Bersani chiude la campagna con Moretti e lancia la sfida a Grillo

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Bersani chiude la campagna con Moretti e lancia la sfida a Grillo

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20:36 22 FEB 2013

(AGI) – Roma, 22 feb. – I cancelli di una fabbrica e l’Ambra Jovinelli, l’antica anima laburista e la nuova sfida di governo. Pier Luigi Bersani ha chiuso oggi la campagna a Roma e il cerchio di un mese e mezzo di incontri, dibattiti e interviste andando in un luogo simbolo dell’eccellenza italiana, la Thales Alenia, dopo che aveva scelto come prima tappa del suo tour il Cern di Ginevra. E tornando nel teatro romano in cui il 17 gennaio aveva dato il via alla sfida elettorale. Qui, sul palco, Bersani ha trovato il fustigatore della sinistra Nanni Moretti pronto a sostenerlo. “Sono qui perche’ nonostante lo slogan elettorale ‘smacchiamo il giaguaro’ votero’ partito emocratico”, ha scherzato il regista.

 “Spero che lunedi’ festeggeremo la liberazione di 60 milioni di persone ostaggio dell’interesse di uno che ha cominciato a fare politica per difendere i suoi interessi”. Ma non e’ a Silvio Berlusconi, o almeno non a lui prima di tutti, che il segretario Pd ha indirizzato le ultime stoccate. E’ Beppe Grillo oggi a dominare la scena e verso e’ lui e’ partita la sfida. Agli elettori del Movimento 5 Stelle il segretario del Pd guarda con attenzione da tempo, cosi’ come “non snobba” chi in buona fede ha votato Pdl. “A chi ingrossa le fila di questo messaggio di Grillo, da diverse direzioni, dico che io capisco benissimo chi e’ arrabbiato e siamo arrabbiati anche noi. Non e’ questo il punto. Il punto e’ ma dove vogliamo portarlo questo disagio e questa protesta?”, ha chiesto piu’ volte e con insistenza. Se si va “nella direzione di uno che dice fuori dall’euro, non paghiamo i debiti andiamo in Grecia e oltre non tra sei mesi ma gia’ adesso, domani mattina”, ha avvertito. Ma piu’ ancora sui contenuti e’ sui modi di Grillo e il suo comandare “dal tabernacolo” che Bersani ha messo in guardia.

“C’e’ morta della gente per avere la democrazia, non si puo’ accettare l’uomo solo al comando”, ha chiarito. E poi “a differenza di Grillo che urla, non scappo davanti a una domanda. Lasciamo stare perbacco: son figlio di un meccanico non sono un miliardario”. Miliardario invece e’ Berlusconi e da lui, per Bersani, e’ partito il virus che ha contagiato anche Grillo. Mentre cadeva il Muro di Berlino e l’Europa festeggiava “siamo stati gli unici che invece di vedere rinverdita la politica l’abbiamo vista umiliata e massacrata, li’ si e’ insinuato un virus”, ha ricordato, che ha portato alla “personalizzazione della politica”. Ora tocca al Pd “costruire l’alternativa a questi 20 anni”. E non sara’ facile. “Non e’ che il giorno dopo non e’ scomparso il contagio e gli effetti di Berlusconi e della Lega. Smacchiare e’ un’operazione lunga, non si smacchia in un giorno solo…”, ha scherzato tornando sulla metafora del giaguaro, stapigliata per di piu’ su una spilletta che il leader del Pd ha indossato durante il comizio.

  Nonostante tutto, nonostante una destra “che non va sottovalutata” e una protesta che va compresa, Bersani e’ certo della vittoria. E non solo della sua. E’ fiducioso, lo ha detto, di una riscossa morale del Paese. “Le energie civiche e morali ci sono”, ha assicurato dopo avere ascoltato i lavoratori dell’Alenia, “il berlusconismo le ha stremate, ha puntato sul peggio ma c’e’ anche il meglio e noi punteremo sul meglio”. (AGI) .

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fonte agi.it

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