Archivio | gennaio 12, 2013

Arriva il freddo polare


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Temperature in calo per tutta la prossima settimana

Arriva il freddo polare

Previste “piogge soprattutto sulle regioni tirreniche e neve fino a bassa quota al Nord”. Sulle regioni settentrionali- proseguono gli esperti – è in arrivo aria più fredda che poi, tra lunedì e martedì, si spingerà verso il Centro-Sud

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Roma, 12-01-2013

Nulla di buono per i prossimi giorni sul fronte meteo: a partire da domani, e per tutta la prossima settimana, fara’ freddo, nevichera’ al nord anche a bassa quota, e piovera’ in maniera copiosa al sud. E’ questo, in sintesi, il quadro meteorologico tracciato dagli esperti per i prossimo giorni sulla nostra Regione. In particolare secondo il centro Epson Meteo, nella giornata di domani sono previste “piogge soprattutto sulle regioni tirreniche e neve fino a bassa quota al Nord”. Sulle regioni settentrionali- proseguono gli esperti – e’ in arrivo aria piu’ fredda che poi, tra lunedi’ e martedi’, si spingera’ verso il Centro-Sud.

 Il rischio di nevicate a bassa quota persistera’ al Nord anche nella giornata di lunedi’, quando l’aria fredda iniziera’ a scivolare pure al Centrosud”. Bisognera’ dunque coprirsi ed aprire l’ombrello, gia’ a partire dalle prossime. Francesco Nucera, di 3Bmeteo in una nota avverte: “le temperature avranno un calo di 6/8 gradi e fara’ freddo sino alla fine del mese. Sicuramente fino a venerdi’ 18 ci sara’ un periodo di diffuso maltempo, con piogge, venti forti e mari in burrasca. “Al Nord – prosegue poi l’esperto – la neve cadra’ a quote molto basse e sino in pianura su Piemonte, Lombardia ed Emilia. Al Centro la neve si portera’ gradualmente sin verso la bassa collina. Oltre gli 800/1200m invece al Sud. Rovesci e temporali, anche con grandine, imperverseranno inoltre sulle Tirreniche, in particolare su Toscana, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia”.

Concorda con l’imminente arrivo di una perturbazione siberiana, anche il sito di previsioni meteo http://www.ilMeteo.it che aggiunge “i forti temporali di domenica sera colpiranno anche la Capitale. Poi una breve tregua dal maltempo, ma martedi’ 15 riprendera’ un secondo impulso di aria fredda da nord che valichera’ le Alpi accerchiandole e scendendo dalla Valle del Rodano e che portera’ nuove nevichiate sul nordovest, tutte le Alpi e qualche fiocco cadra’ anche a Genova, mentre in serata la neve mista a pioggia fara’ la comparsa su molte zone del centro come a Firenze e temporali su abbatteranno su tutto il centrosud e Isole Maggiori, con particolare accanimento sulla Campania”. Infine, concludono gli esperti tra Giovedi’ e venerdi’ “e’ attesa una terza fase di maltempo e altra neve”.

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fonte rainews24.it

Cina: Pechino soffocata da smog, “cittadini non uscite” / VIDEO: Air Pollution in China Causes Thousands of Deaths in Major Cities

Air Pollution in China Causes Thousands of Deaths in Major Cities

Pubblicato in data 08/gen/2013

Over 8,500 people have died from the effects of air pollution in four Chinese cities in 2012, according to a joint study by Peking University and Greenpeace. Air pollution was also responsible for $1.08 billion in economic losses.

The report, published December 18, studied the effects of PM2.5 air pollution in Beijing, Shanghai, Guangzhou and Xi’an, which represented major cities in China’s north, east, south and western regions. It concludes that if these cities lower their PM2.5 pollution levels to meet World Health Organization Air Quality Guidelines, such deaths would be reduced by at least 81%, and economic losses could be reduced by $868 million.

PM2.5 refers to particulate matter smaller than 2.5 micrometers in diameter. When inhaled, these particles can enter the bloodstream, leading to heart, brain and lung disease, including cancer.

Studies show that most PM2.5 is created by the combustion of coal, and the majority of China’s energy comes from coal. Greenpeace is calling for a (quote) “urgent policy adjustment” by Chinese authorities to cap regional coal consumption and retro-fit existing coal-fired power plants with nitrogen oxide scrubbers.

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Smog a Pechino – fonte immagine

Pechino 16:53

Cina: Pechino soffocata da smog, “cittadini non uscite”

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Una densa cappa di smog con livelli di inquinamento sopra la norma, per il secondo giorno consecutivo, e il consiglio a tutti gli abitanti a non uscire di casa. Questa la situazione a Pechino, secondo quanto riferiscono i media di stato. La raccomandazione riguarda soprattutto anziani e bambini e coloro che hanno problemi respiratori o cardiovascolari. A dare l’allarme e’ stata l’ambasciata americana nella capitale cinese i cui rilevatori, la cui affidabilita’ e’ comunque contestata dai cinesi, a registrato un Pm2 a quota 845 microgrammi per metro cubo a fronte di un livello 100 considerato al limite dell’accettabilita’. Da segnalare che i rilevatori disponibili in citta’ misurano solo fino a 500 microgrammi. Secondo le previsioni, la situazione dovrebbe restare tale per altri tre giorni .

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fonte repubblica.it

REDDITOMETRO – Si può credere alla Befana ma non a Befera


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Si può credere alla Befana ma non a Befera

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FONTE: DAGOSPIA.COM

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“Partoriscono i monti, e nascerà un ridicolo topo”
(Orazio)

Sul “Corriere della Sera” di martedì scorso, a firma di Massimo Fracaro e Nicola Saldutti, con grande perizia e senza sussulti demagogici è documentata (e spiegata) la somma intera di empietà (e imperizia) contenute nel nuovo Redditometro partorito da Equitalia (si fa per dire) per combattere la lotta all’evasione fiscale.

I due eccellenti cronisti puntano l’indice anche sul paradosso di un controllo fiscale destinato, alla fine, a penalizzare i contribuenti virtuosi. Tra le tante assurdità dell’ennesimo Porcellum normativo mandato a pascolare sui prati istituzionali, c’è anche un ribaltamento di ogni principio giuridico civile: l’onere della prova della propria onestà è tutta a carico del contribuente. A pensare che quell’eversore del barone John Maynard Keynes, da buon economista liberal sosteneva che “sfuggire alle tasse è l’unica impresa che offra ancora un premio”.

Così, nei prossimi mesi se non sarà cancellato dai nuovi governanti un Tassametro (taroccato) spacciato per Redditometro (imparziale), milioni di cittadini-sudditi finiranno nel tritacarne dell’Agenzia delle Entrate. E toccherà soltanto a loro, davanti al giudizio del funzionario-sovrano, ricordare perché nel 2009 hanno acquistato un televisore nuovo, ho acquistato l’apparecchio correttivo per i denti della figlia.

Sul nocciolo (duro) del problema che riguarda la civiltà fiscale, ben poco ha aggiunto il battibecco pseudo ideologico, sviluppatosi sulle pagine del “Corriere della Sera”, tra il direttore di Equitalia, l’impenitente Attilio Befera, e l’opinionista col blà blà weberiano, Piero (e/o) Ostellino. Ai quali si è aggregato, con una posizione “terzista”, il solito Salvatore Bragantini, che ancora non si è avveduto che nell’anno del governo Monti il debito pubblico ha raggiunto la cifra-record di oltre duemila miliardi. Riguardo ai buchi di bilancio (pubblico) l’agenda del manager-analista è ancora ferma agli anni Ottanta. Mai aggiornarla!

Il che dimostra come spesso le opinioni separate dai fatti sono soltanto “fuffa” accademica. Pensieri e convincimenti (radicati) a mezzo stampa sul rapporto cittadino-tasse che, però, non affrontano mai la vera emergenza istituzionale che da almeno una ventina di anni di ministri “tecnici” (da Visco 1999 a Grilli 2012) stiamo drammaticamente vivendo: la politica fiscale è compito precipuo (missione) del governo e del Parlamento e non può essere delegata a Equitalia o a qualsiasi altra agenzia.

Come recita lo stesso dettato costituzionale, i ministri, nominati dal capo dello Stato su proposta del presidente del Consiglio “sono responsabili, individualmente, degli atti adottati dai dicasteri loro affidati e, collegialmente, delle deliberazioni del Consiglio dei Ministri”.

Fa un certo effetto, allora, che nel pieno di una campagna elettorale difficile e ricca di colpi di scena, con i cittadini alle prese con povertà e disoccupazione crescente, nessuno dei leader in gara – da Bersani a Berlusconi passando per Casini -, abbia finora preso posizione sul’iniquo Redditometro messo a punto da Equitalia.

Il Grande Inquisitore dostoevskijano del terzo millennio che con il suo modello organizzativo sofisticato vuol far credere alle sue vittime (i contribuenti) di agire per il suo bene: far pagare le tasse a tutti. Dopo le esperienze del passato (“cartelle pazze” e tanto altro) si può continuare a credere ancora alla Befana, ma non a Befera!

Chissà, forse dimentichi i nostri politici, che nella scorsa primavera c’è stata una forte mobilitazione contro l’agire persecutorio dell’Agenzia con assalti agli uffici, attentati e suicidi. Una società per azioni a capitale pubblico (una multiutility che deve macinare profitti) che è stata accusata pure di praticare lo “strozzinaggio”, esigendo, a torto o a ragione, comunque un agio del 9% per ogni tassa non pagata. Una situazione insostenibile fino al punto che la Cgil aveva minacciato uno sciopero generale contro l’Agenzia delle entrate.

Tutti silenti, invece, i futuri candidati premier nonostante che nel tritacarne di Equitalia finirà soprattutto il lavoro autonomo e d’impresa. E qualche pensionato che non appartiene, come Salvatore Bragantini, al ristretto club dei contribuenti mezzi-milionari, ma che per una volta si è permessa una follia: spendendo in sola volta i suoi mille euro (mensili) per una vacanza-premio sul lago insieme ai cari nipotini.

Per non dire del premier-pesce Rigor Montis e del suo ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, che ancora non si sono resi conto della bomba sociale lanciatagli sotto la poltrona (a loro insaputa?) da Attila Befera proprio alla vigilia della consultazione elettorale. Ma spesso, accade anche i bocconiani, non si possono prendere impegni superiori alle proprie debolezze.

Fonte: http://www.dagospia.com
Link: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-si-puo-credere-alla-befana-ma-non-a-befera-con-liniquo-redditometro-in-49241.htm
11.01.2013

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fonte comedonchisciotte.org

Crisi, crolla la fiducia degli italiani «Il 41% non arriva a fine mese». Cgil: 520mila in Cig a zero ore nel 2012

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Crisi, crolla la fiducia degli italiani
«Il 41% non arriva a fine mese»
Cgil: 520mila in Cig a zero ore nel 2012

Sondaggio Confesercenti Swg: solo il 16% crede in una ripresa economica. Il sindacato: per i lavoratori cassintegrati meno ottomila euro a testa

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ROMA – Sono 520.000 i lavoratori “equivalenti” in cig a zero ore per l’intero 2012 per circa 8.000 euro a testa persi. Lo calcola la Cgil rielaborando i dati Inpssulla cassa integrazione nel 2012 (quasi 1,1 miliardi di ore autorizzate). Il taglio complessivo della busta paga è di 4,2 miliardi al netto delle tasse.

Confesercenti: 9 italiani su 10 non vedono l’uscita dalla crisi. Gli italiani sono sempre più scettici sull’uscita rapida dalla crisi. Per i prossimi dodici mesi, solo il 16% dei nostri concittadini – la metà dello scorso anno – vede in arrivo un miglioramento per l’economia del Paese, mentre il restante 84% pensa che il 2013 non porterà alcuna evoluzione positiva, ma addirittura un ulteriore peggioramento. E’ il quadro che emerge da un sondaggio Confesercenti-Swg sulle prospettive economiche dell’Italia per il 2013.

I giudizi sull’economia italiana. La salute dell’economia italiana è giudicata negativamente dall’87% degli intervistati. Il 36% la ritiene inadeguata, mentre il 51% addirittura pessima. A promuoverla solo il 13%, che la segnala come discreta (11%, in aumento del 3% sullo scorso anno) o buona (2%, in calo dell’1%). Anche sulle prospettive si registra una grave sfiducia. Solo il 16% degli intervistati vede una svolta (lo scorso anno erano esattamente il doppio (32%). Ad avere una visione più positiva sono i giovani sotto i 24 anni (22,9% di ottimisti) e chi vive nelle Isole (22,2%). Il 40% degli italiani ritiene invece che la situazione resterà la stessa del 2012: anche in questo caso, i valori massimi si registrano nella fascia d’età tra 18 e 24 anni, dove si registra un picco del 42,9%.

Le prospettive personali. Se per l’Italia ci si aspetta un ulteriore peggioramento, le prospettive per la propria famiglia e la situazione personale sono solo un po’ meno negative. L’86% degli intervistati non crede in un miglioramento. Il 52% ritiene che la situazione rimarrà la stessa, in aumento del 5% sullo scorso anno. Calano gli ottimisti, che passano dal 17 al 14 per cento, così come i pessimisti, che scendono al 34% dal 36% dello scorso anno. Per il 2013 la maggioranza degli italiani (il 59%) vuole far leva sul nuovo esecutivo per porre alla sua attenzione l’emergenza lavoro, scelta dal 31% degli intervistati a causa del forte sentimento d’insicurezza sul futuro. E’ significativo che, subito dopo, gli italiani chiedano di abbassare le tasse e di ridurre i costi della politica (il 23% del campione in entrambi i casi). Ovvero meno spese e meno sprechi per liberare risorse utili a tagliare l’insostenibile pressione fiscale. L’accento posto sulla questione lavoro nasce dalla crescente difficoltà degli italiani ad arrivare alla fine del mese con i loro guadagni. Nel 2012 il 41% degli interpellati dichiara di non riuscirci, né con il proprio reddito né con quello familiare. E se nel 2010 circa il 72% del campione riusciva a far fronte alle spese della famiglia per tutto il mese, quest’anno la percentuale cala bruscamente al 59%.

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fonte ilmessaggero.it

11 ANNI FA MORIVA FABER – Fabrizio de Andrè. Omaggio a un grande poeta (di Arianna Vergari) / Cristiano De Andrè in ospedale «in stato di alterazione»: 14 anni fa moriva suo padre

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Fabrizio de Andrè. Omaggio a un grande poeta

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Stamattina mi sono svegliata ripensando all’11 gennaio di 14 anni fa. Allora conoscevo poco Fabrizio de Andrè, talvolta ne sentivo parlare dai miei genitori. Un grande cantautore, un poeta, un maestro, dicevano.

L’amore è nato qualche anno più tardi, dopo la sua morte.

È stata una scoperta sorprendente. È stato come trovare un forziere pieno d’oro. Era lì, a disposizione di tutti, infinito, eterno, profondo. Una gioia sempre pronta a rinnovarsi. Ogni canzone una fonte dai cui sgorga sempre una linfa nuova, sempre diversa, sempre più viva. Dopo tanti anni, quelle note destano la stessa meraviglia di un incontro che ogni volta ripete la sua prima volta.

Stamattina ho tirato fuori il primo cd della raccolta In direzione Ostinata e Contraria. Ho aperto tutte le finestre e ho lasciato che la musica invadesse ogni molecola di aria. Un nuovo incontro. Con la sua voce malinconica e anarchica, con quei personaggi felliniani del suo intimo universo, con le ballate, le preghiere, i valzer. Con lui, la sua chitarra. Con lui, uomo, padre, amico.

Lo ascolto pensando di ricambiare il favore, per dirgli grazie.

La musica ha un suo linguaggio e non si accorda bene con la descrizione delle parole. Cos’è Fabrizio de Andrè? Non lo so, perché va ascoltato. Sarebbe come descrivere a voce una tela di Picasso, niente a che fare con l’opera in sé.

Solo poche suggestioni allora, qualche pennellata, alcune sfumature per ricomporre la figura di un grande maestro.

Dentro le righe del pentagramma, lì la sua dimora. Sempre fuori dalle righe imposte dalla società. Un poeta maledetto senza allori, senza retoriche, senza compromessi. Solo, con le sue note e i ricordi delle letture di Prevert, di Villon. Con l’alcool e la timidezza, con la disillusione e la nostalgia. Una vita rocambolesca, alla Big Fish: il sequestro, i sospetti dei servizi segreti. E ancora le polemiche e le grandi amicizie, come Paolo Villaggio e Nicola Piovani.

E per una vita che se ne va, altre cento che restano. Bocca di Rosa e l’amore profano, il Bombarolo, la puttana di Via del Campo, Piero e una guerra ingiusta e assurda, Cristo e il suo volto umano, Dolcenera. E ancora gli amori sfioriti e cinici, l’ipocrisia borghese, la tenerezza di due amanti, il dolore dell’abbandono.

Stamattina mi sono svegliata e ascoltando Fabrizio de Andrè ho pensato che forse la musica è più forte della morte.

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fonte controcampus.it

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Cristiano de Andrè (Ansa)

Cristiano De Andrè in ospedale «in stato di alterazione»: 14 anni fa moriva suo padre

Urla, suppellettili rotte, «abuso di alcol» nell’anniversario della morte di Fabrizio

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MILANO – Cristiano De André è stato trasportato in codice verde la scorsa notte al Policlinico in evidente stato di alterazione. Il cantante, figlio del cantautore Fabrizio, è stato trovato dalla polizia nella sua abitazione, chiamata dai vicini allertati dalle urla provenienti dalla abitazione. Secondo la polizia, lo stato di alterazione di De Andrè era dovuto all’abuso di alcol.

IL SOCCORSO – Urla e grida incomprensibili dall’appartamento di Cristiano De Andre’, ai piani alti di uno stabile di via Sforza: allertate dai vicini di casa le forze dell’ordine sono intervenute e il cantante, dopo oltre un’ora e solo grazie all’intervento di una sua conoscente, e’ stato poi portato in stato confusionale-depressivo al Policlinico e li’ trattenuto. Le prime segnalazioni sono arrivate prima della mezzanotte di venerdì, una volta arrivate sul posto le forze dell’ordine hanno individuato l’appartamento da cui provenivano le urla, apprendendo che si trattava di quello di Cristiano De Andre’. Con difficolta’ di comunicazione e incoerenza di risposte, per oltre un’ora gli agenti hanno parlato con il cantante attraverso la porta dell’abitazione. Solo con l’arrivo dei vigili del fuoco e di una conoscente, la situazione si e’ sbloccata e viene portato al Policlinico in codice verde dove viene trattenuto per accertamenti.

L’ANNIVERSARIO – De Andrè, che secondo la conoscente sta passando un periodo molto difficile, è stato trasportato all’ospedale circa un’ora e mezza dopo l’inizio dell’intervento. In casa alcuni suppellettili rotte nel corso del violento accesso d’ira. Esattamente l’11 gennaio 1999, 14 anni fa, moriva suo padre Fabrizio.

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fonte corriere.it

Adozioni gay, l’ira della Chiesa “Sentenza ambigua che crea sconcerto”

Adozioni gay, l'ira della Chiesa  "Sentenza ambigua che crea sconcerto"

Adozioni gay, l’ira della Chiesa
“Sentenza ambigua che crea sconcerto”

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ROMA – “Una sentenza ambigua che crea sconcerto”. Il giorno dopo la decisione della Cassazione che ha aperto alla possibilità per un figlio di essere cresciuto in una coppia gay, la prima risposta ufficiale della Chiesa arriva dal quotidiano della Cei: “Per esperienza comune di ogni essere umano – scrive ‘Avvenire’ – la nascita di un bambino scaturisce dall’unione tra un uomo e una donna, comporta la cura e l’allevamento da parte dei genitori”. E aggiunge: “Il punto più sconvolgente della pronuncia, quando considera il bambino come soggetto manipolabile, attraverso sperimentazioni che sono fuori dalla realtà naturale, biologica e psichica, umana e che non si sa bene quanto dovrebbe durare”. Secondo ‘Avvenire’ la sentenza di piazza Cavour “lascia stupefatti quando cancella tutto ciò che l’esperienza umana, e con essa le scienze psicologiche, ha elaborato e accumulato in materia di formazione del bambino”.

E’, quest’ultimo, lo stesso concetto su cui insiste l’Osservatorio dei diritti dei Minori che la definisce una “sentenza shock”. “Non si capisce di cosa parli la Cassazione quando afferma che non esistono certificazioni scientifiche attestanti l’inidoneità dei gay ad adottare – dice l’Osservatorio -. D’altro canto non è la prima volta che la Suprema Corte stupisce con sentenze scioccanti, come alcune relative alla violenza sulle donne”, rileva in una nota Marziale che è anche consulente della Commissione parlamentare per l’Infanzia”. (12 gennaio 2013)

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APPROFONDIMENTI

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fonte repubblica.it

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