Dalla Chiesa, l’ultimo mistero: “Un carabiniere trafugò le sue carte”

Dalla Chiesa, l'ultimo mistero "Un carabiniere trafugò le sue carte"
Carlo Alberto Dalla Chiesa

Dalla Chiesa, l’ultimo mistero
“Un carabiniere trafugò le sue carte”

Palermo, un’altra rivelazione dell’anonimo. I documenti erano in una valigetta di pelle. Il figlio Nando: papà la portava sempre con sé, conteneva i suoi documenti segreti

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di SALVO PALAZZOLO

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06 febbraio 2013

PALERMO – È destinata ad allungarsi la lista delle prove trafugate dopo gli omicidi eccellenti di Palermo. Da qualche settimana, la Procura indaga sulla scomparsa di una valigetta di pelle marrone appartenuta al generale Carlo Alberto dalla Chiesa, il prefetto di Palermo assassinato dai killer di Cosa nostra il 3 settembre 1983. Di quella borsa, nessun investigatore si era mai interessato: subito dopo l’eccidio di via Carini, il pool di Falcone e Borsellino si era concentrato su un altro mistero legato a Dalla Chiesa, la sparizione di alcune carte dalla cassaforte della residenza privata del prefetto. Poi, all’improvviso, nel settembre scorso, è stato recapitato un anonimo molto ben informato a casa del sostituto procuratore Nino Di Matteo, uno dei pm che indaga sulla trattativa mafia-Stato: in dodici pagine non si parla solo delle carte che alcuni carabinieri del Ros avrebbero portato via dal covo di Totò Riina, nel 1993, ma anche del mistero della borsa di Dalla Chiesa.
(L’articolo integrale su Repubblica in edicola e su Repubblica+)

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fonte repubblica.it

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