Ilva, sbloccati i prodotti finiti, sciopero finito

A rischi decine di migliaia di posti di lavoro

Confronto Governo-parti sociali a Palazzo Chigi

Ilva, sbloccati i prodotti finiti, sciopero finito

La legge salva-Ilva deve essere applicata da tutte le parti “integralmente e immediatamente pur in pendenza del giudizio della Corte Costituzionale e l’azienda pagherà le retribuzioni”. Queste le conclusioni del vertice d’urgenza a Palazzo Chigi. Possibile un provvedimento nel Cdm di martedì prossimo. Il governo intervenga con forza, chiede Confindustria

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Roma, 19-01-2013

E’ terminato alle 7 di questa mattina lo sciopero a oltranza dei lavoratori dello stabilimento Ilva di Taranto indetto due giorni fa dalla Fim Cisl. La decisione e’ stata assunta alla luce di quanto emerso nel corso del vertice di ieri sera a Palazzo Chigi.

Come andare avanti
Governo, enti locali, azienda, Confindustria e sindacati concordano che, “in attesa del giudizio di costituzionalita’ in corso”, debba essere appliccata “integralmente e immediatamente la legge da parte di tutti i soggetti interessati, cosi’ da innescare il circolo virtuoso di risanamento ambientale/tutela della salute/tutela del’occupazione che deve risolvere il problema Ilva di Taranto”. Così si legge nella dichiarazione congiunta diramata al termine della riunione sull’Ilva a Palazzo Chigi ieri sera.

Sblocco
“La piena applicazione della legge prevede che l’azienda rientri nella dispionibilità dei prodotti finiti per la loro commercializzazione. Questo è quello previsto dalla legge e questo è ciò che noi abbiamo ribbadito”, ha detto il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, al termine della riunione.

L’allarme di Confindustria
“Il mancato sblocco dei materiali sulla banchina – aveva detto poco prima il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, al tavolo con il Governo e le parti sociali a palazzo Chigi – crea problemi in termini di fornitura di prodotti siderurgici: le imprese italiane che si approvvigionano da Ilva hanno grandi difficoltà a trovare forniture sostitutive. Inoltre, il blocco dell’attività comporta conseguenze devastanti per l’intera industria italiana, danni irreversibili al comparto siderurgico e al suo indotto”.

Gli obblighi dell’Ilva
L’Ilva “conferma il proprio impegno al rispetto delle prescrizioni dell’Aia e alla tutela dell’occupazione, sotto la vigilanza del Garante nominato dal Consiglio dei Ministri l’11 gennaio 2013, assicurando il regolare pagamento delle retribuzioni a tutti i lavoratori”, si legge nella dichiarazione unitaria diffusa al termine della riunione a Palazzo Chigi.

Camusso: tuteliamo il lavoro di 20mila persone
Il provvedimento varato dal Governo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 4 gennaio “è la chiave per risanare la citta’ di Taranto, la fabbrica e per garantire il lavoro a 20mila persone”, ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, al termine del tavolo sull’Ilva. “Ciò che abbiamo detto è che con tutto il rispetto del procedimento della Corte Costituzionale la prassi normale del nostro Paese è che le leggi rimangono in vigore in attesa di quel giudizio. Quindi anche a Taranto si deve procedere all’applicazione della legge”.

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fonte rainews24.it

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