VIRGINIA (USA) – Da boia a militante anti pena di morte


Jerry Givens

Da boia a militante anti pena di morte

Jerry Given ha eseguito 62 condanne a morte, 37 con la sedia elettrica e 25 con l’iniezione letale. Poi la svolta: “Ora chiedo a Dio di perdonarmi”

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Jerry Givens è stato per 17 anni il boia del braccio della morte in Virginia. Ha eseguito 62 condanne a morte, 37 con la sedia elettrica e 25 con l’iniezione letale. Per anni, anche grazie al ricordo di un brutale omicidio di cui era stato testimone, Givens non ha mai avuto dubbi sul suo lavoro. Ma ora è diventato uno dei più appassionati oppositori della pena di morte. La sua storia, raccontata dal Washington Post, è esemplare di come l’opinione pubblica stia cambiando, in Virginia e negli Stati Uniti. Ex operaio poi diventato secondino, e infine «executioner», Givens aveva una sua routine. Rasava la testa del condannato, chiedeva ai Dio di perdonarlo per i suoi delitti, infine lo legava sulla sedia elettrica. Poi cercava di farsi un vuoto nella mente e azionava l’elettricità. «Dopo non ti senti certo felice, pensi alla famiglia del condannato e a quella delle vittime», racconta l’ex boia. Per anni Givens si era sentito nel giusto. Quando aveva 14 anni, un uomo armato aveva fatto irruzione ad una festa e aveva sparato all’impazzata, uccidendo una ragazzina che gli piaceva. Allora aveva pensato che quell’uomo meritava la morte. E questo pensiero lo aveva sostenuto anni dopo nel suo lavoro di boia.

Ma nel 1993, un uomo condannato a morte in Virginia per un delitto brutale, l’omicidio e lo stupro di una giovane madre, fu scagionato completamente dal test del Dna. E Givens cominciò ad avere i primi dubbi. Poi, nel 1999, fu condannato a quattro anni di carcere con l’accusa di aver comprato un’automobile con i proventi di una vendita di droga. Givens continua a dirsi innocente da quella accusa, ma la prigione fu per lui un punto di svolta. Lesse molto la Bibbia e approfondì la sua fede battista. Pensò alla crocifissione e si chiese se avrebbe potuto essere lui a mettere a morte Gesù. Decise che il suo ex mestiere di boia non era compatibile con la sua fede. Quando uscì dal carcere, nel 2004, era un uomo diverso. Tramite un amico comune fu contattato dall’avvocato Jonathan Sheldon, esponente dell’associazione Virginians for Alternatives to Death Penalty (Vadp). Givens cominciò a frequentare l’associazione. Oggi è uno dei suoi principali esponenti ed oratori. Nel 2010, il suo appassionato discorso nel parlamento dello stato della Virginia contribuì ad affossare una estensione della pena capitale anche ai complici di assassinio.

Un tempo pregavo Dio di perdonare i condannati, «ora l’unica cosa che posso fare è chiedere a Dio se può perdonare me», confessa Givens. Che oggi si chiede con dolore se fra quei 62 uomini di cui ha eseguito la condanna ci fosse qualche innocente. In Virginia la maggior parte dell’opinione pubblica è ancora a favore della pena capitale. Ma il vento sta cambiando anche in questo Stato, un tempo secondo solo al Texas per numero di esecuzioni. Negli anni Novanta, la media era di 13 esecuzioni l’anno. Lo scorso 16 gennaio, quando è stato giustiziato Robert Gleason, era un anno e mezzo che non avvenivano esecuzioni. Negli ultimi cinque anni, ben cinque stati dell’Unione hanno abolito la pena di morte. E in tutto il paese, le esecuzioni nel 2011 e nel 2012 sono state il 75% in meno in rispetto al 1996.

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fonte lastampa.it

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