Archivio | gennaio 11, 2013

Cassazione, si’ a coppie gay con figli. Equilibrio non a rischio


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Cassazione, si’ a coppie gay con figli. Equilibrio non a rischio


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19:42 11 GEN 2013

(AGI) – Roma, 11 gen. – No ai pregiudizi sull’affidamento di bambini a coppie gay: un minore puo’ crescere in modo equilibrato anche in una famiglia omosessuale. Lo si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha confermato l’affidamento esclusivo di un bimbo alla madre, la quale convive con un’altra donna. La prima sezione civile della Suprema Corte ha per questo rigettato il ricorso presentato da un padre, di religione musulmana, contro la sentenza con cui la Corte d’appello di Brescia aveva stabilito l’affidamento esclusivo del figlio minore alla madre, ex tossicodipendente, la quale aveva deciso di andare a convivere con una delle educatrici che aveva conosciuto in una comunita’ di recupero. La decisione dei giudici di Brescia era conseguenza di un episodio violento messo in atto dal papa’, alla presenza del bambino, ai danni della convivente della mamma. L’uomo era ricorso in Cassazione lamentando la carenza motivazionale della decisione di merito sull'”idoneita’ sotto il profilo educativo” della famiglia in cui il minore era stato inserito, “composta da due donne legate da una relazione omosessuale”. I giudici, secondo il ricorrente, non avevano approfondito se tale tipo di famiglia potesse “garantire l’equilibrato sviluppo del bambino”, proprio in relazione “ai diritti della famiglia come societa’ naturale fondata sul matrimonio di cui all’articolo 29 della Costituzione, all’equiparazione dei figli nati fuori dal matrimonio con i figli legittimi di cui all’articolo 30 della Costituzione e al diritto fondamentale del minore di essere educato secondo i principi educativi e religiosi di entrambi i genitori”. Fatto questo, si rilevava nel ricorso, “che non poteva prescindere dal contesto religioso e culturale del padre, di religione musulmana”. La Cassazione, con la sentenza n.601 depositata oggi, hanno bocciato il ricorso, sottolineando che “alla base della doglianza del ricorrente non sono poste certezze scientifiche o dati di esperienza”, ma solo “il mero pregiudizio che sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale”. In tal modo, osservano i giudici di ‘Palazzaccio’, “si da’ per scontato cio’ che invece e’ da dimostrare, ossia la dannosita’ di quel contesto familiare per il bambino”. (AGI)

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fonte agi.it

Haiti, a tre anni dal sisma è piena emergenza / VIDEO: Mondo criminale, Haiti di Ross Kemp

Haiti, a tre anni dal sisma è piena emergenza. (ap)

Haiti, a tre anni dal sisma è piena emergenza

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Tre anni dopo il terremoto ad Haiti, la situazione degli alloggi nel paese resta devastante, con centinaia di migliaia di persone che si trovano ancora in rifugi precari. Secondo le testimonianze raccolte da Amnesty international ad Haiti, le condizioni di vita nelle tendopoli stanno peggiorando: si registra una forte difficoltà di accedere all’acqua, ai servizi igienici e ai sistemi di raccolta dei rifiuti, circostanze che hanno contribuito alla diffusione di malattie infettive, come il colera. Le donne e le ragazze rischiano stupri e altre forme di violenza sessuale. Come se non bastasse essere esposti all’insicurezza, alle malattie e agli uragani, molte persone che vivono nelle tendopoli sono costantemente a rischio di essere sgomberate con la forza.

Erano le 16 e 53 del 12 gennaio 2010 quando un terremoto di magnitudo 7.0 colpiva l’isola. Secondo le Nazioni Unite il sisma coinvolse almeno quattro milioni di persone, i due terzi della popolazione, e provocò oltre 250 mila morti. A causa della povertà e dell’isolamento del paese e in seguito a gravi danni alle infrastrutture di comunicazione, ancora oggi non è tuttavia possibile definire con certezza il numero delle vittime.

Il 12 gennaio 2010, la maggior parte degli ospedali nella zona del terremoto è stata distrutta o gravemente danneggiata.Ma oggi il sistema sanitario haitiano è ancora devastato. Per Medici Senza Frontiere (Msf), troppo resta ancora da fare. Oggi l’associazione gestisce quattro ospedali, ma difficilmente le autorità locali riusciranno a prendere in carico queste attività nel prossimo futuro.  “Il processo di transizione è troppo lento – spiega  Joan Arnan, capo missione di Msf a Haiti – .Questo accade perché le istituzioni haitiane sono deboli, i donatori non hanno mantenuto le loro promesse, i governi e la comunità internazionale hanno fallito nello stabilire delle priorità chiare”.

La risposta inadeguata all’epidemia di colera, l’altra catastrofe che ha colpito Haiti nel 2010, è il segno evidente dei ritardi nella ripresa del sistema sanitario. Da quel momento, Haiti ha vissuto ricorrenti epidemie della malattia. Basta pensare che nel 2012, più di 22.900 malati di colera hanno ricevuto assistenza nei centri di Msf a Port-au-Prince e Léogâne. Il numero di casi è aumentato in seguito al passaggio degli uragani Isaac e Sandy, dello scorso autunno, quando le piogge hanno causato lo straripamento delle fogne a cielo aperto. “Nonostante la maggior parte della popolazione non abbia accesso all’acqua potabile e a servizi igienici adeguati, il trattamento del colera non è ancora stato completamente integrato nelle poche strutture di sanità pubblica esistenti”, spiega Arnan.

La maggior parte degli haitiani non aveva accesso all’assistenza sanitaria già prima del 12 gennaio 2010, sia a causa della mancanza di servizi disponibili.

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fonte repubblica.it

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Pianeta Criminale – Haiti di Ross Kemp

Pubblicato in data 03/ott/2012

Berlusconi da Santoro, rissa su Travaglio. Ascolti boom: 9 milioni, battuto record di rete

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Berlusconi da Santoro, rissa su Travaglio
Ascolti boom: 9 milioni, battuto record di rete

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Silvio Berlusconi ospite unico a “Servizio pubblico” su La7. Lui ripete cose già dette e ridette, però Santoro non riesce a metterlo nell’angolo. Il dibattito si è concentrato sull’economia, la redazione ha puntato a mostrare le contraddizioni berlusconiane, lui non si è arreso. Sempre pronto a negare l’evidenza e a smentire se stesso, il che per uno come lui non è un problema. Neppure il ridicolo è un problema, considerato come ha paragonato la crisi – di cui naturalmente il Cavaliere e il suo governo non hanno nessuna responsabilità – alle cause che provocano l’acqua alta. Non si può dire che sia uscito sconfitto dalla serata. Chi si aspettava scintille o una sfida al calor bianco sarà rimasto deluso.

IL COMMENTO Silvio esce vivo dall’arena
di Federica Fantozzi

Lite Berlusconi-Santoro su Travaglio: VIDEO

Il Cavaliere, ho bisogno di soldi per Veronica: VIDEO

Berlusconi si arrabbia con “i comunisti”: VIDEO

Il tormentone: “Lei va alle scuole serali?”: VIDEO

Berlusconi, “Non sento, sono sordo”: VIDEO

La cronaca minuto per minuto

Su Twitter: #serviziopubblico

Berlusconi-Santoro, gli scontri, l’editto bulgaro: VIDEOSTORY

BERLUSCONI: NON FATEVI INFINOCCHIARE DA QUESTO QUA
Berlusconi lascia lo studio con una stretta di mano con Santoro. Uscendo dice al pubblico “non fatevi infinocchiare da questo qua” alludendo al giornalista.

TRAVAGLIO: NESSUNA CONDANNA PENALE
Travaglio: se fossi un delinquente abituale lei mi avrebbe fatto presidente del Senato ma le cause a cui lei fa riferimento sono tutte cause civili, non penali, mentre un caso è ora in Cassazione.

IL CAVALIERE – SANTORO LITE FURIBONDA
SU TRAVAGLIO E DIFFAMAZIONE
Nella sua lettera Berlusconi stila un elenco infinito delle dieci condanne per diffamazione di Travaglio. Cita anche l’Unità e il nostro ex direttore Furio Colombo. Santoro: “Smetta è una cosa vergognosa”. Lite furibonda. «Lei si dovrebbe vergognare – replica Berlusconi – è un diffamatore professionista e lei se lo tiene qui». Poi si alza per dargli la mano ma Santoro non gliela porge. Quindi, l’ex premier torna al suo posto, occupato per alcuni minuti da Travaglio e la pulisce accuratamente con il fazzoletto, sotto i fischi del pubblico. «Non sapete nemmeno scherzare», si difende. Ma Santoro chiosa: «Lei non sta rispettando le regole che ci siamo dati». Il pubblico lo fischia.

LA LITE SANTORO-CAVALIERE
Travaglio fa perdere i nervi a Silvio Berlusconi sui temi della giustizia e ai processi a carico dell’ex premier. Poi Santoro critica duramente il Cavaliere fino a dirgli «vergogna» quando l’ex premier legge una lettera lunghissima che dice essergli stata scritta dai suoi collaboratori del Mattinale sulle condanne per diffamazione di Travaglio (cause civili, non penali ricorda il giornalista), a un certo punto viene interrotto bruscamente da Santoro: «Si rende conto di che figura sta facendo lei..». «Ma che figura?», chiede Berlusconi. «Sta leggendo una scartoffia che le hanno scritto e non sa nemmeno cosa sta leggendo. È vergognosa», insiste Santoro.

IL CAVALIERE A TRAVAGLIO: IO IL TUO CORE BUSINESS
SEI UN GENIO DEL MALE

«Ho una letterina per lui». Così Silvio Berlusconi, a ‘Servizio pubblicò, annuncia una lettera dopo il secondo editoriale di Marco Travaglio. L’ex premier si è alzato dal proprio posto e ha raggiunto una scrivania, al centro dello studio. “Ha lavorato al mio Giornale. Lui pensa che io sia un genio del male, su questo concordiamo, anch’io penso che Travaglio sia un genio del male. E io sono il suo core business”.

BERLUSCONI, NON HO IL TELEFONINO
Berlusconi: non ho il telefonino da anni. Santoro: già è pericoloso.

BERLUSCONI, DELL’UTRI BRAVISSIMA PERSONA
Santoro: lei passa su persone condanne. E cita Dell’Utri. Berlusconi: è bravissima persona, è cattolico.

BERLUSCONI REPLICA A TRAVAGLIO:
HO COMBATTUTO LA MAFIA COME NESSUNO

«Nessuno ha combattuto la mafia come Berlusconi». Il Cavaliere si mette al posto di Travaglio, dietro la scrivania, e risponde a un altro editoriale del giornalista che gli ricorda le cose che non ha fatto: dallo sconfiggere la mafia alle amicizie con persone coinvolte in processi giudiziari a partire da Dell’Utri ai candidati con condanne. Travaglio cita anche frasi dello stesso Berlusconi del 1994 in cui annunciava pulizia.

TREMONTI MIO PREMIER? NO, LEGA HA PERCENTUALI PICCOLE
«Tremonti non può essere il mio presidente del Consiglio perchè la Lega dentro la mia coalizione rappresenta una percentuale molto bassa: la sua è una candidatura honoris causa». Lo afferma Silvio Berlusconi a Servizio Pubblico, rispondendo alla domanda se Giulio Tremonti sarà il candidato premier del centrodestra, come dichiarato da Roberto Maroni.

NASCE IL TORMENTONE ‘LEI VA ALLE SERALI?’
«Lei va alle serali?». È la frase che più contraddistingue gli scambi tra Silvio Berlusconi e Michele Santoro, nel corso della puntata di ‘Servizio pubblicò. Un’espressione che il Cavaliere rivolge in più occasioni nei confronti del conduttore per sottolineare i suoi risultati e superare le ‘contestazioni’ di Santoro.

TEORIA TREMONTI SU COMPLOTTO? NON È VERA
«La realtà è che abbiamo ricevuto una lettera dalla Bce firmata da Trichet, tutto il resto sono cose che non hanno alcun fondamento, sono cose che non corrispondono alla realtà. Non è che se una cosa la dice Tremonti è per forza vera». Così Silvio Berlusconi, a Servizio Pubblico, in merito alla ricostruzione fatta sempre dagli studi di La7 dall’ex ministro dell’Economia sulle condizioni che decretarono la caduta del governo Berlusconi.

“MEDIASET LICENZIA”. CAVALIERE: NON LICENZIO
“Servizio pubblico” manda in onda un reportage su dipendenti Mediaset costretti a cambiare città, da Roma a Milano, per non perdere il posto con il rischio venire licenziati. Berlusconi ha buon gioco a dire che non licenzierà nessuno.

SILVIO: UN DISASTRO SE USCIAMO DALL’EURO
Mettiamo che prende il 100 per 100 dei voti ma in due anni non riesce a cambiare le cose, cosa fa esce dall’euro? «Sarà la situazione concreta» a determinarlo, replica Silvio Berlusconi a Servizio Pubblico, «le nostre aziende non sono più in grado di competere con quelle tedesche, è una cosa che verrà fuori dalla realtà», aggiunge Berlusconi. Uscire dall’euro? «Se questo dovesse succedere, sarebbe una cosa disastrosa, si creerebbe un sistema drammaticamente in crisi dell’Europa che invece rappresenta il nostro futuro». Lo ha detto Silvio Berlusconi a ‘Servizio Pubblicò. «Purtroppo – ha aggiunto – noi cedendo il nostro diritto di stampare momento all’Unione europea non abbiamo avuto rassicurazioni che la Bce diventi vera, di garanzia del debito pubblico. Noi ci siamo impoveriti e la Germania si è arricchita. Qual è la soluzione? O la Bce garantisce il debito pubblico o paesi come Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda, saranno costrette a uscire dall’euro e a tornare alle monete nazionali».

IMPRENDITRICE DEL NORD EST: VIA MONETA UNICA (ASSIST PER SILVIO)
Imprenditrice del nord est: per ogni suicidio di cui si parla ce ne sono tre di cui non si parla. E denuncia le troppe tasse sulle imprese, contesta la moneta unica, parla di governo delle banche. In pratica sembra un assist sorprendente per Berlusconi che dice di non volere l’euro e vuole la riduzione delle tasse. Il Cavaliere coglie l’occasione.

SU COMPLOTTO, HO SBAGLIATO SU DEUTSCHE BANK MA ORDINO’ VENDERE TITOLI
«Avrò avuto anche un lapsus, data l’età…». Così Silvio Berlusconi, a Servizio Pubblico, in merito al lapsus con cui ha confuso la Deutsche Bank con la Bundesbank. E corregge il tiro rispetto a quanto detto ieri sera nel salotto di Vespa, parlando di ‘congiura e complotto’ ai danni del suo governo: «Non è stata la Bundesbank bensì la Deutsche Bank che ordinò di vendere tutti i titoli italiani, greci e spagnoli. Se ieri ho detto altro – aggiunge – può essere che mi sono sbagliato. La Bundesbank non c’entra niente».

IO NE SO PIÙ DI TUTTI, SONO UOMO DI TRINCEA
«Io sono quello che ne sa più di tutti perchè sono uomo di trincea del lavoro, sono il più anziano nel Consiglio dei capi di Stato e di governo e sono anche stato il presidente del Consiglio italiano». Lo ha detto Silvio Berlusconi a ‘Servizio pubblicò, contestando il fatto che il debito pubblico sia stata la causa fondamentale della crisi in Italia. Poi, rivolgendosi a Santoro, il Cavaliere ha aggiunto: «Io sono stato dentro queste cose, lei non può saperlo».

DEBITO VA RIDOTTO DI SOLI 15 MLD COSÌ È SOSTENIBILE
«Il debito pubblico non c’entra nulla con la crisi». Lo afferma Silvio Berlusconi a Servizio Pubblico. Quando però viene interrotto, il Cavaliere si scalda e scandisce: «Io sono quello che ne sa più di tutti perchè sono uomo di trincea e di lavoro e sono stato il più anziano ai consigli di stato e di governo. L’ho eletto io Barroso…», rivendica l’ex premier.

A SANTORO: CON SERVIZIO MERKEL SI SCAVA LA FOSSA…
La redazione mostra il video in cui Berlusconi sta al telefono mentre Angela Merkel aspetta e si irrita palesemente. Il Cavaliere racconta la sua versione dei fatti: «Si era a Strasburgo per nominare Rasmussen segretario della Nato; erano tutti d’accordo, tranne Erdogan che doveva dare il suo benestare perchè serviva l’unanimità. Il giorno prima avevo fatto 4 ore di telefonate con Erdogan che è mio carissimo amico, e io sono stato testimone a matrimonio di un suo figlio; tutti mi avevano pregato di insistere con Erdogan. Cosa mi diceva al telefono? – prosegue – ‘Silvio mi chiedi di stracciarmi la faccia davanti alla mia popolazione, perchè avevo detto che mai avrei consentito l’incarico a Rasmussen..’ E io – ha aggiunto Berlusconi – ho dovuto penare non sa quanto le proverbiali 7 camicie. Erdogan ci ha pensato la notte e alla mattina io sono stato al telefono con lui e gli ho dovuto fare promesse per convincerlo.. Con questa telefonata, attesa dalla Merkel, l’ho convinto, e ho detto habemus papam.. Merkel era contenta». E Santoro osserva sarcastico: «Però dissimulava…».

BERLUSCONI SI ARRABBIA CON I COMUNISTI
Berlusconi si arrabbia. Su cosa? I comunisti che vede dappertutto (a cominciare dai giudici, per non dire di Scalfaro). Il pubblico ride, lui si arrabbia ancora di più. «La sinistra ha l’invidia, la sinistra ha l’ideologia comunista la più disumana della storia e non ce ne siamo ancora liberati». Lo ha affermato Silvio Berlusconi, alzando vistosamente la voce, lamentando che il governo Monti è stato condizionato da questa sinistra«. «Oscar Luigi Scalfaro – ha detto l’ex premier – era assolutamente di sinistra, era il peggiore». Vauro in sala: “Non sapevo di avere tanto potere, perfino Monti è dei nostri”.

MONTI HA SUBITO PRESSIONI PD, CAMUSSO E FIOM
«A poco a poco, Monti ha preso un’altra strada subendo, e molto, le pressioni della sinistra, del Pd, della Cgil, della Fiom e della Camusso e questo spostamento a sinistra l’ha allontanato dalle nostre direttive, via via che il tempo passava». Un altro passaggio degli attacchi di Berlusconi al governo Monti.

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