Archivio | gennaio 7, 2013

RICICLAGGIO – Vaticano blocco bancomat scaturito da inchiesta procura romana sullo Ior

Vaticano blocco bancomat scaturito da inchiesta procura romana sullo Ior
Dal 1° gennaio, anche per entrare ai Musei vaticani si deve pagare in contanti

Vaticano blocco bancomat scaturito da inchiesta procura romana sullo Ior

Lo stop imposto dalla Banca d’Italia ai pagamenti Pos e con carta di credito dopo la segnalazione di piazzale Clodio su presunte attività di riciclaggio legate a operazioni avviate dalla banca della Santa Sede

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E’ scaturita da una segnalazione della procura di Roma, nell’ambito dell’inchiesta su presunte attività di riciclaggio legate ad operazioni avviate dallo Ior, la banca della Santa Sede, lo stop imposto dal primo gennaio dalla Banca d’Italia ai pagamenti Pos e con carta di credito in Vaticano. Lo si apprende a piazzale Clodio.

La negazione, da parte di palazzo Koch a partire dal 6 dicembre scorso, dell’autorizzazione a Deutsche Bank Italia, presso la quale sono trasferite gran parte delle attività finanziarie dello Ior, ad operare con servizi di pagamento in Vaticano è avvenuta per assenza dei presupposti giuridici. In particolare, per l’assenza, presso lo Stato della Città del Vaticano, di una legislazione bancaria e finanziaria e di un sistema di vigilanza prudenziale, ulteriori rispetto a quelli in materia di anti-riciclaggio.

L’inchiesta della procura di Roma sulle presunte attività antiriciclaggio riconducibili ad operazioni dell’Istituto per le opere di religione, è affidata al pm Stefano Rocco Fava. Lo sviluppo più eclatante fu, nel settembre 2010, il maxisequestro di 23 milioni di euro, ritenuti dagli inquirenti oggetto di una movimentazione caratterizzata da omissioni punite dalle norme antiriciclaggio. Un caso che vede ancora coinvolti l’ex presidente Ettore Gotti Tedeschi e l’allora direttore generale Paolo Cipriani. (07 gennaio 2013)

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fonte repubblica.it

SIGNORI, LA DITTATURA MONDIALE E’ SERVITA – Minority Report diventa realtà: un algoritmo prevede i reati


Una immagine di scena dal film ‘Minority Report’, protagonista Tom Cruise – fonte immagine

Minority Report diventa realtà: un algoritmo prevede i reati

Il software creato all’Ucla di Los Angeles è stato adottato in diverse città con successo. Calo dei crimini negli Stati Uniti e in Inghilterra. Era l’idea del film di Spielberg con Tom Cruise

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dal corrispondente di Repubblica ENRICO FRANCESCHINI

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LONDRAUn sistema per prevenire il crimine, venendo a sapere dove accadrà il prossimo furto, omicidio, abuso, prima che accada. Diventa realtà l’idea di Minority report, il film di fantascienza di dieci anni or sono in cui Tom Cruise, nella Los Angeles del 2054, dava la caccia agli assassini prima che potessero uccidere.

Ora il “precrimine”, come veniva chiamato nella pellicola, trova un’applicazione reale: in America prima, in Europa poi, a cominciare dall’Inghilterra che fa spesso da ponte delle novità e dei trend fra i due continenti. Grazie a una formula matematica collegata a un computer pieno di dati, i poliziotti del 2013 possono ottenere un calo del crimine del 30 per cento senza compiere nemmeno un arresto: basta che si facciano vedere sul luogo del delitto, un po’ prima che avvenga il delitto, e la prevenzione è fatta.

C’è una differenza sostanziale con il film diretto da Spielberg nel 2002. In Minority Report, il sistema “precrimine” era il risultato delle premonizioni di tre individui dotati di poteri extrasensoriali e permetteva di scoprire non solo “dove” sarebbe stato commesso un reato, ma pure “chi” lo avrebbe commesso. “PredPol”, abbreviazione di predictive policing (polizia preventiva), funziona con algoritmi computerizzati e si limita a indicare l’area dove si prevede che qualcuno violerà la legge. Statistiche alla mano, tuttavia, i risultati sono ugualmente straordinari: una netta diminuzione del crimine. Che, in tempi di tagli al bilancio della stato e dunque di riduzione di forze e strutture anche per la polizia, equivalgono a un miracolo: ossia come fare di più e di meglio con meno.

Tutto è cominciato con un docente di antropologia dell’Università di California a Los Angeles (meglio nota con il suo acronimo, Ucla), il professor Jeff Brantigham, che sette anni fa, con l’aiuto di un criminologo e di un matematico, ha messo a punto un metodo “scientifico” per predire i meccanismi che conducono a un crimine. “Avevamo intenzione di fare una ricerca puramente accademica”, racconta lo studioso, “ma strada facendo ci siamo resi conto che poteva avere delle applicazioni concrete”.

Il primo esperimento ha avuto per teatro la città californiana di Santa Cruz. Qualche esempio: due poliziotti si appostano nel parcheggio di un supermercato e poco dopo arrestano una donna che si apprestava a rubare un’auto. E ancora: un agente in borghese si nasconde in una strada apparentemente tranquilla, ma nel giro di qualche minuto arresta due uomini in flagrante delitto che stavano per compiere un furto. Il bello del sistema è che per decretarne il successo non serve nemmeno la flagranza o l’arresto: spostando i propri agenti nelle aree dove vengono previsti i reati, la polizia fa automaticamente opera di prevenzione. Il crimine cala, e non c’è neanche bisogno di portare i criminali in tribunale o in prigione, con tutte le spese che ne risultano per lo stato: ladri e assassini restano a casa propria, con le mani in mano, sentendosi per così dire scoperti in partenza.

Naturalmente non è un metodo infallibile: qualche volta l’algoritmo sbaglia. Ma a Los Angeles “PredPol” ha già fatto scendere le aggressioni del 33 per cento e i crimini violenti del 21, a Santa Cruz i furti sono calati del 19 per cento, e in questi giorni il rivoluzionario sistema è arrivato nella contea inglese del Kent, da dove se avrà successo si diffonderà nel resto della Gran Bretagna e forse in tutta Europa. “Abbiamo richieste da 200 nazioni”, dice il professor Brantigham.  (07 gennaio 2013)

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fonte repubblica.it

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Minority Report Trailer

LA LETTERA – “Caro Ordine, perché difendete il signor Corbi? Vieta i sindacati e non paga i giornalisti”


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Giornalisti: caro Ordine, perché difendete il signor Corbi?

Eraclito Corbi è l’editore del Corriere Laziale. Vieta i sindacati e non paga i giornalisti. Ma l’Ordine lo ha difeso. Lettera del presidente dell’Associazione stampa Romana

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Caro Presidente Iacopino

Ho ascoltato con attenzione e commozione il tuo discorso alla conferenza stampa di fine anno del Presidente Monti. Vi ho ritrovato il senso delle battaglie per la Carta di Firenze e per l’Equo Compenso, questioni come sai ancora aperte. Subito dopo, però, mi è venuto in mente Eraclito Corbi. Molti si chiederanno: chi è costui? Questo signore, non riesco proprio a chiamarlo collega, è il direttore/editore nientemeno che di un quotidiano, il “Corriere Laziale”, ed è consigliere nazionale dell’Ordine in quota pubblicisti.

Eraclito Corbi, alla fine del 2012, è stato sospeso per 12 mesi dall’Ordine regionale del Lazio: accusato di aver sfruttato per anni i collaboratori della sua testata non pagandoli e promettendo loro, in cambio di un lavoro spesso quotidiano, soltanto il tesserino da pubblicista, cioè qualcosa che era loro dovuto e non da lui. Insomma, violazione ripetuta della clausola di solidarietà (articolo 2 della legge istitutiva dell’Ordine) e soprattutto, da quando è in vigore, della Carta di Firenze.

Ma non basta, questo signore si è opposto e si oppone al riconoscimento della rappresentanza sindacale dei giornalisti nel quotidiano. Cosa per la quale l’Asr l’ha segnalato alla magistratura per comportamento antisindacale (per la cronaca siamo in attesa del secondo grado di giudizio).

Qualcuno potrebbe pensare che si tratti di una piccola testata alle prese con problemi finanziari, niente di più sbagliato: il Corriere Laziale beneficia di un contributo pubblico che dal 2006 al 2010 ha portato nelle casse della cooperativa Edilazio 92 la “modica” cifra di oltre 9 milioni di euro. Com’era sua diritto Corbi ha chiesto la sospensione del provvedimento del Consiglio Regionale del Lazio facendo appello al Consiglio Nazionale. Il guaio è che, a maggioranza, il Consiglio Nazionale ha concesso la sospensiva.

Ora mi chiedo: come possono essere credibili le istituzioni della categoria se di fronte alla palese violazione di norme a tutela dei colleghi più deboli (a carico di Corbi ci sono più di una decina di testimonianze di sue vittime) assolvono il colpevole? Si è trattato di un riflesso corporativo o di un abbaglio gigantesco?
Chi pensi si farà avanti per denunciare i soprusi appellandosi alla carta di Firenze se poi non è certo di vedere condannato il protagonista di quelle ingiustizie, sentendosi così tradito e per di più esposto alle ritorsioni? E per favore non tiriamo in ballo il garantismo: questo signore era stato sospeso non radiato, come forse avrebbe meritato.
Non pensi, caro presidente che questo finisca per minare gli sforzi che stiamo facendo, tutti insieme, per rendere più credibili e vicini ai colleghi gli Enti che li dovrebbero rappresentare?

E allora ti chiedo un atto pubblico di riparazione verso chi ha subito le angherie di cui si è reso protagonista Corbi. E ti chiedo di dichiarare fin da ora che ti batterai, insieme a noi tutti, per fare in modo che questi falsi pubblicisti non trovino posto nel prossimo Consiglio Nazionale dell’Ordine e, qualora disgraziatamente dovesse accadere, tu, come tutti quelli che si candideranno alla presidenza, rifiuterete i voti di questi signori che occupano indegnamente il posto proprio di quei senza voce, sfruttati e mal pagati con e per i quali ci stiamo battendo.

Paolo Butturini
Segretario Associazione Stampa Romana

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globalist.it

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Vendola: al diavolo i ricchi, da Monti classismo feroce


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Il leader di Sel attacca il Professore

Vendola: al diavolo i ricchi, da Monti classismo feroce

L’ipotesi di un ticket Monti-Bersani è “spaventosa”, afferma il leader di Sel Nichi Vendola, che commenta così, lo scenario nel quale si dovesse arrivare a un’intesa fra le forze centriste e il Pd a causa dell’esito incerto del voto. Presentate le liste di Sel

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Roma, 07-01-2013

“Come Mario Monti non riesca a vedere il dolore che ha provocato nelle viscere della società italiana è incredibile” e “su cosa fondi il suo ottimismo di maniera, da fiction e spot pubblicitario, è incomprensibile capirlo”. E’ l’attacco indirizzato al presidente del Consiglio uscente da parte di Nichi Vendola, in occasione della presentazione dei
capilista di Sel alle elezioni politiche.

Classismo feroce
“In questa campagna elettorale – ha spiegato Vendola – c’è un tema che si cerca di immettere in maniera subliminale nelle vene della società italiana ed è il ritorno delle elite, insofferenti verso le forme della democrazia, che chiunque  vinca devono vincere sempre loro, che pensano di poter scrivere prima l’agenda per chi vincerà dopo. Quella politica che si ispira a un’immagine che ha a che fare con il rango sociale, quel classismo dissimulato in forme anglosassoni, in un certo stile, ma un classismo feroce dal punto di vista dei suoi effetti reali sulla società”. Ma poche ore prima, ospite di Uno Mattina, Vendola aveva descritto a modo suo il panorama politico italiano.

Lo scenario
Pdl “un horror, a volte ritornano” Mario Monti “chiuso nel segreto delle stanze” del potere. Sel e Pd invece “con il popolo”, a cominciare dalla scelta dei candidati con le primarie.

Orrore
L’ipotesi di un ticket Monti-Bersani è “spaventosa”, afferma il leader di Sel Nichi Vendola, che commenta così, lo scenario nel quale si dovesse arrivare a un’intesa fra le forze centriste e il Pd a causa dell’esito incerto del voto.

Dibattito ridicolo
“I progressisti – dice Vendola – si candidano per vincere” e comunque il dibattito sugli scenari post voto e il rischio che il Pd e gli alleati non abbiamo la maggioranza “è comico”. L’obiettivo è “salvare l’Italia e Monti e Casini in realtà propongono alla sinistra una resa”.

La demotristinizzazione senza la Dc
Quell’invito a Bersani a “tagliare le ali”, tra le quali Sel, non è proprio piaciuto a Nichi Vendola che proprio dallo studio di Uno Mattina definisce l’uscita di Mario Monti come “democristianeria senza la dc, democristianeria da Grande Oriente d’Italia”.

“Io taglierei le ali dei cacciabombardieri”
Ribatte ancora il leader Sel all’invito il Professore. “Tagliare le ali significa fare della politica una palude, facendo finta che ci sia una contesa”, dice Nichi Vendola. “Monti si presenta come un nuovo classico vecchio politico: chiunque vinca, tanto vincono sempre quelli della razza di Mario Monti, la razza padrona”.

L’accordo Berlusconi-Maroni
Il risultato raggiunto da Silvio Berlusconi con l’accordo con la Lega di stanotte è “abbastanza evidente. Berlusconi decide da perdente di mettere insieme tutte le forze della destra populista: la Lega, la Destra di storace, ciò che resta del Pdl. La destra si è spaccata: quella più europeista e presentabile va con Monti, quella più viscerale e beduina va con Berlusconi”.

I ricchi vadano al diavolo, ovvero da Putin
Stavolta la questione non è quella di “far piangere” nessuno. Nichi Vendola, dallo studio di Uno Mattina usa parole severe commentando la vicenda Depardieu e allarga il discorso spiegando, a proposito delle maxi aliquote che hanno fatto fuggire l’attore francese in Russia, che “i super ricchi devono andare al diavolo, e Putin ha le sembianze del diavolo”. “Monti – dice tornando alle vicende di casa nostra – ha avuto il coraggio relativo di bussare alle porte dei soliti noti e invece quando si è trattato di chiedere un contributo ai più ricchi ha detto che era ‘tecnicamente complicato’, perchè è tecnicamente di destra e ritiene che ontologicamente i sacrifici tocchino sempre ai più deboli”.

“Abolire l’Imu”
E in generale rivedere il peso fiscale sulle fasce più deboli”: questo l’obiettivo da raggiungere nei prossimi tempi secondo il leader di Sel Nichi Vendola, che sostiene come la “lotta alla povertà” sia fondamentale.

“Il rischio è con la cura da cavallo si ammazzi il malato e che quello che sta accadendo in Grecia avvenga anche in Italia”: così il leader di Sel, replica a chi gli chiede se crede sia necessario rivedere il Fiscal compact.

Vendola presenta la squadra
“Questa squadra mi fa immaginare una storia di radicalismo di governo” ha detto Nichi Vendola, presentanto i capilista e le personalità candidate con Sel alle prossime elezioni.

“Tutti i capilista di Sel portano storie di battaglie in prima persona, delle trincee più esposte. Sono testimoni del nostro tempo mai proni nei confronti del potere”, ha aggiunto Vendola. Si tratta, tra gli altri, di Roberto Natale, ex presidente della Fnsi; Giulio Volpe, rettore dell’Università di Foggia; Francesco Forgione, ex presidente dell’Antimafia; Celeste Costantino, attivista antimafia e femminista; Ida Dominijanni, giornalista e scrittrice; Pap Diew, portavoce della comunità Senegal di Firenze; Giulio Marcon, fondatore di Sbilanciamoci; Giovanni Barozzino, operaio della Fiat; Laura Boldrini, portavoce dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati. Assenti, ma in lista, anche il leader della Fiom Giorgio Airaudo e la presidente dei Verdi europei Monica Frassoni.

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fonte rainews24.it

Richard Ginori e’ fallita. Il colosso delle porcellane in liquidazione

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Servizio Piatti del 1895 in porcellana Richard Ginori – fonte immagine

Richard Ginori e’ fallita. Il colosso delle porcellane in liquidazione

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13:17 07 GEN 2013

(AGI) – Firenze, 7 gen – Il Tribunale di Firenze ha dichiarato il fallimento della Richard Ginori. I giudici, chiamati a pronunciarsi sull’eventuale ammissibilita’ dell’azienda al concordato preventivo, hanno depositato la documentazione. La liquidazione della storica azienda di porcellane, che ha sede a Sesto Fiorentino, iniziata scorsa primavera. Il bilancio consuntivo relativo al 2011 aveva infatti evidenziato perdite piu’ alte rispetto al capitale sociale.

Il collegio dei liquidatori, che raggiungeranno questa mattina il Tribunale di Firenze per prendere visione del decreto di fallimento, ha cercato di percorrere la strada del concordato preventivo. Un soggetto, ovvero la cordata formata dalle aziende Lenox e Apulum, era stato anche individuato. Un centinaio di lavoratori della Ginori – sul totale dei 314 che, da agosto, si trovano in cassa integrazione – si trova in questo momento davanti al Palazzo di Giustizia di Firenze, per un presidio organizzato dai Cobas.

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fonte agi.it

SALUTE – Meditazione tibetana per guarire il cancro. Al via la sperimentazione a Bologna

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Meditazione tibetana per guarire il cancro. Al via la sperimentazione a Bologna

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di Marta Albè

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La meditazione tibetana Tong Len potrebbe trasformarsi in una nuova arma per la lotta contro il cancro. Essa verrà utilizzata a partire da febbraio 2013. La meditazione tibetani Tong Len verrà introdotta nel reparto di oncologia dell’ospedale Bellaria di Bologna. La sua introduzione ospedaliera verrà effettuata sotto la guida dell’equipe di Gioacchino Pagliaro, direttore del reparto di psicologia clinica dell’ospedale bolognese.

Per la prima volta, a livello internazionale, un’azienda ospedaliera ha preso la decisione di approvare la sperimentazione di una terapia di meditazione tibetana sui pazienti del reparto di oncologia. Nei prossimi giorni verrà effettuata la scelta degli 80 pazienti che parteciperanno alla sperimentazione.

Al fine di verificare l’efficacia della terapia tibetana, 40 di essi saranno sottoposti alle pratiche di meditazione, mentre i restanti pazienti non dovranno seguire la nuova terapia proposta all’interno del reparto di oncologia, formando un gruppo di controllo. Gli esperti non conosceranno i nomi di coloro che saranno sottoposti al test, ma saranno al corrente del tipo di patologia e di alcuni valori sanguigni.

La terapia tibetana in oggetto prende il nome di “Tong Len”, con il significato di “Prendere e dare”. Essa precede principalmente la pratica della meditazione. Fino ad oggi non esistono prove scientifiche che dimostrino al di fuori di ogni dubbio che dalla pratica della meditazione tibetana Tong Len possano essere tratti dei benefici per la salute salute per i pazienti oncologici e la sperimentazione potrà permettere di comprendere se tale attività possa provocare nei pazienti dei cambiamenti in positivo, alleviando stati di ansia o di tensione e migliorando i valori del sangue.

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fonte greenme.it