Archivio | gennaio 22, 2013

Anoressia, arriva dagli Usa la nuova ‘mania’. “Polizia postale senza strumenti”

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Anoressia, arriva dagli Usa la nuova ‘mania’. “Polizia postale senza strumenti”

Nonostante il rilancio del modello “curvy”, gli stereotipi sul peso sono duri a morire. Così, dall’America rimbalza sul web la “thinspiration”. Di fatto, si tratta di “istigazione al disturbo alimentare”, un fenomeno di fronte al quale le autorità alzano le mani: “Le proposte di legge sono arenate in Parlamento e più che oscurare siti non possiamo fare”

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di | 22 gennaio 2013

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Ha colpito e commosso la storia di Sara Zanin, raccontata da “Le Iene” il 20 gennaio: 24 anni, dieci dei quali passati a combattere contro l’anoressia. Una vicenda dal risvolto tragico, visto che la ragazza si è suicidata, ma che almeno ha riacceso i fari sul problema. E pensare che ultimamente la moda sta tentando di rilanciare le forme generose: la riscossa delle curvy – celebrata anche da Vogue – oggi è una realtà. Però, nonostante le forme botticelliane vengano venerate e prese a esempio, ogni donna fa quotidianamente i conti con il cibo. E se gli stereotipi sono duri a morire – e la moda molto spesso si ferma alla taglia 44 – la perfida equazioncina “magrezza = felicità” si fa pericolosamente strada nella mente di molte donne.

Una modella sfila a Milano moda donna 2012

Arriva da Oltreoceano l’ultima “mania” psicofisica e ha già fatto scattare l’allarme tra dietologi e nutrizionisti: si chiama “Thinspo” – abbreviazione di thinspiration, dalla contrazione di thin (magro) e inspiration (ispirazione) – e indica il fenomeno che ha preso piede sul web (1.920.000 risultati su Google) e sui social network in cui gli utenti vengono esortati alla “magrezza a tutti i costi”. La Thinspo nasce come “superamento” del concetto di anoressia mentale per fare una correlazione “positiva” con le scelte sane e salutari di un buon regime alimentare. Di fatto però fa capolino nei siti e blog “pro-Ana”, quelli – per intenderci – che istigano all’anoressia. Navigando in rete ci si imbatte facilmente in blog e siti in cui adolescenti (ma non solo) si auto-incoraggiano alla magrezza assoluta. «Se non sei magra non sei attraente ed essere magri è più importante che essere sani», si legge nel “decalogo pro-Ana”. Si scambiano “consigli” e “ricette”: «Oggi ho mangiato 1 cucchiaio di aceto, 4 bicchieri d’acqua e mezza mela: niente male!» scrive Atmana; «Dopo la “battaglia” – annuncia Roxy – di me resterà solamente Rox (da Roxanne, simbolo di autocontrollo, perfezione e autostima, ndr), la vecchia me beffarda e perfetta riderà in faccia al vecchio cadavere che puzza di grasso e imperfezione».

Ma per questi blog non si può far nulla? “La polizia ha le mani legate – confessa un funzionario di Polizia postale – Ogni tanto riusciamo a oscurarne qualcuno, ma poi rispuntano come funghi velenosi. Non possiamo far nulla, manca una normativa a riguardo». Proprio così, perché mentre negli Usa ci pensa il Primo emendamento e in Francia è stata varata una legge che ha trasformato (al pari della pedopornografia) in un reato penale la pubblicazione di siti pro-Ana, in Italia le bozze di legge per dare alla Polizia postale la facoltà di agire si arenano costantemente in Parlamento. La proposta nr.1965 del 28 novembre del 2008 presentata dalla deputata Pdl Beatrice Lorenzin – introduzione dell’articolo 580-bis del codice penale riguardante il reato d’istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare 
l’anoressia o la bulimia, nonché disposizioni in materia di prevenzione e di cura 
di tali patologie e degli altri disturbi del comportamento alimentare – è al vaglio della Commissione giustizia della Camera da oltre un anno e mezzo. Il testo, se venisse approvato, fornirebbe alla Polizia postale uno strumento operativo visto che prevede un anno di reclusione per chi incita o promuove tutte quelle pratiche, spesso e volentieri letali, che conducono all’anoressia e alla bulimia.

Anoressia e bulimia, nonostante apparentemente possa sembrare un paradosso, sono le due facce di una stessa medaglia. Le cause di questi disturbi, che negli ultimi decenni stanno crescendo in maniera esponenziale soprattutto nei paesi industrializzati, è stata individuata in un mix di fattori genetici, psicologici, familiari e sociali. Ma il dato più allarmante, constatato negli ultimi 4-5 anni, è quello che si legge nella ricerca pubblicata sull’International journal of eating disorders e da Usa Today, secondo i quali questi disordini alimentari non sono esclusivo appannaggio delle adolescenti. Si legge infatti che a soffrirne il 13 per cento delle donne che ha superato la mezza età e oltre il 41 per cento del campione intervistato ha dichiarato di controllare il proprio peso ogni giorno o di aver seguito più di una dieta negli ultimi 5 anni.

Conferma questi dati anche la dottoressa Elisabetta Spinelli, psichiatra del dipartimento di salute mentale di Roma, che ogni anno segue più di 100 persone affette da questo tipo di disturbi. «L’adolescenza e la mezza età sono due età molto particolari per le donne – afferma il medico – dal momento che il corpo cambia, e cambia anche il rapporto con se stesse e con la propria fisicità». «Alcune signore – continua – sembra vogliono tornare adolescenti, hanno comportamenti infantili, vestono con gli abiti delle figlie dodicenni (pur consapevoli di apparire ridicole). Anoressia e bulimia sono disturbi che portano chi ne soffre a giocare borderline tra la vita e la morte, a cercare un senso di onnipotenza: da un lato c’è il desiderio di staccarsi da tutto e da tutti, di essere indipendenti (dal cibo in questo caso) ma dall’altro è forte la voglia di dipendere da qualcosa, quasi come fosse una droga». E proprio su questa ambivalenza che ogni giorno si combatte l’eterna lotta tra come si è, come si vorrebbe essere e come si vorrebbe apparire.

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fonte ilfattoquotidiano.it

Ilva, fermato a Londra Fabio Riva. Almeno un mese per l’estradizione

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Ilva, fermato a Londra Fabio Riva
Almeno un mese per l’estradizione

Era ricercato dal novembre scorso. Le accuse contro di lui sono associazione a delinquere, concorso in disastro ambientale e avvelenamento di sostanze

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Latitanza finita. Questa mattina Fabio Riva, vicepresidente dell’omonimo gruppo industriale cui fa capo l’Ilva di Taranto, si è consegnato a Scotland Yard. Per lui, figlio di Emilio e fratello di Nicola, entrambi ai domiciliari da luglio, non sono scattate direttamente le manette ma si trova in libertà vigilata dopo aver pagato una cauzione, come previsto dalla legge. Nei suoi confronti lo scorso 26 novembre il gip Patrizia Todisco aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere e concorso in disastro ambientale ed avvelenamento di sostanze alimentari.

 

LE RICERCHE  

Riva si era sottratto all’arresto inviando una lettera da uno studio legale londinese dichiarandosi a disposizione delle autorità inglesi. Da allora, però, se ne erano perse le tracce, tanto che il 10 dicembre scorso, poi, la magistratura ha spiccato un mandato di cattura europeo. Ci vorrà però almeno un mese prima che Fabio arrivi in Italia, anche se l’udienza iniziale per l’estradizione dovrebbe essere fissata già domani: è presumibile che l’iter possa durare tra i 40 e i 60 giorni.

 

L’INDAGINE  

Per due mesi Riva è risultato irreperibile, mentre sono stati arrestate altre due persone coinvolte nella stessa accusa: l’ex direttore dell’Ilva di Taranto, Luigi Capogrosso, poi tornato agli arresti domiciliari, e l’ex consulente, addetto alle relazioni istituzionali, Girolamo Archinà, che è ancora in carcere e per il quale il Tribunale del riesame ha negato la libertà. L’indagine, chiamata “Ambiente svenduto”, riguarda soprattutto i rapporti intessuti dai dirigenti della società negli anni e la loro attività sia per «ridimensionare problematiche anche gravi in materia ambientale» sia per consentire allo stabilimento «la prosecuzione dell’attività produttiva senza il rispetto, anzi in totale violazione e spregio», delle norme di tutela ambientale.

 

DIRIGENTI NEL MIRINO  

Tra i principali interlocutori dei Riva e, soprattutto, dell’allora “plenipotenziario” Archinà, c’era naturalmente la Regione Puglia. Ed è per questo che, nelle oltre 500 pagine dell’ordinanza, il gip dedica ampi passaggi alla famiglia di imprenditori in relazione a quel che accade nell’amministrazione locale, che «invece di imporre misure urgenti» all’azienda, per ridurre l’inquinamento, mette in atto una serie di escamotage «per non risultare inoperosa» di fronte all’opinione pubblica. Un’accusa pesantissima all’indirizzo soprattutto di Nichi vendola, che pure non risulterebbe al momento indagato, e alla sua squadra di governo, chiamando in causa anche funzionari e assessori di quella Regione che ha fatto proprio della battaglia ambientale una bandiera.

 

OPERAI A RISCHIO  

Intanto ieri il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante ha incontrato i sindacati metalmeccanici a Roma per discutere della delicata situazione dell’industria siderurgica tarantina. Il futuro dello stabilimento sembra vincolato allo sblocco delle merci sequestrate il 26 novembre. Si tratta di 1,7 milioni di tonnellate di acciaio, valore un miliardo di euro, realizzate nei quattro mesi in gli impianti dell’area a caldo dello stabilimento erano sotto sequestro senza facoltà d’uso e considerati dai magistrati provento di reato. Il gruppo versa in una situazione critica: «Se i prodotti di Taranto non dovessero essere dissequestrati, c’è purtroppo uno scenario inevitabile: il blocco degli stabilimenti di Taranto, Genova e Novi Ligure», ha dichiarato Ferrante. Non è mancato chi, come Maurizio Landini di Fiom-Cgil, davanti a tale scenario ha invocato un intervento deciso da parte dello Stato perché il gruppo Riva appare ormai “inaffidabile”.

 

LE MISURE DEL GOVERNO  

E l’azienda non esclude che il governo possa nuovamente intervenire con un decreto che impone che il ricavato delle merci dissequestrate sia vincolato alla bonifica, ipotesi ventilata ieri anche da Vendola. Se necessario, ha fatto presente Ferrante, «l’Ilva ricorrerà al credito bancario, a tutti gli strumenti possibili, ponendo come garanzia anche quote societarie». La questione è all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di oggi, poi mercoledì il ministro per l’Ambiente Corrado Clini sarà a Taranto per presentare il Garante e il Commissario alle bonifiche.

 

I SINDACATI 

Per la Uilm, che invoca una tregua al braccio di ferro fra governo e magistratura, l’acciaieria si è impegnata a garantire lo stipendio ai 16.000 dipendenti e la continuità produttiva dello stabilimento pugliese. Fim Cisl auspica, invece, un contributo positivo da parte della procura nello sblocco delle merci sequestrate, dal momento che l’Ilva ha garantito applicazione dell’Aia e regolari retribuzioni.

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fonte lastampa.it

 

La struttura segreta del Vaticano. Immobili a Londra con i soldi di Mussolini

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La struttura segreta del Vaticano
Immobili a Londra con i soldi di Mussolini

Una società off-shore custodisce un patrimonio da circa 650 milioni di euro. Per conto della Santa Sede, che ha raggranellato prestigiosi locali ed edifici nella capitale britannica. Grazie ai soldi che Mussolini diede al papato con i Patti Lateranensi

 

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dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

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LONDRAA chi apppartiene il locale che ospita la gioielleria Bulgari a Bond street, più esclusiva via dello shopping nella capitale britannica? E di chi è l’edificio in cui ha sede la Altium Capital, una delle più ricche banche di investimenti di Londra, all’angolo super chic tra St. James Square e Pall Mall, la strada dei club per gentiluomini? La risposta alle due domande è la stessa: il proprietario è il Vaticano. Ma nessuno lo sa, perché i due investimenti fanno parte di un segretissimo impero immobiliare costruito nel corso del tempo dalla Santa Sede, attualmente nascosto dietro un’anonima società off-shore che rifiuta di identificare il vero possessore di un portfolio da 500 milioni di sterline, circa 650 milioni di euro. E come è nata questa attività commerciale dello Stato della Chiesa? Con i soldi che Benito Mussolini diede in contanti al papato, in cambio del riconoscimento del suo regime fascista, nel 1929, con i Patti Lateranensi.

A rivelare questa storia è il Guardian, con uno scoop che oggi occupa l’intera terza pagina. Il quotidiano londinese ha messo tre reporter sulle tracce di questo tesoro immobiliare del Vaticano ed è rimasto sorpreso, nel corso della sua inchiesta, dallo sforzo fatto dalla Santa Sede per mantenere l’assoluta segretezza sui suoi legami con la British Grolux Investment Ltd, la società formalmente titolare di tale cospicuo investimento internazionale. Due autorevoli banchieri inglesi, entrambi cattolici, John Varley e Robin Herbert, hanno rifiutato di divulgare alcunché e di rispondere alle domande del giornale in merito al vero intestatario della società.

Ma il Guardian è riuscito a scoprirlo lo stesso attraverso ricerche negli archivi di Stato, da cui è emerso non solo il legame con il Vaticano ma anche una storia più torbida che affonda nel passato. Il controllo della società inglese è di un’altra società, chiamata Profima, con sede presso la banca JP Morgan a New York e formata in Svizzera. I documenti d’archivio rivelano che la Profima appartiene al Vaticano sin dalla seconda guerra mondiale, quando i servizi segreti britannici la accusarono di “attività contrarie agli interessi degli Alleati”. In particolare le accuse erano rivolte al finanziere del papa, Bernardino Nogara, l’uomo che aveva preso il controllo di un capitale di 65 milioni di euro (al valore attuale) ottenuto dalla Santa Sede in contanti, da parte di Mussolini, come contraccambio per il riconoscimento dello stato fascista, fin dai primi anni Trenta. Il Guardian ha chiesto commenti sulle sue rivelazioni all’ufficio del Nunzio Apostolico a Londra, ma ha ottenuto soltanto un “no comment” da un portavoce. (22 gennaio 2013)

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fonte repubblica.it

Crisi, consumi indietro di 15 anni. I redditi tornano ai livelli del 1986

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Crisi, consumi indietro di 15 anni
I redditi tornano ai livelli del 1986

L’Organizzazione internazionale del lavoro: nel 2012 persi 4 milioni di posti. L’allarme di Rete Imprese Italia: “sparite” 100mila imprese

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ROMA – Consumi indietro di 15 anni e reddito disponibile reale che torna ai livelli del 1986. E’ quanto emerge dai dati di Rete Imprese Italia,l’organizzazione che riunisce le associazioni di commercianti e artigiani, in uno studio che fotografa la crisi che ha colpito il nostro Paese.

I consumi. Per il 2013, dopo un 2012 che ha segnato un -4,4% dei consumi reali procapite, Rete Imprese Italia stima una flessione dell’1,4%, con un balzo indietro di 15 anni: 15.695 euro contro i 15.753 del 1998.

Il reddito disponibile reale pro capite, sempre secondo Rete Imprese Italia, nel 2012 è sceso invece a 17.337 euro dai 18.216 euro del 2011, con una flessione del 4,8%. Si stima inoltre un ulteriore calo, a 16.955 euro per quest’anno. Questa previsione, ha spiegato Mariano Bella di Rete Imprese Italia, determina su questo fronte «un salto indietro al 1986».

Sale invece a quota 100mila il conto delle imprese chiuse nel 2012 rispetto al 2011. Il saldo tra mortalità e natalità delle aziende artigiane e di servizi di mercato più manifatturiere e costruzioni porta la somma a 100mila aziende «scomparse».

Martedì 22 Gennaio 2013 – 11:06
Ultimo aggiornamento: 11:22
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ELEZIONI – Candidati, la galleria horror

Candidati, la galleria horror

Dopo gli ultimi fuochi d’artificio, ieri i partiti hanno depositato le liste. Con tanti bei nomi: da Scilipoti a Renato Farina, da Lombardo ad Antonio Razzi. Senza dimenticare la sventurata Polverini e il resuscitato Diliberto

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di Silvia Cerami

(22 gennaio 2013)

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Cosentino è arrabbiato e un po’, dal suo punto di vista, ha ragione. Che regole sono se chi giudica gli impresentabili detiene il primato dei processi, quelli in corso compresi? Ma Silvio, alla sua sesta ridiscesa, con tre dibattimenti aperti, è al di sopra di tutto, si sa. E poi Denis Verdini, quello che le liste le fa, è indagato per false fatture e per gli appalti del G8.

Così, anche senza ‘Nick’ Cosentino, senza Dell’Utri, senza Scajola e senza Marco Milanese, nel partito degli onesti gli impresentabili si presentano. Roberto Formigoni, un’accusa di corruzione per il denaro in arrivo dalla Fondazione Maugeri e dal consulente-mediatore Pierangelo Daccò, 15 indagati tra giunta e consiglio, è stato costretto a lasciare il Pirellone, ma si candida all’immortalità del Senato. In seconda posizione, dietro al Cavaliere, nelle liste della Lombardia. In Campania 1 ecco ‘Giggino a’purpetta’, Luigi Cesaro, presidente della provincia di Napoli, amico di Cosentino indagato per associazione camorristica e in odor di rapporti con i Casalesi. Salvo grazie ad Angelino. E in deroga di pulizia si candida in Sicilia anche Antonio D’Alì, benché rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa.

E ancora: in Lombardia 2 al sesto posto Antonio Angelucci alle prese con un dibattimento per tangenti, e al decimo posto Renato Farina, una pena di sei mesi patteggiata per aver favorito il sequestro di Abu Omar; e poi Raffaele Fitto in Puglia, con la recente richiesta di condanna per corruzione da parte della Procura di Bari. E se non sono impresentabili sono responsabili. Antonio Razzi accenderà un nuovo mutuo dopo aver guadagnato la quarta posizione al Senato in Abruzzo, mentre Mimmo Scilipoti potrà tenere conferenze sull’agopuntura del signoraggio dagli scranni di Palazzo Madama, forte del suo sesto posto in Calabria, nonostante il disappunto del governatore Scopelliti.

Ci sono poi i veterani. Francesco Colucci negli anni Ottanta era il capocorrente di Mario Chiesa, ancora prima di Mani Pulite. Da venti anni come questore alla Camera ha in mano i bilanci di Montecitorio come questore della Camera. Un posto non glielo si può negare. E poi Franco Carraro, al quarto posto al Senato in Emilia-Romagna, presidente della FIGC, sindaco di Roma nei primi anni Novanta, già ministro del Turismo nel 1987 con Giovanni Goria. Resiste dopo che si è ‘sfracellata’ anche Renata Polverini, al terzo posto alla Camera, e che ci importa del Laziogate. Nel partito dell’amore non mancano i parenti. Gianfranco Sammarco, detto Gianni, cognato di Cesare Previti, guadagna il sesto posto alla Camera in Lazio, con lui Simonetta Losi, moglie di Danilo Mariani, candidata in Toscana.

Ma la grande preoccupazione del Cavaliere è il Senato. Li’ si è garantito la buona compagnia. Il direttorissimo Minzo, catapultato in seconda posizione in Liguria, finalmente “martire” compreso, potrà trasmettere assoluzioni al posto di prescrizioni libero da mimiche facciali, previo accordo con la giunonica factotum Maria Rosaria Rossi, che lo accompagnerà passo passo con il suo quarto posto nel Lazio. E il cerchio magico in rosa forse sarà presente anche alla Camera con la segretaria del Mattinale Alessia Ardesi. Pur di incontrare Berlusconi si infilò nella macchina di Bonaiuti per accompagnarlo alla prima al teatro dell’Opera di Roma per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Dopo tanta fatica in Lombardia le hanno dato il dodicesimo posto. Un po’ poco dato il curriculum. E infatti pare si sia già lamentata. E dire che Silvio è uomo riconoscente. Bruno Archi, consigliere diplomatico e testimone del processo Ruby, ha il suo posto sicuro in lista in Piemonte.

Le ombre del Pd
Nonostante l’intervento del garante Luigi Berlinguer e gli epurati alla Crisafulli, rimangono in lista Nicodemo Oliverio, ex tesoriere della Margherita che fu, sotto inchiesta per bancarotta fraudolenta per la cessione di Palazzo Sturzo; il toscano Andrea Rigoni, con una condanna prescritta a otto mesi per abuso d’ufficio; Francantonio Genovese, già sindaco di Messina, nipote dell’ex ministro Dc Nino Gullotti, uomo da 20 mila preferenze che gestisce il carrozzone dei servizi di formazione professionale da 500 milioni l’anno e può vantare un abuso d’ufficio per un affidamento illegittimo e Antonio De Caro, ex capogruppo dem alla regione Puglia, imputato per un concorso in tentato abuso d’ufficio.

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SALUTE – Si può guarire dall’autismo! Parola del dottor Tinus Smits

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Le interviste impossibili

Si può guarire dall’autismo! Parola del dottor Tinus Smits

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Marcello Pamio per www.disinformazione.it – 21 gennaio 2013

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Oggi, nel Terzo Millennio, un bambino nato ogni 100 è autistico!
Una vera e propria pandemia in crescita esponenziale, che in alcuni stati raggiunge addirittura numeri allarmanti, interessando 1 bambino ogni 50-80 nati.
L’autismo è un disordine neurologico dello sviluppo, e siccome è considerato “incurabile” dalla medicina allopatica, ai genitori non resta che la disperazione.

Ed ecco un libro scritto da un medico omeopata olandese, che invece porta un po’ di luce nella tenebra, da una qualche speranza parlando senza mezzi termini anche di guarigioni.
Con questo non si vuole illudere nessuno, soprattutto i genitori, anche se ci sono numerosi casi di bambini guariti: lo scopo di questo articolo-intervista, è far conoscere una strada, un percorso terapeutico, che sta dando risultanti straordinari.
Una strada che da speranza.

Questa è una intervista molto particolare perché, ahinoi, il dr. Tinus Smits, autore del libro “Autismo. Oltre la disperazione” (edizioni Salus Infirmorum), è morto due anni fa.
Nonostante questo intoppo, ho ritenuto così importante far conoscere la sua opera, che ho deciso di preparare una serie di domande e risposte, dove queste ultime, sono state estrapolate direttamente dal suo libro e dal materiale pubblicato nel sito ufficiale gestito dai colleghi medici che ancora oggi portano avanti il suo lavoro www.cease-therapy.com.
Dopo questa intervista, per completare il quadro, ho chiesto aiuto al dottor Roberto Gava, medico tossicologo, farmacologo e omeopata di Padova che, oltre ad avere curato la revisione scientifica del libro in oggetto, ne ha scritto anche la prefazione.

D: Gentile dottor Tinus Smits quando è iniziato il suo interesse verso l’autismo?
R: Il mio interesse verso l’autismo è scaturito dalle prime esperienze di disintossicazione di bambini danneggiati dai vaccini pediatrici.
Molti disturbi comportamentali – quando si otteneva la disintossicazione dai vaccini – scomparivano completamente.
Ho visto nella mia pratica clinica che disturbi dell’attenzione (ADD), iperattività (ADHD), alterazioni dell’umore e aggressività erano spesso correlati alle vaccinazioni pediatriche. E quando effettuavo la disintossicazione dai vaccini ricevuti, si ottenevano miglioramenti incredibili e anche vere e proprie guarigioni.

D: Quando è giunto alla incredibile e straordinaria conclusione che l’autismo si può curare? E soprattutto, secondo lei quali sono le cause dell’autismo?
R: Sono giunto a tale conclusione dopo aver usato la terapia C.E.A.S.E. in più di 300 persone affette da autismo ai diversi livelli di gravità.
La mia esperienza mi ha portato a dedurre che l’autismo è una patologia ad eziologia multifattoriale. Tra queste cause, secondo la mia esperienza, il 70% è da imputare ai vaccini, il 25% alla somministrazione di farmaci o di altre sostanze tossiche, soprattutto durante la gravidanza, e il 5% è causato da patologie organiche.
L’autismo, quindi, è determinato da un accumulo di differenti sostanze tossiche, ma anche da traumi. Dirò di più: l’autismo non è il risultato di un danno permanente del tessuto cerebrale, è soltanto un blocco che rende impossibile il normale e corretto funzionamento del cervello stesso. L’autismo, quindi, non è una patologia fisica, ma è una patologia da squilibrio del normale funzionamento cerebrale, uno squilibrio reversibile!

D: Ha parlato di Terapia C.E.A.S.E.: cosa significa esattamente?
R: Letteralmente, in italiano C.E.A.S.E. Therapy (Complete Elimination of Autistic Spectrum Expression) significa “Completa Eliminazione delle Espressioni dello Spettro Autistico”. Questa terapia – quando si sospetta che una determinata sostanza chimica abbia contribuito o sia la causa principale dello sviluppo dell’autismo – consiste nell’impiego di questo stesso prodotto tossico in diluizioni omeopatiche.

D: Lei sta dicendo che se la causa dell’autismo è stata per esempio il vaccino trivalente M.P.R. (Morbillo-Parotite-Rosolia), lei somministrerà a quel bambino il vaccino M.P.R. omeopatizzato? Ho capito bene?
R: Esatto. Questa metodica è conosciuta in omeopatia come Isoterapia.
L’Isoterapia consiste nell’utilizzare quella sostanza (resa omeopatica grazie a specifici processi di diluizione e succussione) che in una determinata persona ha causato un danno tossicologico.
Per capire come agisca la disintossicazione, dobbiamo considerare che le malattie non sono solo provocate da sostanze come batteri, virus, funghi come crede la medicina convenzionale, ma che OGNI sostanza può lasciare un’impronta nel campo energetico di una persona.

D: In pratica, il prodotto Isoterapico specifico andrebbe a cancellare l’impronta energetica della sostanza che ha causato il danno?
R: Proprio così. Una volta cancellata l’impronta energetica, la guarigione è una spontanea conseguenza.
A questo punto però va ricordato che queste impronte energetiche non derivano solo da un danno diretto e fisico alla persona, come le vaccinazioni, una malattia, i traumi emotivi ecc., ma possono anche essere trasmessi dai genitori al feto. Ecco perché è importantissimo lo stile di vita della donna in gravidanza…

D: Quali sono le potenze omeopatiche utilizzate nella Isoterapia?
R: Se abbiamo il dubbio che un determinato vaccino, farmaco o sostanza chimica abbia provocato un danno (come l’autismo, ma non solo questo), possiamo somministrare il vaccino, il farmaco o la sostanza chimica incriminata alle seguenti potenze: 30ch, 200ch, 1M e 10M.

D: Come si fa a capire se il rimedio somministrato è quello corretto?
R: E’ importante osservare attentamente le reazioni del bambino. Se un vaccino o un altro farmaco hanno effettivamente causato un danno al bambino, ci saranno delle reazioni molto significative al trattamento isoterapico (omeopatico).
Il bambino, per esempio, potrebbe sperimentare un’altra volta gli stessi sintomi che ha avuto quando ha ricevuto per la prima volta quel vaccino e/o farmaco. Si può avere una secrezione mucosa da naso, orecchi, occhi e/o gola, ma anche diarrea, urine torbide e di cattivo odore, sudorazione, eruzioni cutanee e febbre.
Queste importantissime eliminazioni non dovrebbero mai essere trattate (cioè soppresse farmacologicamente), perché fanno parte del processo fondamentale di guarigione.

D: Cosa può consigliare alle persone che stanno leggendo questo articolo?
R: In base alla mia comprensione di come si sviluppa l’autismo, è di grande importanza evitare OGNI farmaco in gravidanza e nei primi due anni di vita del bambino. Il feto e il neonato non sono in grado di metabolizzare in modo adeguato le sostanze tossiche. Perciò i bambini non dovrebbero essere vaccinati, almeno nei primi anni di vita, mentre dobbiamo fare in modo che crescano nel modo più sano possibile.

D: Quanto importante è lo stile di vita in generale e l’alimentazione in particolare?
R: Una dieta sana e corretta dovrebbe contemplare l’apporto di acidi grassi polinsaturi (Omega-3 e Omega-6), perché essi svolgono un ruolo fondamentale nella formazione e nel buon funzionamento del cervello, ma anche un ruolo nel conseguimento di una normale salute mentale ed emozionale.
Dovremmo eliminare tutte le sostanze tossiche come il glutammato monopodico e lo zucchero.
Il glutammato, per esempio, fa aumentare di 3 volte l’insulina prodotta dal pancreas e crea una dipendenza enorme perché spinge le persone a mangiare di più. Anche lo zucchero raffinato produce sia dipendenza, che stress ossidativo e alimenta la crescita di un lievito onnipresente nei bambini autistici: la Candida Albicans. La Candida è responsabile di un’ampia gamma di disturbi, tra cui il malassorbimento intestinale di vitamine e minerali.

D: Può dirci qualcosa di più sui pericoli dello zucchero raffinato?
R: Intorno al 1900, usavamo solo un chilogrammo di zucchero supplementare a persona ogni anno. Oggi, usiamo in media 70 kg di zucchero raffinato a persona.
Tutti i bambini, autistici, con problemi di comportamento (ADHD), i bambini aggressivi, ecc. dovrebbero eliminare completamente lo zucchero dal loro regime alimentare.
Il solo zucchero che il corpo può digerire è il glucosio. Perciò tutti gli altri zuccheri che entrano nel corpo devono essere prima cosa trasformati in glucosio. Questo processo è possibile soltanto grazie a degli enzimi prodotti dal corpo.
I disaccaridi come lo zucchero da barbabietola, il saccarosio, il lattosio, l’iso-maltosio e i polisaccaridi non possono essere assorbiti nell’intestino tenue ed entrano quindi nel colon dove nutrono batteri ‘zucchero-dipendenti’, che a loro volta proliferando, alterano l’equilibrio degli utili e indispensabili batteri dell’apparato digerente. Questi batteri che si nutrono di zuccheri entrano in massa nell’intestino tenue e causano irritazione intestinale (tra cui malassorbimento), che provoca la produzione di muco, con funzione protettiva, e diarrea. I disaccaridi non entrano in contatto con le cellule del colon deputate all’assorbimento e diventano cibo per batteri che si nutrono di zucchero (funghi ma non solo).

D: Cos’è e quanto è importante la metallotioneina?
R: E’ una proteina e rappresenta la nostra prima linea di difesa contro i metalli pesanti.
E’ presente nella bocca, nello stomaco e in grandi quantità nell’intestino.
Se è presente in quantità sufficienti nell’intestino, i metalli pesanti come mercurio, alluminio o il piombo si legano a questa proteina scambiandosi con lo zinco!
Anche gli enzimi che metabolizzano la caseina e il glutine hanno bisogno, per il loro funzionamento, dello zinco. Perciò una carenza di metallotioneina porterà una carenza dell’enzima che scompone caseina e glutine.
Se la proteina metallotioneina non funziona per una mancanza di zinco, il mercurio, piombo o alluminio e altri metalli pesanti finiscono nel sangue e quindi anche nel cervello!
Non solo, ma la metallotioneina protegge anche dalle infezioni intestinali – diffusissime nei bambini autistici – e contrasta la Candida e gli altri funghi.
Secondo il Pfeiffer Institute, una metallotioneina mal funzionante spiegherebbe perché i maschi sarebbero più propensi a sviluppare l’autismo quattro volte più delle femmine. Le femmine infatti sarebbero più protette dalle sostanze tossiche esterne perché gli estrogeni e il progesterone stimolano la produzione di metallotioneina.

D: Anche se è evidente dalle sue risposte: cosa pensa dei vaccini pediatrici?
R: Il problema dei metalli pesanti nei vaccini è enorme.
I metalli pesanti, come alluminio e mercurio, iniettati tramite i vaccini, superano le barriere di difesa del nostro organismo e intossicano il corpo direttamente.
Tali metalli, bypassando la metallotioneina, possono entrare direttamente nel cervello, nonostante la barriera emato-encefalica che protegge.
A tutto questo, vanno aggiunti i metalli che entrano nell’organismo tramite l’alimentazione, l’aria e l’acqua. L’apporto giornaliero di mercurio presente nel cibo, sempre secondo il Pfeiffer Institute, è di circa 20 mcg (microgrammi) e se i denti sono otturati con amalgama, viene ceduto all’organismo molto mercurio ogni giorno (1mcg/giorno per una amalgama vecchia, e fino a 450mcg/giorno per una amalgama recente).
Per i vaccini posso dire che uno dei cambiamenti più positivi che la medicina potrebbe fare, allo scopo di fermare la piaga del’autismo e di molti altri problemi comportamentali e di salute dei nostri figli, sarebbe quello di posticipare i vaccini dopo i due anni di età.
La conferma di questo arriva dal Giappone.
Nel 1975 il Giappone ha interrotto le vaccinazioni nei bambini sotto i due anni di età. Questo ha fatto sì che questo paese avesse la più bassa incidenza di mortalità infantile al mondo, mentre prima era collocato al 17mo posto.
Con 300 casi di bambini autistici, sono arrivato alla conclusione che nella maggioranza dei casi sono coinvolte le vaccinazioni, ma questo non significa che siano l’unica causa.
Più farmaci un bambino ha assunto nei primi due anni di vita e maggiore è la probabilità che un bambino diventi autistico. Questo vale anche e soprattutto per il periodo di gravidanza e per il parto. Più farmaci prende la mamma, maggiore è la possibilità di avere un figlio autistico e non solo.
Nella mia esperienza, l’autismo è un disturbo tipicamente da accumulo.
Tutti i vaccini possono contribuire allo sviluppo dell’autismo, ma anche altre sostanze come gli spray nasali, antibiotici, antiepilettici, antiacidi, il fumo, l’anestesia del parto, e forse anche altre sostanze ancora sotto esame, come aspartame, glutammato, ftalati e bisfenolo A.

D: In conclusione, dottor Smits, i bambini autistici sono condannati a rimanere tali per tutta la vita? Avranno bisogno di una assistenza?
R: I numerosi casi clinici che ho seguito mi permettono di affermare che i bambini autistici possono essere guariti al 100% e avere una vita normale senza aver bisogno di una particolare assistenza!

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Non è possibile ringraziare personalmente il dottor Smits, ma questa intervista è un doveroso riconoscimento per il testamento medico e anche spirituale che ha lasciato, per la sua grande opera volta ad aiutare centinaia di migliaia di bambini danneggiati da uno stile di vita e una società innaturali e soprattutto per dare speranza ai rispettivi genitori.
Si consiglia la lettura del libro del dottor di Tinus Smits: “Autismo. Oltre la disperazione” della casa editrice Salus Infirmorum.
Ma per approfondire ulteriormente questo argomento, abbiamo scomodato anche il dottor Roberto Gava, che ne ha curato la revisione e sta assistendo personalmente alcuni bambini autistici.

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D: Dottor Gava, dalla tua esperienza in ambito clinico e dalla vasta conoscenza in ambito vaccinale pediatrico, cosa ci puoi dire della crescita esponenziale dell’autismo, dell’Isoterapia e della CEASE Therapy in questo delicato ambito?
R: “L’autismo è un disordine neurologico dello sviluppo che compromette la comunicazione e le relazioni sociali della persona e che causa comportamenti ripetitivi. I più recenti studi epidemiologici rilevano un tasso di incidenza dell’autismo pari ad 1 caso ogni 100 nascite, con una crescita annuale di circa il 10-17%.
Questa patologia, pertanto, oltre ad essere estremamente grave, sta diventando anche drammaticamente comune. Sappiamo tutti che attualmente non esiste alcuna terapia capace di far regredire la sindrome autistica, ma questo libro di Tinus Smits sta veramente dando speranza a quei genitori che sono nella disperazione.
Personalmente, conosco la tecnica messa a punto da Smits da circa 6-7 anni, ma solo da un anno la sto utilizzando sistematicamente in tutti i bambini, autistici o meno, nei quali sospetto l’esistenza di un danno causato o dalle vaccinazioni pediatriche o da qualche altro farmaco.
Ho in cura più di 50 bambini ma, data la delicatezza dell’argomento, preferisco non esprimere giudizi affrettati; comunque, nel corso di quest’anno ho intenzione di esaminare ed elaborare statisticamente tutte le informazioni che i genitori dei miei piccoli pazienti mi stanno facendo gradualmente pervenire.
Per ora, comunque, posso dire che la terapia C.E.A.S.E. non è assolutamente priva di effetti.
Nella quasi totalità dei casi in cui c’è stato effettivamente un danno vaccinale emergono evidenti reazioni in diretta connessione causale con l’isovaccino omeopatico somministrato. In genere, la reazione si manifesta 1-2 giorni dopo l’assunzione delle potenze 30ch o 200ch e solo in un numero minore di casi inizia dopo l’assunzione delle due potenze maggiori. Le reazioni non sono di solito intense, durano circa 4-10 giorni e possono consistere in molti disturbi: dermatiti, febbre, patologie delle prime vie respiratorie, disturbi intestinali e spesso nervosismo e disturbi caratteriali. Queste reazioni, comunque, sono quasi sempre prevedibili, perché tendono praticamente sempre a ripresentarsi gli stessi sintomi che sono stati causati nel bambino dal vaccino o da qualche altro farmaco, come effettivamente può accadere con un qualsiasi rimedio omeopatico. Queste reazioni sono molto importanti, perché sono la prova che quel vaccino che il bambino ha assunto (e per il quale abbiamo somministrato il rimedio omeopatico ottenuto dinamizzando quella stessa sostanza) è realmente la causa del suo danno organico. Quindi, la terapia omeopatica C.E.A.S.E. di Tinus Smits permette sia di diagnosticare che di curare nello stesso tempo un danno vaccinale o un qualsiasi danno farmacologico.
Va inoltre detto che le reazioni che avvengono dopo la somministrazione dei vaccini omeopaticizzati non sono intense, sono qualsiasi sempre sopportabili dal bambino e dai suoi genitori e solo saltuariamente è necessario intervenire con qualche rimedio omeopatico classico per smorzarne l’intensità.
Gli effetti che l’uso di questa terapia ha indotto nei miei pazienti, come ho detto prima, non sono ancora chiaramente definibili, ma i dati di cui dispongo mi portano ad affermare che i bambini che hanno avuto una reazione sintomatologica dopo la somministrazione dei vaccini omeopaticizzati sono poi quasi sempre migliorati dal punto di vista caratteriale e mentale: alcuni che prima non parlavano hanno iniziato a parlare, alcuni che non camminavano hanno iniziato a camminare e in ogni caso sono migliorati a livello comportamentale con una maggior acquisizione del loro autocontrollo e della loro capacità di relazionarsi con gli altri.
Alcuni, invece, non hanno avuto alcun effetto dalla terapia, né in senso reattivo né in senso migliorativo, ed è quindi probabile che in questi soggetti non ci fosse un danno vaccinale ma, come dice Tinus Smits nel suo libro, sia da riesaminare l’intera storia del bambino in modo da individuare il vero fattore causale che, prima o dopo la sua nascita, ha alterato il suo equilibrio psico-neuro-endocrino-immunologico. A tale scopo, credo sia di grande utilità acquisire le conoscenze che Harry van der Zee, un amico di Tinus Smits, ha sintetizzato in un suo recente libro: L’Omeopatia nella cura dei traumi del parto: Capire, proteggere e curare i nostri bambini prima e durante la loro nascita.
Per quanto la mia esperienza con questa terapia sia per ora ancora parziale, posso però dire con tranquillità che la conoscenza di questa nuova tecnica di terapia omeopatica può veramente portare “oltre la disperazione” i genitori dei bambini diventati autistici o epilettici o A.D.H.D. o con disturbi caratteriali o comportamentali a causa delle vaccinazioni e dovrebbe essere conosciuta e utilizzata da tutti gli omeopati”.

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Approfitto dell’occasione per ringraziare di cuore il dottor Roberto Gava, un grande Medico, un grande Uomo, e mi onoro della sua amicizia.
Il dottor Gava tiene alta l’Ars Medica di ippocratica memoria, che non è una professione e neppure una specializzazione, ma una missione spirituale.
GRAZIE
Marcello Pamio

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fonte disinformazione.it

Sono 200 milioni i disoccupati nel mondo. Ilo: “Dalla crisi europea contagio globale”


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Sono 200 milioni i disoccupati nel mondo
Ilo: “Dalla crisi europea contagio globale”

Fosche previsioni dal rapporto dell’organizzazione per il lavoro sulle Tendenze globali dell’occupazione: stimato a 67 milioni il deficit mondiale di impieghi scavato dalla recessione. E il trend continua a crescere. In Italia volano i contratti part-time. Il direttore generale: “Dramma giovani, senza lavoro il 12,6%”

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MILANO Il numero di disoccupati nel mondo continua a salire e dovrebbe superare quota 200 milioni nel 2013 per sfondare il muro dei 210 milioni nei prossimi cinque anni. L’allarme arriva dall’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) che nel suo ultimo rapporto sulle Tendenze globali dell’occupazione stima a 67 milioni il deficit mondiale di impieghi scavato dalla crisi. Ad alimentare i problemi è il contagio della crisi in Europa che si è diffuso in tutto il mondo, con effetti devastanti su crescita e occupazione. E – ancora peggio – l’Italia è uno dei paesi dell’Unione europea dove negli ultimi anni si è registrato il maggior aumento del ricorso a contratti part-time: “Nella Ue, il totale dei lavoratori part-time rispetto a tutti gli occupati è salito dell’1,7% tra il secondo trimestre del 2007 e il secondo trimestre del 2012, con un aumento dello 0,4% solo nell’ultimo anno. In Irlanda la quota di lavoratori part-time è salita del 5,7%, mentre si è registrato un aumento tra il 3 e il 4% in Austria, Cipro e Italia”.

Il 2012 – afferma l’Ilo – ha registrato 4,2 milioni di disoccupati in più rispetto al 2011 per un totale di oltre 197,3 milioni ed un tasso di disoccupazione del 5,9%. Inoltre, in cinque anni dallo scoppio della crisi finanziaria globale, il numero di disoccupati nel mondo è cresciuto di 28 milioni, cui si sommano i 39 milioni di persone che hanno smesso di cercare un lavoro perchè scoraggiate. Il deficit di impieghi della crisi sale quindi a 67 milioni. La tendenza non va nella giusta direzione.

Nonostante una moderata ripresa della crescita della produzione prevista per il 2013-14, il tasso di disoccupazione dovrebbe ancora aumentare con una crescita del numero di disoccupati in tutto il mondo pari a 5,1 milioni nel 2013, per un totale di oltre 202 milioni cui si sommeranno altri 3 milioni nel 2014. “Un quarto dell’aumento di disoccupati registrato nel 2012 dipende dalle cosiddette economie avanzate, il resto arriva dalle altre regioni ed in particolare nell’Estremo Oriente, nell’Asia del Sud e nell’Africa subsahariana”, afferma l’Ilo.

Le regioni che sono riuscite ad evitare un aumento della disoccupazione hanno spesso registrato un peggioramento della qualità del lavoro, ed un aumento del lavoro vulnerabile e del numero di lavoratori sotto o molto vicini alla soglia di povertà.
L’Ilo sottolinea anche un preoccupante divario tra le competenze di chi cerca un impiego e le qualifiche richieste dai nuovi lavori. Si tratta di una realtà che colpisce anche i giovani. E proprio la disoccupazione giovanile è tra i fenomeni più inquietanti, ha detto il direttore generale dell’Ilo, Guy Ryder. Tra i 15-24 anni, i disoccupati sono quasi 74 milioni pari a un tasso di disoccupazione del 12,6%: “Desta particolare preoccupazione”, afferma l’Ilo, il fatto che sono sempre di più i giovani che sperimentano una disoccupazione di lunga durata. Nelle economie avanzate, circa il 35% è rimasto fuori dal mercato per almeno 6 mesi: aumentano quindi gli scoraggiati che abbandonano la ricerca. Per il capo dell’Ilo, la lotta alla disoccupazione giovanile deve essere la “priorità tra le priorità”. Ai livelli attuali si tratta di un “dramma umano di dimensioni inaccettabili” e un possibile pericolo per la stabilità sociale, ha affermato. (22 gennaio 2013)

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fonte repubblica.it

Nube di gas su Parigi, una puzza asfissiante sulla capitale

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Nube di gas su Parigi, una puzza asfissiante sulla capitale

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0:04 22 GEN 2013

(AGI) – Parigi, 22 gen. – Mezza Francia questa mattina si e’ svegliata annusando l’aria con inquietudine: gravava infatti una terribile puzza di gas, con il caratteristico sentore di zolfo e verdura marcia. I centralini di polizia e vigili del fuoco sono rimasti intasati dalle chiamate allarmate degli abitanti. La spiegazione li ha tranquillizzati fino a un certo punto: nella notte si e’ verificata verificata un’enorme fuga di metano da un impianto del colosso petrol-chimico americano ‘Lubrizol’ a Rouen, 120 chilometri da Parigi, dove si producono additivi per carburanti. A causa del vento ben presto sulla capitale e su gran parte del settore occidentale del Paese si e’ messo ad aleggiare l’assai poco gradevole lezzo.

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fonte agi.it