ROMA – Grillo si commuove: ‘Un sogno, è fase nuova’ / VIDEO: Grillo Tsunami Tour Roma P.zza San Giovanni

Grillo Tsunami Tour Roma P.zza San Giovanni

Grillo si commuove: ‘Un sogno, è fase nuova’

Il comico chiude lo ‘Tsunami tour’, in una piazza San Giovanni gremita: ‘Siamo 800 mila. I miracoli succedono, siamo prima forza del Paese. Io miliardario, Bersani parassita’

22 febbraio, 22:15

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“E’ tutta la notte che mi esercito per non commuovermi”. Così Beppe Grillo esordisce sul palco a piazza S.Giovanni, tra le urla e i cori della piazza. “Mi aspettavo qualcosa di più…” ironizza il leader di M5S guardando la piazza gremita: “Questo è un sogno”. “Siamo la terza, seconda, prima forza politica del Paese”, proclama.

“E’ iniziata una fase nuova, stiamo in una fase nuova”. Così Grillo esordisce. “Io ho dato fuoco a una miccia, non sono l’artefice”. “E’ finita!”, urla dal palco e la piazza di San Giovanni esulta. “E’ finita – ripete – è finita in una tristezza incredibile. Questi sono tutti dei falliti ma da domani inizia qualcosa di nuovo”. “E’ tutto finito. Sono nel caos. Il presidente della Repubblica se ne va quattro giorni dalla Merkel, il papa è prigioniero dei cardinali a Castel Gandolfo”.

“Gargamella dice che è figlio di un meccanico e che io sono miliardario ma io ho lavorato una vita per guadagnare questi soldi, non sono un parassita come lui”, dichiara Grillo. “I grandi sindacati, i sindacalisti sono responsabili di questo dissesto” del paese proprio “come i partiti”, dice. “Sono indietro di venti anni. In Germania gli operai fanno parte della proprietà aziendale”.

“I miracoli succedono”, urla il comico. Il leader del M5s ricorda i successi inaspettati delle amministrative di Parma e della Regione Siciliana. “Io ho attraversato lo Stretto di Messina e scommettevano sul mio infarto – aggiunge sorridendo – ma quando sono arrivato dall’altra parte ho fatto venti minuti prima del traghetto”.

“Io ho dato interviste a tutte le tv del mondo, da ogni parte sono venuti per vedere questo fenomeno nascente, tutti se ne sono accorti tranne le nostre tv, quelle che inquadrano la nostra piazza quando ormai le nostre manifestazioni sono finite”, sottolinea.

“Tagliamo un miliardo alle nostre missioni del cazzo in Afghanistan. C’é un articolo 11 della Costituzione da rispettare”, dice Grillo. E ancora: “Nei call center ci vadano i figli della Fornero. In Germania giornali e televisioni discutono su 30 ore di lavoro alla settimana”.

Il leader del M5S chiude il comizio di piazza San Giovani a Roma invitando la folla a ‘salutare’ con un “boom” il presidente Napolitano che andrà dalla Merkel. “Al mio tre facciamo tutti boom”, dice ottenendo la risposta della folla in piazza. Grillo ha così voluto rispondere al Capo dello Stato che giorni fa interpellato sul possibile boom del Movimento 5 stelle rispose che l’unico boom che conosceva era quello degli anni ’60.

Sul camper di Beppe Grillo, che arriva fin dietro il palco di piazza San Giovanni, si vede anche Gianroberto Casaleggio. L’arrivo di Grillo viene salutato dal palco come “il ministro dei sogni”. Una piazza San Giovanni piena ha accolto Beppe Grillo per la conclusione dello Tsunami Tour. La folla si estende dai piedi del palco fino alla statua di San Francesco sulla spianata dinanzi alla chiesa di San Giovanni in Laterano mentre gente continua ad affluire anche dalle strade adiacenti.

NO STAMPA ITALIANA, BUFERA SU GRILLO di Teodoro Fulgione – No alla stampa italiana sul palco. Ed é bufera su Beppe Grillo e sul Movimento 5 Stelle per il divieto di ingresso nel cuore dello Tsunami Tour. Un divieto che, a piazza San Giovanni, esclude, inspiegabilmente, solo i cronisti della stampa nazionale e si accompagna all’apertura del retropalco ai cronisti stranieri e a Sky che gestisce il video. In una situazione di emergenza la tv satellitare decide di concedere gratis il suo segnale. La ‘soluzione’ dell’organizzazione grillina indigna i cronisti presenti e lo staff organizzativo non sa spiegare (“decidono a Milano”, è la laconica risposta) anche se è evidente la volontà di non voler la presenza dei media italiani. Ufficialmente viene sottolineato che “può entrare solo chi ha ricevuto risposta positiva alla domanda di accredito online”, ma nella realtà il pass viene consegnato ai cronisti stranieri. Sale la tensione, i giornalisti italiani protestano, interviene anche la polizia, un giornalista viene portato via ed identificato. Ma una volta capito il problema le forze dell’ordine lavorano per calmare gli animi e trovare una soluzione. Infine, dopo quasi tre ore di trattativa, il dietrofront forzato dell’organizzazione e anche gli italiani possono avvicinarsi un po’di più al leader, ma sempre tenuti a debita distanza. Lo stop ai cronisti del Bel Paese aveva sorpreso anche i colleghi stranieri (“da noi non capita”, è il commento di chi riesce ad entrare) e aveva destato quanto meno sorpresa da parte dei giornalisti delle testate italiane che, giunti con diverse ore di anticipo, si erano visti bloccare all’ingresso. Dure le proteste dell’Ordine dei giornalisti ma anche dellàassociazione della Stampa estera e dell’associazione della stampa parlamentare.

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fonte ansa.it

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