Quote latte, parla il pm Greco “Nessun indagato nella Lega”

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Quote latte, parla il pm Greco
“Nessun indagato nella Lega”

Le perquisizioni erano “personali” e “destinate unicamente a Daniela Cantamessa e Loredana Zola”
Il magistrato puntualizza: “Non risultano indagati politici né esponenti di partito né funzionari pubblici”

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Dopo il blitz nelle sedi della Lega Nord nell’ambito dell’inchiesta sulle quote latte, a distanza di poco più di un mese dalle elezioni, in Procura a Milano è stato il giorno delle precisazioni ufficiali. “Non c’è alcun politico o esponente di partito o funzionario pubblico indagato per corruzione”, ha spiegato ai cronisti il procuratore aggiunto Francesco Greco, chiarendo anche che l’attività della guardia di finanza non era indirizzata ad acquisire elementi di indagine sul Carroccio. E che si è trattato di “perquisizioni personali” relative alle posizioni di Daniela Cantamessa e Loredana Zola, due segretarie amministrative delle sedi di Milano e Torino, non indagate e persone informate sui fatti riguardo al crac della cooperativa ‘La Lombarda’.

Si indaga per bancarotta, dunque, e non per corruzione. E il Carroccio non c’entra. E’ stato questo il senso delle affermazioni venute dai vertici della Procura milanese. Greco, a capo del pool sui reati economici, ha voluto chiarire, inoltre, che da parte dei dirigenti della Lega c’è stata “ampia collaborazione” nel corso delle perquisizioni “presso terzi” nelle sedi milanese e torinese. E ha aggiunto: “A Milano nessun esponente del partito ha opposto l’immunità nel corso dell’attività e sono stati i finanzieri a tenere conto che determinati uffici erano di pertinenza di parlamentari”. Le precisazioni della Procura sono state accolte con “soddisfazione” da Roberto Maroni. Che su Facebook ha scritto: “I giornali mascalzoni che ci hanno riempito oggi di fango saranno chiamati a rispondere civilmente del danno fatto alla Lega onesta. Chiederò 10 milioni di euro da dare in beneficenza”.

Al quarto piano del Palazzo di Giustizia, intanto, si respirava una certa tensione perché, a quanto pare, il pm Maurizio Ascione, titolare delle indagini, avrebbe deciso in autonomia di ordinare le perquisizioni per esigenze investigative urgenti, ma i vertici avrebbero voluto esserne informati. Lo stesso pm poi ha aperto, nell’ambito dell’inchiesta sulle quote latte, un altro filone per il reato di corruzione (un cosiddetto ‘modello 44’ senza indagati). Ed è nell’ambito di questo procedimento a due facce – bancarotta e corruzione – che il pm da mesi sta sentendo come testi decine di persone. Sono stati ascoltati a verbale Renzo Bossi, figlio del Senatur; Gianna Gancia, presidente della Provincia di Cuneo e compagna dell’ex ministro Roberto Calderoli; gli ex ministri Luca Zaia e Giancarlo Galan; Marco Paolo Mantile, ex vicecomandante del Comando carabinieri politiche agricole e alimentari; un ex presidente dell’Agea, Dario Fruscio, e un ex capo di gabinetto del ministero delle Politiche Agricole, Giuseppe Ambrosio.

I dati di partenza, su cui il pm ha cominciato a indagare, sono gli atti e le intercettazioni del processo che si è chiuso con la condanna per peculato e truffa per l’ex responsabile della Lombarda, Alessio Crippa (è indagato per bancarotta assieme ad altri tre ex amministratori). Nelle motivazioni di quella sentenza del settembre 2011 c’era anche un capitolo dedicato ai “prospettati rapporti” di alcuni produttori di latte “con ambienti ministeriali”. Per ora, il dato di fatto è che la Procura indaga sul buco da oltre 80 milioni di euro lasciato dalla Lombarda e sui rapporti commerciali tra questa e altre società.

Alcuni testimoni avrebbero messo in relazione Crippa, la Lombarda e altre società con le due segretarie, Cantamessa e Zola. Da qui le perquisizioni in cerca di documenti utili, mentre attraverso rogatorie, da quanto si è saputo, si stanno cercando soldi finiti all’estero. Nel filone corruzione (quello senza indagati) si ipotizza il versamento di mazzette per appoggi politico-istituzionali alla causa degli allevatori che non volevano pagare le multe all’Ue sullo sforamento delle quote. L’inchiesta del pm Ascione prosegue anche su questo versante: secretati i verbali dei politici ascoltati. (17 gennaio 2013)

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fonte milano.repubblica.it

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