Scuola, via alle iscrizioni e solo online: un lunedì d’assalto al web per 1,6 milioni

Scuola, via alle iscrizioni e solo online un lunedì d'assalto al web per 1,6 milioni

Scuola, via alle iscrizioni e solo online
un lunedì d’assalto al web per 1,6 milioni

Parte la rivoluzione voluta dal ministero: procedura su internet in due fasi. Istituti e Comuni si mobilitano per aiutare le famiglie (circa 300 mila) ancora prive di collegamento alla rete

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di SALVO INTRAVAIA

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La sfida delle iscrizioni scolastiche online parte domani. E in questi ultimi giorni non sono mancati allarmi, continue indicazioni ministeriali e iniziative a sostegno delle famiglie non attrezzate di collegamento a internet o computer. Per iscriversi al primo anno della scuola primaria e secondaria di primo e di secondo grado, da quest’anno è infatti obbligatorio usare computer e mouse. Moduli di carta e penna, nella scuola, fanno ormai parte della storia burocratica italiana. Gli unici che potranno avvalersi, probabilmente ancora per un anno, dell’iscrizione tradizionale sono i genitori che dovranno iscrivere i piccolissimi nella scuola dell’infanzia.

Il ministero dell’Istruzione, consapevole delle difficoltà cui possono andare le famiglie al cospetto di questa mezza rivoluzione, ha cercato di rendere la procedura più semplice e più lineare possibile. Per iscrivere i figli al primo anno della scuola dell’obbligo occorrerà dapprima registrarsi al sito www.iscrizioni.istruzione.it. Ad occuparsene potrà essere indifferentemente il padre o la madre dell’alunno, ma per farlo bisognerà essere muniti di un indirizzo di posta elettronica e creare una password che si utilizzerà per seguire l’iter della domanda. Il secondo passaggio sarà a carico del ministero, che invierà alla famiglia un codice personale e un’utenza che serviranno per eseguire l’iscrizione vera e propria.

Per procedere occorre, prima di tutto, scegliere la scuola dove iscrivere il proprio figlio e reperire il codice meccanografico dell’istituto prescelto. Tutte le informazioni sulle scuole, compreso il codice meccanografico, si trovano sul sito “Scuola in chiaro”  –  all’indirizzo: www.cercalatuascuola.istruzione.it –  o è possibile chiederli nelle scuole stesse. Il modello di iscrizione da compilare è composto da due sezioni: nella prima vengono inseriti i dati anagrafici dell’alunno, la scuola prescelta e le preferenze sull’orario scolastico; nella seconda vanno inserite le informazioni e/o preferenze relative alla specificità della scuola.

Nonostante lo sforzo del ministero per rendere accessibile la procedura, però, le preoccupazioni non mancano e quasi tutte le scuole si sono organizzate  –  su invito di viale Trastevere  –  a supportare le famiglie non adeguatamente attrezzate, che secondo l’Istat potrebbero essere oltre 300mila sul milione e 600mila alle prese con l’iscrizione via web. Alcuni Comuni  – Trani in Puglia, Scansano, Piombino e Campiglia in Toscana – hanno messo a disposizione dei cittadini la biblioteca comunale e i propri uffici. E l’Uncem Toscana (Unione nazionale comuni enti montani) ha invitato i sindaci dei comuni associati a mettere in atto azioni di supporto ai cittadini in difficoltà.

Anche tantissime scuole, da nord a sud, si sono organizzate con open day e riunioni dei genitori per non perdere neppure un’iscrizione. Ma secondo gli amministratori locali questa anteprima non sarà una passeggiata. Per Claudia Porchietto, assessore regionale al Lavoro in Piemonte, “la scelta del Governo Monti creerà disagi per le 800 famiglie che mediamente iscrivono i figli ai percorsi scolastici della formazione e finirà per favorire l’abbandono scolastico”.

Anche Maria Grazia Guida, vicesindaco del Comune di Milano con delega all’Istruzione, è preoccupata: “Ci sono famiglie sprovviste di accesso alla rete – dice – , altre ancora potrebbero incontrare delle difficoltà a partire da quelle straniere che hanno poca dimestichezza con la lingua italiana. Per questo auspico che le scuole sostengano i genitori nelle operazioni di iscrizione. Ad esempio, le segreterie potrebbero fornire le postazioni dotate di computer e il supporto a chi ne ha bisogno”. Al Nord, infatti la percentuale di famiglie di origine straniera è molto più alta rispetto alla media nazionale e in parte potrebbero incontrare difficoltà. Stesso discorso per i tantissimi nuclei familiari in difficoltà per via della crisi, costretti a tagliare su tutto: collegamenti telefonici e internet compresi. (20 gennaio 2013)

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fonte repubblica.it

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