Archivio | marzo 7, 2013

LA LETTERA – Io non ho paura. Sto con la nuova Resistenza

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Io non ho paura. Sto con la nuova Resistenza

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Ci stanno riprovando a spaventarci, lo fanno tutti i giorni dal dopo elezioni. Usando parole come ingovernabilità, instabilità, spettro, paralisi, ansia dei mercati, pericolo, baratro, si altera la percezione collettiva del risultato del voto, si insinua il dubbio per sminuire la portata del cambiamento. E’ così che si costruisce la paura del dopo, un film già visto e che non ha mai portato nulla di buono. I fantasmi dell’instabilità e del “debito sovrano” sono diventati una potente arma di controllo delle coscienze, usata sia dalle caste nazionali che dall’Europa delle lobby e delle banche.
Si insinua nel sentire collettivo l’idea che per soffrire meno sia meglio rimandare ancora una volta il vero cambiamento e salvare i responsabili del naufragio con un ‘ultima chance; continuare ,cioè, a rattoppare le falle anche quando la nave sta affondando.

E’ partita puntualmente anche la macchina del discredito con la radiografia sui neo parlamentari a 5 stelle, sulle loro dichiarazioni strappate a bruciapelo, di corsa su un marciapiede e sommariamente interpretate come linee di condotta politica o inquadramenti ideologici.
Per non parlare del falso mito della “esperienza, preparazione e competenza” per il mandato parlamentare! Come se avessimo dimenticato che le aule del Palazzo sono state affollate a lungo di persone”disonorevoli” per disonestà, immoralità e ignoranza abbondantemente documentata.

Ma la nuova Resistenza che il 24 e 25 febbraio con un tratto di matita ha detto Basta, non ci casca più. Perchè se è pur vero che il quadro che ne è uscito è uno dei più complessi, soprattutto se si considera che il Paese è allo stremo, è ipocrita fingere stupore e sorpresa, sia per la situazione ingarbugliata, che per la linea granitica del MoVimento che non può certo fare patti con la politica dello sfascio. Chi ha piena cognizione di causa e la consapevolezza che nel baratro già ci siamo da un pezzo, sa bene che vanno ringraziati non solo le migliaia di attivisti a 5 stelle, ma tutti gli otto milioni di Italiani che lo hanno votato per aver convogliato i peggiori sentimenti nei confronti della classe dirigente, in un laboratorio politico innovativo, pacifico e democratico. Indignazione e rabbia si sono trasformati in un fenomeno di aggregazione e condivisione straordinario, che si concretizza in una crescente attività di lavoro sui territori e questo è il fatto più rivoluzionario: aver riavvicinato i cittadini alla politica, quella delle cose da fare subito per il bene comune, della elaborazione di un pensiero diverso, della visione del domani.

Ma nessuno si illuda: il bagno di sangue c’è già e sarà ancora peggio.
La cronaca della disperazione, che ormai scandisce le giornate, ci conferma l’urgenza di segnali forti che non sono certo le agende a punti che promettono con vaghezza ciò che non è mai stato fatto.
Sul piatto va messa una pietanza sostanziosa, non insipidi antipasti. Si blocchino immediatamente le spese folli (TAV, spese militari, retribuzioni miliardarie dei manager, pensioni d’oro, finanziamenti ai partiti, costi e sprechi dei palazzi del potere e degli enti inutili, ecc) per recuperare risorse per le emergenze sociali più pressanti, nelle famiglie e nelle imprese. Poi si dichiari guerra all’economia malavitosa (non semplice piaga, ma Il problema del Paese) con le leggi mai fatt : conflitto d’interessi, anticorruzione, incandidabilità, voto di scambio…

Questo è un treno che sta passando velocemente e sul quale bisogna avere il coraggio di salire, accettandone anche gli inevitabili limiti dovuti soprattutto all’accelerazione dello sfascio politico e morale.
Indipendentemente da ciò che succederà nei prossimi mesi nei Palazzi, nulla sarà più come prima perchè il coraggio e la speranza si sono rimessi in moto.
“Io non ho paura… di quello che ci cambierà” ( F.Mannoia)

M.Teresa.Pistocchi
(attivista a 5 stelle di Ferrara)

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fonte lettere-e-risposte.blogautore.espresso.repubblica.it

CANCRO E ALTRE MALATTIE DEGENERATIVE – Guarire con il Metodo di Max Gerson (Se solo avessimo saputo) DOCUFILM –

Consiglio a tutti, come naturopata, di seguire con pazienza e attentamente la visione di questo speciale documentario. Non servono parole in aggiunta.

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Buona visione

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Guarire con il Metodo di Max Gerson – Se solo avessimo saputo

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SITUAZIONE GRAVE – Cinghiali radioattivi in Valsesia (Piemonte), Balduzzi allerta i Nas

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Cinghiali radioattivi in Valsesia (Piemonte), Balduzzi allerta i Nas

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Tracce di Cesio 137, oltre la soglia prevista dai regolamenti in caso di incidente nucleare, sono stati riscontrati in seguito a controlli nella lingua e nel diaframma di cinghiali del comprensorio alpino della Valsesia. Sono stati analizzati campioni di lingua e diaframma di capi abbattuti durante la stagione venatoria 2012/2013. Su 27 campioni il livello di Cesio 137 è risultato superiore allo soglia indicata dal Regolamento 733 del 2008, come limite tollerabile in caso di incidente nucleare.

Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, in contatto con le autorità sanitarie e la presidenza della Regione Piemonte, ha immediatamente attivato il comando dei carabinieri del Nas e del Noe, nel cui reparto operativo è inserita una sezione inquinamento da sostanze radioattive, (orientata al contrasto di traffici illeciti di rifiuti e materiali radioattivi e dotata di complessi laboratori mobili di rilevamento), che insieme alla direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione dello stesso Ministero coordineranno tutti gli accertamenti. La prima riunione urgente di coordinamento è prevista domani mattina, 8 marzo.

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fonte ilsole24.com

La Corea del Nord minaccia attacchi nucleari preventivi contro gli Stati Uniti

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ESERCITAZIONI MILITARI IN ATTO

La Corea del Nord minaccia attacchi nucleari preventivi contro gli Stati Uniti

A poche ore dal voto della Nazioni Unite sulle nuove sanzioni volute da Washington e Pechino

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Kim Jong Un (Epa/Kcna)Kim Jong Un (Epa/Kcna)
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La Corea del Nord minaccia di compiere attacchi nucleari preventivi contro gli Stati Uniti, a poche ore dal voto alle Nazioni unite sulle nuove sanzioni promosse da Usa e Cina.

TEST – Un portavoce del ministero degli Esteri di Pyongyang ha dichiarato che il Paese eserciterà il proprio diritto di compiere «attacchi nucleari preventivi sui quartieri generali dell’aggressore», perché Washington sta spingendo per iniziare una guerra nucleare contro la Corea del Nord. Una retorica così accesa è comune da parte di Pyongyang e non è certo la prima volta che il regime coreano minaccia attacchi del genere nei confronti degli Usa e non solo. Ma è pur vero che i toni si sono notevolmente inaspriti negli ultimi mesi. E in febbraio il regime di Kim Jong Un aveva anche ordinato la terza fase dei test nucleari. Nel frattempo ampie esercitazioni militari sono in corso nel paese. La Corea del Nord sta reagendo alle possibili sanzioni che saranno applicate nei suoi confronti e alle prossime esercitazioni militari di Usa e Corea del Sud.

I DESTINATARI DELLE SANZIONI – Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite infatti si appresta a votare sulla bozza di risoluzione proposta dagli Stati Uniti e dalla Cina, che intende imporre severe sanzioni contro la Corea del Nord a seguito dell’ultimo test nucleare condotto da Pyongyang. Lo ha fatto sapere l’ambasciatore della Russia all’Onu e attuale presidente del Consiglio, Vitaly Churkin. L’ambasciatrice di Washington all’Onu, Susan Rice, ha riferito che il voto sulla bozza è previsto alle 10 ora locale (le 16 in Italia) di giovedì. Nel documento vengono identificate tre persone, un’azienda e un’organizzazione che saranno incluse nelle sanzioni se la misura sarà approvata. La bozza prevede che tutti i Paesi congelino le transazioni e i servizi finanziari che potrebbero contribuire allo sviluppo del programma nucleare o balistico della Corea del Nord. Applica inoltre restrizioni di viaggi e il divieto di esportazione di alcuni beni di lusso nel Paese asiatico. Condanna inoltre «nei termini più forti» l’ultimo test nucleare condotto da Pyongyang, ma al tempo stesso sottolinea l’impegno a cercare una «soluzione pacifica, diplomatica e politica» e chiede la ripresa di colloqui a sei.

Redazione CorSera Online

7 marzo 2013 | 11:35

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fonte corriere.it

Bnl-Unipol, Silvio Berlusconi condannato a un anno, 2 anni e 3 mesi al fratello

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Bnl-Unipol, Silvio Berlusconi condannato a un anno, 2 anni e 3 mesi al fratello

giovedì 7 marzo 2013 12:11

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MILANO (Reuters) – Il tribunale di Milano ha condannato oggi l’ex premier Silvio Berlusconi a un anno di reclusione nel processo per l’intercettazione telefonica pubblicata dal quotidiano ‘Il Giornale’ sulla tentata scalata di Unipol a Bnl.

I giudici inoltre hanno condannato il fratello dell’ex premier, Paolo, editore del quotidiano, a due anni e tre mesi.

A dicembre il pm aveva chiesto la condanna a un anno di reclusione per concorso in rivelazione di segreto ufficio per l’ex premier e a tre anni e tre mesi per Paolo, per le accuse di ricettazione e concorso in rivelazione di segreto d’ufficio, chiedendone invece l’assoluzione dall’accusa di millantato credito.

I fratelli Berlusconi sono imputati per la pubblicazione della telefonata, non depositata agli atti, tra l’ex segretario dei Ds Piero Fassino e l’allora presidente di Unipol Giovanni Consorte, in cui il politico pronunciava la famosa frase “abbiamo una banca”.

L’ex premier e il fratello hanno sempre respinto ogni addebito. – Sul sito http://www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su http://www.twitter.com/reuters_italia

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fonte it.reuters.com

De Gregorio: «Quel pranzo con la Cia e Mastella per far cadere Prodi»

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De Gregorio: «Quel pranzo con la Cia e Mastella per far cadere Prodi»

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di Sara Menafra

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ROMA – Un pranzo organizzato da Sergio De Gregorio con il capocentro della Cia a Roma, per parlare di come far cadere il governo Prodi. Presente l’allora ministro della giustizia Clemente Mastella, che mesi dopo abbandonerà il governo di centrosinistra dichiarando di essere vittima di accanimento giudiziario.
Stando al racconto dell’ex senatore idv che ha ammesso di aver ricevuto 3 milioni di euro per far cadere il governo, sarebbe stato in quella occasione, nell’estate 2007, che il capocentro della Cia avrebbe espresso chiaramente al ministro della giustizia che l’amministrazione americana avrebbe gradito che l’«esperienza» del governo Prodi terminasse.

IL PRANZO CON GORELICK
Che Sergio De Gregorio avesse parlato delle pressioni da parte dell’amministrazione era un fatto noto. Nella richiesta di custodia cautelare che lo riguarda, resa nota nei giorni scorsi, diceva esplicitamente che quando l’estate scorsa incontrò il senatore Marcello Dell’Utri gli raccontò «dell’intervento con gli americani per mandare a casa Prodi».

Ora che gli atti allegati alla richiesta sono stati messi a disposizione dei membri delle vecchie giunte di Camera e Senato, però, quel verbale omissato comincia a circolare. E il racconto fatto ai pm di Napoli che lo accusano di corruzione in concorso con Silvio Berlusconi è molto preciso: «Nell’estate del 2007 organizzammo un pranzo tra me, De Chiara, Mastella e Gorelick (Robert, capocentro della Cia a Roma dal 2003 al 2007 ndr) – spiega – Gorelick disse chiaramente a Mastella che l’amministrazione americana avrebbe mostrato riconoscenza a chi avesse messo fine ad un’esperienza del genere», sottinteso, ma il passaggio è esplicito, il governo Prodi.

Davanti a quelle richieste, Mastella avrebbe detto di non essere interessato per poi lasciare la tavola. Ma è un fatto che alcuni mesi dopo a gennaio del 2008 annuncerà le sue dimissioni dalla carica, motivate dalla “mancata solidarietà politica” da parte del centro-sinistra rispetto alla vicenda che lo vedeva indagato portando così alla fine del governo Prodi.

LA RISPOSTA DI MASTELLA
Il racconto di De Gregorioi, tira fuori dagli archivi un nome dimenticato: Enzo De Chiara italoamericano nato ad Aversa, rappresentante in Italia del partito repubblicano, che negli anni novanta vantava un’amicizia personale con Bill Clinton. L’inchiesta della procura di Aosta che lo tirava in bsllo, chiamata Phoney money, ipotizzava l’esistenza di una “nuova P2” che avrebbe riunito boiardi di Stato, alti gradi di polizia e Guardia di Finanza, faccendieri, uomini della Cia, con la copertura di ambienti della massoneria. De Chiara, definito allora «amico dell’amministrazione americana» ne avrebbe fatto parte anche come rappresentante in Usa dell’allora società telefonica Stet.

Interpellato, Mastella dice di ricordare quel pranzo: «Era una colazione, rimasi solo pochi minuti. Non avevo capito che l’americano presente fosse il capocentro Cia ma in ogni caso gli dissi di essere soddisfatto del mio incarico al governo». E aggiunge: «Mi stupì il rapporto tra De Gregorio e gli altri presenti». «Questa dichiarazione è una cosa enorme», commenta il deputato radicale Maurizio Turco che tra pochi giorni lascerà l’incarico: «Credo ancor più interessante dal punto di vista della sicurezza dello stato di qualsiasi altra affermazione del senatore De Gregorio».

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Berlusconi: De Gregorio? Costretto dai pm a mentire
Giovedì 07 Marzo 2013 – 09:32
Ultimo aggiornamento: 09:33
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Montepaschi, si suicida il capo della comunicazione David Rossi

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Montepaschi, si suicida il capo della comunicazione David Rossi

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di . All’interno articoli di e

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Non ha retto alla pressione degli ultimi mesi. Il clima, a Siena, con la caccia alle streghe e il libero sfogo al «codardo oltraggio» a contorno delle inchieste giudiziarie che coinvolgono la vecchia gestione di Banca Mps, era diventato davvero insopportabile per David Rossi. Il responsabile dell’area comunicazione del gruppo ieri è rimasto in ufficio fino a tardi, come al solito. Poi, alle 21, invece di tornare a casa dalla moglie Antonella, ha aperto la finestra che guarda sul retro di Rocca Salimbeni e si è buttato nel vuoto.

È morto sul colpo. I soccorsi sono stati immediati, ma il volo di oltre dieci metri non ha lasciato scampo a David. Chissà cosa è passato nella sua mente nei momenti che hanno preceduto il salto: il crollo di un sistema di potere locale nel quale, da persona per bene qual era, aveva creduto e aveva cercato di migliorare; il fango sull’immagine di manager e amici con cui aveva lavorato fianco a fianco per anni, come Giuseppe Mussari e Antonio Vigni; forse il timore che una carriera costruita con merito e prudenza potesse subire uno stop.

La perquisizione dell’ufficio e soprattutto dell’abitazione, ordinata dai magistrati due settimane fa, era stato un colpo duro. Dal quale stentava a riprendersi sul piano emotivo. A dispetto del carattere spigoloso, David era una persona sensibile. Un uomo introverso e sensibile. Che ha pagato per colpe non sue. Il gesto clamoroso non gli apparteneva e se ha fatto quello che ha fatto, vuol dire che aveva perso ogni lucidità di ragionamento e non riusciva più a dare un senso a ciò che stava accadendogli intorno: una reazione tragica ma non così stravagante in chi rischia di trovarsi a recitare ruoli che non aveva neppure lontanamente ipotizzato.

David, nato nel ’61 a Siena, era giornalista professionista. Dopo alcune esperienza in testate locali, aveva scelto la strada della comunicazione fondando insieme ad alcuni partner l’agenzia Freelance, per la quale ha curato personalmente le relazioni esterne del Comune di Siena. Nel 2001, quando Mussari è diventato presidente della Fondazione Mps, lo ha seguito all’Ente per poi passare, sempre con Mussari, al gruppo bancario di Rocca Salimbeni.

Laureato in storia dell’arte, era uomo di cultura e appassionato di musica, oltre che di calcio e basket (non perdeva una partita delle squadre senesi). Contradaiolo della Lupa e molto legato alla sua città, detestava ogni forma di provincialismo. Chi lo ha conosciuto per motivi di lavoro lo definisce un «professionista di livello nazionale», come del resto dimostrano i numerosi premi vinti con le campagne pubblicitarie e di comunicazione che nel tempo hanno coinvolto personaggi come Luciano Pavarotti e Giuseppe Tornatore. Proprio lo sport dal titolo «Una storia italiana» negli ultimi tempi aveva dato spunto a più di un sarcasmo da parte di chi gioiva dei problemi del Montepaschi.
Nel cestino dell’ufficio, al terzo piano dell’ala più moderna di Rocca Salimbeni, da dove David si è buttato, gli investigatori hanno trovato un foglietto accartocciato con scritto: «Ho fatto una cavolata». Forse un ultimo momento di lucidità, prima del nulla.

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fonte ilsole24ore.com