Piazza Affari affonda, schizza lo spread. Titoli bancari a picco in tutta Europa

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Piazza Affari affonda, schizza lo spread
Titoli bancari a picco in tutta Europa

Milano la peggiore (-4,5%) insieme a Madrid, Parigi e Francoforte. Il differenziale tra Btp e Bund oltre i 280 punti. Unicredit perde l’8%
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di Luigi Grassia
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MILANO

La Borsa di Milano ha bruciato in quattro e quattr’otto il prematuro ottimismo che l’aveva colta all’inizio dell’anno. Oggi durante le contrattazioni gli indici hanno perso circa il 4% e hanno chiuso il Ftse Mib a -4,50% e l’All Share -4,27%. Risale anche lo spread, il famigerato differenziale di rendimento fra i Btp italiani a dieci anni e i corrispondenti Bund tedeschi:in questa prima seduta settimanale si è impennato fino a 285 punti base. Siamo lontanissimi dalla febbre di un anno fa con lo spread a quasi 600 punti ma l’indicazione è preoccupante.

Che cosa sta succedendo? La caduta di Piazza Affari e lo scatto dello spread hanno qualcosa a che fare con fatti di cronaca come le indagini sull’Mps, i derivati eccetera, un groviglio di problemi che pare sia stato appena scoperchiato e che possa riservare chissà quante sorprese negative. Infatti sul listino milanese sono crollati anche gli altri titoli bancari. Ma Mps e dintorni non basterebbero a spiegare il pessimismo che si è diffuso in tutti i mercati (Madrid -3,77%, Parigi -3,01%, Francoforte -2,49% e Londra -1,59%). Non se ne abbiano i sostenitori di Berlusconi ma a far tornare la paura della crisi del debito pubblico in tutta Europa è anche la rimonta del Pdl nei sondaggi, con il rischio di vittoria di un programma elettorale che farebbe saltare i conti pubblici . Così, a torto o a ragione , la vedono gli operatori internazionali, che si cautelano sbarazzandosi dei titoli italiani.

Il Wall Street Journal nella sua versione online attribuisce il tonfo degli indici milanesi e il balzo dello spread alle indagini giudiziarie sui derivati ma pure all’ex premier Silvio Berlusconi «che sta guadagnando popolarità nei sondaggi pre-elettorali e che ha promesso di abbassare le tasse in caso di elezione, generando molte preoccupazioni sul fatto che questo potrebbe mettere sotto pressione il bilancio del Paese».

Invece dalla Spagna, altro Paese che nel 20122-2012 è stato nell’occhio del ciclone finanziario, arrivano notizia in chiaroscuro. Ci sono voci di instabilità nel governo Rajoy che potrebbero addirittura portare a elezioni anticipate, ma proprio oggi il Fondo monetario internazionale ha riconosciuto «significativi progressi» a Madrid sul fronte del risanamento delle banche in crisi. L’organizzazione internazionale sintetizza dicendo che «le riforme devono proseguire perché i rischi per l’economia spagnola e quindi per il settore finanziario rimangono elevati».

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fonte lastampa.it

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