Elezioni 2013, cronaca ora per ora. Grillo: “Ostacoleremo governissimo”

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Elezioni 2013, cronaca ora per ora. Grillo: “Ostacoleremo governissimo”

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E a poche ore dall’ufficializzazione dei risultati elettorali che hanno sancito l’ingovernabilità del Parlamento, iniziano a prendere forma le ipotesi di larghe intese tra Pd e Pdl. Stallo al Senato: tre seggi in più al centrosinistra, che però resta lontano dalla soglia necessaria. Il Cavaliere: “Presto per decidere”. Boccia: “Accordi su alcuni temi”. Beppe Grillo: “Siamo la prima forza del Paese”. Bersani in conferenza stampa alle 17

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di | 26 febbraio 2013

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Un Paese ingovernabile, diviso in tre poli: centrosinistra, centrodestra e Movimento 5 Stelle. Lo spread che al lunedì chiude a 300 punti per poi schizzare subito a 347 la mattina del martedì a urne chiuse e prima ancora che aprano le borse europee. Tutti gli scenari politici sono aperti anche la possibilità di un immediato ritorno al voto. Su tutto, l’incognita dei mercati internazionali che premono su un Paese destinato all’instabilità. Una instabilità fotografata dai risultati definitivi del voto del 24 e 25 febbraio. La coalizione guidata da Pier Luigi Bersani (Pd) totalizza al Senato il 31,63% (113 seggi che diventano 120 con Trentino e Valle d’Aosta) mentre alla Camera il 29,54% ossia 10.047.507 voti (340 seggi). Il centrosinistra quindi conquista la maggioranza relativa al Senato per il rotto della cuffia e la maggioranza assoluta alla Camera. Staccata di 3 seggi la coalizione guidata da Silvio Berlusconi con il 30,72% (117 seggi) che alla Camera totalizza il 29,18% ossia 9.923.100 voti (124 seggi). Ma il vero vincitore della tornata elettorale è senza dubbio il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo che fa il pieno ed è il primo partito alla Camera con il 25,55% dei voti pari a 8.688.545 voti (108 seggi), mentre il terzo al Senato il 23,79% pari a 7.285.648 voti (54 seggi). La coalizione di Mario Monti conquista alla Camera 45 seggi cioè il 10,56% pari a 3.591.560 voti. Fuori dal Parlamento Fli, La Destra, radicali, Samorì, Rivoluzione civile, Fare per fermare il declino. Dentro due piccoli partiti che ottengono un senatore ciascuno: la lista Crocetta in Sicilia e il Grande Sud in Calabria. (Qui i risultati definitivi alla Camera/qui al Senato).

Ipotesi di larghe intese tra Pd e Pdl – E a poche ore dall’ufficializzazione dei risultati elettorali che hanno sancito l’ingovernabilità del Parlamento, iniziano a prendere forma le ipotesi di larghe intese tra Pd e Pdl. Il primo a uscire allo scoperto è Silvio Berlusconi, in un intervento a La Telefonata di Maurizio Belpietro: ”E’ presto per decidere che cosa fare, bisogna riflettere per il bene dell’Italia. Il Paese non può non essere governato, bisogna vedere su quali programmi possano confluire le forze politiche”. A stretto giro la risposta di Francesco Boccia del Pd: “Un accordo con Berlusconi? Penso che un accordo trasparente dovrà essere fatto in Parlamento su alcuni temi”. Smentisce la vice presidente del partito Marina Sereni: “Non faremo governi con chi è responsabile del disastro in cui ci troviamo”. Nella notte, prima ancora che i risultati fossero ufficializzati, Pier Luigi Bersani si era espresso con un tweet: “E’ evidente a tutti che si apre una situazione delicatissima per il Paese. Gestiremo le responsabilità che queste elezioni ci hanno dato nell’interesse del Paese”. Anche da parte del segretario democratico, che oggi farà una conferenza stampa alle 17, non ci sono riferimenti precisi, ma non c’è nemmeno una preclusione al “governissimo”. Ipotesi che certamente non piacerà a Nichi Vendola: nella notte il segretario di Sel ha spiegato che “tocca a noi la proposta di governo”. Beppe Grillo alle 2 di notte è lapidario: “Ostacoleremo ogni ipotesi di governissimo Pd-Pdl”.

Il confronto con il 2008 – La Lega ha dimezzato i voti e il Pdl di Silvio Berlusconi ha perso il 15,84% dei consensi in cinque anni. Eppure è proprio la coalizione di centrodestra, nonostante i 6 milioni e 300mila voti persi, a uscire “a testa alta” dalle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013. Il parallelo con le elezioni 2008 spiega perché. Alle Politiche 2013, a implodere è stato l’intero sistema dei partiti (a vantaggio del M5S, che ha preso oltre 8 milioni e mezzo di voti). Basta citare il dato del Pd: sconfitto nel 2008 con il 33,2% raccolto da Veltroni e vincente – per un soffio – nel 2013 con il 25,41%. Una perdita netta, per il partito, di quasi 3 milioni e mezzo di voti, per un a forza politica che per quattro anni è stata all’opposizione e poi ha sostenuto il governo tecnico.

LA CRONACA ORA PER ORA

13.31 – De Magistris: “Napolitano dia a M5S incarico di formare il governo” – ”Credo che ora il Presidente Napolitano debba conferire al Movimento 5 Stelle l’incarico di formare il futuro governo”. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, commentando con i giornalisti il risultato elettorale. “C’è un cambiamento epocale nel Paese del quale dobbiamo cogliere i lati positivi. Si è aperta una fase epocale ma anche molto difficile”, ha proseguito il sindaco di Napoli.

13.18 – Finocchiaro (Pd): “No a governo larghe intese” – “Una via di uscita va trovata. Si è molto parlato di un governo di larghe intese, ma io tendo ad escludere questa ipotesi sulla base dell’esperienza che abbiamo fatto sia con l’ultimo governo Berlusconi che con il governo della ‘strana maggioranza”. Lo dice Anna Finocchiaro che propone: “La coalizione che vince alla Camera si presenta anche al Senato con un governo che potrebbe essere definito ‘di minoranza’, sulla base di un programma immediato di riforme”.

12.51 – Grillo: “Ostacoleremo governissimo Pd-Pdl” –”Faranno un governissimoPd-l- Pdl. Noi siamo l’ostacolo. Contro di noi non ce la possono più fare, che si mettano il cuore in pace. Potranno andare avanti ancora 7,8 mesi a fare un disastro, ma cercheremo di tenerlo sotto controllo”. Lo ha scritto Beppe Grillo sul suo sito alle 2:03 della scorsa notte. ”Cominceremo a fare quello che abbiamo sempre detto, le nostre stelle: l’acqua pubblica, la scuola pubblica, la sanità pubblica – ha proseguito il leader di M5S -. Se ci seguono ci seguono. Se no la battaglia sarà molto dura per loro”. “La cosa che mi dà malessere sono questi milioni di persone che galleggiano nella crisi, che sono stati solo sfiorati dalla crisi, che sono riusciti a vivacchiare a discapito degli altri milioni che non ce la fanno più – ha scritto Grillo -. Il problema dell’Italia sono queste persone. E finché non gli toccheranno gli stipendi o le pensioni, per loro va benissimo immobilizzare il Paese, ma durerà poco, molto poco questa situazione”. “Non so come si può fare – ha proseguito – riconsegnare il Paese ancora a Berlusconi, questo Mastrolindo che ha contribuito ad affossare il Paese, per 6 mesi, un anno. E’ veramente un crimine contro la galassia, contro l’intera galassia”. “Noi intanto ci perfezioniamo, entriamo dentro e non pensino di fare inciucetti, inciucini – ha scritto il leader del Movimento 5 stelle -. Saremo una forza straordinaria e faremo tutto quello che abbiamo detto in campagna elettorale. Reddito di cittadinanza, cominciamo a stare appresso agli ultimi: nessuno deve rimanere indietro”. Per Grillo “bisognerà mettere il voto a 16 anni, entrare in Senato a 18, come nei Paesi normali”. “Saremo 150 dentro e qualche milione fuori. E’ stata eccezionale questa cosa – si legge sul post notturno -. Prima forza in assoluta in tre anni e qualche mese, senza soldi, senza aver mai accettato un rimborso. Adesso ci toccherebbero 100 milioni. Non prenderemo soldi, continueremo così”. “Aspettateci in Parlamento, sarà un grandissimo piacere potervi osservare – ha concluso Grillo -. Mi sono chiesto dove ci collocheranno nell’ambito del Parlamento, spero dietro ognuno di voi”.

Ore 12.30 – Sereni (Pd): “Nessun governo per Berlusconi” – Davanti alla paralisi che si è creata al Senato, il Pd cerca di capire come muoversi. E al momento, a quanto si apprende, la risposta dei democrats all’apertura di Silvio Berlusconi sembra essere no. “Non faremo governi con chi è responsabile del disastro in cui ci troviamo”, sostiene il vice presidente del partito Marina Sereni. Tutti nel Pd aspettano di capire la proposta che oggi pomeriggio Pierluigi Bersani farà e, continua Sereni “sarà una proposta di cambiamento in Parlamento rivolta a M5s.  Il segretario del Pd, che sta aspettando i risultati delle regionali prima di parlare e fare un bilancio, dovrebbe rivolgersi al Parlamento indicando alcune riforme necessarie e su questa proposta, che tenga conto dell’esito delle elezioni con il boom di Grillo, testare le forze presenti nelle Camere. Difficile sembra quindi che Bersani possa provare a fare un governo con il Pdl, viste le differenze sostanziali dei programmi.

Ore 12.29 – Emiliano (Pd): “Occorre far scegliere il premier a Grillo” –  ”Il Pd-Sel è la prima coalizione d’Italia, ma non c’è maggioranza al Senato senza M5S. Occorre far scegliere premier a Grillo”. Lo scrive su Twitter il presidente del Partito democratico in Puglia, Michele Emiliano, sindaco di Bari. Emiliano scrive ancora: “Il Pd nazionale ha sbagliato molto, non c’è dubbio”.

Ore 11.43 – Barillari (M5S): “L’onda arriverà al Quirinale” – ”Noi speriamo che l’onda arrivi fino a maggio, alle elezioni del comune di Roma. Sarà una lotta con il Pd e il Pdl”. Così Davide Barillari, candidato a governatore del Lazio per il Movimento 5 Stelle, in attesa dello spoglio delle elezioni regionali. “Nei prossimi giorni partirà il sondaggio online per scegliere il candidato sindaco di 5 Stelle – ha aggiunto – avevamo deciso di aspettare l’esito delle regionali prima di iniziare”.

Ore 11.14 – Conferenza stampa alle ore 17 di Bersani – Oggi martedì 26 febbraio alle ore 17 il segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani terrà una conferenza stampa presso la Casa dell’Architettura (Acquario Romano) in Piazza Manfredo Fanti 47.

Ore 10.37 – Brunetta: “Il miracolo di Silvio” – “Silvio fa un miracolo. Ora deve farne un altro”. Lo dice Renato Brunetta su Twitter.

Ore 10.34 – Beppe Grillo su Twitter: “Siamo diventati la prima forza in assoluta in tre anni, senza soldi, senza aver mai accettato un rimborso”

Ore 10.27 –  Alle 12 Monti incontra Grilli, Moavero e Visco – Il Presidente del Consiglio Mario Monti oggi alle 12 riceverà a Palazzo Chigi per consultazioni il Ministro dell’Economia e delle Finanze Vittorio Grilli, il Ministro degli Affari europei Enzo Moavero Milanesi e il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Ne dà notizia un comunicato di Palazzo Chigi.

Ore 09.47 – Bagnasco (Cei): “I politici riflettano sul risultato delle urne” – “La situazione” determinata dal risultato elettorale “certamente si può dire e si deve dire che è un grande messaggio, un serio messaggio per il mondo della politica, su cui bisognerà che i responsabili, quindi gli interessati più diretti, riflettano seriamente. Non entro nel merito”. Così il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, a margine della messa per il precetto pasquale celebrata questa mattina presso l’Ansaldo Energia di Genova, alla presenza dell’ad, Giuseppe Zampini e di circa 200 dipendenti.

Ore 09.30 – Boccia (Pd): “Possibile accordo con Berlusconi su alcuni temi” – Un accordo con Berlusconi si potrebbe verificare? “Penso che un accordo trasparente dovrà essere fatto in Parlamento su alcuni temi”. Lo afferma Francesco Boccia del Pd, intervenuto questa mattina a Omnibus su La7. “Non ha senso oggi parlare di accordi tra persone, perché dopo questo voto nessuno può pensare di rappresentare tutti. Forse solo Grillo, e ne avrebbe ragione”.

Ore 9.32 – Dell’Utri: “Risultato bellissimo, grande godimento” – Si, lo ammetto, è un godimento personale unico! Un risultato bellissimo per me”, lo afferma a La Stampa Marcello Dell’Utri che su Silvio Berlusconi osserva: “La gente ancora lo vuole, è questo l’aspetto straordinario, il recupero è dovuto a lui, il partito è un’altra cosa”. Alla domanda su che cosa succederà adesso, Dell’Utri spiega: “A meno che Grillo non si metta con Bersani, al Senato non c’è una maggioranza. Mi augurerei che destra e sinistra si mettano finalmente insieme per il bene del Paese”. Ma Berlusconi accetterebbe di appoggiare un governo con presidente Bersani? “Io credo di si – replica l’ex senatore Pdl – Per il bene del Paese lo accetterebbe, eccome. A patto di avere la sicurezza di essere…affettuosamente ascoltato e stimato. Non è vero che vuole governare a tutti i costi. A lui, prima di tutto, interessa sistemare le cose nel Paese, portarlo fuori dalle secche”.

Ore 9.02 – Violante (Pd): “Disponibili a confronto con M5s” – “Quando non c’è una maggioranza stabile – osserva Violante – bisogna aprirsi al confronto aperto con tutti”. Anche con i grillini? “La politica è l’arte della persuasione – replica Violante, – non è stare a guardarsi in cagnesco. Poi, certo, bisogna essere in due per dialogare. Ma serve responsabilità per non sprecare tutti i sacrifici che si sono fatti”. “Il Movimento 5 Stelle – aggiunge – ha un programma per certi versi vago e impraticabile, ma si deve guardare alle persone”.

Ore 8.49 – Scajola: “Vince Berlusconi, perde il Pdl” – L’ex ministro Claudio Scajola immagina per il futuro immediato un “governo a tempo” su una piattaforma ridotta e poi, se non si riuscisse ad andare avanti, il ritorno al voto. “A spoglio dei voti reali non ultimato – afferma in una intervista al Corriere della Sera, – si comincia a capire una cosa molto chiara. Chi, a sinistra, ha cantato vittoria troppo presto ha preso una clamorosa cantonata”. “Grillo, che è stato sottovalutato, – spiega Scajola – ha espresso valutazioni condivise da gran parte dei cittadini. Il secondo grande vincitore è Silvio Berlusconi, non il Popolo della libertà, perchè qualcuno di noi pensava a una onorevole sconfitta. E, ripeto, Bersani non ha vinto queste elezioni”. “Non si può certo dire che si deve tornare al voto – sostiene inoltre l’ex ministro. – Mi pare evidente la sconfitta dei professori perchè troppo lontani dalla gente. Ma ora occorre mettere mano subito alle riforme; elettorale, della costituzione ed economiche vedere chi ci sta”.

Ore 8.50 – Berlusconi: “Bisogna vedere su quali programmi possano confluire le forze politiche” – “E’ presto per decidere che cosa fare, bisogna riflettere per il bene dell’Italia. Il Paese non può non essere governato, bisogna vedere su quali programmi possano confluire le forze politiche”, ha detto Berlusconi su Canale 5.

Ore 8.48 – Berlusconi a La Telefonata: “Lo spread è un’invenzione” – ”Abbiamo vissuto felicemente per anni senza preoccuparci dello spread, che è una invenzione di due anni fa. Lasciamolo stare. Va bene calcolare gli interessi che il Tesoro paga, ma non confrontiamoci sempre comunque con la Germania. Non ha importanza. Ne abbiamo fatto sempre a meno. Continuiamo a farlo. Non esiste”, conclude il leader del Pdl.

Ore 4.29 – Bersani vince per 124mila voti. Nel 2006 Prodi con 24mila – Nel 2006 Prodi vinse per 24mila voti. Nel 2013 Bersani ha vinto alla Camera per 124.407 voti. Il risultato definitivo vede la coalizione di centrosinistra ottenere 10.047.507 voti contro i 9.923.100 voti della coalizione di centrodestra. I dati sono definitivi. Nel 2008 il Pdl ottenne da solo 13,6 milioni di voti.

Ore 3.23 – Movimento 5 stelle è il primo partito – Il Movimento 5 Stelle, non presente alle elezioni politiche del 2008, e’ il primo partito d’Italia con il 25,5% dei voti alla Camera. Chi ha perso voti per strada? Il Pdl ha subito un’emorragia, passando dal 37,4% del 2008 al 21,5%. La Lega ha dimezzato i voti passando dall’8,3% al 4%. Il Pd perde in 5 anni l’8% passando dal 33,2% al 25,4%. Male anche l’Udc che passa dal 5,6 all’1,8%. In caduta libera anche l’Idv che nel 2008 ottenne il 4,4% dei voti. Nel 2013 Rivoluzione civile si ferma al 2,2%. Scelta civica di Monti alla sua prima corsa ottiene l’8,3%.

Ore 3.15 – Oltre un milione e 250mila di schede bianche o nulle – Come sempre il “partito” dell’astensione con oltre un milione e 250mila di schede bianche o nulle per l’elezione alla Camera. Nel dettaglio, stando ai dati forniti dal ministero dell’Interno, 395.286 le schede bianche, pari all’1,12% dei votanti, e 871.780 quelle nulle, pari al 2,47%. Le schede contestate e non assegnate sono state 1951. Per il Senato, invece, le schede bianche sono state 369.301, pari all’1,16%, e le nulle invece 762.534, pari al 2,40%. Le schede contestate e non assegnate sono state 1970.

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fonte ilfattoquotidiano.it

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