IL SEGRETARIO UE AFFARI ECONOMICI – Rehn: “Berlusconi bloccò la crescita. Non mantenne gli impegni con l’Ue”

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Rehn: “Berlusconi bloccò la crescita
Non mantenne gli impegni con l’Ue”

Il commissario Ue agli Affari economici ha parlato al Parlamento europeo chiedendo agli Stati membri di non abbassare la guardia e sttolineando i passi avanti fatti da Italia, Spagna e Grecia. Attacco all’ex premier: “Fece perdere la fiducia nel Paese”

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MILANOL’Italia come paradigma dell’effetto “fiducia” sui mercati. E ancora l’Italia come caso di scuola per uscire dalla crisi: dal governo Berlusconi che “bloccò la crescita” all’esecutivo Monti capace di “stabilizzare la situazione”. L’analisi arriva dal commissario europeo agli Affari economici, Olli Rehn intervenuto al Parlamento Ue rievocando  le crisi finanziaria e politica di fine 2011 dell’Italia ed evidenziando gli obiettivi di Bruxelles per il 2013.

Berlusconi. “L’Italia aveva preso impegni di consolidamento di bilancio nell’estate 2011 per facilitare l’intervento Bce nel mercato secondario per acquistare titoli di Stato: quando il governo Berlusconi decise di non rispettare più gli impegni assunti il costo del finanziamento per lo Stato è aumentato soffocando la crescita dell’Italia, poi con la formazione del governo monti la situazione si è stabilizzata. Questo è un chiaro esempio di fattore fiducia” che ha prodotto dei risultati positivi in termini di premio sul rischio.

La crisi. “Quest’anno – ha continuato Rehn – sarà un test essenziale per la credibilità” dell’Ue e dell’Eurozona. Un anno fa “c’era seria preoccupazione per l’Italia e la Spagna” e “profonda incertezza sulla Grecia”, mentre le “Cassandre predicevano la fine dell’eurozona”. Oggi la situazione è cambiata ma “nonostante alcuni progressi ci sono ancora sfide” e per questo servono “riforme equilibrate e ambiziose” del mercato del lavoro che “rimuovano gli ostacoli all’occupazione” favorendo anche i “contratti a durata indeterminata” e la “contrattazione collettiva” per il reinserimento dei lavoratori.

Le priorità.  Per il commissiario Ue, i prossimi programmi di riforma nazionali devono essere il “mantenimento del ritmo delle riforme economiche” e il “proseguimento del consolidamento fiscale” a cui “non c’è alternativa”, in quanto un debito al 90-100% del Pil è un “serio ostacolo” alla crescita. Uno dei cardini delle riforme per il 2013 dovrà quindi essere il “ripristino della competitività dell’industria europea sia manifatturiera che dei servizi”. Il Commissario Ue ha ricordato che tra il 2000 e il 2011 sono stati persi 2,5 milioni di posti di lavoro nel manifatturiero tra Francia, Germania, Italia e Spagna. In Francia e Spagna sono stati bruciati 750mila posti, in Italia 370mila e in Germania 570mila.

Riforme.
Per proseguire con il “riequilibrio dell’economia europea” che è ora “in corso”, ha sottolineato il commissario Ue agli Affari economici “dobbiamo mantenere il ritmo delle riforme economiche”. Allo stesso tempo “dobbiamo proseguire con il consolidamento fiscale: un debito al 90-100% del Pil ha un serio e negativo impatto sulla crescita”, ha continuato Rehn, sottolineando che “negli ultimi 4 anni in Europa il debito è salito dal 77% a circa il 90% per quest’anno e il prossimo”. Questo “peso sulla crescita” implica che “non c’è alternativa a un consolidamento intelligente differenziato anche Paese per Paese a seconda dello spazio di manovra fiscale”. Per realizzare le riforme, Rehn ha ricordato l’idea proposta dal rapporto sul futuro dell’Unione economica e monetaria di un “meccanismo di solidarietà” per aiutare e incentivare i paesi a sostenerne i costi insieme agli “impegni vincolanti”.

Unione bancaria.
Inoltre, per Rehn bisogna “completare il lavoro sulla supervisione unica bancaria, con un meccanismo di risoluzione” delle banche dell’Eurozona. “Le finanze pubbliche in Europa stanno migliorando” ma per il commissario finlandese “dobbiamo convincere i mercati sulle prospettive a lungo termine dell’euro”. In questo senso per Rehn è fondamentale “l’iniziativa della Commissione per una ‘vera’ Unione economica e monetaria” e che prevede “nel breve termine proposte concrete sull’Unione Bancaria e sviluppo di un meccanismo decisionale europeo”. (29 gennaio 2013)

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APPROFONDIMENTI

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fonte repubblica.it

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