Mps crolla in Borsa, Siena insorge: “Pronti all’azione di responsabilità”

https://i1.wp.com/www.lastampa.it/rw/Pub/p3/2013/01/23/Economia/Foto/RitagliWeb/1735205cb11ec31f24bbecac397bce47-238--330x185.jpg
Giuseppe Mussari ha lasciato la presidenza Abi

Mps crolla in Borsa, Siena insorge: “Pronti all’azione di responsabilità”

Il titolo perde oltre l’8 per cento. Ieri le dimissioni di Mussari dalla presidenza Abi
Bersani: il Pd non è responsabile

.
di Luca Fornovo
 .

Lo scandalo derivati travolge ancora Mps in Borsa. Il titolo della banca senese, sempre maglia nera del listino,chiude la seduta con una perdita dell’8,43% . Gli investitori vendono a mani basse il titolo, dopo che l’ex presidente Giuseppe Mussari, responsabile della gestione della banca negli anni in cui sono stati sottoscritti derivati per rinviare le perdite in bilancio, si è dimesso dall’Abi, l’associazione delle banche italiane. Dimissioni arrivate ieri proprio nel giorno della visita del Fondo monetario internazionale all’Abi.  Per ora la guida dell’Abi è stata assunta dal vice presidente vicario Camillo Venesio (Banca del Piemonte).

A Siena intanto il clima è incandescente. Tanto la Fondazione Monte dei Paschi quanto la Banca Mps sono pronte ad una eventuale “azione di responsabilità” nei confronti della precedente dirigenza della Banca. Da mesi sono in corso approfondimenti, compresa un’indagine interna avviata dall’attuale presidente Alessandro Profumo e dell’amministratore delegato Fabrizia viola.

Da tale analisi interna è emersa la maxi-operazione sui derivati, di cui in precedenza la Fondazione Mps non era a conoscenza e che risale a quando la banca era guidata da Giuseppe Mussari, come presidente e da Antonio Vigni come direttore generale.

Determinante per procedere con un’azione di responsabilità, da quanto si apprende, restano gli sviluppi della attività giudiziaria, sia per l’operazione ’Alexandria’, che secondo quanto rivelato da ’Il Fatto Quotidiano’, comporterebbe un buco che potrebbe arrivare a 740 milioni di euro, sia per l’inchiesta in corso sull’acquisto di Antonveneta.

Domani ci sarà un Cda della banca e venerdì si riunirà l’assemblea di Mps per dare mandato al Consiglio per varare un aumento di capitale da 4,5 miliardi di euro. Una somma esorbitante per salvare di fatto la banca e che comprende 3,9 miliardi per i Monti-Bond più oltre 500 milioni di interessi da pagare. In assemblea sarà discussa una relazione di otto pagine sul titolo Alexandria, indirizzata al Cda, e firmata dall’ad Fabrizio Viola. Atteso un duro intervento del presidente della Fondazione, Gabriello Mancini. Ci sarà spazio anche per scampoli di campagna elettorale visto che in assemblea faranno capolino Beppe Grillo e Oscar Giannino.

Ma il caso Mussari-Mps infiamma anche la politica. «Nessuna responsabilità del Pd, per l’amor di Dio… il Pd fa il Pd e le banche fanno le banche» è il commento a caldo di Pierluigi Bersani, leader del Pd. L’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ne approffita per lanciare una stoccata a Mario Draghi, ex governatore di Bankitalia e oggi presidente della Bce. «Date consuetudine a scrivere `lettere apostoliche´ e vecchia vasta competenza derivati, stupisce mancata `lettera vigilanza´ Draghi a Siena» scrive Tremonti.

Il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri fa notare che «se la magistratura metterà lo stesso zelo che ha messo in altre vicende su quella del Montepaschi, ci troveremo davanti ad una vicenda di enorme portata. A cominciare dall’acquisto di banche a prezzi assurdi da parte del Monte». Un duro attacco arriva anche dal leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro: «La vicenda che ha coinvolto il dimissionario presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, è gravissima. Ma è ancor più grave che il governo Monti abbia finanziato le casse del Monte dei Paschi di Siena con un prestito da 3.9 miliardi di euro, cifra equivalente all’Imu sulla prima casa, l’imposta con cui questo esecutivo ha tartassato gli italiani».

Interviene anche Davide Serra, il numero uno del fondo Algebris: Il «grande errore» di Siena è stato «pagare 10 miliardi di euro Antonveneta, che rende 100 milioni l’anno. Quindi ci vorranno 100 anni per recuperare l’investimento. È vero che la banca ha 500 anni di storia, ma ora ci saranno anni di difficoltà».

Stritolato dalla morsa delle polemiche sugli anni della sua gestione anche per l’acquisizione di Antonveneta fatta a caro prezzo Mussari, avvocato calabrese – ma senese d’adozione ieri ha consegnato nelle mani del vicepresidente vicario Camillo Venesio le sue dimissioni «irrevocabili». «Ritengo di dover rassegnare con effetto immediato e in maniera irrevocabile le dimissioni da presidente dell’Associazione bancaria italiana – scrive nella lettera al vicario Venesio -. Assumo questa decisione convinto di aver sempre operato nel rispetto del nostro ordinamento, ma nello tempo, deciso a non recare alcun nocumento, anche indiretto, all’Associazione». Mussari, al suo secondo mandato da presidente, ricopriva questo incarico dal 2010.

Scenari aperti per la successione alla presidenza dell’Abi. La nomina del successore spetta formalmente al comitato esecutivo. La prossima riunione ordinaria dell’organismo, già prevista per il 20 febbraio, potrebbe essere anticipata da una riunione straordinaria per abbreviare i tempi della successione. Tra i papabili spuntano i nomi di Camillo Venesio, Antonio Patuelli, fino al luglio scorso vicepresidente vicario dell’Abi per le Casse di risparmio e Alessandro Azzi (Bcc).

.

fonte lastampa.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: