Archivio | marzo 1, 2013

DISCRIMINAZIONE NEGLI STATI UNITI – La scuola elementare: «È una bimba trans, non può usare il bagno delle femmine»

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Coy Mathis con la sorellina Auri (AP/Brennan Linsley) – fonte immagine

POLEMICA NEGLI STATI UNITI

La scuola elementare: «È una bimba trans, non può usare il bagno delle femmine»

La famiglia di Coy Mathis, 6 anni, ha sporto denuncia contro l’istituto: «Così nostra figlia subisce una discriminazione»

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di Angela Geraci

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Coy è una bambina sorridente, con un fermaglio rosso fra i capelli biondi e una passione per i vestiti. Per tutti è una femmina. Ma biologicamente è nata maschio: Coy, infatti, ha gli organi sessuali maschili ma da quando è piccolissima si identifica con il genere femminile. E lo è anche per lo Stato del Colorado: sul suo passaporto c’è scritto che è femmina . Adesso che ha compiuto 6 anni la sua scuola ha però deciso che non può più usare il bagno delle femmine, come ha fatto finora. Dura la reazione dei genitori, che, intenzionati dietro consiglio medico a lasciare esprimere liberamente l’identitá di genere del figlio, gridano alla discriminazione, e appoggiati anche dalle associazioni per i diritti dei transgender, hanno iniziato la battaglia legale contro l’istituto.

LA REPLICA DELLA SCUOLA Lo scorso dicembre – racconta la Cnn – la direzione scolastica ha informato la famiglia che alla piccola non sarebbe stato più permesso l’uso del bagno delle donne dopo la pausa invernale. In alternativa, Coy può usare il bagno dei ragazzi oppure il bagno delle infermiere o uno in comune a disposizione del corpo insegnante. «Siamo sicuri – ha detto la scuola ai genitori – che capirete la nostra decisione, una volta che Coy sarà cresciuta e con lei i suoi organi sessuali maschili». «Alcuni genitori, così come gli studenti, potrebbero avere problemi con lei che usa il bagno delle femmine», hanno sottolineato le autorità scolastiche. I genitori della piccola non la vedono così: «È come se la scuola stesse imprimendo un marchio a nostra figlia». L’avvocato Michael Silverman, del Transgender Legal Defense and Education Fund, difende Coy ed è pronto a dare battaglia: «La discriminazione è parte della vita di ogni giorno di tutte le persone transgender – ha dichiarato – sfortunatamente questa bambina ha iniziato a sperimentarla molto presto».

1 marzo 2013 | 19:22

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fonte corriere.it

Carne equina spacciata per bovina: scatta un nuovo sequestro a Como

Carne equina spacciata per bovina: scatta un nuovo sequestro a Como

Carne equina spacciata per bovina: scatta un nuovo sequestro a Como

I Nas di Milano hanno identificato il Dna di cavallo in una pasta fresca ripiena prodotta da un’azienda di Usmate. I militari hanno messo sotto sequestro più di duecento chili di prodotto che sarà sottoposto ad analisi

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Terzo caso in Italia di positività al Dna equino in prodotti a base di carne bovina. L’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna a Brescia ha comunicato il riscontro della positività per carni equine, non dichiarate in etichetta, in un campione di “pasta fresca ripiena denominata ‘Piemontesino al vitello’ prelevato dal Nas di Milano”, in applicazione del monitoraggio disposto dal ministero della Salute, in un ipermercato di Turate (Como). Lo riferisce una nota del ministero della Salute.

La pasta, da 500 grammi, lotto n. 01/07 con scadenza 13/03/2013, risultata positiva alla prova per la ricerca di carni equine, è stata prodotta e confezionata dalla ditta La Marchesina s.r.l. di Usmate Velate (Monza e Brianza). Le ulteriori verifiche del Nas, estese alle aziende che hanno fornito la materia prima utilizzata dalla ditta lombarda, hanno consentito di procedere al sequestro cautelativo sanitario di 210 kg di carne dichiarata di vitello e di bovino adulto, con contestuale prelievo di campioni, sui quali sono in corso esami analitici.

Coldiretti interviene per sottolineare l’importanza dell’operazione dei Nas ma anche per chiedere provvedimenti incisivi a monte. “L’importante attività di controllo svolta dai Nas – afferma Coldiretti – deve essere accompagnata da misure strutturali come l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza degli alimenti ritenuta importante dal 71 per cento dei cittadini europei secondo Eurobarometro, di fronte ad una emergenza che ha già coinvolto quasi duecento confezioni di prodotti a base di carne in 24 diversi paesi. Lo scandalo della carne di cavallo – prosegue Coldiretti – ha messo in evidenza l’esistenza di un giro vorticoso di partite di carne che si spostano da un capo all’altro dell’Europa attraverso intermediazioni poco trasparenti”. (01 marzo 2013)

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fonte repubblica.it

ISTAT – Pil -2,4% nel 2012, giù i consumi. A febbraio cala l’inflazione

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I dati Istat

Pil -2,4% nel 2012, giù i consumi. A febbraio cala l’inflazione

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Il pil reale nel 2012 è sceso sotto i livelli del 2001, annullando la risalita dei due anni precedenti. Lo comunica l’Istat, aggiungendo che la spesa per consumi finali delle famiglie residenti è crollata in volume del 4,3%. Il pil italiano nel 2012 è diminuito in volume del 2,4% (dato grezzo). L’ultima previsione del governo contenuta nella nota di aggiornamento del Def stimava un analogo calo del 2,4%. Nel 2011 l’economia era cresciuta dello 0,4%.

Il rapporto deficit-pil si è attestato nel 2012 al 3%. Lo comunica l’Istat. Le ultime stime del governo indicavano un rapporto al 2,6%. Nel 2011 il deficit-pil aveva raggiunto il 3,8% (dato rivisto dal 3,9% delle precedenti stime).

Scende ancora a febbraio il tasso di inflazione in Italia. Secondo le rilevazioni provvisorie dell’Istat, i prezzi su base annua sono cresciuti dell’1,9% (dato più basso da dicembre 2010), in rallentamento dal 2,2% di gennaio. Si tratta della quinta frenata consecutiva. Su base mensile i prezzi sono cresciuti a febbraio dello 0,1%. L’ulteriore rallentamento dell’inflazione, spiega l’Istat, è in parte imputabile alla frenata della crescita su base annua dei prezzi degli alimentari non lavorati (+3% dal +4,8% di gennaio). Un contributo essenziale arriva anche dal calo dei prezzi dei servizi di comunicazione (-4,2% sia livello congiunturale che tendenziale), legato alla diminuzione in particolare dei servizi di telefonia mobile. L’inflazione di fondo, al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, è scesa all’1,5% dall’1,7% di gennaio. Anche al netto dei soli beni energetici, il tasso è passato a febbraio all’1,5% dall’1,8% del mese precedente. Per quanto riguarda l’Ipca, l’indice armonizzato europeo comprensivo dei saldi, l’Istat stima un calo dei prezzi dello 0,2% su base mensile e un tasso di inflazione del 2%, in netto rallentamento rispetto al 2,4% di gennaio.

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fonte ilmessaggero.it

IL CAVALIERE BUGIARDO E LA GIUSTIZIA – De Gregorio: «Io mai costretto dai pm». Mediaset, chiesti 4 anni per Berlusconi

Berlusconi contro i pm: “De Gregorio costretto a parlare. Il 23 saremo in piazza”

antefattoblogantefattoblog

Pubblicato in data 01/mar/2013

Berlusconi contro i pm: “De Gregorio costretto a parlare. Il 23 saremo in piazza”

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IL CAVALIERE E LA GIUSTIZIA

De Gregorio: «Io mai costretto dai pm»
Mediaset, chiesti 4 anni per Berlusconi

L’ex Idv sconfessa quanto detto in mattinata dal Cavaliere: «Nessuna costrizione dei pm, ho parlato io»

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Berlusconi arriva in aula (Furlan)Berlusconi arriva in aula (Furlan)
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MILANO – Torna ad infuocarsi la battaglia fra Silvio Berlusconi e la giustizia. E su più fronti in contemporanea. Venerdì mattina a Milano, nel processo di appello del caso Mediaset, per il Cavaliere è stata chiesta una condanna a quattro anni. Ma è in serata che è arrivata la seconda sorpresa per l’ex premier, sul fronte dell’inchiesta di Napoli questa volta. Il senatore Sergio De Gregorio ha infatti smentito l’interpretazione dei fatti data da Berlusconi in mattinata. Il leader del Pdl, indagato dai pm partenopei con l’accusa di aver corrotto il senatore, aveva infatti detto: «De Gregorio ha parlato per paura di finire in cella». L’ex Idv, invece, in una nota replica secco: «La scelta di sottopormi ad interrogatorio è stata il frutto di una mia libera determinazione».

IL CASO DE GREGORIO E LA SMENTITA – Berlusconi da Milano aveva voluto commentare con i giornalisti l’inchiesta della Procura di Napoli che lo vede indagato con l’accusa di aver pagato il senatore De Gregorio, eletto nelle fila dell’Idv, per passare con il centrodestra e togliere così il sostegno al governo Prodi. Il Cavaliere si è detto convinto che il senatore ha dichiarato di aver ricevuto tre milioni di euro perché «i magistrati gli hanno detto: “O ci dici qualcosa su Berlusconi o vai in galera”, e lui che ha paura del carcere ha parlato». Per l’ex premier si tratta di una «barbarie» compiuta dalla magistratura che avrebbe costretto De Gregorio a parlare, dichiarando una cosa che secondo Berlusconi non è comunque mai avvenuta. Di segno completamente opposto però la nota del senatore, arrivata in serata: «In relazione a notizie di stampa dalle quali si apprende che sarei stato “costretto dai pm” a rendere dichiarazioni accusatorie contro l’onorevole Berlusconi, mi corre l’obbligo di precisare che la mia scelta di sottopormi ad interrogatorio è stata il frutto di una mia libera determinazione».

LA COMPETENZA DI NAPOLI Per quanto riguarda poi la competenza della Procura di Napoli a svolgere l’inchiesta Berlusconi-De Gregorio, è stata decisa, riporta l’Ansa, dal pg della Cassazione che ha risolto a favore dei pm partenopei un conflitto sollevato dalla Procura di Roma. L’inchiesta per corruzione in corso a Napoli nei riguardi del Cavaliere è infatti «diversa e non sovrapponibile» rispetto a quella a suo tempo svolta dalla magistratura di Roma sul passaggio del senatore De Gregorio al Pdl.

IL PROCESSO MEDIASET Sul fronte del processo Mediaset, il sostituto pg di Milano, Laura Bertolè Viale, ha chiesto per Silvio Berlusconi la conferma della sentenza di condanna a quattro anni di carcere e a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici al termine della requisitoria nel processo d’appello Mediaset, in cui l’ex premier è accusato di frode fiscale. Chiesta anche la condanna del presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, a tre anni e quattro mesi per frode fiscale: in primo grado era stato assolto. Silvio Berlusconi era in aula, venerdì mattina; alla stessa ora, alle 9.30, è iniziato anche il processo «Ruby» a carico di Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti. L’ex premier ha reso dichiarazioni spontanee, sostenendo di essere «totalmente estraneo» alla situazione contestata. «Nel periodo 2002/2003 ero presidente del Consiglio e non mi sono mai occupato di diritti televisivi», ha detto. Ha spiegato di essere «trasecolato» dopo la condanna in primo grado e ha ricordato: «Per i sei miliardi di tasse che il mio gruppo ha pagato dal 1994 merito una medaglia d’oro da mettere sul petto, per questo considero la condanna nei miei confronti in primo grado una grande cantonata giudiziaria». «Mi aspetto una sentenza giusta», ha concluso.

Processo Mediaset, Berlusconi in aula Processo Mediaset, Berlusconi in aula    Processo Mediaset, Berlusconi in aula    Processo Mediaset, Berlusconi in aula    Processo Mediaset, Berlusconi in aula    Processo Mediaset, Berlusconi in aula

IL CASO UNIPOL«Un’altra invenzione della Procura di Milano» è secondo l’ex premier anche il processo con al centro l’intercettazione Fassino-Consorte sulla vicenda Unipol. Ha annunciato che sarà in aula il 6 marzo: «È paradossale che io sia l’unico italiano sotto processo per aver contribuito a pubblicare una notizia coperta da segreto istruttorio», quando vengono pubblicate quotidianamente dalla stampa.

IN PIAZZA A ROMA – Ancora una volta Berlusconi si è scagliato contro una «parte della magistratura che è una patologia del nostro sistema, un cancro della nostra democrazia. Che utilizza la giustizia per combattere ed eliminare gli avversari politici che non si riescono a eliminare con il sistema democratico delle elezioni». E fuori dall’aula, l’annuncio: «Queste accuse ci porteranno in piazza il 23 marzo». Una manifestazione a Roma, sulla giustizia, non ha detto dove, ma la sede potrebbe essere piazza San Giovanni.

L’ANM E ALFANO– Pronta la risposta l’Associazione nazionale magistrati: «Invocare la piazza in un momento come questo è molto pericoloso – ha detto il presidente dell’Anm, Rodolfo Sabelli -. Vuol dire screditare l’istituzione magistratura in un sistema complesso e unitario come lo Stato, significa indebolire lo Stato stesso e le istituzioni tutte». Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, ha subito reagito: «Mai nella storia dei pur turbolenti rapporti tra magistratura associata e politica si era raggiunto il livello di oggi. Mai la Anm si era spinta a diffidare, a tentare di impedire la manifestazione di un libero pensiero e di libere proteste in una piazza di un Paese democratico e repubblicano. Invitiamo la Anm a non superare, non tanto i limiti del buon senso, ampiamente varcati, quanto quelli delle leggi e della Costituzione, a cominciare dagli articoli 21 e 49».

Redazione CorSera Milano online

1 marzo 2013 | 20:19

Cambia sesso grazie al crowdfunding

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Donnie Collins – Boston Herald article

Esplode il nuovo strumento di finanziamento

Cambia sesso grazie al crowdfunding

Una studentessa americana porta a termine il processo di transizione da femmina a maschio grazie a donazioni online

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di Andrea Marinelli

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Ogni desiderio è realizzabile, al tempo del crowdfunding. Persino cambiare sesso. E’ proprio grazie a una raccolta fondi su internet che un giovane transessuale di Boston riuscirà a operarsi, portando avanti il processo di transizione da femmina a maschio. Studente ventenne dell’Emerson College, dopo aver combattuto fin dalle medie con problemi di identità sessuale Donnie Collins ha rivelato tre anni fa di essere un transessuale. Capelli rossi e corti, numerosi strati di magliette e canottiere contenitive per coprire le forme femminili, Donnie aveva deciso di ricorrere a una doppia mastectomia per eliminare il seno e poter così cominciare ad accettare il proprio corpo. Preparandosi all’operazione, prevista per maggio, ha preso ormoni maschili per 14 mesi ma, qualche settimana fa, è arrivata una notizia terribile: né l’assicurazione studentesca né quella della madre avrebbero pagato l’intervento, ritenendolo chirurgia estetica.

NUOVE POSSIBILITA’ – È stato allora che in suo soccorso sono arrivati gli amici della confraternita «Phi Alpha Tau», che il 9 febbraio hanno lanciato una raccolta fondi su internet. Hanno registrato un appello su YouTube e lo hanno caricato su Indiegogo, celebre piattaforma di crowdfunding, chiedendo 2.000 dollari per permettere a Donnie di effettuare l’operazione. Sono bastati due giorni per raggiungere l’obiettivo, subito portato a 8.000 dollari, cifra che avrebbe permesso al ragazzo di pagarsi anche un intervento di ricostruzione del petto. Il progetto ha avuto un successo travolgente: in venti giorni – e con quaranta ancora a disposizione – ha raccolto 20.000 dollari e i ragazzi hanno già annunciato che i soldi in eccesso verranno devoluti alla Jim Collins Foundation, organizzazione che fornisce sostegno economico a transessuali che desiderano operarsi. La storia di Donnie Collins dimostra come, grazie al crowdfunding, chi ha un’idea, un progetto o un desiderio sempre più facilmente trova persone disposte a donare qualche euro, a volte tanti, per poterlo realizzare.

NON SOLO DONNIE – Dal giovane transessuale di Boston al presidente Barack Obama, che durante l’ultima campagna elettorale ha raccolto 137 milioni di dollari in questo modo, questi progetti prendono dunque forma grazie alla generosità di amici e sconosciuti, contagiati dall’entusiasmo o conquistati dalle idee. Nel 2011, ultimo anno per cui sono disponibili statistiche, sono stati donati 1,5 miliardi di dollari e finanziati oltre un milione di progetti di ogni tipo: film, dischi, reportage giornalistici, start up tecnologiche o ricerche scientifiche. A maggio dello scorso anno Amanda Palmer, cantante delle Dresden Dolls, ha raccolto 1,2 milioni di dollari per registrare il suo nuovo disco e organizzare il tour e – negli stessi giorni – 69mila persone hanno donato poco più di 10 milioni di dollari per contribuire alla realizzazione dello smartwatch «Pebble». Entro fine mese saranno invece consegnate ai donatori le prime console «Ouya», realizzate con sistema operativo Android, che hanno ricevuto lo scorso anno 8,6 milioni di finanziamenti e che saranno nei negozi a partire da giugno, mentre, grazie ai 159.000 dollari raccolti fra maggio e giugno, lo sceneggiatore di Taxi Driver Paul Schrader ha appena finito di girare il suo ultimo film, The Canyons, scritto da Brett Easton Ellis e interpretato da Lindsay Lohan.

IN ITALIA – Seppure più lentamente – e con altre cifre – il crowdfunding si è affermato anche in Italia, in principio con il progetto di Claudia Vago, nota su Twitter come @tigella, che ha raccolto 2.600 euro per seguire il movimento «Occupy» fra Chicago e New York e, più recentemente, grazie alla battaglia coraggiosa di Federica Cardia, una giovane ragazza sarda. La sua è la sfida più importante: Federica ha lanciato una raccolta fondi per riuscire a sconfiggere un tumore al colon.

1 marzo 2013 | 15:43

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fonte corriere.it

Immigrati, un giorno senza loro. In gioco i diritti e la dignità

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Immigrati, un giorno senza loro
In gioco i diritti e la dignità

La giornata del 1° marzo senza colf, badanti, babysitter, operai, ma anche infermieri, imprenditori, studenti. E’ la IV edizione ed offre un  momento di impegno e lotta contro sfruttamento e razzismo per affermare il diritto alla libera circolazione, il valore del meticciato. Il primo sciopero, avvenuto nel 2010, ha segnato un passo importante nella difesa del carattere multiculturale della nostra società

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di VLADIMIRO POLCHI

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ROMA “Un giorno senza di noi”. Senza colf, badanti, babysitter, operai, ma anche infermieri, imprenditori, studenti. Ritorna lo sciopero degli immigrati. L’appuntamento è fissato per il 1° marzo.

Lo “sciopero dei migranti”. In verità non si tratta di uno sciopero in senso tecnico (ben difficile da organizzare nel pianeta immigrazione), ma di una serie di iniziative e manifestazioni locali: da Bolzano a Palermo. “La giornata del Primo Marzo, giunta nel 2013 alla IV edizione – si legge nell’appello del comitato promotore  –  offre un rinnovato momento di impegno e lotta contro sfruttamento e razzismo: una mobilitazione di migranti e autoctoni per affermare la dignità dell’essere umano, il diritto alla libera circolazione, il valore del meticciato. Il primo sciopero degli stranieri, avvenuto nel 2010, ha segnato un passo importante nella lotta per i diritti dei migranti e per il riconoscimento del carattere multiculturale della nostra società. Da allora, sono nati in tutt’Italia tanti comitati Primo Marzo che in questi quattro anni sono riusciti a coinvolgere associazionismo, politica ed istituzione”.

Come si scende in piazza? Il colore di riferimento del Primo marzo è tradizionalmente il giallo, scelto per la sua neutralità politica. Anche per il 2013, come già lo scorso anno, è prevista la distribuzione di un copri-passaporto che riporterà il primo e l’ultimo articolo della Carta mondiale dei migranti sulla libera circolazione delle persone, sottoscritta a Gorèe.

Cittadinanza e voto. I manifestanti chiedono: “Una legge organica sull’asilo politico e la proroga dell’emergenza Nord Africa fino a che tutti i profughi abbiano concluso l’iter per la richiesta d’asilo. Una nuova legislazione in materia di immigrazione che abroghi la Bossi-Fini e i decreti sicurezza. La chiusura di tutti i Cie e la cancellazione definitiva del reato di clandestinità. La cittadinanza per tutti i figli di migranti nati o cresciuti in Italia. Il diritto di voto amministrativo per gli stranieri residenti”. Due punti, quest’ultimi, sui quali molto si puntava per la futura legislatura, visto che sono inseriti nel programma del Pd (e in extremis anche nell’agenda Monti). Ma i risultati elettorali rischiano ora di deludere le speranze.

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fonte repubblica.it

SIONISMO ED EBRAISMO, LA DIFFERENZA E’ SOSTANZIALE – “Sionismo crimine contro umanità”, è bufera sulle frasi di Erdogan

L’interpretazione è corretta. Solo chi è in malafede può confondere il sionismo con l’ebraismo.
mauro

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"Sionismo crimine contro umanità", è bufera sulle frasi di Erdogan
Il premier turco, Recep Tayyip Erdogan (lapresse)

“Sionismo crimine contro umanità”, è bufera sulle frasi di Erdogan

Le parole che il premier turco ha pronunciato a Vienna hanno suscitato le reazioni di Onu e Israele. E il segratario di Stato Usa, in visita ad Ankara, contesterà di persona l’episodio

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ROMANuova bufera sul premier turco Recep Tayyip Erdogan: questa volta a scatenare le reazioni di Israele, dell’Onu e dell’America le parole pronunciate da Erdogan il 26 febbraio durante il quinto Forum globale
dell’alleanza tra le civilizzazioni dell’Onu a Vienna. In quell’occasione, infatti, il premier turco ha definito il sionismo “un crimine contro l’umanità”: “come già accade per sionismo, antisemitismo e fascismo, è inevitabile che l’islamofobia sia considerata un crimine contro l’umanità”, ha dichiarato.

L’ira di Israele e Usa. Immediata la risposta del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, che ritiene le parole “oscure e false, che credevamo appartenessero al passato della storia del mondo”. Una dichiarazione “offensiva e sbagliata” secondo il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Usa Tommy Vietor: “Incoraggiamo – ha detto Vietor – persone di tutte le fedi, culture e idee a denunciare le iniziative di odio e a superare le differenze”.

Le critiche dell’Onu. Un portavoce del segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon, che era presente durante il discorso di Erdogan, ha detto che “il segretario generale ritiene che sia inopportuno che parole così ingiuriose e portatrici di divisioni siano siate pronunciate a un incontro che aveva come tema la leadership responsabile. Il segretario generale ha ascoltato il discorso del premier attraverso un interprete. Se le parole sul sionismo sono state interpretate correttamente, non sono solo sbagliate, ma contraddicono lo spirito stesso dell’alleanza delle civilizzazioni”, ha sottolineato il portavoce del numero uno del Palazzo di vetro.

Il rimprovero di Kerry. Il segretario di Stato americano John Kerry contesterà al premier turco, in occasione del loro incontro oggi ad Ankara, le sue dichiarazioni. Lo ha riferito una fonte Usa che ha parlato all’arrivo di Kerry in Turchia. “Evidentemente siamo in profondo disaccordo con questo concetto … Sono certo che il segretario di Stato sarà in condizione di dirlo direttamente al premier questo pomeriggio” ha detto la fonte.

(01 marzo 2013)

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fonte repubblica.it