Mali, Francia pronta a inviare più truppe. Onu: “Già mezzo milione di sfollati”

(Xinhua)  (Xinhua)

Mali, Francia pronta a inviare più truppe. Onu: “Già mezzo milione di sfollati”

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ultimo aggiornamento: 15 gennaio, ore 19:31
Parigi – (Adnkronos/Ign) – Parigi vuole impegnare un totale di 2500 soldati. L’annuncio del presidente Hollande che ha confermato gli attacchi aerei della notte contro Diabaly, la cittadina occupata dai ribelli. Il G8 approva l’intervento. Mali, jihadisti minacciano la Francia: ”Colpiremo il cuore del Paese”

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Parigi, 15 gen. (Adnkronos/Ign) – La Francia e’ pronta ad inviare piu’ truppe in Mali dove i suoi caccia hanno condotto nella notte raid contro una cittadina occupata dagli islamisti legati ad al-Qaeda. “Per il momento abbiamo 750 uomini, ma questo sara’ aumentato”, ha detto infatti il presidente francese Francois Hollande, parlando a margine della sua visita a Dubai.

A fornire cifre più precise è il ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian, secondo cui Parigi intende inviare progressivamente un totale di 2500 militari nel paese. Il quotidiano ‘Le Monde’ ha intanto annunciato che un’unita’ di 40 tank francesi ha raggiunto oggi la capitale del Mali, Bamako, proveniente dalla Costa d’Avorio.

Hollande ha confermato gli attacchi aerei nella notte contro Diabaly, la cittadina a 400 chilometri dalla capitale Bamako occupata ieri dai ribelli dopo che erano stati costretti a lasciare la cittadina centrale di Konna. “L’obiettivo e’ di costringerli a ritirarsi”, ha spiegato il presidente francese sottolineando che si esercita la “massima attenzione” per evitare vittime tra la popolazione civile.

Il G8 dal canto suo approva l’intervento francese in Mali. Un comunicato diffuso a Londra dai direttori politici del gruppo degli otto paesi piu’ industrializzati del mondo ha espresso “grave preoccupazione” per la situazione in Mali e le “sue conseguenze regionali”. “In questo contesto – si legge ancora – il G8 accoglie favorevolmente l’azione militare francese richiesta dal presidente del Mali e il sostegno fornito da altri Stati”.

“Tutti i paesi sono solidali e convinti che abbiamo preso la decisione giusta” ha risposto Hollande a chi gli chiedeva se la Francia non fosse stata lasciata sola in Europa nel suo intervento in Mali. “Tutti hanno prodigato sostegno” e molti hanno offerto aiuto materiale. Tra questi Hollande ha citato il Regno Unito, la Danimarca, il Belgio. Il governo belga in particolare ha deciso oggi di inviare due aerei da trasporto Hercules C-130 e due elicotteri di salvataggio a sostegno delle operazioni militari francesi in Mali.

Giovedì, i ministri degli Esteri dell’Unione Europea si incontreranno a Bruxelles per una riunione straordinaria dedicata alla situazione in Mali. La convocazione e’ stata decisa dall’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, Catherine Ashton, con l’obiettivo di “valutare le possibili azioni Ue a sostegno del Mali, incluso il rapido dispiegamento della missione di addestramento” dell’Unione Europea, che dovrebbe partire tra la seconda meta’ di febbraio e l’inizio di marzo.

Sul Mali l’Europa “non puo’ essere indifferente, dobbiamo agire, non farlo sarebbe un grave errore politico, strategico e umanitario” ha avvertito Catherine Ashton sottolineando che la minaccia rappresentata dall’offensiva verso sud dei terroristi e jihadisti “si estende alla stessa Ue”. “Siamo direttamente toccati dalla situazione li’, i gruppi terroristici con base nel nord del Mali usano questo terrutorio per controllare tutti i tipi di traffici, droga, armi, contrabbando. Hanno preso molti ostaggi, molti di origine europea”. Per questo, “non possiamo essere indifferenti”, ha esortato l’Alto rappresentante, che ha “reso omaggio a quei Paesi, in particolare la Francia, e a quelli dell’Africa occidentale, che sono andati in aiuto del Mali”. “E’ importante – ha sottolineato ancora – che i ribelli capiscano che la comunita’ internazionale e’ unita a sostegno del popolo maliano contro quelli che vorrebbero imporre un regime violento e non democratico”.

Sulle finalità dell’intervento francese, Hollande ha sottolineato che “abbiamo un obiettivo: fare in modo che quando l’intervento sara’ concluso, ci sia una situazione di sicurezza nel Mali, ci siano autorita’ legittime, un processo elettorale e non ci siano piu’ terroristi che minacciano l’integrita’ del paese”. La Francia, ha spiegato, con la sua operazione condotta in attesa dell’arrivo del contingente africano, “sara’ stata l’elemento decisivo ma non permanente “. “Se non ci fossimo prese le nostre responsabilita’, se non avessi deciso l’intervento, a che punto sarebbe il Mali oggi?”

La missione francese in Mali e’ iniziata cinque giorni fa, dietro la richiesta di aiuto del governo di Bamako di fronte all’avanzata verso sud delle forze islamiste che lo scorso anno hanno occupato il nord del paese.

Hollande si e’ detto “fiducioso” del fatto che le forze francesi e maliane riescano a bloccare l’avanzata degli islamisti, mentre sara’ necessaria ancora “una buona settimana” perche’ l’Unione Africana possa schierare il suo contingente.

Intanto l’Onu lancia l’allarme profughi. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, UNHCRA, ha riferito che circa 144mila persone sono fuggite dal Mali nel corso dell’ultimo anno mentre in altre aree del Paese si contano già 230mila sfollati, come ha spiegato il portavoce Adrian Edwards. La maggior parte dei rifugiati in fuga dagli scontri viene accolto in Mauritania, Niger e Burkina Faso.

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fonte adnkronos.com/IGN

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