Russia, proteste contro la legge anti gay. Rilasciati gli attivisti fermati alla Duma

Russia, proteste contro la legge anti gay. Rilasciati gli attivisti fermati alla Duma
La protesta degli attivisti contro la legge anti gay di fronte alla Duma (ansa)

Russia, proteste contro la legge anti gay
Rilasciati gli attivisti fermati alla Duma

Approvato il divieto di propaganda. Arrestati i manifestanti che protestavano davanti al Parlamento. Ma un sondaggio rivela che i due terzi dei russi sono d’accordo con la decisione dei parlamentari russi. E l’opposizione tace

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MOSCA – Sono stati rilasciati tutti gli attivisti fermati ieri di fronte alla Duma, a Mosca, nel corso di una protesta contro la legge per il bando della propaganda gay approvata in prima lettura da una larga maggioranza. La notizia è stata diffusa dall’agenzia di stampa Interfax.

FOTO Proteste contro la legge anti gay

La Duma, Camera bassa del Parlamento, ha deciso di dire ‘Sì’ all’entensione a tutto il territorio nazionale di una legge già in vigore in nove regioni e, fra l’altro, anche a San Pietroburgo. Da ora in poi sarà dunque reato parlare in pubblico dei diritti dei cittadini gay. La definizione, strategicamente un po’ vaga, di “propaganda” darà al giudice la possibilità di punire con pesanti multe (fino a 15mila euro) artisti, attori ma anche comuni cittadini colti ad esprimere un’opinione in pubblico sulla situazione degli omosessuali. Ma soprattutto mettere al bando o vietare preventivamente eventi, manifestazioni, concerti, che possano essere ritenuti a rischio di “propaganda gay”. Vietate manifestazioni in presenza di minori: in pratica, qualunque iniziativa pubblica da parte di omosessuali, da un semplice bacio in strada fino al Gay Pride, rischia di essere soggetta a sanzioni amministrative se nelle vicinanze vi è un minore.

La decisione ha fatto scendere in piazza alcuni attivisti che a Mosca hanno sfidato le truppe speciali che facevano da guardia al Parlamento, provando a baciarsi in pubblico e a gridare qualche slogan. Solo un gruppetto di una trentina di giovanissimi iscritti al semiclandestino movimento Russian Lgbt Network, l’unica cellula di attivisti Lgbt (Lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) in tutto il paese, che da anni lotta inutilmente per rivendicare spazi e diritti.

Nell’indifferenza dei moscoviti e dei tanti movimenti di contestazione sono stati fermati e rilasciati oggi. Intanto i giornali più allineati hanno diffuso con evidenza i risultati dell’istituto di sondaggi più serio del paese, la Levada Center: quasi il 65 percento dei russi è d’accordo con la decisione del Parlamento. Inoltre i due terzi della popolazione ritiene che l’omosessualità sia una malattia e condivide la recente decisione dell’esercito russo di radiare ogni “sospetto omosessuale” dal servizio militare.

La Russia ha depenalizzato l’omosessualità nel 1993, ma nel paese resta forte un sentimento omofobico.

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APPROFONDIMENTI

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fonte repubblica.it

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