ANALISI – Israele: elezioni, i coloni ‘tradiscono’ Netanyahu


Picture of Naftali Bennett taken from the unofficial Bennett campaign Facebook page. Source: נפתלי בנט -העמוד הלא רשמי  – fonte immagine

Israele: elezioni, i coloni ‘tradiscono’ Netanyahu

Premier li aveva corteggiati, ma loro voto premia ultradestra

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(ANSAmed) – TEL AVIV, 23 GEN – Per loro Benyamin Netanyahu ha sfidato non solo il risentimento dei palestinesi ma anche l’opinione pubblica internazionale. Contro il parere del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha appena rilanciato cospicui progetti di espansione edilizia in insediamenti ebraici della Cisgiordania. Poi, alla vigilia delle legislative, ha promesso che nei prossimi quattro anni non ordinera’ lo sgombero di alcuna colonia. Quindi si e’ scontrato con l’establishment intellettuale d’Israele, impegnandosi affinche’ fosse riconosciuto come Universita’ a tutti gli effetti il Centro accademico di Ariel (in Cisgiordania). Ma quando ieri e’ andato a contare i consensi raccolti tra i coloni alla chiusura delle urne dalla sua lista, Likud-Beitenu, la delusione deve essere stata cocente.

Ad Ariel, e’ vero, il suo ‘corteggiamento’ e’ stato premiato a valanga, con il 53,4% dei suffragi. Ma altrove negli insediamenti il successo e’ arriso, indiscutibile, ai suoi rivali in seno alla destra israeliana: in particolare agli ultra’ di ‘Focolare ebraico’, il gruppo nazional-religioso guidato da Naftali Bennett, gia’ dirigente del movimento dei coloni. In due insediamenti dove si concentra il ‘politburo’ ideologico dei coloni, Ofra e Beit El (vicino Ramallah) Likud-Beitenu ha raccolto risultati addirittura umilianti: l’11 e l’8%. Nel cuore dei fortini ebraici dell’antica Samaria biblica, in Cisgiordania settentrionale, analogo flop: 13% per Netanyahu e soci ad Ali, 11% a Shilo, appena 6% a Itamar. Un po’ meglio, per Likud-Beitenu, solo nella colonia di Karney Shomron, dove il consenso ha toccato il 26%.

Anche se nulla viene detto apertamente, le recriminazioni da parte dell’entourage del premier appaiono destinate a salire di tono. Anche perche’ molti coloni negli ultimi anni hanno dato l’assalto alla diligenza del Likud di Netanyahu, iscrivendosi in forze per influenzarlo dall’interno. Alle ultime primarie il loro voto compatto ha imposto al partito un profilo ancor piu’ marcatamente nazionalista e ha comportato l’esclusione dalle liste di personaggi di spicco, legalitari o moderati, come Benny Begin (figlio dell’ex premier, Menachem Begin) e Dan Meridor.

Con il paradosso che ora in alcune colonie il Likud scopre di avere piu’ iscritti che votanti. ”Quasi una truffa”, ha ammesso alcune settimane fa un commentatore sul giornale di destra Makor Rishon.

Eletto deputato nelle file di Likud-Beitenu grazie anche alla tattica ‘entrista’, il colono Moshe Feiglin – un tribuno oltranzista – ha d’altronde chiarito subito di non provare alcun rimorso. E, anzi, e’ passato all’attacco per primo accusando i dirigenti del proprio partito d’aver ”stoltamente” polemizzato con ‘Focolare ebraico’ additandone i connotati estremisti.

Come se non bastasse l’inatteso arretramento elettorale, Netanyahu rischia dunque di ritrovarsi al pettine i nodi della coabitazione interna con l’indocile Feiglin, con i suoi accoliti e con tutte le ‘teste calde’ che si e’ messo in casa. (ANSAmed).

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fonte ansamed.ansa.it

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