Marchionne: “La Fiat che conoscevate non c’è più”, “Io non faccio panini”

Sergio Marchionne al Quattroruote DaySergio Marchionne al Quattroruote Day

“Non faccio panini, per auto nuove servono impianti nuovi”

Marchionne: su Melfi dai politici parole oscene, in 4 anni pieno impiego

Il numero uno del Lingotto difende le scelte industriali del Gruppo e rilancia la sfida di un costruttore che “porterà sempre un pezzo di Italia in ogni sua auto che girerà nel mondo” ma che punta a ricollocarsi nella fascia premium

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Milano, 17-01-2013

“Questa non è più la Fiat che gli Italiani conoscevano”. Per Sergio Marchionne, intervenuto al convegno Quattroruote su “Quale futuro per l’auto in Italia”, presenti on Alberto Bombassei, Jasques Bousquet e Gianluca Camplone, Fiat oggi è come il figlio che il padre non riconosce più: semplicemente diversa da quella che è stata per decenni per milioni di Italiani. Perché se non cambiava rischiava di morire.

“Se Fiat non poneva fine all’isolamento – ha detto fra l’altro Marchionne – metteva a rischio il suo futuro: questa non può essere una colpa. Fiat è oggi aperta, globale, lontana dall’idea che tanta parte dell’opinione pubblica può avere. Ma intendiamo fare la nostra parte per la crescita dell’Italia. Ci sarà sempre un pezzo di Italia in ogni Fiat che andrà in giro nel mondo”.

Non faccio panini
“A Melfi tutto nuovo per ripartire per i mercati internazionali, Detto e fatto. uno che capisce un minimo di auto sa che per cambiare da una vettura all’altra deve cambiare tutto. Non faccio panini io”, ha detto l’ad di Fiat al Quattroruote Day.

La cassa integrazione
“Nel giro di tre o quattro anni tutti gli impianti italiani saranno a pieno regime e riassorbiranno tutti i lavoratori”.

L’auto elettrica? Troppo costosa e pericolosa per l’ambiente
“Quella dell’elettrico è un’operazione che va fatta ma senza imposizioni di legge – ha detto Marchionne – Per ridurre le emissioni nei centri urbani è utile combinare le attuali tecnologie disponibili, a cominciare da quella del metano nella quale l’Italia dispone di competenze all’avanguardia. Il metano è l’unica scelta in grado di garantire da subito effetti positivi sull’ambiente e praticabili con vantaggio per gli utenti”.

L’accordo Ue-Corea
“In un mercato disastroso come quello del 2012, gli unici che hanno aumentato le vendite in Europa sono i coreani, grazie all’accordo squilibrato negoziato a suo tempo dall’Ue – ha detto Marchionne – Ora si sta negoziando l’intesa con il Giappone: senza parità di condizioni, in Europa sono a rischio decine di migliaia di posti di lavoro nel settore auto”.

Gli investimenti in Italia
“Il 30 ottobre abbiamo illustrato ai sindacati e agli analisti un piano coraggioso per contrastare la crisi, avviare nuove produzioni. La situazione attuale non è più sostenibile a lungo. La sicurezza finanziaria ci deriva dalle attività extraeuropee per proteggere le nostre attività in Italia”, ha aggiunto Marchionne alludendo alle ottime performace Fiat in Brasile e Chrysler in Nord America.

Ricollocarsi
“Abbiamo ripensato il nostro business puntando sui segmenti più alti e meno affollati con i marchi premium del Gruppo: è una scelta coraggiosa e non priva di rischi. Risponde al senso di responsabilità di Fiat verso il Paese”, ha detto Marchionne insistendo sul valore di marchi come Ferrari e Maserati e sul Kow how tecnologico del Gruppo.

Uscire dalla mischia
“Qualunque investimento in Europa con sbocco solo europeo sarebbe una strategia suicida. Fiat e Chrysler insieme sono una realtà industriale profondamente diversa rispetto a 3 anni fa: i mercati di riferimento sono extraeuropei. Vogliamo toglierci dalla mischia dei marchi generalisti puntando su marchi premium. Dobbiamo fare degli stabilimenti italiani una base per veicoli destinati ai mercati di tutto il mondo: si tratta di 17 nuovi modelli”.

Investimenti
“A Melfi investiremo più di un miliardo di euro e produrremo la nuova 500 X e una Jeep. Poi annunceremo le novità per lo stabilimento di Grugliasco”. “Se Fiat ce la farà avremo dimostrato che l’Italia è ancora un Paese dove si può fare industria”

La stoccata finale
“Le dichiarazioni dei politici italiani di ieri su Melfi sono oscene”, ha detto l’a.d. di Fiat, lasciando il ‘Quattroruote Day’, a proposito delle prese di posizione dei politici italiani dopo la decisione del Lingotto di chiedere la cassa integrazione straordinaria per due anni nello stabilimento lucano.

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fonte rainews24.it

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