La tentazione che percorre la Germania: isolarsi dal resto dell’Europa / Bild.de: Pizza Quattro Stagnazioni

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La tentazione che percorre la Germania: isolarsi dal resto dell’Europa

Spaventa l’Italia in mano a “polit-clown”. Ma anche il rallentamento economico della Francia e i guai finanziari dell’Olanda. Per non parlare dei mali cronici di Spagna e Grecia. Così a Berlino crescono le forze che vogliono una Germania più isolata, o comunque che punti su partner commerciali e politici più affidabili

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ANDREA TARQUINI
corrispondente di Repubblica

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BERLINO L’Italia “in mano a polit-clown che possono fare a pezzi l’euro o costringere il Paese a uscirne”, come scrive stamane la Bild; la Francia in preda a una grave crisi di declino senza precedenti nella sua storia, tra declassamento della sua industria, calo delle sue eccellenze, recessione, tensioni sociali e debito pubblico in volo oltre il 90 per cento del pil. Non è finita: la Grecia che secondo la Trojka sta ricominciando a ignorare gli impegni di tagli presi con i creditori, la Spagna in preda a recessione, disoccupazione giovanile come condizione normale dei giovani e corruzione. E persino l’Olanda colpita da una seria crisi bancaria con un istituto di fatto esautorato.

Ecco come appare l’Eurozona, o almeno quasi tutta, vista da Berlino o comunque con gli occhi dell’establishment tedesco. Una prospettiva che, temono qui fonti diplomatiche, può inevitabilmente rafforzare tendenze tedesche all’isolazionismo. Non a caso Anton Boerner, leader dell’associazione degli esportatori tedeschi, in un articolo sulla Frankfurter Allgemeine chiede alla Germania e al resto della Ue di porre Roma davanti a un drastico aut aut: niente più aiuti se non realizzerà riforme tagli e consolidamento. E Boerner nel suo testo allude chiaramente anche a scenari di possibile abbandono dell’euro da parte del nostro Paese, per scelta o per forza.

E un segnale corretto ma al fondo inquietante è venuto ieri in tarda sera dalle dichiarazioni del ministro delle Finanze federale Wolfgang Schaeuble (uomo-chiave del governo sull’Europa) alla tv pubblica: “L’Italia è una democrazia, sceglierà secondo le regole della democrazia come Paese indipendente”. Cioè in sostanza rispetto delle scelte di maggioranza a Roma, e non più rinnovo del monito sulla necessità che gli italiani continuino con tagli, sacrifici e riforme. Sottinteso: se Bersani e Grillo sceglieranno strade diverse se ne assumano poi le responsabilità.

Farsi fortezza dello splendido isolamento e insieme economia globalizzata che sa far da sé sulla scena mondiale per sopravvivere, andare avanti con alleati vecchi o nuovi (Finlandia, Austria, Polonia e resto del Mitteleuropa) ma comunque pochi e buoni. Puntare sempre di più sui rapporti economici, tecnologici e politici con questi paesi (Helsinki, Varsavia, Praga, Vienna, Bratislava, Budapest, e in prospettiva Ankara) e sull’ottimo andamento di commercio e relazioni economiche con le Americhe, la Russia autoritaria ma in espansione di Putin, l’Estremo Oriente, l’India, il Brasile, il resto dei paesi Brics. Pian piano, una strategia di questo genere sta emergendo nelle stanze dei think tank dell’establishment tedesco. Per sopravvivere a crisi e minacce ormai sempre più insidiose e viste come temibili, e provenienti soprattutto da paesi fondatori dell’Europa come Italia e Francia.

I dati delle crisi italiana e francese (appunto recessione, deindustrializzazione, spread in crescita) contrastano anche con i dati diffusi oggi sull’economia tedesca: crescita piccola ma garantita, almeno 0,3%, indice di fiducia dei consumatori aumentato al 5,9 per cento, disoccupazione ai minimi storici. E in grandi aziende-simbolo dell’export di eccellenze come la Audi introduzione di turni straordinari per rincorrere il volo della domanda di auto premium made in Germany da parte degli Usa di Obama. Dati positivi in contrasto con l’ulteriore deterioramento d’immagine dell’Italia dopo il voto: la Frankfurter stamane parla con disprezzo di “Grillocrazia”, e persino il liberalprogressista Der Tagesspiegel di Berlino definisce l’Italia “ormai un pericolo per l’Europa”.

Secondo Anton Boerner, presidente del Bga, come scrivevamo all’inizio, l’associazione tedesca per il commercio estero, senza la certezza di riforme consolidamento e rilancio economico l’Italia rischia l’uscita dall’euro. Che sarebbe un tale colpo per l’economia tedesca da suggerire di prepararsi da soli a “un’Eurozona modificata” come scenario. Anche l’ipotesi di nuovi interventi della Bce è vista con scetticismo. Quello che agli occhi della Germania appare un disorientamento e un ritorno ai tatticismi, a Roma ma al fondo anche a Parigi per non parlare di Madrid e Atene risveglia timori e voglie di blindarsi della prima potenza europea, e di chi si sente determinato e capace a seguirla. (27 febbraio 2013)

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fonte repubblica.it

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Diese Wahl schmeckt uns gar nicht

Pizza Quattro Stagnazioni

Das Ergebnis in Italien: Ein Patt zum Weinen

Vergrößern Diese Wahl schmeckt uns gar nicht: Pizza Quattro Stagnazioni

Die Pizza zum italienischen Politik-Wahnsinn: oben Silvio Berlusconi, links Beppe Grillo, unten Mario Monti, rechts Pier Luigi Bersani

Foto: Marco Klaue – Fotolia, picture-alliance/ dpa
26.02.2013 – 00:01 Uhr
  • Von:NIKOLAUS BLOME

Ok, am Tag danach kann man eine Menge Witze reißen über den italienischen Wahl-Wahnsinn: Pizza Quattro Stagnazioni! Macht zu viel Pasta doch blöd? Jetzt hat Italien Sch… am Stiefel!​

Aber in Wahrheit ist es zum Weinen. ​

Eine demokratische Wahl in einer ehrwürdigen europäischen Demokratie verschafft einem alternden Polit-Clown mit der Gesichtshaut eines überprall aufgepumpten Fußballs so viel Macht, dass er alle sinnvollen Gesetze blockieren kann.

Schockwahl

Da lacht er: Ex-Ministerpräsident Silvio Berlusconi hat sich bei der Italien-Wahl wieder in den Vordergrund gedrängelt. An ihm kommt der neue Regierungschef nicht vorbei

Berlusconi wieder da Comeback des Polit-Clowns

Wahlschock in Italien! Silvio Berlusconi ist wieder da – BILD.de erklärt, warum die Italiener schon wieder Bunga-Bunga gewählt haben.

Assistiert wird ihm von einem zweiten, jüngeren Clown, dessen einziger Programmpunkt bislang „Nein zu allem“ heißt. Und der wackere Sanierer, der dem heruntergewirtschafteten Staat weltweit neues Vertrauen verschafft hat, kriegt gerade mal zehn Prozent der Stimmen, Premierminister Mario Monti. ​

Vergrößern Genau das wollte Europa nicht: Silvio Berlusconi und Beppe Grillo haben bei der Italien-Wahl abgeräumt

Das wollte Europa nicht: Berlusconi und Grillo haben bei der Italien-Wahl abgeräumt
Foto: dpa

Noch einmal: Jeder Italiener hat das Recht zu wählen, wen er wählen will. Und wenn in Summe der größte Stuss dabei heraus kommt, ist das eben so. ​

Aber eines hat sich geändert, und deshalb bleibt einem das Lachen im Halse stecken: Früher konnte der Rest Europas manchen Polit-Kapriolen der Italiener zuschauen wie ulkigen Schimpansen im Zoo. ​

Heute trifft es ein anderes Bild besser: Alle Europäer sitzen in einem Boot, rudern mit ganzer Kraft gegen den Krisensturm – und einer im Boot haut plötzlich ein Loch in den Boden.

Einfach, weil er einen Hammer hat. ​

Reaktionen

  • Frankreichs Finanzminister Pierre Moscovici

    Moscovici bezeichnete den Ausgang der Parlamentswahlen in Italien als „kompliziert”, will aber keine gravierenden Auswirkungen auf den Euroraum sehen. Der Wahlausgang stelle „die Fortschritte der Eurozone nicht in Frage”, sagte Moscovici.

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1 / 7

► Und mal ehrlich: Vor ziemlich genau einem Jahr hat sich in Griechenland Ähnliches zugetragen. Eine erste Parlamentswahl endete im Patt zwischen Blockierern und Reformern. Aber weil die anderen Euro-Staaten sich weigerten, unter diesen Bedingungen weitere Hilfs-Milliarden auszuzahlen, wählten die Griechen noch einmal, dieses Mal anders, nämlich „richtig“.

Mit der neuen Regierungs-Mehrheit konnten die anderen Euro-Staaten Verträge schließen und Absprachen treffen. Dann ließen sie das Geld ihrer Steuerzahler fließen. ​

So steht es um Italien (noch) nicht. Das Land ist in der Europäischen Union eines der wenigen, die in den gemeinsamen EU-Haushalt deutlich mehr einzahlen als sie herausbekommen. ​Noch braucht es auch keine Euro-Rettungs-Pakete.

Trotzdem: Mit „Pizza Quattro Stagnazioni“ ist die Euro-Krise auf einen Schlag zurück. Das Misstrauen, das andere Wackel-Staaten wie Portugal oder Spanien seit heute früh bares Geld bei den Zinsen für neue Schulden kostet. Die Angst, es könnte den Euro doch noch zerreißen, weil ein so großes Land wie Italien unter keinen der aufgespannten Rettungsschirme passt. ​

Kurzum: Die Italiener haben an der Wahlurne ihren Spaß gehabt. Aber von der möglichen Zeche zahlen sie nur den kleineren Teil – den großen Rest die anderen, die in Italien naturgemäß nicht wählen durften. ​

Darauf hat Europa, so wie es heute ist, keine Antwort. Wir brauchen aber eine. ​

Italien: Parlamentswahl

Nach Protestwahl Italien am Rand der Unregierbarkeit

Quelle: Reuters
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fonte bild.de

4 responses to “La tentazione che percorre la Germania: isolarsi dal resto dell’Europa / Bild.de: Pizza Quattro Stagnazioni”

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  1. Commenti Post elettorali - Pagina 271 - marzo 3, 2013

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