Archivio | febbraio 16, 2013

Forte scossa di terremoto a Frosinone. Non risultano danni

Scossa 4.8

La scossa 4.8 della scala Richter è stata registrata a 10,7 chilometri di profondità

Forte scossa di terremoto a Frosinone. Non risultano danni

La scossa di terremoto di questa sera nel frusinate e’ stata avvertita chiaramente dalla popolazione anche in Abruzzo. Notizie arrivano da Sulmona, Avezzano e Popoli. Al momento non si registrano danni

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Frosinone, 16-02-2013

Una forte scossa di terremoto è stata registrata dagli strumenti dell’Ingv in provincia di Frosinone alle 22.16. Dai primi dati, non ancora definitivi, la magnitudo dovrebbe essere attorno al 5 della scala Richter.

La scossa, chiaramente avvertita anche a Roma, è stata registrata a 10,7 chilometri di profondità.

La scossa di terremoto di questa sera nel frusinate e’ stata avvertita chiaramente dalla popolazione anche in Abruzzo. Notizie arrivano da Sulmona, Avezzano e Popoli.

Non ci sono al momento segnalazioni di danni dopo la scossa di terremoto che ha interessato la provincia di Frosinone. Ai centralini dei Vigili del fuoco e della Protezione civile sono arrivate diverse chiamate di cittadini che chiedevano informazioni, ma al momento non vengono segnalati danni.

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fonte rainews24.it

CRISI: ECCO COME SIAMO MESSI… – Parma, 800 persone in coda per 20 posti da McDonald’s / McDonald’s, la pubblicità dice il vero? Il racconto di un lavoratore sassarese

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Parma, 800 persone in coda per 20 posti da McDonald’s

Accorrono in tantissimi e di ogni età per l’impiego a tempo determinato (500 euro lordi per 18-20 ore settimanali) nel nuovo punto vendita che aprirà sulla via Emilia. Ma la Cgil polemizza: “Il problema è come si lavora lì dentro”. L’azienda: “Siamo a norma di legge e per gli studenti-lavoratori è un’opportunità”

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di | Parma | 16 febbraio 2013

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Venti posti di lavoro in palio e 800 persone in lizza per accaparrarsene uno. Giovani freschi di diploma, laureati, disoccupati di ogni età a Parma hanno risposto alla chiamata di McDonald’s Italia, che venerdì proprio dalla città ducale ha cominciato il McItalia Job Tour, l’evento itinerante di selezione del personale che sarà assunto in strutture prossime all’apertura.

A Parma a fine marzo la catena americana inaugurerà un nuovo ristorante sulla via Emilia, il terzo nel territorio: venti posti di lavoro vacanti in una città ricca nel cuore della Food Valley, che però non è stata risparmiata dalla crisi economica che sta facendo piazza pulita di aziende e di possibilità di impieghi stabili. All’annuncio di venti assunzioni in arrivo, la casella mail di McDonald’s è stata inondata di 800 domande con allegati curriculum e lettere di presentazione per rispondere al profilo ricercato di “persone dinamiche, volenterose di imparare e predisposte al lavoro in team e al contatto con la gente”.

Disparate le esperienze di chi ripone tutte le proprie speranze nel passare almeno la prima selezione: lauree di ogni livello e facoltà, impieghi passati che vanno dalla ristorazione al baby sitting. Tutti in gara per un part time a tempo indeterminato o un apprendistato per gli under 29. Un lavoro di circa 18-20 ore settimanali a friggere patatine e ad assemblare e farcire panini, ad accogliere i clienti con un sorriso, prendere le ordinazioni e animare eventi. Il tutto per portarsi a casa uno stipendio base di 500 euro lordi, a cui si aggiungono ferie, malattia, straordinari e festivi. E per molti già questo è un miraggio: in fila in attesa del test c’è chi il lavoro lo sta cercando senza risultati da mesi, c’è chi lo ha perso dopo anni e chi non riesce ad arrivare a fine mese.

Per tutti il primo scoglio da superare è un quiz psicoattitudinale: sessanta domande in 40 minuti tra logica,  grammatica e cultura generale. Solo chi passerà la prova scritta potrà accedere alla seconda selezione, con colloquio orale, che si terrà il 22 e il 23 febbraio, per avere una possibilità di entrare a far parte della “crew, la famiglia McDonald’s”. Tra i fortunati, fa sapere il servizio recruitment, saranno scelte le venti persone che “meglio incarnano lo spirito e la filosofia della catena”.

La scelta di cominciare le selezioni da Parma, sede dell’Autorità Europea per la sicurezza alimentare, non è stata casuale ed è legata proprio alla questione della qualità. “Oltre a creare valore aggiunto per la comunità, creando nuovi posti di lavoro – dichiara Stefano Dedola, direttore Risorse Umane McDonald’s Italia – McDonald’s segue da sempre un rigido e scrupoloso protocollo per garantire la sicurezza alimentare a tutti i suoi clienti”.

La campagna di assunzioni della catena che promette di portare in Italia 3mila nuovi posti di lavoro nei prossimi tre anni era stata oggetto di un duro botta e risposta tra l’azienda e sindacati. “Il problema è come si lavora da McDonald’s” aveva puntato il dito Filcams Cgil, riferendosi ai contratti a tempo parziale di poche ore settimanali e ai turni di servizio obbligatorio in orario notturno o festivo per l’80 per cento dei lavoratori. “Critiche fuori luogo – aveva risposto la catena – McDonald’s sta assumendo, non sta licenziando. Da noi molti contratti sono part-time, una modalità molto utilizzata nel settore ristorazione, assolutamente a norma di legge, e che per alcuni può essere un’opportunità, come ad esempio per gli studenti-lavoratori, che rappresentano il 30 per cento della nostra forza lavoro”. I numeri di Parma dimostrano che per molti quella di McDonald’s è un’offerta da non lasciarsi scappare.

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fonte ilfattoquotidiano.it

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Una immagine tratta dallo spot (foto: http://www.youtube.com/watch?v=T_6b6U4OOvQ)

McDonald’s, la pubblicità dice il vero?
Il racconto di un lavoratore sassarese

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di Michele Spanu
09/01/2013
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SASSARI. Nello spot trasmesso in questi giorni si dice che da McDonald’s “pagano puntualmente tutti i mesi”, che “si può diventare direttore di ristorante già a 27 anni” e che “il 90% dei dipendenti è a tempo indeterminato”. Un tentativo, neanche molto velato, di rinnovare l’immagine della multinazionale americana facendo capire che si tratta di un’azienda che ha a cuore le sorti del nostro Paese. In alcune campagne pubblicitarie apparse nei giornali si cita addirittura l’articolo 1 della Costituzione. “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. 3000 nuovi posti li mettiamo noi”. Ma è davvero così? La risposta non può che arrivare dalla voce stessa dei lavoratori. Un giovane dipendente del McDonald’s, che preferisce rimanere anonimo, ha scelto di raccontarci come stanno le cose. “Dova lavoro siamo in 35 dipendenti – dice – . Circa la metà lavora con un contratto a tempo determinato, e poi ci sono gli apprendisti che hanno firmato un contratto dalla durata di 3 anni. Al termine c’è la tanto famosa scadenza, con la possibilità che il contratto venga trasformato o a tempo determinato o a tempo indeterminato ma anche con il rischio che il contratto non venga rinnovato. In passato è avvenuto e al loro posto sono stati assunti nuovi apprendisti. Non credo proprio che a 27 anni ci sia la possibilità di diventare responsabile – dice ancora -. Almeno non qui, dove l’età media dei tre manager si aggira sui 40 anni”. Dal lavoratore intervistato riceviamo anche importanti informazioni sull’organizzazione del lavoro. “Io guadagno 620 euro netti al mese e lavoro 6 giorni alla settimana. A volte anche di domenica. I turni sono di 4 ore e vengono organizzati di settimana in settimana con scarso preavviso. Vengo pagato puntualmente ogni mese, e almeno su questo punto posso dire con certezza che la pubblicità dice il vero”.

Lo spot televisivo diretto dal regista Gabriele Salvatores ha scatenato in questi giorni dure proteste da parte della Cgil, che ha accusato la multinazionale del fast food di retorica, sensazionalismo e strumentalizzazione. Tanto più che, dice il sindacato guidato da Susanna Camusso, non contano solo i numeri ma anche la qualità del lavoro. E su questo punto la Cgil ricorda che tra i lavoratori di McDonald’s c’è un alto tasso di precarietà. “L’80% dei lavoratori, non certo per scelta, ha un contratto a tempo parziale di poche ore settimanali, con il sistematico obbligo di prestare servizio in orario notturno, domenicale e festivo”. McDonald’s ha risposto prontamente alle parole dei sindacalisti. “Consideriamo fuori luogo queste critiche, che arrivano proprio nel momento in cui annunciamo nuove assunzioni – ha replicato l’azienda -. In questi primi giorni del 2013 abbiamo assunto 200 persone. A tempo indeterminato. Certo, molti contratti sono part-time, modalità assolutamente a norma di legge e che per alcuni può essere un’opportunità, come per gli studenti-lavoratori”.

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fonte sassarinotizie.com

Le mani di Bertone sullo Ior: sostituito il cardinale della trasparenza finanziaria

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Ior, papa nomina commissione vigilanza: fuori Nicora, dentro uomo di Bertone

Tutti confermati nell’organismo cardinalizio di controllo tranne il presidente dell’Autorità di Informazione Finanziaria della Santa Sede (Aif). Un anno fa Il Fatto aveva pubblicato una sua lettera in cui veniva raccontata la vera politica del Vaticano sull’antiriciclaggio: un modus operandi che somiglia a quello di un paradiso fiscale

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di | 16 febbraio 2013

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Nella partita che si gioca sullo Ior, Tarcisio Bertone va di nuovo in goal. Nella Commissione Cardinalizia di Vigilanza dell’Istituto per le Opere di Religione, esce di scena il cardinale Attilio Nicora, presidente dell’Autorità di Informazione Finanziaria della Santa Sede (Aif), nemico del Segretario di Stato di Benedetto XVI. Al suo posto Domenico Calcagno, presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), uomo fidatissimo di Bertone. Dopo la nomina, ieri, del nuovo presidente della banca vaticana, Ernst von Freyberg, oggi arriva il nuovo colpo di scena con la regia del Segretario di Stato.

Benedetto XVI, infatti, ha rinnovato per un quinquennio la Commissione Cardinalizia di Vigilanza dello Ior confermando Bertone nel ruolo di presidente e i cardinali Jean-Louis Tauran (presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso), Odilo Pedro Scherer (Arcivescovo di San Paolo) e Telesphore Placidus Toppo (Arcivescovo di Ranchi). L’unico a essere sostituito è il cardinale Nicora e per di più da un uomo fidatissimo di Bertone. La porpora di Calcagno, infatti, è tutto merito del Segretario di Stato di Ratzinger. Sacerdote genovese, nel 2002 Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Savona-Noli e da qui inizia una carriera strepitosa e rapidissima. Nel 2007 Benedetto XVI lo chiama a Roma come segretario dell’Apsa e subentra a Nicora quattro anni dopo. Nel febbraio 2012, grazie alla fondamentale insistenza di Bertone, il suo nome viene inserito tra i nuovi cardinali del penultimo concistoro di Ratzinger.

Oggi togliendo Nicora dallo banca vaticana il Segretario di Stato ha scisso ogni legame tra lo Ior e l’Aif. Esattamente un anno fa Il Fatto Quotidiano era entrato in possesso di due documenti riservati redatti dal cardinale Nicora e dal professor Giuseppe Dalla Torre, presidente del Tribunale della Città del Vaticano, che raccontavano qual è la vera politica della Santa Sede sull’antiriciclaggio. Una politica che nei fatti somiglia a quella di uno dei tanti paradisi fiscali del mondo, come emergeva dai quei documenti. Quello che sconcerta maggiormente è che la resa dei conti finale avvenga nell’imminente inizio della sede vacante e a carte ormai scoperte.

Benedettto XVI nomina per cinque anni, ovvero fino al 2018, Bertone alla presidenza della Commissione Cardinalizia di Vigilanza dello Ior nonostante il porporato si appresti a compiere, il prossimo 2 dicembre, 79 anni. Il Codice di Diritto Canonico prevede al compimento dell’ottantesimo anno di vita che tutti i porporati perdano, non solo il diritto di voto in conclave, ma anche ogni loro carica nella Curia romana. Ciò vuol dire che alla fine del 2014 soltanto il nuovo Papa potrà decidere se lasciare che Bertone decada dalla presidenza della Commissione Cardinalizia di Vigilanza dello Ior oppure no. Uno scenario diverso, però, almeno al momento, è assolutamente inimmaginabile. Tra l’altro, il cardinale Nicora, sostituto oggi nella commissione, compirà il prossimo 16 marzo settantasei anni e quindi, se fosse stato riconfermato dal Papa, sarebbe rimasto nell’organismo molto probabilmente più a lungo del porporato salesiano. Prima che ciò fosse irrimediabile, Bertone ha fatto intervenire Benedetto XVI inserendo nell’organismo un suo uomo che continuerà a far sentire la sua voce anche quando, per i limiti d’età, non ne sarà più il presidente.

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fonte ilfattoquotidiano.it

Sisma L’Aquila: 4 condanne per il crollo della Casa dello Studente

Casa dello studenteLa Casa dello studente

Sisma L’Aquila

4 condanne per il crollo della Casa dello Studente

Alla lettura del dispositivo commozione ma anche rabbia per una sentenza non ritenuta ‘equa’: “Gli studenti dovevano essere fatti uscire”, ripetono parenti e amici che si aspettavano dieci condanne

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Roma, 16-02-2013

La casa dello studente è crollata non solo per la furia del terremoto, ma soprattutto per la carente progettazione e modalità di realizzazione di una struttura costruita nel ’65 e inoltre “per i carichi verticali aumentati nel corso della ristrutturazione del 2000, peraltro non collaudata dal tecnico dell’azienda per il diritto allo studio dell’Aquila Pietro Sebastiani, intervento che ha compreso anche il montaggio della parete Rei, una struttura anti-incendi, per la quale “le conseguenze del crollo sono state rese ancora piu’ gravi”.

Sono questi gli aspetti salienti alla base delle quattro condanne emesse dal giudice del tribunale dell’Aquila, Giuseppe Grieco, al termine del processo di primo grado per il crollo della casa dello studente che si è concluso oggi all’Aquila. In sostanza, il giudice dopo tre ore di camera di consiglio, ha confermato il quadro accusatorio e le richieste del Pm Fabio Picuti, che al termine non ha voluto rilasciare commenti limitandosi ad un “sono soddisfatto”. Non ha voluto commentare la sentenza il giudice Grieco. I difensori dei condannati hanno annunciato ricorso in appello che potra’ essere presentato dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza prevista tra 90 giori.

Le condanne
Tre condanne a quattro anni e una a due anni e sei mesi nel processo di I grado per il crollo della Casa dello studente dell’Aquila, avvenuto la notte del 9 aprile 2009in occasione del tragico terremoto che uccise 309 persone. I quattro condannati per il crollo del 2009 della casa dello studente dell’Aquila, Bernardino Pace, Pietro Cen tofanti e Tancredi Rossicone Pietro Sebastiani, sono stati anche interdetti dai pubblici uffici per 5 anni.

In particolare, accogliendo le richieste del pm Fabio Picuti, il Gup del Tribunale dell’Aquila ha condannato a quattro anni Bernardino Pace, Pietro Centofanti e Tancredi Rossicone, tecnici autori dei lavori di restauro del 2000, che, secondo l’accusa, avrebbero ulteriormente indebolito il palazzo, che già presentava vizi costruttivi all’epoca della sua edificazione negli anni ’60. Il gup ha anche deciso quattro assoluzioni perché il fatto non sussiste e due per non luogo a procedere.

Secondo la sentenza di primo grado pronunciata all’Aquila ai parenti delle vittime andrà un risarcimento danni in via provvisionale per circa due milioni di euro. In Aula molti i parenti delle vittime. Alla lettura del dispositivo commozione ma anche rabbia per una sentenza non ritenuta ‘equa’: “Gli studenti dovevano essere fatti uscire”, ripetono parenti e amici che si aspettavano dieci condanne.

Il sindaco Cialente: costruire male conduce a stragi
“E’ stato un processo lungo, attento. Chiaramente chi ha sbagliato a fare i lavori, anche perché il progetto era sbagliato, è giusto che ne risponda alla legge, è giusto che la giustizia faccia il suo corso. L’unica cosa che spero è che questa sentenza possa in parte, e ripeto in parte, se mai possibile, restituire un minimo di serenità alle famiglie dei ragazzi”. Così il sindaco dell’ Aquila, Massimo Cialente, commenta la sentenza di primo grado del processo per il crollo della Casa dello Studente (otto vittime) nel sisma dell’aprile 2009, all’Aquila “Questa sentenza, come probabilmente le altre che seguiranno per altri crolli ingiustificabili, credo abbia un valore più ampio di questa vicenda – ha proseguito -: soprattutto credo possa richiamare la massima attenzione sul fatto che gli interventi sbagliati di costruzione o ristrutturazioni, come in questo caso, portano stragi, come successo all’Aquila, in occasione del sisma, in tanti edifici in cemento armato e come successo per altri crolli in Italia”.

Infine, un pensiero del sindaco (primo cittadino dell’Aquila anche all’epoca del terremoto) per Luca D’Innocenzo, uno dei quattro imputati assolti “perché il fatto non sussiste”. “Sono contento dell’assoluzione di D’Innocenzo della cui estraneità non ho mai dubitato e che in seguito al rinvio a giudizio si dimise da assessore della mia giunta dove stava svolgendo un ottimo lavoro con la delega all’assistenza alla popolazione”.

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fonte rainews24.it

STUDIO DEL PENTAGONO – Il meteorite caduto in Siberia ha liberato un’energia 20 volte più potente di Hiroshima

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LO STUDIO DEL PENTAGONO

Il meteorite caduto in Siberia ha liberato un’energia 20 volte più potente di Hiroshima

Il peso del corpo celeste è stato stimato in settemila tonnellate

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di Giovanni Caprara

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L'asteroide solca il cieloL’asteroide solca il cielo
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MILANO- Ha un identikit anche nella potenza sprigionata il piccolo asteroide caduto a Chelyambisk, nella regione degli Urali (Russia), seminando danni, paura e ferendo 1200 persone.

SETTEMILA TONNELLATE – Lo ha raccolto il Pentagono con la sua rete internazionale a infrasuoni sempre allerta per registrare eventuali test nucleari effettuati di nascosto da qualche nazione. E i dati raccolti li ha passati alla Nasa che poi li ha comunicati in una conferenza stampa. L’asteroide giunto all’improvviso senza che qualche telescopio lo scoprisse, aveva una dimensione di 15 metri e pesava 7.000 tonnellate. Quando è arrivato si è tuffato nell’atmosfera terrestre con un angolo di meno di venti gradi, quasi piatto, alla velocità di 64.800 chilometri orari (18 chilometri al secondo).

POTENZA DI 300 KILOTON -A quel punto ha viaggiato per 30 secondi, poi è stato rallentato dall’attrito che infine ne ha provocato lo sbriciolamento e lo scoppio. «La violenta esplosione che si è verificata tra i 20 e 25 chilometri di altezza ha liberato un’energia di 300 kiloton, equivalente a 300 mila tonnellate di tritolo – afferma Bill Cooke, direttore del Meteroid Environment Office al centro Marshall della Nasa -; vale a dire una potenza 20 volte superiore alla bomba atomica che ha distrutto Hiroshima». «E proprio come un’atomica ha scatenato un’orda d’urto supersonica – aggiunge – che ha investito l’area sottostante e le città causando la rottura dei vetri alle finestre, attivando gli allarmi delle automobili e provocando il collasso di pareti di edifici».

IL PRECEDENTE – A parte i danni e i feriti, finora a terra sono state identificate solo due tracce della caduta di frammenti. Una è un piccolo cratere e la seconda è un foro nel lago ghiacciato di Chebarkul. Ma le ricerche di eventuali tracce sono in corso e a tal fine sono state mobilitate 20 persone. Questo evento cosmico è il più disastroso avvenuto dopo la caduta nel 1908 di un asteroide della dimensione di circa 30-40 metri nel cielo di Tunguska, in Siberia, che ha distrutto 80 milioni di alberi su un’area di 2.150 chilometri quadrati.

16 febbraio 2013 | 19:49

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fonte corriere.it

INCHIESTA TV TEDESCA – Germania, i disperati di Amazon “vessati da vigilantes neonazisti” / VIDEO: Ausgeliefert! Leiharbeiter bei Amazon | Reportage & Dokumentation | ARD

Ausgeliefert! Leiharbeiter bei Amazon | Reportage & Dokumentation | ARD

ARDARD

Pubblicato in data 14/feb/2013

Amazon ist der mit Abstand größte Online-Händler der Welt und auch in Deutschland schon lange die Nummer eins. Fast jedes Produkt lässt sich hier günstig bestellen, geliefert wird oft über Nacht — selbst noch am Heiligen Abend. Doch wer packt die Pakete für die Bescherung? Jedes Jahr zur Hochsaison wirbt Amazon Deutschland tausende Wanderarbeiter aus dem Ausland an. Für viele Spanier ist der Ruf nach Deutschland in Zeiten der Eurokrise wie ein Lottogewinn.

Was die Arbeiter tatsächlich erwartet, ist eine böse Überraschung. Nicht Amazon legt ihnen in Deutschland einen Vertrag vor, sondern eine Leiharbeitsfirma. Deutlich weniger Lohn als bei der Anwerbung in Spanien versprochen, nach Feierabend stundenlanges Warten auf den überfüllten Bus, der sie über zig Kilometer Autobahn in ihre Unterkunft bringen soll. Sie leben zu zweit auf engstem Raum in einem zu dieser Jahreszeit verlassenen Ferienpark.

Hier führt ein Sicherheitsdienst ein Regime, das auf Einschüchterung setzt und immer wieder in die Privatsphäre der Arbeiter eindringt. Wer sich wehrt, fliegt raus. Fristlos. Die Reportage deckt auf, was sich hinter der Fassade von Amazon.de verbirgt und wer dafür zahlt, dass die schöne neue Warenwelt des Internethändlers so billig zu haben ist.

http://www.daserste.de/information/re…

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https://i0.wp.com/www.neuepresse.de/var/storage/images/np/nachrichten/medien/uebersicht/leiharbeiter-amazon-will-vorwuerfe-pruefen/33288172-2-ger-DE/Leiharbeiter-Amazon-will-Vorwuerfe-pruefen_ArtikelQuer.jpg
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Germania, i disperati di Amazon
“vessati da vigilantes neonazisti”

Fa scalpore un’inchiesta della Ard, la prima rete tv pubblica tedesca, sulle condizioni di lavoro di molti lavoratori a tempo nelle sedi locali della più grande anzienda di commercio online del mondo. Sono sorvegliati da spietati vigilantes spesso appartenenti o vicini all’ultradestra neonazista

Germania, i disperati di Amazon "vessati da vigilantes neonazisti"

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di ANDREA TARQUINI

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BERLINO  – Sono a migliaia, vengono dalla Spagna o da altri paesi dell’Europa mediterranea colpiti dalla crisi, oppure da Romania, Ungheria, altri Stati dell’Unione europea dove la povertà di massa spinge a emigrare, e il basso costo del lavoro scatena gli appetiti di produzione low cost delle multinazionali. E i big blogal players li sfruttano come bestie, come forzati, roba da ricordare gli schiavi nelle prigioni di cotone, il lavoro infantile in Pakistan o le fabbriche-lager in Cina. Amazon, il più grosso commerciante online del mondo, è sotto accusa: ha costruito un vero e proprio Arcipelago GuLag del lavoro forzato con miseri contratti a termine per gli schiavi e i forzati del turbocapitalismo globale, neoliberista e senza scrupoli. O una riedizione dell’Organizzazione Todt, quella con cui SS e Gestapo reclutavano forzati in tutta l’Europa occupata, o dell’omologa e ancor più spietata autorità del lavoro giapponese nella Cina in mano al Tenno. Il GuLag di Amazon non è però in Siberia, ma in Germania, sede ottimale per gli ottimi trasporti infrastrutture e servizi di spedizione. Gli schiavi e i forzati del 21mo secolo, spinti da miseria e fame, vengono in Germania (e forse anche altrove, ma la posizione geografica centrale della Bundesrepublik è ovviamente ideale per le spedizioni di Amazon ovunque). Sono pagati malissimo, nove euro al lordo dei contributi, e lavorano soprattutto nel turno di notte. Alloggiano in sette per camerata in vecchi alberghi sciistici decaduti o chiusi fuori stagione, sono sorvegliati da spietati vigilantes spesso appartenenti o vicini all’ultradestra neonazista.

Non sono gruppi dell’ultrasinistra, né Anonymous o i no global, ad aver denunciato lo scandalo: la scoperta dei disperati di Amazon la dobbiamo a una squadra di investigative reporters della Ard, la prima rete tv pubblica tedesca che, sorta nel dopoguerra con l’aiuto di ‘istruttori’ britannici e americani, ha l’abitudine di puntare tutto sulle inchieste scomode, da cane da guardia di democrazia e diritti umani. Almeno cinquemila persone, ha detto la Ard nel suo reportage appena andato in onda in mezza serata, prime time, sono impiegate da Amazon nei suoi centri di smistamento e spedizione, specie in Assia, lo Stato centrale dove sorge la metropoli finanziaria Francoforte. A casa erano insegnanti, o neolaureati, ma la disoccupazione di massa nell’Europa del sud e nei Balcani rende inutile ogni qualifica. Sono ingaggiati da Amazon con email vaghe che promettono una buona paga e un contratto sicuro con il gigante stesso.

I disperati di Amazon arrivano a spese proprie in Germania e sono accolti dai vigilantes e da persone di agenzie di collocamento private senza scrupoli. La tratta dei disperati avviene soprattutto prima di Natale, quando volano ovviamente le ordinazioni ad Amazon in tutto il mondo. Da Amazon i disperati apprendono che la paga è minore, l’orario di lavoro più lungo del previsto. E quasi sempre nello stressante turno di notte. Vengono alloggiati, racconta ancora la tv pubblica tedesca, in camerate dove appunto dormono in gruppo, chi su brande chi su vecchi divani sfondati. Alloggi e toilettes sporchi e pericolanti, cibo di pessima qualità, e devono anche pagarselo da soli con parte del misero guadagno. E spesso i vigilantes sadici si divertono a minacciarli e impaurirli per dissuaderli da ogni protesta.

In ogni momento i vigilantes hanno diritto di entrare per perquisirli e accusarli di furto al minimo sospetto. Vengono portati al centro smistamento, distante spesso decine e decine di chilometri dai dormitori-lager, con autobus stracolmi su cui spesso devono viaggiare anche in piedi. Se a causa del traffico o del maltempo l’autobus arriva tardi, il ritardo viene loro decurtato dalla misera paga. Alcuni di loro, riconosciuti perché si sono fatti intervistare, hanno ricevuto subito la lettera di licenziamento.

Lo scandalo ha fatto grande impressione in Germania, al punto che alcune case editrici tedesche stanno pensando di mettere in discussione i loro contratti con l’azienda di Jeff Bezos: la patria del capitalismo sociale, del welfare e della cogestione padroni/sindacati si scopre anche territorio del più bieco sfruttamento da capitalismo selvaggio, roba da terzo mondo. E’ un colpo all’immagine di Amazon, ma anche all’attendibilità dei controlli delle autorità tedesche. L’ufficio di collocamento federale ha aperto in corsa. Il sindacato del terziario, la forte centrale Ver.Di, è entrata in azione, e sta obbligando Amazon a far eleggere rappresentanze sindacali nei suoi depositi. Partecipazione prevista al voto attorno al 60 per cento, nonostante azienda e vigilantes minaccino di rappresaglie i lavoratori che andranno alle elezioni sindacali. Almeno si è cominciato a votare nel centro logistico Amazon di Graben vicino ad Augsburg (Augusta), poi in quelli di Bad Hersfeld e Lipsia. E il sindacato prepara elezioni nel centro di Rheinberg. A Werne, Pforzheim e Coblenza ancora non si è mosso niente. L’arcipelago GuLag del turbocapitalismo sfrenato globale comincia a vacillare, grazie al coraggio dei media. “I vigilantes hanno minacciato anche noi, ma abbiamo continuato, con riprese e interviste di nascosto”, narrano i colleghi del team della Ard. Quando i media pubblici sono veramente al servizio dell’informazione e non dei potenti, contro orrori, crimini e soprusi si può almeno combattere. Ma certo tra i milioni di persone che hanno ordinato da Amazon regali per Natale, chi sa quanti o quanto pochi avranno crisi di coscienza. (16 febbraio 2013)

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fonte repubblica.it

Pensioni con potere d’acquisto sempre più basso: in 15 anni la perdità è stata del 33%

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Pensioni con potere d’acquisto sempre più basso: in 15 anni la perdità è stata del 33%

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Sos pensioni: perdono sempre più potere d’acquisto. In 15 anni è diminuito del 33%, a fronte di una flessione del valore medio del 5,1 per cento. A lanciare l’allarme è Spi-Cgil, che parla di un «crollo vertiginoso» del reddito da pensione rispetto all’economia reale, con un boom di tasse e tariffe che nel 2013 incideranno sui pensionati per 2.064 euro a testa, +20% sul 2012.

Non solo: i dati sul potere d’acquisto – avverte ancora Spi- Cgil – sono destinati a peggiorare per effetto del blocco della rivalutazione annuale introdotto con la riforma Fornero che toglie in media 1.135 euro nel 2012-13 a sei milioni di pensionati. Attacca il segretario generale del sindacato Carla Cantone: in Italia «c’è una patrimoniale sui pensionati».

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fonte ilsole24ore.com