AMBIENTE – Primato per Firenze: per l’inquinamento però

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Primato per Firenze: per l’inquinamento però

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Firenze, 17 gennaio 2013 – È il capoluogo toscano che detiene il primato nazionale, dell’anno appena passato, per l’inquinamento da biossido di azoto (NO2). E dalle rilevazioni delle prime due settimane del 2013 la città sembra volersi ripetere.

Il dato è stato reso noto oggi da Legambiente Toscana che per sensibilizzare alla questione ha organizzato un ‘green flash mob’ in piazza Beccaria a Firenze, nell’ambito della giornata nazionale intitolata ‘Mal’Aria’. Gli attivisti dell’associazione hanno manifestato oggi in tuta gialla e mascherina, soffiando fumo dentro bolle di sapone al grido di ‘Ci avete rotto le bolle!’.

Lo scopo è ovviamente quello di sensibilizzare i cittadini contro il pericolo delle polveri sottili e dell’inquinamento atmosferico. Secondo il presidente di Legambiente toscana Fausto Ferruzza ”l’emergenza smog è una realtà quotidiana. A far scattare l’emergenza durante i mesi invernali, sono sempre le polveri fini, ovvero il PM 10 e il PM 2,5. Nel 2012 Firenze, Lucca e Prato hanno maggiormente superato il bonus di 35 giorni previsti per legge”.

In particolare, è stato ricordato che a Firenze, proprio durante i mesi invernali, la centralina in via Ponte alle Mosse ha registrato 68 giorni di sforamento. A Prato, quella in via Roma, ne ha contate 42 giornate. A questi dati si aggiungono anche quelli dell’ozono nei mesi estivi. La normativa consentirebbe un massimo di 25 giorni di superamento della soglia, invece: nel 2012 Lucca ne ha ‘collezionati’ 46 e Firenze 40.

Per Ferruzza ”in particolare tutte le città dell’area metropolitana toscana sono molto inquinate” e ”sono al limite dell’allarme sanitario. I dati del 2012 sono inoltre in peggioramento rispetto all’anno precedente”. Per l’associazione ambientalista ”le domeniche ecologiche e i blocchi del traffico servono ma quello che è più necessario sono azioni di medio e lungo periodo. Bisogna investire in maniera più decisa sulla cosiddetta mobilità dolce, ovvero più tranvie, più reti pedonali o ciclabili”.

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fonte m.lanazione.it

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