Archivio | gennaio 14, 2013

IL BUE CHE DA’ DEL CORNUTO ALL’ASINO – Monti: «Berlusconi pifferaio magico colpa anche sua se sono salite le tasse»

 

https://i1.wp.com/www.stivalebucato.it/stivale/wp-content/uploads/2011/03/silvio-pifferaio_big.jpg
fonte immagine

Monti: «Berlusconi pifferaio magico
colpa anche sua se sono salite le tasse»

Il premier: giù la pressione fiscale, no alla patrimoniale. Ridurre l’Imu, ma senza giravolte. Il redditometro introdotto da chi ci ha preceduto

.

ROMA – La promessa di ridurre le tasse avanzata da Berlusconi è «un discorso illusionistico, perchè fatto dal principale responsabile dell’alto livello delle tasse oggi, perchè chi ha governato per otto degli ultimiundici anni deve pure avere qualche responsabilità. È puerile che le scarichi su chi ha governato nell’ultimo anno». Lo dice Mario Monti ospite della puntata di ‘Porta a Porta’. Il premier cita dei dati, ricordando che con il governo di Berlusconi le entrate pubbliche sono aumentate in media di 22 miliardi annui; con quello di Romano Prodi di 26 miliardi; con il suo di 20 miliardi. «Ha già illuso gli italiani per tre volte, la prima volta mi sono fatto illudere anch’io, economista e non politico, quando c’è stata la promessa della rivoluzione liberale nel 1994», dice ancora Monti. «Che gli italiani possano ancora credere alla serietà di promesse di questo tipo venendo da quella bocca, mi ricorda la fiaba del pifferaio con i bravi topini attratti dal fascino e vanno ad annegare in quel fiume».

«Chi è in grado di ridurre anzichè di far aumentare gli spread, fa risparmiare un sacco di soldi allo Stato -prosegue il premier- e se uno dice che le tasse sono lo Stato che mette le mani nelle tasche degli italiani acquista popolarità presso quella quota di italiani tendente allo zero che è stupida, ma la gran parte dei cittadini italiani sono maturi e responsabili». Perciò usare un linguaggio di questo tipo «demolisce le premesse per una seria lotta all’evasione fiscale. Quindi – conclude Monti – chi promette di ridurre le tasse è chi in passato non ci è riuscito, che non sarebbe in grado di tenere sotto controllo gli spread perchè non è creduto sul piano internazionale e perchè ammiccando all’evasore fa sì che quella riduzione di tasse per i contribuenti onesti che deriva anche dalla lotta all’evasione sarebbe rimandata alle calende greche».«La pressione fiscale deve diminuire, i governi succeduti in questi anni l’hanno aumentata troppo. Assolutamente non penso ad un’imposta patrimoniale»: lo afferma ancora Mario Monti. «Voglio che l’Imu venga ridotta, ma senza fare giravolte come quelle che ho visto nel 2008 che ho visto fare, se non sbaglio, qui da lei in questo studio da chi ha promesso di eliminarla e poi è stato costretto a reintrodurla». E ancora: il redditometro «fosse stato per me non lo avrei messo, si tratta di un’altra misura, doverosa, che è stata introdotta da chi ci ha preceduto, che ha punteggiato come bombe ad orologeria la strada di questo governo». Parole, come pietre, di Mario Monti a ‘Porta a Porta’.

Tensione in mattinata a Torino per la presenza di Monti all’inaugurazione della stazione ad Alta Velocità di Porta Susa a Torino. All’esterno della stazione presidi di protesta dei No-Tav: lanci di pietre contro le forzedell’ordine che hanno risposto con cariche di alleggerimento. Proteste anche di Cub, di tassisti torinesi e di lavoratori della De Tomaso. Il premier ha invitato a «vincere le pulsioni istintive, però devastanti, che talvolta hanno bloccato la realizzazione di infrastrutture che sono importanti per il sistema dei trasporti e la competività del Paese» ed ha annunciato un vertice Italia-Francia in autunno.

È di due contusi, un manifestante e un poliziotto, e di un denunciato il bilancio dei tafferugli. Il manifestante denunciato, che era stato fermato per essere identificato, è accusato di resistenza a pubblico ufficiale e travisamento. L’altro fermato per essere identificato è stato accompagnato in ospedale per una ferita lacero contusa alla testa. È stato invece medicato sul posto il poliziotto ferito.

Monti. «Ciò che desideriamo per il nostro Paese è un cambiamento profondo per recuperare lo slancio e le energie che abbiamo saputo mostrare nelle fasi migliori della nostra storia» ha detto Monti che nel suo intervento in occasione dell’inaugurazione della stazione Av di Torino Porta Susa ha sottolineato che si tratta di «forze che non sono scomparse ma si sono spente e hanno bisogno di essere rigenerate e risvegliate. Sono forze – ha concluso – che hanno bisogno di fiducia perchè l’Italia è una grande nazione al centro della politica europea e internazionale».

Moretti. La stazione di Torino Porta Susa «per noi è uno dei progetti fondamentali della nuova ferrovia» ha sottolineato l’ad di Fs Mauro Moretti. «Dico nuova – ha aggiunto – perchè questa non si può considerare solo una stazione dell’alta velocità, ma è uno dei luoghi che servono per fare da un lato l’integrazione verticale di tutti i servizi di trasporto e di mobilita, da quelli a lunga percorrenza nazionali e internazionali, alta velocità e non, a quelli suburbani, regionali e urbani e dall’altra permette di avere un’integrazione con la città che è un luogo fondamentale che dobbiamo servire e dal quale ci aspettiamo una sorta di osmosi».

Ferrero. «Monti difende e glorifica un’opera inutile come la Tav. Altro che ‘presente che diventa futurò, quell’opera è inutile dal punto di vista del traffico delle merci e dannosa per l’ambiente, il territorio e la popolazione valsusina» afferma Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista.

Lunedì 14 Gennaio 2013 – 15:41
Ultimo aggiornamento: 19:45
.

Tornano le vecchie regole per gli invalidi civili: il diritto alla pensione si calcola sul reddito da «single»

https://i1.wp.com/i.res.24o.it/images2010/SoleOnLine5/_Immagini/Norme%20e%20Tributi/2012/07/inps--258x258.jpg

Tornano le vecchie regole per gli invalidi civili: il diritto alla pensione si calcola sul reddito da «single»

.

di

.

Dietrofront per invalidi civili al 100 per cento. Così come in passato, il reddito che verrà preso in considerazione per valutare il diritto alla pensione sarà solo quello del diretto interessato. A differenza di quanto comunicato dall’Inps a fine 2012, non ci sarà il cumulo con quello dell’eventuale coniuge.

A confermarlo è direttamente l’Inps con il messaggio 717 pubblicato oggi che dovrebbe mettere fine, almeno per il momento, alle polemiche sorte dopo la pubblicazione della circolare 149 del 2012 sempre da parte dell’istituto di previdenza. Nella tabella M.3 dell’allegato 2, infatti, veniva precisato che il requisito reddituale (16.127,30 euro) per avere diritto all’invalidità civile totale per il 2013 era coniugale e non più solo quello del diretto interessato.

Una variazione, quella dell’Inps, collegata a una sentenza della Corte di cassazione (la numero 4677/2011) con cui i giudici, pur prendendo atto di precedenti sentenze discordanti (a volte si è stabilito che il limite era riferito al solo invalido, altre volte ai coniugi), è stato deciso che l’importo massimo va riferito alla coppia.

Dopo le critiche contro tale novità che si sono levate nei giorni scorsi da parte di sindacati e alcune forze politiche, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, il 7 gennaio ha avviato un’istruttoria e sabato ha scritto al presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua chiedendo di valutare la situazione in attesa del completamento dell’istruttoria. Oggi l’istituto ha deciso di ritornare al passato, «in attesa della preannunziata nota ministeriale a chiarimento della complessa materia dei limiti reddituali delle pensioni di inabilità civile».

.

fonte ilsole24ore.com

USA – Obama lancia appello al Congresso: il tetto del debito va alzato o sarà default


fonte immagine

Obama lancia appello al Congresso: il tetto del debito va alzato o sarà default

di con una diretta twitter di

.

Barack Obama ha usato la sua ultima conferenza stampa a sorpresa del suo primo mandato alla Casa Bianca per lanciare un urgente appello al Congreso, e soprattutto all’opposizione repubblicana, affinché alzi senza indugi e senza condizioni il tetto del debito federale scacciando lo spettro di un default degli Stati Uniti e di nuove drammatiche crisi economiche e finanziarie.

Obama ha difeso il suo approccio a una riduzione del deficit equlibrata, che comprende tagli e nuove entrate fisvali. «Abbiamo compiuto progressi – ha detto -. E mi batto per ridurre il debito in modo responsabile. Finora ho firmato 2,4 miliardi in riduzioni del defict, più i miliardi risparmiati dalla fine dei conflitti in Iraq e Afghanistan. Ci saranno ulteriori riduzioni del defict, Ma non bastano i tagli da soli. Dobbiamo stabilizzare la finanza nel lungo periodo, ma anche stimolare investimenti e crescita nel breve periodo. Se identifichiamo un pacchetto equilibrato possiamo risolvere la questione del deficit. La gente è d’accordo con me, le elezioni lo dimostrano».

Il presidente ha però soprattutto sferrato un forte attacco ai repubblicani per la loro resistenza a innalzare subito il tetto del debito federale. «Voglio essere chiaro: alzare il tetto non autorizza piu’ spese, autorizza solo a pagare le spese che il Congresso ha gia’ deciso e varato. Se i repubblicani si rifiutano di pagare i debiti in tempo, avremo ritardi nelle pensioni, negli stipendi dei militari. I tassi d’interesse schizzeranno, sarà una ferita autoinflitta, una catastrofe. È irresponsabile, assurdo. I repubblicni possono agire reponsabilmente e pagare i conti o irresponsabilmente. Ma non strapperanno un riscatto per non far crollare l’economia. La reputazione del paese non e’ merce di scambio».

Obama, nel passare all’offensiva, ha così messo in chiaro di considerare l’azione sul tetto del debito reponsabiltà interamente del Congresso che, ha sottolineato pù volte la Casa Bianca, ha approvato le spese e i debiti che oggi vanno pagati. Il presidente ha rifiutato di intavolare negoziati sulla richiesta repubblicana di condizionare l’innalzamento del limite a nuove misure di severa austerity. La Casa Bianca, con la rara conferenza stampa imprevista, intende anche mobilitare l’opinione pubblica al suo fianco, ricordando che nel 2011 proprio l’impasse sul tetto del debito causò gravi ritardi che costarono al Paese il rating di Tripla A da parte dell’agenzia di valtazione del credito Standard & Poor’s, con gravi scosse sui mercati. Oggi una simile paralisi potrebbe nuovamente avere conseguenza nefaste, spedendo il paese verso una crsi finanziaria e una recessione.

Washington potrebbe sfondare il tetto, oggi fermo a circa 16.400 miliardi di dollari, a partire da metà febbraio e comunque entro la fine del prossimo mese. Il Tesoro ha messo in atto misure straordinarie per estndere fino ad allora le risorse del Paese, ma in febbraio potrà solo ricorrere a misure drastiche e impopolari. In mancanza di un accordo politico sono sul tappeto tagli draconiani e generalizzati alla spesa governativa, pari al 40%, rinvii delle pensioni del Social Security, deipagamenti dei contratti per gli appalti della difesa, cessione di asset quali riserve aurifere o titoli garantiti da mutui.

La Casa Bianca ha invece escluso nei giorni scorsi di ricorrere a provvedimenti di dubbia legalità quali coniare una moneta di platino da mille miliardi da sepositare presso la Federal Reserve per ritirare cosi’ una parte del debito. Oppure il ricorso al 14esimo emendamento della Costituzione che secondo alcuni esperti potrebbe autorizzare il presidente ad agire senza il consenso del Congresso. Un nutrito gruppo di parlamentari democratici, e anche di econoisti liberal quali il Nobel Paul Krugman, aveva invitato all’amministrazione di ricorrere a qualunque mezzo legale pur di superare l’intransigenza dei repubblicani, che in cambio di aumenti del tetto sul debito vogliono tagli di spesa. «Ci sono solo due opzioni – ha precisato nel fine settimana il portavoce di Obama, Jay Carney – il Congresso puo’ pagare i suoi conti o spingere il Paese verso il default».

.

fonte ilsole24ore.com

RC AUTO, LE PIU’ CONVENIENTI – Italiana assicurazioni e Allianz offrono in media le tariffe più basse. Poi Fondiaria


fonte immagine

Un’indagine dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza

Rc auto, chi vince il grand prix della convenienza

Italiana assicurazioni e Allianz offrono in media le tariffe più basse. Poi Fondiaria. Le società online premiate per i servizi

.

di Roberto Bagnoli

.

Le polizze italiane Rc auto sono le più care d’Europa. A Napoli un giovane neopatentato arriva a spendere 2.500 euro l’anno, più del doppio di un suo coetaneo di Berlino o Monaco. Un guidatore esperto paga dai 590 euro diMilano ai 1.450 di Napoli, contro i 240 di una città tedesca. Per le due ruote, poi, la copertura obbligatoria costa anche dieci volte di più. Italiana assicurazioni e Allianz sono la compagnie più economiche per cinque profili di assicurati-tipo, seguite da Fondiaria-Sai. Le compagnie dirette (che operano per telefono o su Internet) sono quelle che registrano la maggiore soddisfazione della clientela. Direct Line, Genertel e Genialloyd figurano ai primi tre posti di questa classifica, elaborata in base ad alcuni parametri legati al servizio. È lo scenario della Rc auto in Italia che emerge da un rapporto, elaborato in esclusiva per CorrierEconomia, realizzato dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza, specializzato nell’analisi e comparazione di prodotti assicurativi e finanziari e indipendente da compagnie e operatori del settore. L’analisi fornisce un vero e proprio sigillo di qualità che può aiutare a far la scelta giusta per un prodotto che incide in maniera pesante sui bilanci delle famiglie.

Il mercato
Con circa 40 milioni di veicoli assicurati, il settore auto rappresenta quasi la metà dell’intera raccolta dei rami danni. E negli ultimi mesi è stato al centro di numerose modifiche: dall’obbligo per le compagnie di offrire uno sconto agli automobilisti che installano la scatola nera che rileva il comportamento alla guida (la normativa di attuazione è però ancora in cantiere) a quello per gli intermediari di fornire tre preventivi di compagnie che non appartengono allo stesso gruppo. Fino all’entrata in vigore della direttiva europea che ha vietato le discriminazioni tariffarie basate sul genere. Un provvedimento che, in molti casi, comporterà premi più elevati per le donne, che in precedenza pagavano meno in relazione alla minore frequenza di incidenti. L’analisi dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza comprende trentuno imprese, che rappresentano oltre il 95% del mercato Rc auto. A parte il confronto delle tariffe (vedi l’articolo qui a fianco), il rapporto approfondisce la qualità del servizio, analizzata attraverso un’indagine campionaria sulla soddisfazione della clientela e, in modo indiretto, dalla minore frequenza di sanzioni disposte dall’Isvap.

Cosa dicono i clienti
L’Istituto ha analizzato la soddisfazione degli assicurati attraverso un sondaggio online, condotto dall’istituto di ricerca ServiceValue, che ha coinvolto oltre 2.300 italiani: un campione che, grazie alla distribuzione delle caratteristiche rilevanti della massa totale, malgrado i numeri ridotti si può considerare rappresentativo dell’intera popolazione. Direct Line, seguita da Genertel e Genialloyd, è prima per quanto riguarda offerta di prodotti (intesa come assortimento, flessibilità e trasparenza), comunicazione con i clienti, assistenza in caso di problemi e rapporto fra prezzo e qualità del servizio. Genertel, seguita da Genialloyd e RealeMutua, risulta invece la migliore per il servizio di liquidazione dei sinistri, valutata attraverso cortesia del personale, importi adeguati e velocità nel disbrigo della pratica. A parte Reale Mutua (che utilizza il canale agenziale), questa classifica vede una netta supremazia delle compagnie che operano attraverso telefono e Internet.

I reclami
L’analisi ha riguardato infine l’andamento delle sanzioni comminate dall’Istituto di vigilanza, analizzate dalla società Resolving strategy finance. È un fenomeno piuttosto diffuso, che colpisce il 70% delle imprese e nell’84% dei casi riguarda appunto la Rc auto. Nel 2011 le compagnie più multate sono state Groupama, Unipol e Milano. Secondo l’indagine, nella maggior parte dei casi le sanzioni riguardano i termini entro cui le imprese devono formulare un’offerta di risarcimento. Un’altra area critica riguarda la violazione dell’obbligo a contrarre, cioè di prestare una copertura a chiunque la richieda, che in alcuni casi viene eluso con la fissazione di premi esorbitanti.

Roberto Bagnoli

14 gennaio 2013

.

fonte corriere.it

2013, ‘ESPLOSIONE’ DI MALATTIE MENTALI? – Cambia la “Bibbia” di psichiatria: abbassate drasticamente le ‘soglie’


fonte immagine

Salute, cambia la “Bibbia” di psichiatria: il dolore da lutto tra i sintomi

Cambia il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Molte più persone potrebbero essere considerate “malate” e vedersi somministrare psicofarmaci. Anche le dimenticanze tipiche dell’età e mangiare in modo eccessivo potranno essere considerati tra i sintomi

.

di | 13 gennaio 2013

.

Nel 2013 ci sarà un’esplosione di malattie mentali. E questo non perché stiamo tutti impazzendo, in un mondo sempre più difficile da gestire. Il motivo è un altro: il Dsm (Diagnostic and statistical manual of mental disorders), cioè il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, la bibbia degli psichiatri di tutto il mondo dal 1952, è stato modificato abbassando la soglia della malattia. Il che significa che molte più persone potrebbero essere considerate ‘malate’ e vedersi somministrare psicofarmaci: scatti d’ira, il dolore da lutto, le dimenticanze tipiche dell’età e mangiare in modo eccessivo potranno infatti essere considerati più facilmente sintomi o malattie mentali.

La revisione completa del Dms, la V, sarà pubblicata a maggio, ma già nelle scorse settimane l’Associazione americana degli psichiatri ha annunciato i principali cambiamenti, che hanno scatenato una ridda di critiche da diversi specialisti. Come Allen Frances, professore emerito di psichiatria alla Duke University e direttore della task force di psichiatri che ha operato la precedente revisione del Dsm, che parla “del peggior momento dei suoi 45 anni di carriera, e di un’operazione ambiziosa combinata ad un’esecuzione disorganizzata che ha portato a molte proposte rischiose”.

Ed effettivamente alcune lo sembrano. Il dolore da lutto ad esempio diventa un disturbo depressivo, gli scatti d’ira e gli scoppi di collera (alternati a stati d’animo negativi) tre o più volte a settimana in un anno, in bambini e adolescenti, diventano sintomi della “disregolazione del temperamento con disforia”, mentre i deficit di memoria, tipici dell’età avanzata, rientreranno nel disturbo neurocognitivo minore, ponendo le condizioni per un incremento di persone ritenute erroneamente a rischio di demenza e Alzheimer. Entra poi a far parte dei disturbi del comportamento alimentare quello da alimentazione incontrollata o “binge eating disorder”: stramangiare quindi 12 volte in 3 mesi non sarà più una manifestazione di golosità, ma un problema psichiatrico. Altre proposte non sono invece passate, come quella di considerare lo stupro e la goffaggine disturbi mentali.

“C’è un conflitto intellettuale, non finanziario – ha scritto Allen sul suo blog su http://www.psychologytoday.com – negli specialisti, che tendono a espandere le proprie aree di ricerca, e ad ignorare le distorsioni che possono verificarsi nell’applicare il Dms V nella pratica clinica reale. Le nuove diagnosi in psichiatria sono più pericolose di nuovi farmaci, perché da queste dipende la somministrazione o meno di farmaci a milioni di persone dai medici di base dopo una breve visita”. E l’impatto sarà molto vasto, visto che il Dsm é il sistema di classificazione accettato dagli psichiatri di tutto il mondo, e dalla maggior parte dei sistemi sanitari per le diagnosi (in alternativa all’International Statistical Classification of Diseases, Injuries and Causes of Death) dell’Organizzazione mondiale della sanità.

“Pur ritenendo le revisioni un processo positivo, perché sono un’occasione di aggiornamento – spiega Eugenia Aguglia, presidente uscente della Società italiana di psichiatria – e di avanzamento rispetto alla realtà clinica, non mancano delle perplessità in questo caso. Alcune estensioni di sintomi o patologie sono un po’ pericolose, perché possono portare a delle generalizzazioni eccessive. D’altro canto è vero anche che il Dsm risponde ad una codifica della realtà sociale tipica degli Stati Uniti, diversa dalla nostra, dove si vuole cogliere l’inizio di un problema prima che sfugga di mano”. Tuttavia, rileva Andrea Fagiolini, direttore del dipartimento interaziendale di Salute mentale dell’università di Siena “va detto che alcune patologie gravi, come ad esempio la schizofrenia, spesso affondano le radici in sintomi attenuati in età precoce. Quindi una diagnosi precoce può essere utile”. A fare la differenza sarà quindi come gli psichiatri applicheranno la nuova classificazione. “Come è successo con le precedenti revisioni – conclude Aguglia – dopo una prima fase di attesa e di applicazione, si arriverà al confronto tra la vecchia e nuova versione, per vedere se le modifiche apportate rispondano alla realtà o non portino troppe criticità, e si decidere se tenerle o meno”.

.

fonte ilfattoquotidiano.it

Monti inaugura Porta Susa. Scontri No Tav-polizia / DOCUFILM: Fratelli di TAV

Fratelli di TAV

diegozndiegozn

Pubblicato in data 14/gen/2013

Effetti collaterali del “treno ad alta velocità” (documentario, colore, 2008).
Una video-inchiesta sull’impatto della TAV lungo la penisola italiana. Lo scenario che si dipana analizzando l’impatto che questa “Grande Opera” esercita sui territori che attraversa – in termini ambientali, sociali ed economico/finanziari – è sorprendente.
Altrettanto sorprendenti ed esemplari le proteste delle popolazioni che quell’impatto, inevitabilmente, subiscono. “Fratelli di Tav” combina il racconto di queste lotte ad una spinosa inchiesta sui rapporti tra criminalità organizzata, imprese e corruzione politica – rapporti anch’essi ad “Alta Velocità” – intercorsi nella realizzazione della Tav.
Un’analisi scomoda che svela quali inquietanti dettagli siano sepolti tra cemento e binari sotto ogni tratto della ferrovia che, lentamente ed a costi esorbitanti, viene portato a termine.

Un documentario di Manolo Luppichini e Claudio Metallo
info: http://fratelliditav.noblogs.org/

**

https://i2.wp.com/www.notav.info/wp-content/uploads/2013/01/monti-720x450.jpg


fonte immagine

Monti inaugura Porta Susa
Scontri tra No Tav e polizia

All’esterno della stazione la protesta dei tassisti contro le misure fiscali volute dal governo. I No Tav cercano di sfondare i cordoni di protezione

.

massimo numa
torino

12.15 L’ARRIVO DI MONTI  

Il presidente del Consiglio, Mario Monti, è arrivato poco a bordo di un treno Freccia Rossa da Milano. Il premier, insieme ai vertici di Fs, il presidente Lamberto Cardia e l’ad Mauro Moretti, dopo gli interventi istituzionali taglierà il nastro della nuova stazione e inaugurerà una stele commemorativa. E’ stato accolto dal presidente della regione Piemonte Roberto Cota e dal sindaco di Torino Piero Fassino. Sono presenti numerose autorità, tra cui i ministri Fornero e Profumo.

 

12.10 MANIFESTAZIONI E CARICHE DI POLIZIA  

Scontri questa mattina, nella giornata dell’inaugurazione della nuova stazione di Porta Susa alla presenza del presidente del Consiglio Mario Monti. Una delegazione di una cinquantina di No Tav ha lanciato slogan ed ha cercato successivamente di sfondare il cordone di protezione. Immediata la reazione delle forze di polizia che hanno effettuato delle cariche di alleggerimento, mettendo in fuga i manifestanti lungo via Cernaia. Ci sarebbe un fermato e un manifestante sarebbe stato soccorso e medicato in seguito alle cariche.

Un centinaio di autonomi con una delegazione di operai della De Tomaso ha intonato slogan di protesta e mostrato striscioni all’esterno della stazione. Un presidio di tassisti ha protestato in silenzio, esponendo striscioni polemici contro le misure fiscali volute dal governo Monti.

Sull’area di Porta Susa si sentono volare gli elicotteri delle forze dell’ordine in pattugliamento di sicurezza. Intanto i vigili urbani hanno chiuso per precauzione tutte le traverse di piazza 18 Dicembre.

.

fonte lastampa.it

TRIESTE – I malati di tumore della Ferriera, l’Ilva del Nord-Est / La lettera: «Ho un tumore maligno. Cari colleghi, lottate per tutelare la salute»

https://i0.wp.com/www.repubblica.it/images/2013/01/14/082028547-a86e5534-dd49-4747-bea9-48ab65110e77.jpg

I malati della Ferriera, l’Ilva del Nord-Est

Tra gli operai di Trieste: “I tumori sono amentati del 50%”, Su 2.142 operai che hanno lavorato qui in 20 anni ben 300 hanno avuto la diagnosi di gravi sindromi polmonari

.

di ADRIANO SOFRI

.

LUIGI PASTORE, è nato a Barletta, ha 57 anni, è perito agrario, lavora da operaio alla Ferriera di Trieste da 14 anni, e fino a 4 mesi fa. Perché 4 mesi fa ha scoperto di avere un linfoma di MalT, e quando lo incontro sta per finire un ciclo di chemio “pesantissima”, poi dovrà ripeterla ogni due mesi. “Ho pensato: viene il cancro proprio a me, che sono quello che rompe… Poi ho ripensato che attorno a me i miei amici andavano in pensione e dopo pochi mesi morivano. E guarda che si andava in pensione giovani, per l’esposizione all’amianto. In questi giorni di festa mi hanno telefonato due che lavorano con me: uno ha un tumore al cervello, uno allo stomaco”.

Sono venuto a Trieste spinto da una serie di motivi. È uscita, commissionata dalla Procura, una certificazione sulla diffusione dei tumori polmonari negli anni dal 1974 al 1994 fra i lavoratori della Ferriera: superiore del 50 per cento alla media fuori dalla fabbrica. 300 su 2.142. Una proporzione allarmante. Però è allarmante anche che dati simili vengano compilati (sui documenti Inail e Inps) oggi, e che si aspetti l’analisi epidemiologica che arrivi ai nostri giorni. E la Ferriera sta addosso a Trieste quanto e più dell’Ilva ai Tamburi tarantini.

L’ARTICOLO INTEGRALE SU REPUBBLICA IN EDICOLA E SU REPUBBLICA+

(14 gennaio 2013)

.

fonte repubblica.it

_________________________________

«Ho un tumore maligno Cari colleghi, lottate per tutelare la salute»

Ferriera, la lettera-choc del sindacalista Luigi Pastore, ammalato a 57 anni dopo tredici di lavoro a Servola

.

È uno choc terribile la lettera che uno dei più noti sindacalisti della Ferriera, Luigi Pastore, rsu della Failms, ha voluto sia pubblicata. Pugliese di origini, Pastore, 57 anni, vive a Trieste da 30 dove è sposato e ha due figli. In Ferriera da 13 anni, fino a pochi giorni fa lavorava al parco ghisa. Su suo espresso desiderio pubblichiamo i passi salienti di questa lettera aperta con cui si rivolge ai colleghi e ai cittadini di Trieste.

.
«Cari amici e colleghi operai della Ferriera di Trieste con cui ho condiviso, da operaio e sindacalista, gli ultimi 13 anni di speranze e incertezze legate alla vita del nostro stabilimento, avrei preferito salutarvi con una classica bicchierata e non con il pesante fardello che, rinunciando alla mia privacy, ho pubblicamente dichiarato di portare. Poche parole di un referto medico: “linfoma maligno” all’apparato respiratorio, lette nel giro di pochi secondi cambiano la vita tua e della tua famiglia e pensi che ciò non ti sarebbe mai potuto appartenere. Vien da pensare: è il destino. Certo, lo è anche, ma viene da pensare anche alle condizioni in cui, tra gas e polveri, si garantiscono pane e dignità alla famiglia. Ma sorge anche l’amaro dubbio che chi poteva farlo non abbia saputo o voluto proteggerti abbastanza nel tuo lavoro.»

«Cari amici colleghi, questa mia lettera sia di stimolo per voi a pretendere e per i responsabili a garantire ogni tutela della salute sul lavoro, attraverso impianti e manutenzioni adeguati e con opportuni controlli sanitari estesi a tutti i reparti produttivi dello stabilimento e non solo ad alcuni. E soprattutto vigilino tutte le sigle sindacali, anche quelle finora forse un po’ troppo “distratte”. Vi esorto affinché salute e sicurezza sul lavoro non siano barattate con compensi in denaro: queste valgono più del “superminimo” e ancor più di quello dei vostri capi. Nella nostra situazione resta l’amarezza nel constatare la totale inconsistenza della politica locale che, per più di dieci anni, ha lasciato incancrenire il “problema Ferriera”, si è arresa di fronte ad ogni minimo ricorso della proprietà, senza mai il coraggio di imporre alla stessa il proprio ruolo istituzionale, rimpallandosi indecentemente responsabilità e competenze, nell’attesa e con la segreta speranza che ci fosse sempre qualcun altro a togliere le castagne dal fuoco».

«Il fatidico 2015 in cui dovrebbero terminare i contributi del Cip 6, è forse già arrivato con un tremendo e tragico anticipo, ma concrete alternative per ricollocare i lavoratori non se ne sono viste, non sono stati individuati né incentivati imprenditori disposti a insediare qualche attività produttiva sull’area della Ferriera. È tempo che la politica riacquisti un minimo di dignità, adoperandosi per risolvere in tempo reale il problema occupazionale per i lavoratori contestualmente a quello ambientale e di conseguenza sanitario per lavoratori e residenti».

Luigi Pastore

.

fonte ilpiccolo.gelocal.it