Napoli, Anm in ginocchio: il gasolio è finito, gli autobus si fermano | Video

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Napoli, Anm in ginocchio: il gasolio
è finito, gli autobus si fermano | Video

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di Elena Romanazzi

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Il gasolio è finito e l’Anm si ferma. Mattinata da incubo per gli utenti del trasporto pubblico. Questa volta a mettere in ginocchio la partecipata è la mancanza di gasolio. I fornitori hanno deciso di chiudere i rubinetti.

La quasi totalità degli autobus dell’Anm sono rimasti nei depositi. Alcuni autobus sono usciti per effettuare alcune corse in mattinata, ma stanno rientrando nei depositi per esaurimento del gasolio nei serbatoi.

Il blocco praticamente totale dei servizi è spiegato dalla società che precisa come «dei 600 autobus che circolavano fino a pochi anni fa (2009) oggi ne circolano meno di 350 perchè – sottolinea – tra tagli governativi e regionali, i contributi che Anm riceve per pagare stipendi, contributi, fare manutenzione di mezzi ed impianti, pagare le assicurazioni, comprare il gasolio etc, si sono ridotti del 40%».

Con questi tagli – scrive Anm sul proprio sito – è «ovvio che non è più possibile fare le cose che si facevano prima» per cui l’Azienda non è nella condizione di «assicurare più mezzi, manutenerli. Non è questione di volontà o capacità – sottolinea – è questione di possibilità».

I primi disagi ieri pomeriggio. Sulle paline improvvisamente è comparsa la scritta «disservizi» tanto da indurre gli utenti a pensare ad una nuova protesta, improvvisa come le altre. Invece questa volta è il gasolio. L’azienda non lo nasconde e lo annuncia sulla pagina Facebook e sul sito: «Il 30 mattina per mancanza di gasolio il servizio non sarà garantito». In realtà i mezzi sono rientrati nei depositi già nel tardo pomeriggio. I primi a finire il pieno quelli che fanno base in via Delle Puglie e a Cavalleggeri. In pratica l’R7,il 140, il C18, il C128, in pratica tutte le linee in sostanza che servono il centro, il Vomero, Posillipo e altre aree della città.

Il servizio notturno è saltato del tutto. Le due linee N1 e N2 non sono state attivate e i dipendenti sono stati messi in congedo forzato, in pratica in ferie, dal momento che non potevano lavorare.

Un vero e proprio dramma che questa volta l’azienda non è riuscita ad evitare. Non è mai accaduto che i mezzi si fermassero per mancanza di gasolio. Il servizio è sempre stato ridotto per proteste (l’ultima la scorsa settimana messa in atto dai lavoratori della ditta di pulizia), per la mancanza di assicurazione o dei pezzi di ricambio che di fatto ha trasformato i depositi in veri e propri cimiteri degli autobus anche se sono di recente costruzione.

L’azienda più volte si è scusata per i disservizi ma di più non può fare. Ogni giorno è una corsa contro il tempo per trovare le risorse e garantire un servizio ora diventato ai minimi termini. Delle 600 macchine necessarie per soddisfare l’utenza ne escono la metà sempre che la giornata lo consenta.

«L’amministratore sta facendo l’impossibile per trovare le risorse – spiega il direttore operativo Fabrizio Cicala – e auspichiamo una soluzione in tempi rapidissimi. Già oggi, anche se a rilento, il servizio riprenderà».
I sindacati sono preoccupati. La Faisa Cisal ha chiesto un incontro con i vertici aziendali e con il Comune per ottenere in tempi ragionevoli delle risposte e soprattutto delle soluzioni ad una situazione che giorno dopo giorno – lamenta il sindacato – sta diventando insostenibile e che espone in primo luogo proprio gli autisti spesso vittime di aggressioni da parte degli utenti.

Per evitare la paralisi del servizio sono intervenuti in sostegno dell’amministratore Renzo Brunetti il vice sindaco Tommaso Sodano e l’assessore al Bilancio Salvatore Palma. «Stiamo facendo – spiega Sodano – il possibile per evitare che i mezzi si fermino. I fornitori avranno ciò che gli spetta, avendo approvato il piano di riequilibrio finanziario, il trasferimento del fondo di febbraio è certo. E dunque se hanno pazientato in un momento di grande incertezza ora che c’è la sicurezza dei pagamenti, avendo approvato il piano, si tratta di attendere ancora qualche giorno dal momento che presto verrà trasferito il fondo di febbraio. In questo quadro non è giusto che a pagare sia l’utenza».

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martedì 29 gennaio 2013 – 19:07   Ultimo aggiornamento: mercoledì 30 gennaio 2013 12:12
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