CINEMA & SOCIETA’ – ‘Viva la libertà’, D’Andò racconta il suo film «per cambiare» – Trailer

Viva La Libertà – Trailer Ufficiale

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Pubblicato in data 05/feb/2013

Un film di Roberto Andò
Con: Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Michela Cescon, Valeria Bruni Tedeschi

Trama:
Il segretario del principale partito d’opposizione, Enrico Oliveri, è in crisi. I sondaggi per l’imminente competizione elettorale lo danno perdente. Una notte, dopo l’ennesima contestazione, Oliveri si dilegua, lasciando un laconico biglietto. Negli ambienti istituzionali e del partito, fioccano le illazioni, mentre la sua eminenza grigia, Andrea Bottini e la moglie, Anna, continuano ad arrovellarsi sul perché della fuga e sulla possibile identità di un eventuale complice. È Anna a evocare il fratello gemello del segretario, Giovanni Ernani, un filosofo geniale, segnato dalla depressione bipolare. Andrea decide di incontrarlo e ne resta talmente affascinato da iniziare a vagheggiare un progetto che ha la trama di un pericoloso azzardo.

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Viva la libertà, D’Andò racconta il suo film «per cambiare»

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di Gloria Satta

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ROMA – Nel bel mezzo di una campagna elettorale arroventata, piomba nelle sale il 14 febbraio Viva la libertà, un film destinato ad accendere il dibattito. Diretto da Roberto Andò e ispirato a Il trono vuoto, premiatissimo romanzo d’esordio del regista (Bompiani), è una favola politica e punta tutto su Toni Servillo felicemente impegnato in una sfida spericolata: interpretare il doppio ruolo di se stesso e del proprio gemello. Di peso il resto del cast: Valerio Mastandrea, Michela Cescon, Valeria Bruni Tedeschi, Anna Bonaiuto.

Il tema? Servillo, segretario del maggiore partito di opposizione, mentre i sondaggi lo danno in caduta libera decide di sparire e raggiunge in Francia un’ex fiamma. In preda al panico, il suo staff decide di rimpiazzarlo in gran segreto con il fratello gemello, un filosofo eccentrico e geniale appena dimesso dal manicomio. Con effetti sorprendenti sia sulla vita privata del desaparecido sia sui sondaggi…

Non ci vuole molto per riconoscere, anche se non viene mai nominato, il Pd nel partito d’opposizione. Ma Andò, che ammette di «avere a cuore la sinistra» e si augura la sua vittoria il 24 febbraio, vola alto e non teme le strumentalizzazioni: «Questo film», spiega, «evita di far riferimento alla cronaca politica e tantomeno rappresenta una denuncia.

E’ un atto di speranza, esprime il mio desiderio di un cambiamento. Ho immaginato l’anima della sinistra come dovrebbe essere. Qualcuno sarà indispettito, qualcun altro compiaciuto. Noi, sbarcando nelle sale adesso, vorremmo consegnare la storia agli spettatori, non certo al dibattito elettorale. E se verremo accusati di attaccare la sinistra, risponderemo. Quanto al futuro, io rimango ottimista. L’Italia sta muovendo le sue energie migliori per superare questo momento difficile». Cita Camus, il regista: «Quando la speranza non c’è, bisogna inventarla».

IL MESSAGGIO

Si vola alto anche con Servillo che sullo schermo conduce il gioco all’insegna dell’ironia e della leggerezza parlando di haiku con la gente del partito, citando Brecht nei comizi e arrivando a ballare il tango con un’inflessibile cancelliera tedesca. Fulminanti alcune battute del suo personaggio: «Il mio è un messaggio agli italiani: siate onesti, smettete di tingervi», dice il professore un po’ matto a un giornalista convinto come tutti di avere davanti il segretario sparito.
Ecco perché il grande attore s’indispettisce quando qualcuno gli chiede se si è ispirato a Bersani o a Renzi: «A nessuno dei due, non ho un orizzonte così limitato. Per un militante del teatro come me, i riferimenti vengono dalla tradizione drammaturgica e letteraria».

E poi, aggiunge Servillo, «interpretare un doppio personaggio, secondo la migliore tradizione teatrale, è per un attore un’occasione ghiottissima. Mi sono sentito come un topo nel formaggio». Il senso del film? «Il desiderio che la politica torni a fare riferimento alla cultura, intesa come slancio morale prima ancora che come bagaglio di erudizione».

FELLINI

Ecco spiegato il significato della presenza di Fellini, che compare in un’intervista d’archivio, arrabbiatissimo contro le interruzioni pubblicitarie inserite nei film. «Fellini», spiega Andò, «è stato il primo a rendersi conto che la società stava franando proprio perché rinunciava alla sua cultura».

Mastandrea si dichiara felice di aver interpretato lo spin doctor di Servillo, «un secondo ruolo all’americana, come l’ho sempre sognato». Michela Cescon è la solida moglie del protagonista e scopre il cognato mattoide mai conosciuto: «La lavorazione di questo film, scritto benissimo, è stata all’insegna delle emozioni», dice. Per Valeria Tedeschi, l’antico amore francese di Servillo, «Viva la libertà non è solo un film politico, ma parla del doppio esistente in ciascuno di noi».

Sabato 09 Febbraio 2013 – 13:43
Ultimo aggiornamento: 13:43
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One response to “CINEMA & SOCIETA’ – ‘Viva la libertà’, D’Andò racconta il suo film «per cambiare» – Trailer”

  1. Ferruccio Bravi says :

    Bene! Soldi buttati dalla finestra per puntellare con una banale pellicola impregnata di rancido sinistrismo i ladroni Rossi che annaspano in vista del tracollo.Con i soldi spesi per quella boiata si poteva alleviare la miseria di tante famiglie in difficolt depredate da Lorsignori “democatici”.

    Date: Sat, 9 Feb 2013 13:36:46 +0000 To: silvalentauser@hotmail.it

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