IL TURISMO CHE NON C’E’ PIU’ – Patrimonio sprecato e dimenticato dalla campagna elettorale. Da spararsi, con tutto il ben di Dio che abbiamo

https://i2.wp.com/www.premioceleste.it/_files/opere/2012_55947_122693.jpg

Momenti di illusionismo turistico, di Lisandro Rota – fonte immagine

**

Patrimonio sprecato e dimenticato dalla campagna elettorale

Solo 5 sciatori su 100 scelgono le nostre Alpi

Il turismo cresce nel mondo, in Italia è fermo. Non ci bastano San Pietro, Assisi e Padre Pio: la Francia ci batte nei viaggi religiosi

.

di

.

Vi pare possibile che solo il 5% di chi va a sciare sulle Alpi lo faccia in Italia? O che pur ospitando noi San Pietro e una miriade di santuari la Francia ci batta perfino nei viaggi religiosi? Dovrebbe essere un incubo, per ogni uomo di governo, l’arrancare del nostro turismo. Invece il tema, nella campagna elettorale, è secondario. Marginale.

Quanto pesi il settore a livello mondiale è presto detto: nel 1980 contò 280 milioni di visitatori saliti nel 2012, con un’impennata impensabile in altri campi, a un miliardo e 35 milioni: il quadruplo. E da qui al 2022, secondo il Word Travel & Tourism Council, dovrebbe salire ancora del 4,1% l’anno fino a occupare 328 milioni di persone e sfondare un bilancio annuale di 10 mila miliardi di dollari. Per aumentare ancora fino al 2030: due miliardi di turisti. Il guaio è che quella crescita stratosferica è la media fra chi crescerà moltissimo come la Cina (+9,2% l’anno), l’India (+7,7%) o l’Indonesia (+6,9%) e chi come l’Italia resterà talmente fermo, se non c’è una svolta, che su 181 Paesi monitorati dal Wttc solo 8 cresceranno di meno. Un delitto.

Tanto più per un Paese come il nostro che nel 1970 era in vetta alla top ten mondiale (oggi è quinto), che vanta più siti Unesco di tutti (47: contro i 43 della Spagna, 42 della Cina, 37 della Germania, 36 della Francia…) e che nel Country Brand Index, la classifica sulla reputazione di 118 Paesi dell’agenzia FutureBrand (dove nel 2012 siamo scesi dal 10º al 15° posto) è primo sia per le ricchezze culturali sia per la cucina. Una posizione che sarebbe inarrivabile se, nonostante i regali del buon Dio (dalle Eolie alle Tre Cime di Lavaredo, dai faraglioni di Capri alla laguna di Caorle) non fossimo addirittura usciti dai «magnifici dieci» (prima è la Svizzera…) devastando paesaggi meravigliosi. Ora, è chiaro che un Paese come il nostro non è e non sarà mai dipendente dal turismo e dal suo indotto quanto le Maldive o Macao che devono ai visitatori rispettivamente il 100% e l’88% della propria ricchezza. Né quanto la Grecia (16,5%), il Portogallo (15,2%) o la Spagna (14,9%).

Ma è assurdo che il turismo e il suo indotto contribuiscano al Pil italiano per l’8,6% cioè meno di quanto pesi il comparto in Paesi industriali come la Francia (9,3%) o gli Usa (8,7%). Per non dire del turismo in senso stretto. Che secondo il Wttc contribuisce al Pil per il 5,2% nella media mondiale, il 5,4 in Spagna, il 3,7 in Francia e solo il 3,3 in Italia. Da spararsi, con tutto il ben di Dio che abbiamo. Vale anche per l’occupazione. Gli addetti al turismo e a tutto ciò che ruota intorno sarebbero per il Wttc il 13,6% a livello mondiale, il 18,4% in Grecia, il 17,8% in Portogallo, il 12,7% in Spagna e fin qui il distacco (il nostro è un Paese manifatturiero) lo possiamo accettare. Ma quel 9,7% onnicomprensivo che vantiamo è troppo basso anche rispetto al 10,4% della Svizzera o della Francia e al 10,2% degli States. In numeri assoluti basti dire che, lasciando perdere i confronti improponibili (24 milioni di indiani, 22 milioni di cinesi…) il turismo in senso stretto (dati 2011) occupa 868 mila italiani contro 938 mila britannici e un milione e 154 mila francesi. Vale a dire che i «cugini» occupati in alberghi, ristoranti, agenzie di viaggi e così via sono quasi 300 mila in più. Un distacco enorme, che sale con l’indotto a ben oltre il mezzo milione di posti di lavoro.

I dati che davamo all’inizio, del resto, sono indicativi. Pur essendo in territorio italiano un terzo della catena alpina (il 27% contro il 29 dell’Austria, il 21 della Francia, il 13 della Svizzera…) e pur essendo nostre le Dolomiti, l’ultimo Piano strategico preparato dall’Enit di Pierluigi Celli e da Boston Consulting Group dice che «il turismo dello sci nelle Alpi genera un mercato da circa 16 miliardi di euro, di cui l’Italia cattura solo il 5%». Un suicidio. Quanto al turismo religioso, è pazzesco ma non ci bastano Roma e padre Pio e san Francesco d’Assisi e sant’Antonio da Padova e le Madonne di Loreto e Pompei e il resto: siamo comunque secondi in Europa dopo la Francia. Che tra Parigi (Notre-Dame, Sacré Coeur de Montmartre…) e Lourdes e Mont Saint-Michel è prima nel mondo cristiano superando anche la Madonna di Guadalupe in Messico che da sola fa il triplo di San Pietro.

Vogliamo aggiungere un esempio che gela il sangue? Lo spreco folle del Sud: la Sicilia e le Baleari hanno gli stessi chilometri di costa ma la Sicilia ha la Valle dei templi, Taormina, Selinunte, Siracusa e una varietà gastronomica straordinaria. Eppure, nonostante i soldi buttati nelle spese più pazze, ha un undicesimo delle presenze turistiche e addirittura un tredicesimo dei voli low cost.

Davanti ai numeri simili, come dicevamo, chi ha governato l’Italia in questi anni e chi si propone di governarla domani non dovrebbe dormire la notte. E scervellarsi piuttosto per capire, ad esempio, come portare qui il più possibile dei turisti cinesi che stanno invadendo (80 milioni nel 2012: +15% sul 2011) il mondo. Tanto più che, dice l’Istat, il turismo in senso stretto (senza l’indotto!) ha poco meno degli occupati dell’agricoltura e della pesca, il triplo della chimica e ventitré volte, con tutto il rispetto per i problemi dell’Ilva, quelli della siderurgia.

Eppure di tutto parlano i partiti, in questa rissa elettorale, meno che del turismo. Non una parola nel programma «l’Italia giusta» del Pd, anche se nella home page c’è un rimando a vari interventi della conferenza nazionale sul turismo. Non una in quelli dell’Udc, dell’Italia dei Valori, del Movimento 5 Stelle, de La Destra di Francesco Storace racchiuso nel «Manuale della sovranità»…

Qualche cenno («Lo sviluppo equilibrato di agricoltura contadina, turismo, cultura, gastronomia, è la chiave di volta…») c’è nelle tesi di Rivoluzione civile e in quelle di Sel, ma solo per sottolineare la necessità di «opere ecocompatibili in agricoltura, nella ricezione turistica, nella ristorazione, nel turismo finalizzato alla migliore conoscenza del nostro patrimonio…». Poco più nel programma della Lega. Dove non solo è sballata l’analisi delle difficoltà del nostro turismo attribuite a una crisi di quello globale (pensa te: quasi cento milioni di turisti in più su 2011!) ma si pubblica col copia-incolla chissà quale relazione dove sono nominati venti volte i Comuni e mai l’Italia, pur sapendo anche i sassi che la sfida turistica, piaccia o no ai campanilisti, è planetaria.

Qualcosa di più, pochino pochino, c’è nell’Agenda Monti, nel programma dei Fratelli d’Italia e in quello del Pdl. Qualche ritocco all’Iva, qualche parola sui visti turistici, qualche promessa sugli stabilimenti balneari. E poi il solito vecchio slogan su «il turismo è il nostro petrolio» e altra aria fritta. E mai un accenno al web, che oggi convoglia larga parte del turismo mondiale. Quanto basta per confermar l’accusa lanciata dal ministro Piero Gnudi: non solo il turismo è sempre stato considerato «un settore di serie B» al punto che «si manda alla scuola alberghiera il figlio che non ha tanta voglia di studiare» ma nessuno capisce al contrario quanto potrebbe dare, in ricchezza e in posti di lavoro, questo nostro immenso patrimonio. Sempre che fosse «preso sul serio come accade nei Paesi moderni».

19 febbraio 2013 | 12:32

.

fonte corriere.it

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: