Usa sotto la neve, in arrivo la tempesta del secolo: a New York torna l’incubo dopo Sandy

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Usa sotto la neve, in arrivo la tempesta del secolo: a New York torna l’incubo dopo Sandy

Sette Stati investiti dalla tempesta Nemo. Il sindaco Bloomberg invita i cittadini a rimanere in casa, ma sarà Boston la più colpita

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NEW YORK – Un manto di neve di un metro. Sette Stati si preparano a essere investiti da una tempesta che potrebbe battere tutti i record. La neve è cominciata a cadere a New York nelle prime ore del mattino, a Boston nel pomeriggio. E se la Grande Mela sembra destinata a ricevere solo una decina di centimetri di neve, contro i 95 di Boston, a complicare la situazione – ammoniscono i meteorologi – è la possibilità che si formino degli uragani sull’Atlantico sotto la costa di Long Island. Tutta quella zona è stata martoriata dall’uragano Sandy, lo scorso ottobre, e non si è ancora rimessa dalla distruzione. Un’altra ondata dipiena sarebbe una catastrofe inenarrabile. La tempesta arriva quando l’intera regione aveva creduto di aver superato il peggio dell’inverno. Dopo due settimane con temperature polari, con il termometro che non saliva mai sopra lo zero, erano giunte alcune giornate miti, che avevano fatto sognare l’arrivo della primavera. Invece l’inverno sta riservando al nord-est un colpo di coda che potrebbe fare storia.

Gli aeroporti dei sette Stati interessati – New York, New Jersey, Connecticut, Massachusetts, Rhode Island, New Hampshire, Maine – sono stati chiusi, migliaia di voli cancellati: “Dovevamo partire per una settimana di vacanza in Messico, per andare al sole – si addolora Karen Kay -. Ci hanno spostato a lunedì. Perderemo tre giorni!” Anche il servizio ferroviario Amtrack, che gestisce la linea veloce Acela fra Washingtom, New York e Boston, ha annunciato l’interruzione del servizio.

I governatori hanno adottato misure di emergenza straordinarie. Ma quelle più severe sono nel Massachusetts, dove il governatore Deval Patrick ha chiesto che dalle 4 del pomeriggio nessuno si mettesse al volante, se non per emergenze: “Ci aspettiamo che la nevicata porti circa un metro di neve, e che finisca sabato pomeriggio – ha detto Patrick -. Ma anche dopo, il vento farà volare la neve in un turbine, accecando gli automobilisti e la guida potrebbe essere pericolosa”.

A New York, il sindaco Michael Bloomberg ha chiesto ai cittadini di starsene il più possibile al riparo e di rifornirsi di torce e batterie, e ha mandato a casa i dipendenti pubblici. Anche all’Onu il segretario generale Ban Ki-moon ha spedito a casa tutti i dipendenti. Solo Wall Street ha stretto i denti e ha deciso di resistere fino all’ora di chiusura, le 4 del pomeriggio. E nel frattempo migliaia di camion spargisale sono stati preparati soprattutto per la mattina di sabato. Il sindaco ha ricordato che nella città ci sono 10 mila chilometri di strade da spalare e cospargere di sale: cioé una distanza due volte quella che separa New York da Los Angeles.

La tempesta, che arriva dalle pianure del MidWest, è stata battezzata “Nemo”, con un certo sgomento degli appassionati del cinema, che ricordano il dolce pesciolino Nemo dell’omonimo film e trovano che sia sbagliato usarne il nome per una tempesta che potrebbe causare morti e che sicuramente causerà milioni e milioni di danni.

Venerdì 08 Febbraio 2013 – 19:26
Ultimo aggiornamento: 19:44
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