Archivio | febbraio 7, 2013

ASSURDITA’ MEDIOEVALI – Israele, la star di «X Factor» sospesa da scuola per aver cantato davanti a degli uomini

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Ofir Ben-Shetreet – fonte immagine

La ragazza ha violato le regole del villaggio religioso

Israele, la star di «X Factor» sospesa da scuola

La 17enne Ofir punita per aver cantato davanti agli uomini
Il rabbino: «Inammissibile che una donna si comporti così»

 

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di DAVIDE FRATTINI
corrispondente CorSera

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GERUSALEMME – Ofir porta l’abito nero e giallo con la gonna che copre le ginocchia e le maniche che nascondono i gomiti. Osserva le regole della sua famiglia e del villaggio religioso dove vive, il moshav Nir Galim sulla costa verso sud. Non è bastato ai rabbini che dirigono la sua scuola: Ofir ha cantato da sola in pubblico – davanti a milioni di israeliani – perché ha voluto partecipare al concorso televisivo The Voice , versione locale dello show americano. È stata punita, sospesa per due settimane, i genitori hanno accettato il castigo, non l’hanno tenuta a casa.

Ofir Ben-Shetreet è andata avanti, si è presentata ai giudici dello spettacolo che definiscono la sua voce «angelica» e tra loro ha scelto come mentore il «diavolo»: Aviv Geffen, il simbolo della Tel Aviv libertaria e trasgressiva. La rockstar l’ha sfidata a lasciarsi guidare da lui, lei ha intuito che può aiutarla a sviluppare il suo talento di diciassettenne.

Zvi Arnon, il rabbino del villaggio, giustifica la decisione della scuola (che sta ad Ashdod, metropoli portuale poco lontana), la sospensione è arrivata dopo le proteste dei genitori di altri allievi. «Per me Ofir resta – ha commentato in un’intervista al Canale 7 – una giovane con una forte moralità, molti nel villaggio la difendono. Ma nessun leader religioso può permettere che una donna canti davanti agli uomini».

La regola del kol isha è tra le più contestate dai laici, viene applicata alle cerimonie di Stato o militari, dove spesso i soldati ortodossi lasciano la sala per non ascoltare le donne cantare. Un anno fa la Giornata della Gioventù aveva spaccato la cittadina di Kfar Sava, quando i movimenti religiosi avevano preteso che nessuna ragazza si esibisse.

«Io canto fin da quando sono bambina – racconta Ofir – e sento il bisogno di realizzare il mio talento. La Torah vuole che siamo felici e invita ad ascoltare la musica per esserlo. Credo sia possibile conciliare le regole con questi insegnamenti, per questo ho scelto di partecipare allo show».

Rabbini moderati come Aaron Leibowitz sentono in lei «la voce di una generazione che sta cambiando. Non ha rinunciato alla religione, sta cercando la sua strada attraverso le definizioni classiche di giudaismo. Questi giovani – uso una metafora musicale – stanno attuando un remix». Lo psicanalista Carlo Strenger invita sul quotidiano Haaretz il presidente americano Barack Obama a seguire l’accoppiata Ofir-Aviv Geffen per scoprire «un’Israele normale»: «Le elezioni di fine gennaio sono state presentate come una guerra tra tribù, gli ultraortodossi contro i laici. Dobbiamo capire che siamo una società multiculturale di immigrati che deve imparare la tolleranza per sopravvivere».
twitter@dafrattini

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fonte corriere.it

IL GRANDE BLUFF – Imu dai forzieri svizzeri? La balla di Berlusconi imbarazza il governo elvetico

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Imu dai forzieri svizzeri? La balla di Berlusconi imbarazza il governo elvetico

Irritazione e incredulità oltre le Alpi per l’annuncio choc del leader del Pdl. Interrogazione al ministro delle Finanze Schlumpf per stanare la promessa del Cavaliere, mentre i quotidiani di Berna vanno alla carica: “Chi dei due sta bluffando?”. Anche il centro-destra svizzero prende le distanze dal Pdl. Il consigliere economico dell’ambasciata in Italia gela: “Accordo? Si può fare, ma mancano i fondamentali e zero anticipi per l’Italia”

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di | 7 febbraio 2013

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Chi dei due sta bluffando?. Se lo chiede oggi il tabloid svizzero “Le Matin” con una foto di Silvio Berlusconi e del potente ministro delle finanze elvetico, la tetragona Eveline Widmer-Schlumpf. Segno che dopo la sorpresa cresce il malumore al di là delle Alpi per l’uscita di Berlusconi su un imminente accordo fiscale sui forzieri elvetici con cui restituirà l’Imu agli italiani. Una vicenda tutta da ridere, se non rischiasse di incrinare i già fragili rapporti di vicinato tra Italia e Svizzera.

L’annuncio-choc di domenica scorsa è stato accolto come una sciocchezza a Berna, tanto da non meritare neppure una smentita. Ma ora sta creando non pochi problemi alle autorità elvetiche, dal governo in giù e fino al partito radicale-liberale FDP che nel PPE è seduto accanto al Pdl, ma in questi giorni preferirebbe sedere altrove. Si sono fatte più insistenti nei giorni scorsi le domande dei giornalisti e dei politici all’indirizzo del governo confederale. Due giorni fa, ad esempio, la deputata della Commissione Finanze della Svizzera, Ada Marra, ha scritto un’interrogazione al ministro delle Finanze chiedendo di smentire ufficialmente le dichiarazioni dell’onorevole italiano o in caso contrario spiegare perché un evoluzione della trattativa sia stata nascosta all’organo parlamentare competente per tutti i trattati di imposizione fiscale. “In commissione non risulta alcunché”, spiega Marra al Fattoquotidiano.it. “L’onorevole Berlusconi ha fornitostime molto precise sul gettito dell’operazione, chiedo allora di sapere sulla base di quali elementi ha potuto calcolare i benefici di tale accordo”.

Dal Ministero svizzero confermano l’interrogazione ma bocche cucite sul resto e grande imbarazzo. Arriva dagli uffici di Berna una risposta abbottonatissima del servizio stampa che non conferma alcun nuovo accordo, neppure un abboccamento. “Risponderemo quando avremo l’interrogazione”, dicono. Ma dietro le quinte dell’ufficialità trapela lo sconcerto per l’uscita a sorpresa, soprattutto per gli importi dichiarati da Berlusconi, vero casus belli di tutti gli accordi bilaterali sulla “Weissgeldstrategie”, la strategia del denaro pulito. Il leader del Pdl ha parlato con grande sicumera di 25-30 miliardi di euro subito e 5 miliardi di euro all’anno. Cifre che persone vicine alle nogoziazioni fiscali ritengono esagerate e fantasiose, spiega Le Matin.

A indispettire sono anche le implicazioni politiche dell’entrata a gamba tesa di Berlusconi. La sua uscita, infatti, anziché agevolare complica i rapporti tra Italia e Svizzera su una possibile intesa. E non sfugge neppure aldilà delle Alpi il fatto che, al momento, l’unico a trarne un beneficio è stato lo stesso Berlusconi che non ha portato a casa un euro ma un punto in più di consenso nei sondaggi. Una mossa troppo spregiudicata, a quanto pare, anche per il centro-destra elvetico che si sfila e non offre alcuna sponda a Berlusconi. Difficile trovare qualcuno che si prenda la briga di commentare. Il presidente del Senato di Berna, Filippo Lombardi, contattato dal Fatto preferisce non commentare e rimanda a Fulvio Pelli, consigliere liberale-radicale e membro della commissione finanze che si negherà tutto il giorno. Il segretario generale del partito Stefan Brupbacher giura di non saperne nulla e attende la risposta del ministro che è espressione della FDP.

La boutade di Silvio irrita anche le diplomazie. L’ambasciatore svizzero Bernardino Regazzoni non parla ma affida il compito al consigliere economico Stefano Vescovi che i negoziati li ha seguiti da vicino. Allora questo accordo c’è? Incasseremo tutti quei soldi dalla regina delle roccaforti del segreto bancario? “Chiederlo adesso è come domandarmi se abbiamo fatto la torta con la panna, prima bisogna fare la torta”.
In altre parole un accordo c’è, ma è lo stesso su cui si lavora dal 2009. “Teoricamente ci si potrebbe fare anche due mesi – spiega Vescovi – il problema è che le stesse condizioni quadro dell’accordo sono ancora tutte da definire: a partire dalla consistenza dei patrimoni occulti, dai tassi applicati e dai tempi dell’accordo”. Restano poi sul tavolo le condizioni poste dalla confederazione: il mantenimento della privacy sui conti correnti, la cancellazione dalla black-list, l’apertura del mercato del credito italiano alle banche svizzere e la rinegoziazione dell’accordo Ocse sulla doppia imposizione come avvenuto con 45 Paesi. “Nel frattempo però quattro anni si son persi e poi c’è il rebus del voto in Parlamento”, dice. E il tempo, soprattutto da queste parti, è denaro. “Oggi, per dire, non siamo più nelle condizioni di fornire un anticipo di qualche miliardo, come abbiamo fatto con l’Inghilterra e la Germania alle quali abbiamo dovuto dimostrare immediati benefici dell’accordo. Ora il sistema è rodato, chi viene prima è servito meglio”. Neppure un anticipo, dunque. Altro che 30 miliardi subito.

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fonte ilfattoquotidiano.it

PAPUA NUOVA GUINEA – «È una strega»: 20enne, madre di una bimba di 8 mesi, torturata e bruciata viva

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This photo, taken on February 6, 2013, shows a young mother accused of sorcery who was stripped naked, reportedly tortured with a branding iron, tied up, splashed with fuel and set alight on a pile of rubbish topped with car tyres, in Mount Hagen city in the Western Highlands of Papua New Guinea. She was torched by villagers who claimed she killed a six-year-old boy through sorcery.
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A young mother, accused of sorcery, was stripped naked, reportedly tortured with a branding iron, tied up, splashed with fuel and set alight on a pile of rubbish topped with car tyres, in Mount Hagen city in the Western Highlands of Papua New Guinea, on February 6, 2013. She was torched by villagers who claimed she killed a six-year-old boy through ‘sorcery.’ – fonte immagini

La ragazza era madre di una bimba di otto mesi

«È una strega»: 20enne bruciata viva

In Papua Nuova Guinea. La giovane era accusata di aver usato la stregoneria per uccidere un bambino di sei anni

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di Elmar Burchia

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Denudata, torturata e infine bruciata viva dinanzi alla folla: in Papua Nuova Guinea, una ragazza di 20 anni è stata accusata di aver usato la stregoneria su un bimbo di 6 anni e di essere responsabile della sua morte. Kepari Leniata ha pagato con la vita.

BRUCIATA VIVA Gli uomini le hanno tolto i vestiti, l’hanno colpita ripetutamente con una sbarra di ferro rovente, l’hanno legata e poi cosparsa di benzina. Era mercoledì mattina quando hanno portato la giovane Kepari Leniata su una strada a Mount Hagen, un villaggio in mezzo all’isola. Qui, vicino a un cumulo di spazzatura, le hanno dato fuoco. Attorno alla ragazza si era radunata una folla di curiosi, tra loro molti bambini. La polizia e i vigili del fuoco sarebbero prontamente arrivati, non sarebbero però riusciti a intervenire in tempo per salvarla: la folla li avrebbe cacciati via. È quanto riferiscono due quotidiani locali, che hanno pubblicato le agghiaccianti foto sulle prime pagine. Kepari Leniata è stata gettata nel falò. È bruciata viva. Le foto mostrano la ragazza sotto degli pneumatici in fiamme. Secondo i media locali, era madre di una bambina di otto mesi.

VENDETTA Il locale capo della polizia ha detto al quotidiano The National che stanno trattando il caso come omicidio e che troveranno i responsabili. Il motivo pare chiaro sin da ora: Kepari sarebbe stata accusata dai compaesani di aver ucciso un ragazzino di 6 anni con pratiche di stregoneria. Il bambino era stato portato in ospedale, avrebbe accusato dolori allo stomaco e al petto. Il piccolo è morto martedì pomeriggio. L’omicidio di Kepari Leniata è stato dunque un atto di vendetta da parte dei parenti del ragazzo. Loro avrebbero additato anche altre due donne: una è stata salvata dalla polizia, l’altra risulta tuttora scomparsa.

SANGOMA E CANNIBALILa credenza nella stregoneria è piuttosto comune in Papua Nuova Guinea: parte della popolazione consulta i sangoma (stregone, sciamano) per conoscere la causa di una malattia, di un decesso o per previsioni economiche. Ciò nonostante, nel poverissimo Stato del Pacifico oltre il 90% della popolazione professa il cristianesimo. La scorsa estate aveva fatto scalpore l’inquietante caso di cannibalismo: la polizia aveva arrestato 29 membri di una setta sospettati di aver ucciso almeno sette persone per mangiarne il cervello e preparare zuppe con i loro organi.

7 febbraio 2013 | 15:47

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fonte corriere.it

Bersani: 4milioni di posti di lavoro? La demagogia è un’insulto all’Italia

Pierluigi BersaniPierluigi Bersani

“Le forze intellettuali scendano in campo per ricostruire il Paese”

Bersani: 4milioni di posti di lavoro? La demagogia è un’insulto all’Italia

“Oggi Berlusconi propone 4 milioni di posti di lavoro, ancora aspettiamo quella milionata la’.Noi non possiamo seguire la demagogia perche’ e’ un insulto all’Italia, non accettiamo che venga insultata, gli italiani sono intelligenti e noi ci rivolgiamo al cuore e alla testa non alla pancia”

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Roma, 07-02-2013

“L’Italia ha bisogno che le forze intellettuali si sentano in campo perchè c’è una ricostruzione da fare che non è solo economica”. Lo ha detto Pier Luigi Bersani, chiudendo l’iniziativa del Pd ‘Parole dell’Italia giusta’. “Italia – ha detto Bersani – è una parola bellissima e molto difficile, il nostro Paese sta vivendo in modo peculiare un problema non solo nostro, di crisi democratica che si unisce a crisi sociale”. “Noi ci stiamo mettendo in viaggio e dobbiamo sapere cosa mettere nel bagaglio, noi mettiamo queste parole illustrate oggi, da lavoro a legalità, perchè per noi la politica ha qualcosa a che fare con il pensiero, ne siamo testardamente convinti”.

4milioni di posti di lavoro? La demagogia è insulto all’Italia
”Oggi Berlusconi propone 4 milioni di posti di lavoro, ancora aspettiamo quella milionata la’.Noi non possiamo seguire la demagogia perche’ e’ un insulto all’Italia, non accettiamo che venga insultata, gli italiani sono intelligenti e noi ci rivolgiamo al cuore e alla testa non alla pancia”. Cosi’ Pier Luigi Bersani attacca il Cav. ”Sono giornate – aggiunge Bersani parlando delle varie promesse elettorali – che lasciano allibiti, non si risponde alla demagogia con altra demagogia, i problemi sono troppo seri. Grillo a Bologna evoca Berlinguer, a Roma Casa Pound, in Sicilia assicura mille euro”.

Risalire la corrente della disuguaglianza
“Dobbiamo risalire la corrente della disuguaglianza come i salmoni e agganciare la disuguaglianza perchè la forbice si è allargata e si rilegittima la politica accorciando la forbice della disuguaglianza, altrimenti la politica resta nel discredito”. Cosi’ Pier Luigi Bersani indica la priorità del Pd nella manifestazione “Le parole dell’Italia giusta”.

Europa, serve una fase costituente
“Ora siamo a misurare i risultati di questo ciclo, risultati disastrosi a livello europeo e non parliamo a livello nazionale. Serve una fase costituente europea e nazionale, bisogna tracciare la strada e fare i primi passi e domani a Torino saremo con i progressisti europei per uscire dal dilemma tra tecnocrazie e populismi e non lasciare spazio alle forze antieuropee e populiste”. Così Pier Luigi Bersani ribadisce che è il momento di capire “se vogliamo andare verso gli Stati Uniti d’Europa o tornare indietro di 50 anni”. “Per noi gli Stati Uniti d’Europa – sostiene il leader Pd – sono il punto di arrivo, ora muoviamo i primi passi ma bisogna convincersi che bisogna darsi una mossa in periodi molto brevi”.

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fonte rainews24.it

Maltempo, in arrivo i sette giorni più freddi. Temporali, neve e gelo dalla Groenlandia

Maltempo, in arrivo i sette giorni più freddi.  Temporali, neve e gelo dalla Groenlandia Neve a Torino

Maltempo, in arrivo i sette giorni più freddi.
Temporali, neve e gelo dalla Groenlandia

Carnevale sottozero. Le perturbazioni artiche stringeranno la penisola in una morsa glaciale. Il calo delle temperature è già cominciato e peggiorerà gradulamente fino ad un lieve rialzo dalla prossima settimana. Previste nevicate anche a bassa quota, sabato anche su Roma. Clima più mite solo da metà mese

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ROMA La settimana più fredda dell’inverno è alle porte. Senza mascherarsi per Carnevale sta arrivando con le Erinni invernali, un gruppetto di perturbazioni gemelle pilotate dalle correnti fredde polari marittime, quindi umide e nevose, che puntano verso l’Europa e il Mediterraneo già da oggi. Il fine settimana sarà freddo e piovoso, brutto al centrosud con neve fino in pianura. Ma non basta. Un’altra perturbazione, ancora sulla Groenlandia, giungerà la prossima settimana sul Mediterraneo proprio mentre masse d’aria scandinave e artiche si stanno già spingendo verso sud alle medie latitudini pronte a stringere in una morsa glaciale le Alpi dalla Valle del Rodano e dalla Porta della Bora.

METEO
MARI E VENTINEVESATELLITE

Preceduto da qualche giorno di temporali veloci su Sardegna, Toscana, Lazio, Campania, Sicilia e Romagna, da oggi il calo termico è potente e inesorabile. Nevica a 300 mentri su Toscana, Umbria e Marche, 500 metri sul Lazio, e da domani sera l’aria fredda Polare sarà sul Bacino del Mediterraneo. Neve a quote basse anche al sud. E sabato un piccolo ciclone Mediterraneo farà nevicare sugli Appennini e sui colli di Roma, forse fino in città, più probabilmente nella zona nord. La neve sarà certamente più copiosa sulle colline, sul frusinate, sull’Abruzzo, Molise, Sannio, Irpinia e su tutte le zone interne della Campania, Basilicata e Calabria. Per lunedì la rotta di collisione della perturbazione con l’Italia è segnata: sarà la più forte e nevosa di quest’inverno.

Isole a rischio.
Colpite da forti venti di maestrale, con raffiche fino a 80-100 chilometri orari sulla Sardegna, le isole sono scoperte e potrebbero diventare difficilmente raggiungibili. Sulle spiagge delle Eolie, intorno alle 10 e per un paio di minuti sono caduti fiocchi che hanno imbiancato la sabbia. A Lipari, il litorale di Marina Lunga, a due passi dalla via principale, si è ammantato di bianco. Neve anche sulle cime delle Eolie: Salina e Stromboli.

Temperature. Già stamattina, rispetto ieri, le temperature minime sono calate ovunque, soprattutto al centrosud. Ieri ad Ancona la minima registrata era di 8 gradi, oggi di appena 1 grado, a Roma di 7 gradi, oggi di 3 gradi, a Napoli da 10 gradi si è passati a 4 gradi e a Palermo da 12 gradi a 7 gradi. La prossima notte scenderanno ancora con valori sottozero in gran parte del centronord, soprattutto al nord. Previsti -5 gradi a Cuneo, Bolzano e Udine, -4 gradi a Torino e Novara, -3 gradi a Piacenza, -2 gradi a Bergamo e Bologna, 0 gradi per Milano. Il prossimo weekend poi potrebbe essere tra i più rigidi degli ultimi mesi. Le temperature minime si manterranno di diversi gradi sotto lo zero, provocando la formazione di forti gelate notturne e mattutine, soprattutto al nord. Il freddo toccherà il suo apice nella giornata di domenica e si farà sentire di più nelle regioni settentrionali. In alcune zone le temperature scenderanno anche di 10 gradi rispetto ai valori degli ultimi giorni.

Rialzo termico.
Dalla prossima settimana comincerà un graduale rialzo termico, ma il clima si manterrà freddo con temperature tipicamente invernali. Da metà mese inizierà invece un periodo relativamente più mite. Le elaborazioni a lungo termine non “vedono” altre irruzioni gelide almeno fino all’inizio di marzo.

Neve. Secondo i dati dei bollettini, il pericolo valanghe continua e sarà marcato su gran parte dell’arco alpino, soprattutto a nordest. Particolarmente a rischio il Friuli Venezia Giulia, come rende noto il bollettino emesso dalla Protezione civile. Sono possibili valanghe a lastroni, sia spontanee che provocate, per la presenza di accumuli da vento a tutte le esposizioni. Il manto nevoso va lentamente consolidandosi in particolare sotto i 1500 metri. Domani farà ancora più freddo. Nel fine settimana il tempo sarà discreto al nord, instabile sul medio adriatico, al sud e in Sicilia, marginalmente anche in Sardegna.

La quota neve al sud si manterrà tra 300-500 metri. Tra Basilicata e Puglia potrebbe scendere fino a 200 metri. Foggia potrebbe essere imbiancata come anche Avellino, Benevento e Caserta. Sul medio adriatico, tra Abruzzo e Molise, è prevista neve fino in pianura, Pescara potrebbe vedere qualche spruzzata di neve così come il basso Lazio.

Strade e autostrade. La rete autostradale A24-A25 è stata interessata, dalla scorsa notte fino a questa mattina, da forti precipitazioni nevose particolarmente intense, con depositi fino a 20 centimetri, nel tratto tra Vicovaro Mandela e Valle del Salto (A24) e dall’allacciamento dell’A25 fino a Sulmona – Pratola Peligna. La società concessionaria Strada dei Parchi è impegnata ad assicurare la completa transitabilità dell’infrastruttura viaria con l’adozione del Piano Neve, che prevede il filtraggio dei mezzi pesanti, prima concentrati presso le aree di accumulo (tra Basciano e Colledara in direzione Roma, tra Tivoli e Castel Madama in direzione Teramo/A-25, tra Villanova e Chieti in direzione A-24) e successivamente incolonnati e scortati in autostrada dalle safety car di Strada dei Parchi con l’ausilio dei mezzi della polizia stradale. A partire dalla scorsa serata e per tutta la notte sono stati messi in campo 60 mezzi polivalenti “spargi-lama”, 8 innaffiatrici di cloruri, 105 lame sgombraneve a spinta, 11 Unimog e una mobilitazione complessiva di 448 addetti di Strada dei Parchi. (07 febbraio 2013)

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fonte repubblica.it

Scoperto il più grande numero primo, ha 17 milioni di cifre

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Marin Mersenne (1588-1648) – fonte immagine

Importante per la crittografia

Scoperto il più grande numero primo, ha 17 milioni di cifre

Ha anche la particolarità di appartenere a uno specifico gruppo di numeri primi: quelli di Mersenne

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di Gabriele De Palma

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Francobollo emesso dal Liechtenstein nel 2004 dedicato al 39mo numero primo di MersenneFrancobollo emesso dal Liechtenstein nel 2004 dedicato al 39mo numero primo di Mersenne
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La comunità scientifica brinda a una nuova scoperta. È stato trovato un nuovo numero primo, e non uno qualsiasi, ma il più grande e per giunta un numero primo di Mersenne, particolarmente rari. A trovarlo è stato il professor Curtis Cooper dell’Università del Missouri, all’interno di un progetto avviato diciassette anni fa e denominato Great Internet Mersenne Prime Search (Gimps), che utilizza i computer messi a disposizione dai volontari per elaborare calcoli su un algoritmo sviluppato dall’ex Apple Richard Randall nel 1990 e liberamente scaricabile. Il numero è così lungo che a scriverlo con cifre di un centimetro di larghezza coprirebbe la distanza di 170 km. Per questo viene espresso con la formula escogitata dal monaco francese Marin Mersenne nel XVII secolo: 2 (elevato alla potenza di 57.885.161) meno uno.

MERSENNE – Mersenne, che frequentò il collegio gesuitico di La Fleche insieme a Cartesio, scoprì una particolare sottoclasse dei numeri primi, quella esprimibile da 2 elevato a potenza (necessariamente un numero positivo e intero) meno uno. Ad esempio 3 – il più piccolo numero primo di Mersenne – è il risultato di 2 alla seconda meno uno. A differenza degli altri numeri primi, quelli di Mersenne sono un sottoinsieme ristrettissimo: quello scoperto da Cooper è solo il quarantottesimo. Il progetto Gimps è in questo momento l’avanguardia della ricerca di questi numeri, e dal 1996 a oggi ne ha svelati quattordici. Il professor Cooper, che per verificare la bontà della propria scoperta ha eseguito un test durato 39 giorni consecutivi, riceverà un premio di 3 mila dollari.

UTILITÀ – La scoperta ha un’importanza innanzitutto teorica. Aumenta la nostra comprensione dei numeri, il che non porterà a ricadute immediate ma è indispensabile per lo sviluppo della conoscenza umana. C’è però anche un’implicazione pratica relativa ai numeri primi in generale e a quelli molto grandi in particolare. Questi numeri vengono utilizzati nei sistemi di crittografia digitale asimmetrica, la più utilizzata in ambito informatico: i dati sono infatti protetti dal prodotto di due numeri primi molto grandi, che costituiscono le chiavi di decifrazione. Se per moltiplicare due numeri composti da centinaia di cifre occorrono pochi millesimi di secondo, per scomporre il risultato nei suoi fattori possono essere necessari anni. Non a caso l’Electronic Frontier Foundation, organizzazione che difende i diritti digitali degli utenti, ha messo in palio 150 mila dollari per chi troverà un numero primo da cento milioni di cifre. Sarebbe uno strumento pressoché infallibile per garantire la privacy delle comunicazioni criptate.

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fonte corriere.it