USA – Obama lancia appello al Congresso: il tetto del debito va alzato o sarà default


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Obama lancia appello al Congresso: il tetto del debito va alzato o sarà default

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Barack Obama ha usato la sua ultima conferenza stampa a sorpresa del suo primo mandato alla Casa Bianca per lanciare un urgente appello al Congreso, e soprattutto all’opposizione repubblicana, affinché alzi senza indugi e senza condizioni il tetto del debito federale scacciando lo spettro di un default degli Stati Uniti e di nuove drammatiche crisi economiche e finanziarie.

Obama ha difeso il suo approccio a una riduzione del deficit equlibrata, che comprende tagli e nuove entrate fisvali. «Abbiamo compiuto progressi – ha detto -. E mi batto per ridurre il debito in modo responsabile. Finora ho firmato 2,4 miliardi in riduzioni del defict, più i miliardi risparmiati dalla fine dei conflitti in Iraq e Afghanistan. Ci saranno ulteriori riduzioni del defict, Ma non bastano i tagli da soli. Dobbiamo stabilizzare la finanza nel lungo periodo, ma anche stimolare investimenti e crescita nel breve periodo. Se identifichiamo un pacchetto equilibrato possiamo risolvere la questione del deficit. La gente è d’accordo con me, le elezioni lo dimostrano».

Il presidente ha però soprattutto sferrato un forte attacco ai repubblicani per la loro resistenza a innalzare subito il tetto del debito federale. «Voglio essere chiaro: alzare il tetto non autorizza piu’ spese, autorizza solo a pagare le spese che il Congresso ha gia’ deciso e varato. Se i repubblicani si rifiutano di pagare i debiti in tempo, avremo ritardi nelle pensioni, negli stipendi dei militari. I tassi d’interesse schizzeranno, sarà una ferita autoinflitta, una catastrofe. È irresponsabile, assurdo. I repubblicni possono agire reponsabilmente e pagare i conti o irresponsabilmente. Ma non strapperanno un riscatto per non far crollare l’economia. La reputazione del paese non e’ merce di scambio».

Obama, nel passare all’offensiva, ha così messo in chiaro di considerare l’azione sul tetto del debito reponsabiltà interamente del Congresso che, ha sottolineato pù volte la Casa Bianca, ha approvato le spese e i debiti che oggi vanno pagati. Il presidente ha rifiutato di intavolare negoziati sulla richiesta repubblicana di condizionare l’innalzamento del limite a nuove misure di severa austerity. La Casa Bianca, con la rara conferenza stampa imprevista, intende anche mobilitare l’opinione pubblica al suo fianco, ricordando che nel 2011 proprio l’impasse sul tetto del debito causò gravi ritardi che costarono al Paese il rating di Tripla A da parte dell’agenzia di valtazione del credito Standard & Poor’s, con gravi scosse sui mercati. Oggi una simile paralisi potrebbe nuovamente avere conseguenza nefaste, spedendo il paese verso una crsi finanziaria e una recessione.

Washington potrebbe sfondare il tetto, oggi fermo a circa 16.400 miliardi di dollari, a partire da metà febbraio e comunque entro la fine del prossimo mese. Il Tesoro ha messo in atto misure straordinarie per estndere fino ad allora le risorse del Paese, ma in febbraio potrà solo ricorrere a misure drastiche e impopolari. In mancanza di un accordo politico sono sul tappeto tagli draconiani e generalizzati alla spesa governativa, pari al 40%, rinvii delle pensioni del Social Security, deipagamenti dei contratti per gli appalti della difesa, cessione di asset quali riserve aurifere o titoli garantiti da mutui.

La Casa Bianca ha invece escluso nei giorni scorsi di ricorrere a provvedimenti di dubbia legalità quali coniare una moneta di platino da mille miliardi da sepositare presso la Federal Reserve per ritirare cosi’ una parte del debito. Oppure il ricorso al 14esimo emendamento della Costituzione che secondo alcuni esperti potrebbe autorizzare il presidente ad agire senza il consenso del Congresso. Un nutrito gruppo di parlamentari democratici, e anche di econoisti liberal quali il Nobel Paul Krugman, aveva invitato all’amministrazione di ricorrere a qualunque mezzo legale pur di superare l’intransigenza dei repubblicani, che in cambio di aumenti del tetto sul debito vogliono tagli di spesa. «Ci sono solo due opzioni – ha precisato nel fine settimana il portavoce di Obama, Jay Carney – il Congresso puo’ pagare i suoi conti o spingere il Paese verso il default».

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fonte ilsole24ore.com

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