Mali, al rogo i manoscritti di Timbuctù. L’esercito francese libera la città antica / VIDEO: Mali: Islamists Burn Timbuktu Manuscripts – 28th Jan 2013

Mali: Islamists Burn Timbuktu Manuscripts – 28th Jan 2013

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Pubblicato in data 28/gen/2013

Islamic extremists fleeing French forces in Mali have set on fire a library containing rare and ancient manuscripts.A library containing rare and ancient documents has been torched by Islamic militants escaping from French forces in Timbuktu. The Ahmed Baba Institute of Higher Islamic Studies and Research had reportedly been used as a seeping quarters by the Islamists. Speaking from inside the building, Sky’s Alex Crawford, who is embedded with the French forces, said the empty boxes strewn around her had contained thousands of historic manuscripts. “Some of the documents date back to the 13th century,” she said. “The town dates back to the 11th century and this was all the documentation they’d built up over centuries of life in Timbuktu – all either burnt by the Jihadists or they have disappeared.” The city’s mayor, Ousmane Halle, said: “They torched all the important ancient manuscripts. The ancient books of geography and science. It is the history of Timbuktu, of its people. It’s truly alarming that this has happened.” During their rule, the militants systematically destroyed UNESCO World Heritage sites in Timbuktu, long a hub of Islamic learning. Crawford said she had been to the site of tombs that date back centuries which had been razed to the ground. UNESCO says one that was destroyed was the tomb of Sidi hmoudou, a saint who died in 955. A spokesman for the al Qaeda-linked militants has said the tombs of Sufi saints were destroyed because they contravened Islam, encouraging Muslims to venerate saints instead of God. Ground forces backed by French paratroopers and helicopters took control of Timbuktu’s airport and the roads leading to the town in an overnight operation – part of the French-led mission to oust radical Islamists from the northern half of Mali, which they seized more than nine months ago.
Crawford said: “In the centre of the town they are celebrating, they’re going absolutely bonkers with flags, cheering and waving and saying thank you to the French.” The Timbuktu operation comes a day after the French announced they had seized the airport and a key bridge in Gao, a city east of Timbuktu, one of the other northern provincial capitals that had been under the grip of radical Islamists. The French and Malian forces so far have met little resistance from the Islamists, who seized northern Mali in the wake of a military coup in the distant capital of Bamako, in southern Mali.
Timbuktu lies on an ancient caravan route and has entranced travellers for centuries, is some 1,000km (620 miles) northeast of Mali’s capital Bamako.

الإسلاميون حرق مخطوطات تمبكتو
Islamiete brand Timboektoe Manuskripte
Queime islamitas Manuscritos de Timbuktu
اسلامگرایان سوزاندن نسخه های خطی تیمبوکتو

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Ancient manuscripts from Mali, Niger, Ethiopia, Sudan and Nigeria line storage cases at Abdel Kader Haidara’s home, the director of Bibliotheque Mama Haidara De Manuscripts, Timbuktu. These manuscripts are waiting their turn to be cataloged and added to the library collection. Inside them is a history of Africa from the 11th century onwards, with dialogue on Islam, trade, history, the law and so on. Image by Brent Stirton, National Geographic, September 2009 – fonte immagine

28/01/2013 – l’avanzata delle truppe franco-maliane e di quelle africane non trova ostacoli

Mali, al rogo i manoscritti di Timbuctù
L’esercito francese libera la città antica

Nella fuga gli Jihadisti distruggono la biblioteca. Parigi: controlliamo l’aeroporto e gli accessi principali, stiamo vincendo questa battaglia

Un soldato dell’esercito del Mali sulla strada per Timbuctu

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Non sono valsi a nulla gli appelli agli jihadisti che occupavano Timbuctu affinché non scatenassero la loro rabbia per l’imminente sconfitta contro il patrimonio culturale e storico della “porta del Sahara”: prima di lasciare la città-leggenda – da oggi ormai completamente controllata da francesi e maliani – hanno bruciato un edificio che custodiva migliaia di rari manoscritti, andati irrimediabilmente distrutti. Un atto di violenza gratuita che era però era temuto, perché proprio a Timbuctu gli jihadisti hanno dato prova di volere cancellare quello che per loro è un modo errato di onorare Allah e le parole del Profeta. Da quando conquistarono la città, hanno fatto a pezzi le molte statue di Alfarouk, il mitico angelo protettore della città, e poi gran parte dei mausolei di sabbia e legno che ornavano, come pietre preziose, la città per ricordare i suoi ’’333 santi’’, come vengono chiamati religiosi e studiosi musulmani che scelsero per i loro ultimi giorni questo avamposto della cultura e dell’Islam più tollerante.

Timbuctu è stata da sempre una città votata alla cultura (nel Sedicesimo secolo ospitava 2500 studenti che oggi potremmo definire universitari, su una popolazione di 100 mila persone) e la raccolta e la cura dei manoscritti antichi è stato il tratto comune alle famiglie più abbienti, che per generazioni li hanno acquistati e custoditi gelosamente. Ed il paradosso è che ad andare bruciati, nell’incendio appiccato dagli jihadisti, sono stati quei manoscritti ceduti da alcune delle famiglie al centro Ahmed-Baba per essere esposti e studiati. Manoscritti non solo di carattere religioso, ma anche scientifico (molti i trattati di astronomia) in lingua araba, ma anche songhai e tamasheq.

Intanto l’avanzata delle truppe franco-maliane e di quelle africane non sembra trovare ostacoli. «Stiamo vincendo la battaglia», ha annunciato nel pomeriggio Francois Hollande, confermando la riconquista di Gao e Timbuctu, dove un’esplosione di gioia della popolazione – secondo il racconto di testimoni – ha accolto l’ingresso in città dei soldati alleati.

Oggi è stata la volta di Kidal (roccaforte di Ansar Dine) a cadere, ma nelle mani dei tuareg del Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (Mnla), e questa è una variabile che bisognava pure preventivare. Perché i tuareg `laici´, rimasti sino ad oggi – almeno ufficialmente – fuori dalla partita, non potevano assistere a braccia conserte ad una vittoria totale di Bamako, perché questo avrebbe significato la fine del loro sogno di un Azawad (il nord del Mali) indipendente. Presa Kidal, ora potrebbero cercare di rientrare in gioco, anche se appare difficile che il governo maliano possa accettare che i tuareg dell’Mnla, con la conquista della città, abbiano ottenuto il diritto a sedere ad un tavolo di trattativa.

A Gao intanto è caccia agli jihadisti che si sono nascosti nella città. Francesi e maliani stanno ottenendo l’aiuto dei giovani della città – cui gli islamisti avevano imposto una disciplina durissima – che li stanno conducendo nelle case dove gli integralisti che non sono riusciti a fuggire si sono rintanati, con le conseguenze pratiche che questo può significare. Giornata importante anche sul piano politico, anche se con qualche ombra perché – mentre in Italia è polemica sui modi e sugli ostacoli a fornire il richiesto (da Parigi) `supporto logistico´ – l’Unione africana ha deliberato di contribuire alla missione internazionale con 50 milioni di dollari, sul costo complessivo preventivato di 460. Insomma, poca roba.

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fonte lastampa.it

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