Archivio | gennaio 24, 2013

Trattativa Stato-mafia, depositati nuovi atti sull’ex ministro Mannino

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L’UDIENZA A PALERMO

Trattativa Stato-mafia, depositati nuovi atti sull’ex ministro Mannino

Tra le nuove «carte» l’agenda di Bruno Contrada. Mannino sarà giudicato con rito abbreviato il 20 marzo

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L'ex ministro Calogero Mannino (Ansa)L’ex ministro Calogero Mannino (Ansa)
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Il pm di Palermo, Antonino Di Matteo ha depositato a inizio udienza del procedimento sulla presunta trattativa Stato-mafia nuovi atti riguardanti soprattutto l’ex ministro Calogero Mannino, che figura tra gli undici imputati. Tra gli atti c’è l’anonimo arrivato alla Dia sulla strategia stragista dell’agosto ’93, il fascicolo sulle rivendicazioni della Falange armata prima e dopo l’omicidio del maresciallo Giuliano Guazzelli avvenuto ad Agrigento e l’agenda di Bruno Contrada in cui si proverebbero incontri tra lo stesso Contrada e l’ex ministro Mannino nel luglio-agosto 1992.

MANNINO – Le difese, dopo avere chiesto un termine di cinque minuti per leggere gli atti, non si sono opposte alla loro produzione. Il pm ha precisato che si tratta di «documentazione di specificazione» già presenti agli atti. Intanto il gup Piergiorgio Morosini ha deciso che l’ex ministro Calogero Mannino verrà giudicato con il rito abbreviato il prossimo 20 marzo. Il gip ha inoltre disposto nuove integrazioni probatorie nell’udienza preliminare. Verranno interrogati il pentito Giovanni Brusca, l’ex capo della Polizia Gianni De Gennaro e Paolo Bellini.

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fonte corriere.it

Diritti dell’uomo, Italia maglia nera: peggio di noi solo Russia e Turchia

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Diritti dell’uomo, Italia maglia nera: peggio di noi solo Russia e Turchia.

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L’Italia è sempre di più la spina nel fianco della Corte europea dei diritti dell’uomo. Anche quest’anno il Rapporto della Corte europea dei diritti dell’Uomo del 2012 fotografa un’Italia da maglia nera. Pur mantenendo il terzo posto nella classifica nera della Corte di Strasburgo con 14.188 ricorsi contro, dopo Russia (28,593) e Turchia (16,897), l’Italia riesce anche a far peggio dello scorso anno quando aveva totalizzato 13.741 ricorsi.

Un numero praticamente raddoppiato in tre anni visto che nel 2009 erano “solo” 7150. Nel 2012 le decisioni della corte che ci hanno riguardato sono state 63 con 36 condanne, come sempre la principale violazione, circa il 50% dei casi, riguarda la lunghezza dei procedimenti (16 condanne), seguita dalle confische non in linea con il rispetto dei principi sulla proprietà privata (13 condanne) e dalle violazioni della Carta per quanto riguarda il diritto alla vita privata e familiare (7 condanne).

Se l’Italia peggiora le sue performance le migliora invece la Corte di Strasburgo che riesce a definire 87.879 procedimenti, il 68% in più rispetto allo scorso anno in cui il numero dei casi “chiusi” era di 52.188.
Un buon rendimento che incide su un arretrato che, per la prima volta dal 1998 fa registrare un calo, anche piuttosto significativo del 16%, passando dalle 151.600 pendenze del 2011 alle 128.100 registrate al 31 dicembre 2012.

Il successo si spiega, in parte, con la stabilizzazione del numero di nuove richieste( 64.400 nel 2011, 65.150 a fine 2012) ma, soprattutto con l’efficacia del sistema del giudice unico che ha “tagliato”, solo nel 2012, 81.700 richieste dichiarandole irricevibili o cancellandole dal ruolo. Uno “spazzaneve” che ha permesso alla corte di adottare 1.100 sentenze e 1.800 decisioni.

I cattivi risultati dell’Italia non hanno sorpreso il ministro della Giustizia Paola Severino che, nel corso della visita a Strasburgo conclusa ieri, si era detta consapevole dell’impossibilitò di vedere, nel rapporto di quest’anno i risultati delle riforme strutturali messe in campo, dal filtro in appello alla nuova geografia giudiziaria. Una strada quella delle misure strutturali intrapresa, ma non ultimata. Il Guardasigilli ha sottolineato, infatti, l’importanza di portare a casa altri risultati importanti, a cominciare dalla depenalizzazione dei reati minori e dalla mediazione obbligatoria. Su quest’ultima in particolare, dopo la bocciatura della Consulta, il ministro spera anche nell’aiuto che potrebbe arrivare dalla giurisprudenza delle Corti europee.

Le misure adottate dal Governo Monti incassano intanto il consenso dell’italiano Guido Raimondi, vicepresidente della Corte europea dei diritti dell’Uomo. “Gli interventi dell’Esecutivo uscente hanno grandi potenzialità – afferma Raimondi – ma i benefici si vedranno tra molto tempo e quanto fatto non basta. Intanto l’Italia fa malissimo anche quest’anno. Le violazioni contestate sono le stesse: la lunghezza dei procedimenti, le confische illegittime e la drammatica situazione delle carceri, a cui si aggiunge la violazione del diritto alla vita familiare in alcuni casi di affidamento di minori. So’ che il ministro Severino si augura che nella prossima legislatura diventino operative le misure messe in cantiere dal governo Monti. Per quanto riguarda la mediazione – conclude Il vice presidente Raimondi – il timore del ministro è che l’obbligatorietà possa essere in contrasto con l’articolo 6 della Convenzione sul libero accesso alla giustizia. Ma su questo la Corte non si è espressa”.

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fonte ilsole24ore.com

Pdl, Cosentino furioso con Berlusconi: l’ho salvato e mi ha tradito

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Pdl, Cosentino furioso con Berlusconi: l’ho salvato e mi ha tradito

E’ caos nel Popolo delle libertà. L’ex premier prepara il nuovo contratto con gli italiani che probabilmente presenterà da Santoro

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di Marco Conti

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ROMA – Le parole sono diverse come anche le storie politiche, ma nei ragionamenti di Claudio Scajola, intervistato oggi da Il Messaggero, e di Nicola Cosentino, intervistato da Repubblica, si coglie un analogo senso di spaesamento. E l’improvviso ravvedimento dei due nei confronti di Silvio Berlusconi allarga il fronte di coloro che hanno impiegato qualche anno, se non una o più legislature, per dichiarare la propria delusione.

«Io l’ho salvato e lui mi ha tradito», sostiene oggi l’ex sottosegretario campano che, tanto per essere più chiari, ricorda anche l’aiuto dato al Cavaliere al momento della vicenda Noemi e nella faccenda dei rifiuti di Napoli, magicamente spariti dalle strade dopo settimane di roghi. A conclusioni simili arriva l’ex coordinatore nazionale di Forza Italia, Scajola, che non solo nega l’esistenza di un sondaggio sui cosiddetti “impresentabili” che invece Berlusconi ripete spesso, ma arriva ad attribuire al Cavaliere la scelta di volerlo escludere da molto tempo dalle liste, facendo addirittura risalire i primi segnali di “ostracismo” al tempo delle dimissioni da ministro dello stesso Scajola.

Malgrado Berlusconi venga dato da giorni alle prese con la stesura di un nuovo contratto con gli italiani, che probabilmente stavolta presenterá da Santoro e non da Vespa, è molto probabile che la vicenda delle liste che “ha trasformato il nostro partito da garantista a giustizialista” (parole di Scajola), non si chiuda tanto facilmente. Anche perché la pattuglia dei catapultati nelle varie regioni in posti strablindati, sta provocando altri danni.

Nelle due interviste si coglie però qualche significativa differenza che potrebbe essere presto foriera di novitá. Infatti mentre Scajola si lamenta e dice di non aver avuto nemmeno una telefonata dai vertici del partito e dallo stesso Berlusconi dopo la sua scelta di ritirarsi dalle liste, Cosentino spiega di essere tempestato di telefonate che sdegnatamente rifiuta. Domani Berlusconi dovrebbe presentare al Capranica di Roma i suoi candidati nel Lazio. L’appuntamento è però a rischio in quanto sono previste contestazioni nei confronti del Cavaliere, ma non per mano dei soliti “comunisti”, ma di ” nemici” interni.

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fonte ilmessaggero.it

INGHILTERRA – Staminali: uomo perde naso, glielo fanno ricrescere su un braccio

Staminali uomo perde naso  glielo fanno ricrescere su un braccio

Staminali: uomo perde naso, glielo fanno ricrescere su un braccio

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13:24 24 GEN 2013

(AGI) – Londra, 24 gen. – Un gruppo di scienziati britannici ha ricostruito in laboratorio un naso nuovo di zecca, grazie alle cellule staminali coltivati sul braccio di un paziente. Una volta pronto, il naso verra’ rimosso e trapiantato sul volto dell’uomo. Il paziente di 56 anni, che aveva perso il naso a causa di un tumore, potrebbe essere quindi il primo a beneficiare di una cosi’ eccezionale ricerca, coordinata dall’University College di Londra e riportata sui media di tutto il mondo.

Il naso nuovo, oltre ad avere anche l’aspetto di quello vecchio, che era leggermente storto, dovrebbe anche essere funzionale, cioe’ dovrebbe restituire al paziente il senso dell’olfatto. “Il naso del paziente – ha raccontato al Daily Mail Alex Seifalian, uno degli scienziati che sta lavorando a questo rivoluzionario progetto – originariamente era lievemente piegato verso sinistra – cosi’ gli abbiamo chiesto se voleva il nuovo naso perfettamente diritto, ma lui ci ha detto di no: lo voleva esattamente uguale all’altro”. Per realizzarlo i ricercatori hanno fatto delle foto e una serie di esami con l’obiettivo di ricreare un modello perfetto del vecchio naso, spruzzato poi con un materiale sintetico a nido d’ape per creare una sorta di intelaiatura.

L’obiettivo e’ stato quello di permettere alle cellule staminali di “spalmarsi” su tutta la struttura. Una volta rimosso lo stampo, il nascente naso e’ stato messo in un bioreattore, immerso in sostanze nutritive in grado di stimolare le “cellule bambine”, spingendole a trasformarsi in cartilagine. Mentre in laboratorio e’ avvenuto tutto questo, la pelle del braccio del paziente e’ stata gradualmente allargata da un palloncino posto sotto la cute e gonfiato a poco a poco, nell’arco di alcuni giorni, fino a che la pelle non si e’ allentata tanto da poter “ospitare” il nuovo naso. Circa due mesi fa, il nuovo naso ha sostituito il palloncino sotto la pelle del paziente che, in questo momento, dunque, sta crescendo nel braccio dell’uomo, dove sta acquisendo la rete di terminazioni nervose e vasi sanguigni tipiche della cute del braccio. Tra circa tre mesi il naso dovrebbe essere rimosso dal braccio e ricollocato sul volto dell’uomo, in un’intervento che non dovrebbe lasciare cicatrici. In questo modo, il braccio dovrebbe tornare normale e la pelle restringersi nuovamente.

Questo, pero’, potrebbe essere solo un primo passo. Se tutto andra’ bene, gli scienziati sono convinti che in futuro si potra’ anche ricostruire un intero viso umano in laboratorio. (AGI) .

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fonte agi.it

CHE ORRENDO INDIVIDUO – Monti: “Riforma del lavoro, ostacolati da Cgil”. E la Ue mette l’Italia in mora sui diritti sindacali

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Monti: “Riforma del lavoro, ostacolati da Cgil”
E la Ue mette l’Italia in mora sui diritti sindacali

Da Davos, nuove bordate del Professore alle forze della “vecchia politica” che ne hanno frenato l’azione: il sindacato della Camusso che ha impedito a Fornero di fare di più, l’ostruzione del Pdl nella lotta a corruzione e conflitto d’interesse. La Commissione Ue dà all’Italia due mesi perché anche i precari siano considerati nel calcolo dei rappresentanti sindacali

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ROMA Mario Monti, candidato premier di “Scelta Civica”, rinnova il suo attacco alle forze della “vecchia politica” che hanno, a suo dire, ostacolato la sua azione riformatrice del governo tecnico. Questa volta, l’attacco frontale del Professore è portato contro la Cgil. Intervenendo al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, Monti ha affermato che sulla riforma del lavoro c’è ancora molto da fare, perché nonostante l’operato del ministro Elsa Fornero “non siamo andati abbastanzi lontani” a causa della Cgil, che “è considerevolmente resistente al cambiamento”. Ma l’Europa non si limita ad ascoltare la campana del premier. Ed ecco la Commissione europea procedere al secondo passo nella procedura di infrazione contro l’Italia per la mancata applicazione della direttiva Ue sulla rappresentanza sindacale per i contratti di lavoro a tempo determinato: dare all’Italia due mesi di tempo per adeguare le norme sulla rappresentanza sindacale.

Monti a Davos: “Tutta colpa di un sindacato”. A Davos, durante una tavola rotonda con altri
primi ministri, a Monti viene chiesto cosa farebbe contro la disoccupazione in Italia, soprattutto quella giovanile. Il Professore risponde: “Due cose. La prima, misure specifiche per i giovani. E nonostante le difficoltà di bilancio, già abbiamo iniziato ad aiutare fiscalmente le imprese che assumono i giovani, ma molto può essere ancora fatto in una prospettiva di cinque anni, ora che abbiamo una situazione di finanza pubblica molto più solida”.

Il secondo ingrediente della ricetta Monti è la riforma del lavoro “che abbiamo varato”. “Non è andata avanti abbastanza per colpa di un sindacato che ha resistito decisamente al cambiamento e non ha firmato accordo che gli altri (Cisl e Uil, ndr) avevano firmato” ha spiegato il candidato premier centrista durante il panel del forum economico svizzero, con un implicito riferimento alla Cgil. “Va cambiata questa cultura” ha aggiunto il premier dimissionario.

Secondo Monti, uno dei temi cruciali della campagna elettorale “è quale configurazione politica è più in linea con il bisogno di riforme”. “L’idea che promuoverei se fossi nella posizione di farlo – ha quindi spiegato il Professore -, è in sostanza di unire le forze pro-riforme che sono disperse nei vari schieramenti, così da avere più energia dietro le riforme”. Quindi, se da un lato Monti ha attaccato la Cgil, dall’altro ricorda come in Italia “il partito di destra (il Pdl, ndr) ha resistito sulle leggi anti corruzione o sul conflitto di interessi: abbiamo fatto qualcosa, ma dobbiamo unire le forze riformiste per fare di più e dare nuova vita all’economia italina. I primi beneficiari sarebbere giovani e disoccupati”.

Rappresentanza e contratti a termine, Italia messa in mora. Nella procedura di infrazione aperta a carico dell’Italia per la mancata applicazione della direttiva Ue sulla rappresentanza sindacale per i contratti di lavoro a tempo determinato, l’esecutivo di Bruxelles ha inviato un “avviso motivato” che dà a Roma due mesi per comunicare le misure adottate per la trasposizione integrale della legge europea del 1999. La direttiva prevede che i lavoratori con contratto a termine siano presi in considerazione per il calcolo dei rappresentanti sindacali. Le norme italiane prevedono che si tenga conto solo dei contratti con durata superiore a nove mesi.

Secondo una nota della Commissione “ciò implica che i lavoratori con contratti di durata inferiore non sono presi in considerazione nel calcolo necessario a determinare se un’impresa è sufficientemente grande per dover avere organi di rappresentanza sindacale”. “Se l’Italia non rispetterà i due mesi concessi “la Commissione potrebbe decidere di deferire il nostro Paese davanti alla Corte di Giustizia Ue”. (24 gennaio 2013)

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fonte repubblica.it