Immigrati, un giorno senza loro. In gioco i diritti e la dignità

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Immigrati, un giorno senza loro
In gioco i diritti e la dignità

La giornata del 1° marzo senza colf, badanti, babysitter, operai, ma anche infermieri, imprenditori, studenti. E’ la IV edizione ed offre un  momento di impegno e lotta contro sfruttamento e razzismo per affermare il diritto alla libera circolazione, il valore del meticciato. Il primo sciopero, avvenuto nel 2010, ha segnato un passo importante nella difesa del carattere multiculturale della nostra società

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di VLADIMIRO POLCHI

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ROMA “Un giorno senza di noi”. Senza colf, badanti, babysitter, operai, ma anche infermieri, imprenditori, studenti. Ritorna lo sciopero degli immigrati. L’appuntamento è fissato per il 1° marzo.

Lo “sciopero dei migranti”. In verità non si tratta di uno sciopero in senso tecnico (ben difficile da organizzare nel pianeta immigrazione), ma di una serie di iniziative e manifestazioni locali: da Bolzano a Palermo. “La giornata del Primo Marzo, giunta nel 2013 alla IV edizione – si legge nell’appello del comitato promotore  –  offre un rinnovato momento di impegno e lotta contro sfruttamento e razzismo: una mobilitazione di migranti e autoctoni per affermare la dignità dell’essere umano, il diritto alla libera circolazione, il valore del meticciato. Il primo sciopero degli stranieri, avvenuto nel 2010, ha segnato un passo importante nella lotta per i diritti dei migranti e per il riconoscimento del carattere multiculturale della nostra società. Da allora, sono nati in tutt’Italia tanti comitati Primo Marzo che in questi quattro anni sono riusciti a coinvolgere associazionismo, politica ed istituzione”.

Come si scende in piazza? Il colore di riferimento del Primo marzo è tradizionalmente il giallo, scelto per la sua neutralità politica. Anche per il 2013, come già lo scorso anno, è prevista la distribuzione di un copri-passaporto che riporterà il primo e l’ultimo articolo della Carta mondiale dei migranti sulla libera circolazione delle persone, sottoscritta a Gorèe.

Cittadinanza e voto. I manifestanti chiedono: “Una legge organica sull’asilo politico e la proroga dell’emergenza Nord Africa fino a che tutti i profughi abbiano concluso l’iter per la richiesta d’asilo. Una nuova legislazione in materia di immigrazione che abroghi la Bossi-Fini e i decreti sicurezza. La chiusura di tutti i Cie e la cancellazione definitiva del reato di clandestinità. La cittadinanza per tutti i figli di migranti nati o cresciuti in Italia. Il diritto di voto amministrativo per gli stranieri residenti”. Due punti, quest’ultimi, sui quali molto si puntava per la futura legislatura, visto che sono inseriti nel programma del Pd (e in extremis anche nell’agenda Monti). Ma i risultati elettorali rischiano ora di deludere le speranze.

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fonte repubblica.it

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