiavo del videopoker». Ecco perché, per la Finanza, l’ex capogruppo Idv alla Regione Lazio aveva un bisogno spasmodico di contanti. Gli uomini del Nucleo di polizia valutaria hanno trovato una serie di assegni i cui beneficiari sono i gestori di sale gioco e bar con le slot-machine, tutti nella Capitale. Stando all’ordinanza di custodia cautelare, Maruccio avrebbe perso 100 mila euro al videopoker. Nel provvedimento è citato l’interrogatorio di Andrea Palma, socio di un locale di videopoker e dirigente dell’Idv Lazio.

 

Maruccio con Stefano Pedica (a sinistra) e Felice Belisario (al centro) ImagoeconomicaMaruccio con Stefano Pedica (a sinistra) e Felice Belisario (al centro) Imagoeconomica
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«VERSIONI CONCORDATE» – Per Vincenzo Maruccio c’è il rischio di inquinamento delle prove. Per questo è stato arrestato. L’inchiesta nei suoi confronti aveva portato nelle scorse settimane a una serie di perquisizioni e sequestri. In seguito Maruccio era stato sentito dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal pm Stefano Pesci, interrogatorio grazie al quale sia i suoi legali, sia l’ex consigliere erano certi di aver chiarito le contestazioni. La verità, per il gip, è un’altra: «Dalle indagini svolte – si legge nell’ordinanza – è emerso che Maruccio già nelle ore successive alle perquisizioni si è di fatto ’inabissato’, trasferendosi dapprima presso l’hotel Zone e successivamente presso l’hotel Albani di Roma e ha, in tali luoghi, incontrato ripetutamente i suoi collaboratori, che sono i potenziali pilastri della sua architettura difensiva; ciò avendo sempre cura di parlare con loro nella hall o all’esterno». L’ex capogruppo dell’Idv infatti, secondo Costantini, dl momento in cui ha avuto notizia dell’inchiesta ha tenuto «un comportamento tenuto improntato alla scelta deliberata di operare attivamente, con tutti i mezzi a disposizione e con modalità occulte, per concordare, personalmente ed in anticipo, con i potenziali testimoni, versioni a sé favorevoli perché collimanti con i suoi racconti».

LA DIFESA – «Vincenzo Maruccio si è dimesso da tutti gli incarichi e si è presentato spontaneamente agli inquirenti nelle settimane scorse. Ha pure offerto la massima collaborazione e, malgrado ciò, oggi sono arrivati i suoi arresti». Così è intervenuto l’avvocato Luca Petrucci, difensore dell’ex capogruppo dell Idv. «La custodia cautelare – ha osservato il penalista – dovrebbe essere l’extrema ratio, ma in questo modo appare come uno strumento di pressione sull’indagato». Venerdì alle 12, a Regina Coeli, l’interrogatorio di garanzia.

Fiorenza Sarzanini e Redazione Roma Online

13 novembre 2012 | 19:44

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fonte corriere.it

CONSIGLIO DI STATO – La Chiesa deve pagere l’Imu “Rispettare i principi dell’Unione europea”


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La Chiesa deve pagere l’Imu
“Rispettare i principi dell’Unione europea”

Per i giudici amministrativi, anche “soggetti in apparenza non commerciali possono, in taluni casi, trovarsi a svolgere attività economiche in concorrenza con analoghi servizi offerti da altri operatori economici”

 

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di VALENTINA CONTE

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MILANOLa Chiesa e gli altri enti no profit dovranno pagare Imu 1 nel 2013. E dovranno farlo senza le scorciatoie che il governo sembra aver inserito nel regolamento in cui spiega come calcolare le porzioni di immobili destinate a uso commerciale e dunque soggette all’imposta. Il Consiglio di Stato ha scovato quelle scorciatoie e le ha bocciate in modo severo per la seconda volta, dopo il primo parere negativo dello scorso 4 ottobre. Nello stesso tempo, però, i giudici amministrativi di Palazzo Spada promuovono le parti “tecniche” del regolamento, quelle matematiche e dunque più “innocue”, dedicate al calcolo proporzionale da fare per gli immobili “misti”, destinati a culto, volontario o attività politica e sindacale (qui l’imposta non è né sarà dovuta), e in parte anche ad attività redditizie.

Per il resto il Consiglio di Stato, il cui parere è obbligatorio ma non vincolante, invita di fatto il governo Monti a riscrivere il regolamento. Suggerisce persino i punti dove sostituire frasi ed espressioni. E ricorda all’esecutivo che su tre ambiti specifici – scuola, sanità e alberghi – la retta “simbolica” in realtà maschera entrate ben definite che allontano l’Italia dall’Europa. E la espongono a una nuova infrazione, dopo la procedura di esame per aiuti di Stato illegali già avviata nel 2010. In particolare, Palazzo Spada ricorda che “attività commerciale” non è solo quella in cui si ricava un utile, ma più in generale laddove ci sono costi e ricavi. Dunque incassi.

Nel dettaglio, i giudici amministrativi osservano che anche nei settori presi in considerazione dall’art. 4 dello schema di regolamento (attività assistenziale, sanitaria, didattica, ricettiva, culturale, ricreativa e sportiva), soggetti in apparenza “non commerciali” possono, in taluni casi, trovarsi a svolgere attività economiche in concorrenza con analoghi servizi offerti da altri operatori economici. Lo Stato dovrebbe, quindi, fare chiarezza. Soprattutto sul criterio di “retta simbolica” riferito a scuole, ospedali e attività di tipo ricettivo e previsto in vari passaggi del regolamento.

In questi casi, l’esenzione dall’imposta rischierebbe di far aprire una nuova procedura d’infrazione da parte dell’Ue nei confronti dell’Italia: “In sostanza – si legge – anche gli enti non commerciali possono svolgere attività commerciali, che sono necessariamente di natura economica ai sensi del diritto dell’Unione europea e gli immobili destinati a tali attività sono soggetti al pagamento dell’Imu, e non possono beneficare dell’esenzione”. Il Consiglio di Stato ritiene dunque che si debba far riferimento ai principi comunitari anche per “evitare il rischio di una procedura di infrazione avente ad oggetto il nuovo atto normativo”.

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fonte repubblica.it

IPOTESI PROVOCATORIA – Intelligenza umana a rischio?

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Intelligenza umana a rischio?

L’intelligenza umana e il comportamento richiedono un funzionamento ottimale di un gran numero di geni, possibile solo grazie ad una grande pressione evolutiva

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Un’ipotesi provocatoria pubblicata sul giornale Cell Press suggerisce che stiamo perdendo le nostre capacità intellettuali ed emotive, perché l’intricata rete di geni di cui è dotato il nostro cervello non continua ad affinarsi, nella nostra società moderna, in quanto le situazioni non ce lo richiedono.

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Struttura chimica del DNA

Struttura chimica del DNA

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“Lo sviluppo delle nostre capacità intellettuali e l’ottimizzazione di migliaia di geni per fornirci l’intelligenza, probabilmente si è verificato in un gruppo ristretto di uomini prima che i nostri antenati lasciassero dall’Africa,” dice l’autore  il dottor Gerald Crabtree, della Stanford University. In questo ambiente, l’intelligenza era fondamentale per la sopravvivenza.

Da allora è probabile che l’uomo abbia cominciato a perdere lentamente terreno. Con lo sviluppo del settore agricolo,  l’urbanizzazione, si potrebbe essere indebolito il potere di selezione per eliminare le mutazioni che portano alla disabilità intellettiva.

In base ai calcoli della frequenza con la quale le mutazioni deleterie appaiono nel genoma umano e l’ipotesi che per la capacità intellettuale sono necessari circa 2.000-5000 geni, il dottor Crabtree stima che nel giro di 3000 anni (circa 120 generazioni) tutti gli esseri umani  abbiano sviluppato due o più mutazioni dannose per la stabilità intellettuale o emotiva. Inoltre, recenti scoperte di neuroscienze suggeriscono che i geni coinvolti in questa funzione del cervello sono particolarmente soggetti a mutazioni. Il dottor Crabtree sostiene che la combinazione di meno pressione selettiva e  grande numero di geni facilmente influenzabili sta erodendo le nostre capacità intellettuali ed emotive.

Ma non preoccupatevi (o c’è da preoccuparsi?). Intanto si tratta di una ricerca scientifica che andrà verificata. Inoltre, visto che la perdita è abbastanza lenta, potrebbe essere la tecnologia a venirci in aiuto secondo Crabtree, correggendo i difetti genetici sul nascere.

“Penso che potremo conoscere ciascuna delle milioni di mutazioni umane che possono compromettere la nostra funzione intellettuale e come ciascuna di queste mutazioni interagisce con gli altri processi e le altre attività, nonché con le influenze ambientali,” spiega  il dottor Crabtree. “In quel momento, la nostra tecnologia ci permetterà di correggere magicamente qualsiasi mutazione che si sia verificata in tutte le cellule di ogni organismo, in qualsiasi stadio di sviluppo. Pertanto, il processo di selezione naturale brutale diventerà inutile.”

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fonte gaianews.it

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Maltempo: Pm Grosseto attendono relazione Pg, possibili altri fascicoli

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Maltempo: Pm Grosseto attendono relazione Pg, possibili altri fascicoli

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(ASCA) – Grosseto, 13 nov – La Procura di Grosseto potrebbe aprire anche altri fascicoli sull’alluvione che ha colpito la provincia, dopo quello gia’ aperto per la morte di tre dipendenti dell’Enel precipitati in una voragine a Marsiliana. E’ quanto si apprende da fonti della Procura.

I Pm, infatti, aspettano le relazioni sull’alluvione dalla polizia giudiziaria e poi valuteranno se e’ il caso di aprire altri fascicoli.

Per il momento c’e’ solo quello aperto per la morte dei tre dipendenti: e’ un fascicolo a carico di ignoti con l’ipotesi di reato di omicidio colposo.

L’alluvione ha provocato anche un’altra vittima, un anziano di 73 anni travolto da un’onda di piena a Capalbio, mentre era alla guida della sua auto. Una donna di 73 anni, anche lei travolta da un’onda di piena a Orbetello, e’ invece ricoverata in rianimazione in prognosi riservata.

afe/mau

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fonte asca.it

Maltempo, morti tre dipendenti Enel Il cordoglio del Presidente Napolitano

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Maltempo, morti tre dipendenti Enel
Il cordoglio del presidente Napolitano

Una donna tra le vittime del crollo del ponte sull’Albegna, a Manciano. Settecento sfollati nel Grossetano

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Maltempo e dissesto del territorio: è strage nel grossetano. Tre impiegati dell’Enel, tra cui una donna, sono morti intrappolati a bordo di un’auto del gruppo dell’energia coinvolta nel crollo del ponte sull’Albegna, a Marsiliana, nel comune di Manciano, nella tarda serata di lunedì.

Maltempo, Albinia sommersa dall’acqua Maltempo, Albinia sommersa dall'acqua    Maltempo, Albinia sommersa dall'acqua    Maltempo, Albinia sommersa dall'acqua    Maltempo, Albinia sommersa dall'acqua    Maltempo, Albinia sommersa dall'acqua

Le tre vittime ( Paolo Bardelloni, 59 anni, di Grosseto; Antonella Vanni, 48 anni, di Larderello e Maurizio Stella 47 anni di Follonica) erano dipendenti dell’impianto geotermico di Enel Green Power di Larderello, in provincia di Pisa. I corpi sono stati recuperati dopo una notte di lavoro delle squadre dei soccorritori e sul luogo sono arrivate le famiglie per i riconoscimenti. I tre viaggiavano su un’auto aziendale precipitata per il crollo del ponte San Donato sul fiume Albegna. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sta seguendo l’evolversi della situazione attraverso il Dipartimento della Protezione Civile e le Prefetture interessate. Il Capo dello Stato ha espresso la propria «solidarietà alle Comunità coinvolte, la sua commossa partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime, e al tempo stesso il vivo apprezzamento a quanti sui territori colpiti sono impegnati nella gestione dell’emergenza e nelle operazioni di soccorso».

Maltempo, allarme in Umbria e in Toscana Maltempo, allarme in Umbria e in Toscana     Maltempo, allarme in Umbria e in Toscana     Maltempo, allarme in Umbria e in Toscana     Maltempo, allarme in Umbria e in Toscana     Maltempo, allarme in Umbria e in Toscana

 

PRIME RICOSTRUZIONI – L’auto con i tre impiegati dell’Enel che stavano rientrando a casa da Roma dove avevano partecipato a un corso, è precipitata dopo aver percorso quasi tutto il ponte San Donato, appena prima del contro. È quanto ipotizzano i carabinieri di Grosseto, che stanno svolgendo accertamenti. L’acqua dell’Albegna, viene ancora ricostruito, aveva eroso la sponda su cui appoggiava un’estremità del ponte, facendolo crollare. La vettura dell’Enel è così precipitata nel vuoto, tra l’argine e il fiume, rimanendo poi travolta e incastrata dal fango accumulato dalla piena nelle ore successive. I soccorritori sopraggiunti sul posto hanno potuto notare quasi subito dall’esterno i giacconi nei colori blu ed arancio dell’Enel.

GRAVE LA DONNA TRAVOLTA A ORBETELLO – È sempre grave la donna di 73 anni travolta da un’ondata d’acqua mentre si trovava in auto ad Orbetello. Un agricoltore, anche lui di 73 anni, è morto invece ieri nella sua auto a Capalbio, travolta da un torrente in piena. Per lui non c’è stato niente da fare.

NUOVA ALLERTA METEO – Nel frattempo è stata rilasciata una nuova allerta meteo, di livello 2, che riguarda le province di Arezzo, Firenze, Grosseto e Siena, è stata emessa oggi dalla Sala operativa della protezione civile della Toscana, con validità fino alle ore 8 di mercoledì novembre. La criticità è elevata nella zona del Bruna, nel Grossetano, dove a causa dei recenti eventi alluvionali, considerato il lento transito della piena del fiume Ombrone verso la foce, si teme per la tenuta di alcuni argini. Nel frattempo sono circa 700 le persone che sono fuori dalle loro abitazioni nel Grossetano.

STRADE CHIUSE, TRENI A RILENTO– In Maremma rimane chiusa la statale Aurelia all’altezza di Orbetello così come è interrotta la circolazione dei treni sulla dorsale tirrenica. Stamane sull’Aurelia, all’altezza del km 149.300, si è aperta una voragine di circa 7 metri che coinvolge entrambe le carreggiate. È quanto conferma il centro di coordinamento soccorsi di Grosseto, spiegando che l’interruzione dell’Aurelia per il persistere di diffusi allagamenti.
Permane anche la chiusura del tratto tra Valdichiana e Fabro in direzione Roma, e tra Orte e Chiusi in direzione Firenze dell’A1, a causa dell’allagamento della sede autostradale. L’inondazione, all’altezza del km 427, interessa un tratto di circa 300 metri dove il livello delle acque nelle campagne ha superato di circa 80 cm la quota della piattaforma autostradale. Un ulteriore tratto di circa 100 metri è parzialmente inondato in direzione nord all’altezza del km 485. Si prevedono tempi lunghi per la riapertura. Disagi anche sull’Aurelia in Lazio e Toscana e rallentamenti in Emilia Romagna. E ritardi si registrano sulle linee ferroviare tirreniche, con alcuni treni cancellati e molti in ritardo.

ISOLATA LA STAZIONE DI ORTE (VITERBO) – La stazione ferroviaria di Orte, in provincia di Viterbo, da martedì mattina è completamente isolata a causa dell’ esondazione del fiume Tevere e non è raggiungibile nè dalla provinciale Ortana nè da Gallese. L’inondazione della valle del Tevere è stata causata dall’apertura «alla massima potenza», come spiega una nota della Protezione Civile, delle dighe di Corbara e Attigliano. In particolare, l’apertura dell’invaso di Corbara, avvenuto questa mattina alle 6, si è reso necessario perchè gli argini del lago stavano per cedere in località la Spina e ad Alviano Scalo, in Umbria. L’ondata di piena è arrivata ad Orte intorno alle 10 per dirigersi poi verso Roma. Intanto l’amministrazione comunale di Tarquinia e la provincia di Arezzo hanno chiesto la stato di calamità.

SALVATO OPERAIO SULLA GRU – Un operaio, rimasto bloccato su una gru che stava manovrando nel cantiere per la costruzione di un albergo a Montalto Marina, nel viterbese, è stato portato in salvo dai vigili del fuoco. Per recuperarlo è dovuto intervenire un elicottero che ha calato un verricello cui era assicurato un pompiere, che ha raggiunto l’uomo nella cabina della gru, lo ha imbragato e issato a bordo del velivolo. Complessivamente, sul litorale, le persone rimaste bloccate nelle case o nelle auto portate in salvo dai vigili del fuoco sono state una quindicina. Il fiume Fiora, tracimato ieri con «una forza incontrollabile», come aveva spiegato il comando provinciale dei vigili del fuoco, ha iniziato a rientrare negli argini. Migliora lentamente anche la situazione del Mignone.

SUD E ISOLE IN ALLERTA PER GIOVEDI’ – Mentre è ancora allarme rosso nel centro Italia, si teme per il passaggio al sud del maltempo. Il Meridione e la Sicilia potrebbero essere interessate a partire da giovedì e probabilmente fino a tutto il fine settimana dalla formazione di due vortici ciclonici mediterranei.

I DANNI ALL’AGRICOLTURA – Anche l’agricoltura fa i conti con una situazione drammatica. I danni nelle campagne superano i 500 milioni di euro. Colture (in particolare ortaggi, frutteti e vigneti) distrutte. Bloccata la raccolta delle olive. Strade di campagna cancellate. Decine gli smottamenti, le frane e i crolli. Aziende e strutture (serre, stalle, magazzini, fienili, cantine) allagate. Fiumi e canali esondati. Campi appena seminati a cereali inondati dalle piogge, mentre per altri (e sono tantissimi) la semina al momento è impossibile, viste le avverse condizioni climatiche. Impossibile la ripresa dei lavori nei campi con le macchine danneggiate per parecchio tempo. Molti i capi di bestiame morti e dispersi. È questo il quadro tracciato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che ha sollecitato lo stato di calamità per le zone colpite, attivando subito tutte le procedure istituzionali per accelerare gli interventi a sostegno degli agricoltori, molti dei quali hanno visto vanificare il lavoro di anni. Lo scenario -avverte la Cia- è preoccupante. Soprattutto in Toscana è emergenza. Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha fatto sapere che presenterà al Cipe, comitato interministeriale programmazione economica: «un piano contro i cambiamenti climatici e il dissesto idrogeologico e spero che se ne parli nella prossima riunione» del Comitato».

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fonte corriere.it