LA LETTERA – Io non ho paura. Sto con la nuova Resistenza

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Io non ho paura. Sto con la nuova Resistenza

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Ci stanno riprovando a spaventarci, lo fanno tutti i giorni dal dopo elezioni. Usando parole come ingovernabilità, instabilità, spettro, paralisi, ansia dei mercati, pericolo, baratro, si altera la percezione collettiva del risultato del voto, si insinua il dubbio per sminuire la portata del cambiamento. E’ così che si costruisce la paura del dopo, un film già visto e che non ha mai portato nulla di buono. I fantasmi dell’instabilità e del “debito sovrano” sono diventati una potente arma di controllo delle coscienze, usata sia dalle caste nazionali che dall’Europa delle lobby e delle banche.
Si insinua nel sentire collettivo l’idea che per soffrire meno sia meglio rimandare ancora una volta il vero cambiamento e salvare i responsabili del naufragio con un ‘ultima chance; continuare ,cioè, a rattoppare le falle anche quando la nave sta affondando.

E’ partita puntualmente anche la macchina del discredito con la radiografia sui neo parlamentari a 5 stelle, sulle loro dichiarazioni strappate a bruciapelo, di corsa su un marciapiede e sommariamente interpretate come linee di condotta politica o inquadramenti ideologici.
Per non parlare del falso mito della “esperienza, preparazione e competenza” per il mandato parlamentare! Come se avessimo dimenticato che le aule del Palazzo sono state affollate a lungo di persone”disonorevoli” per disonestà, immoralità e ignoranza abbondantemente documentata.

Ma la nuova Resistenza che il 24 e 25 febbraio con un tratto di matita ha detto Basta, non ci casca più. Perchè se è pur vero che il quadro che ne è uscito è uno dei più complessi, soprattutto se si considera che il Paese è allo stremo, è ipocrita fingere stupore e sorpresa, sia per la situazione ingarbugliata, che per la linea granitica del MoVimento che non può certo fare patti con la politica dello sfascio. Chi ha piena cognizione di causa e la consapevolezza che nel baratro già ci siamo da un pezzo, sa bene che vanno ringraziati non solo le migliaia di attivisti a 5 stelle, ma tutti gli otto milioni di Italiani che lo hanno votato per aver convogliato i peggiori sentimenti nei confronti della classe dirigente, in un laboratorio politico innovativo, pacifico e democratico. Indignazione e rabbia si sono trasformati in un fenomeno di aggregazione e condivisione straordinario, che si concretizza in una crescente attività di lavoro sui territori e questo è il fatto più rivoluzionario: aver riavvicinato i cittadini alla politica, quella delle cose da fare subito per il bene comune, della elaborazione di un pensiero diverso, della visione del domani.

Ma nessuno si illuda: il bagno di sangue c’è già e sarà ancora peggio.
La cronaca della disperazione, che ormai scandisce le giornate, ci conferma l’urgenza di segnali forti che non sono certo le agende a punti che promettono con vaghezza ciò che non è mai stato fatto.
Sul piatto va messa una pietanza sostanziosa, non insipidi antipasti. Si blocchino immediatamente le spese folli (TAV, spese militari, retribuzioni miliardarie dei manager, pensioni d’oro, finanziamenti ai partiti, costi e sprechi dei palazzi del potere e degli enti inutili, ecc) per recuperare risorse per le emergenze sociali più pressanti, nelle famiglie e nelle imprese. Poi si dichiari guerra all’economia malavitosa (non semplice piaga, ma Il problema del Paese) con le leggi mai fatt : conflitto d’interessi, anticorruzione, incandidabilità, voto di scambio…

Questo è un treno che sta passando velocemente e sul quale bisogna avere il coraggio di salire, accettandone anche gli inevitabili limiti dovuti soprattutto all’accelerazione dello sfascio politico e morale.
Indipendentemente da ciò che succederà nei prossimi mesi nei Palazzi, nulla sarà più come prima perchè il coraggio e la speranza si sono rimessi in moto.
“Io non ho paura… di quello che ci cambierà” ( F.Mannoia)

M.Teresa.Pistocchi
(attivista a 5 stelle di Ferrara)

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fonte lettere-e-risposte.blogautore.espresso.repubblica.it

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