Bersani a Grillo: decida o tutti a casa. Il leader Pd categorico a ‘Che tempo che fa’

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Bersani a Grillo: decida o tutti a casa. Accordo con Pdl irreale

Il leader Pd categorico a Che tempo che fa: «La prima parola spetta a noi». E sul finanziamento ai partiti: «Se ne può discutere ma non va abolito»

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MILANO – «Non ho intenzione di scambiare sedie e fare patti», dice Pier Luigi Bersani intervistato da Fabio Fazio durante la registrazione del programma Che tempo che fa. Definendo Grillo come uno che «gioca all’uomo mascherato» il leader Pd sottolinea come il capo del M5S «sia voluto venire in Parlamento e adesso deve dire quello che vuole fare». Quanto all’esistenza di incontri con lo stesso Beppe Grillo il segretario del Pd smentisce. Tuttavia, precisa: «So benissimo che c’è comunque un parlarsi tra i nostri e i loro», riferendosi agli eletti in Parlamento.

Le critiche a Grillo.
Al M5S non risparmia critiche: nel Movimento di Grillo «ci sono cose di sinistra e cose che non lo sono affatto. Grillo non vuole che un figlio di immigrati nato qui sia italiano e mi sembra molto tiepido sull’evasione fiscale. Questo non è di sinistra», dice Bersani. Con lui «ci sono punti di dissenso radicale. Chi vuol stare fuori da euro non sa cosa dice». Secondo Bersani, «questa ondata di protesta, di cambiamento, e questa volontà di riforma non corrono solo nel movimento di Grillo, ma è un fatto più generale». Nel movimento 5 Stelle, comunque «c’è un pezzo d’Italia, ci sono proteste generiche, insofferenze, ma c’è anche la volontà di dare un segnale».

Partiti.
Pier Luigi Bersani è favorevole a ridiscutere la legge sul finanziamento pubblico ai partiti, ma si dice convinto che «la politica una qualche forma di sostegno pubblico debba averlo». «Anche fosse per un solo euro non sono disposto a rinunciare», afferma.

Niente accordi con il Pdl.
«Sul piano politico immaginare che io possa fare qualche accordo con quelli che hanno sempre impedito il cambiamento è un’ipotesi dell’irrealtà», aggiunge Bersani. «In Parlamento c’è stata una maggioranza che ha certificato che quella ragazza era nipote di Mubarak, noi non abbiamo mai avuto la possibilità di cambiare alcunchè». «Tocca a noi dire la prima parola su quello che bisogna fare. Abbiamo perso – precisa – per un risultato al di sotto delle aspettative, ma dentro questa sconfitta abbiamo 460 parlamentari, il doppio di quelli del Pdl». Secondo il segretario del Pd, la rabbia e il disagio sociale «hanno messo anche noi nel mucchio. Anche l’appoggio al governo Monti -precisa- ha comportato dei problemi».

«Bisogna cambiare».
«Il Paese resta in una situazione drammatica. Ognuno deve prendersi le sue responsabilità e capire che ciò significa voler cambiare», sostiene. Il segretario elenca poi una serie di punti urgenti che il governo che si presenterà in Parlamento dovrà portare con un programma limitato per chiedere la fiducia: una legge contro la corruzione, una contro il conflitto di interessi, una dedicata ai costi della politica; un’altra dedicata agli interventi sull’economia verde e sull’urgenza sociale. Per il segretario del Pd altri temi centrali sono i diritti civili, i diritti degli omosessuali e la scuola. «Questi punti -aggiunge- che delibereremo in direzione sono gli stessi che avevamo messo in campagna elettorale. Mi rivolgerei a un Parlamento rinnovato. Da che parte verrà il sostegno? Da chi vuole cambiare qualcosa».

Un governo «rinnovato».
Ho in testa un governo largamente rinnovato, con la presenza di giovani, donne e anche presenze esterne dai partiti, assolutamente competenti», spiega quindi Bersani.

Capitolo Renzi.
«Deciderà Renzi che ruolo avrà quando vorrà con la direzione del partito, ma sicuramente un ruolo lo avrà», spiega quindi Bersani. «Non sottovaluto affatto il contributo che poteva dare Renzi, e abbiamo fatto apposta le primarie».

Quirinale.
«Il presidente della Repubblica ha tutto il nostro rispetto e stima. Ha detto che le forze politiche riflettano, e adesso riflettono a voce alta come sto facendo io», è il commento alle parole di ieri di Giorgio Napolitano. Bersani aggiunge: «il Paese resta in una situazione drammatica e ognuno si deve prendere le sue responsabilità, prima di tutto noi». «Dopo un presidente così non è semplicissimo trovare una soluzione ma penso che troveremo una convergenza, perché in ultima analisi i numeri si possono trovare». «Napolitano lo conosco e lo stimo e so anche – aggiunge – che quando dice una cosa la dice seriamente. La scadenza del suo mandato è certamente un problema perché abbiamo capito tutti l’importanza del ruolo del presidente della Repubblica».

Caso De Gregorio.
«È in corso un’indagine che sta verificando se sia vero o no che sono sono stati comprati parlamentari per ribaltare le elezioni. Non sono mica noccioline, stiamo parlando di cose che, se verificate, sono di una gravità cosmica», dice quindi in merito all’inchiesta sul senatore Sergio De Gregorio.

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fonte ilmessaggero.it

One response to “Bersani a Grillo: decida o tutti a casa. Il leader Pd categorico a ‘Che tempo che fa’”

  1. pd valdengo says :

    L’ha ribloggato su CIRCOLO PD VALDENGO.

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