“Grillo, permette una domanda?”, di Curzio Maltese

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Casaleggio e Grillo – fonte immagine

Grillo, permette una domanda?

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di CURZIO MALTESE

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A Berlusconi abbiamo fatto per anni tante domande, senza successo. A Grillo oggi se ne può rivolgere una sola. Questa: ma perché non consulta la sua base sull’eventuale alleanza col centrosinistra?

Beppe Grillo ha detto alla stampa tedesca che vuole far decidere la permanenza o l’uscita dall’euro dell’Italia attraverso un referendum on-line. Sarebbe una scelta storica, con conseguenze colossali e forse catastrofiche per la vita del Paese e l’economia europea, mondiale. Ma, spiega Grillo, queste sono le regole della nuova democrazia nell’era di Internet, dove non ci sono leader, uno vale uno e su tutte le decisioni, anche le più gravi, bisogna consultare direttamente la base attraverso il voto on-line. Benissimo. E allora perché non chiedere alla base degli elettori M5S, con un referendum, se vogliono o non vogliono allearsi per pochi mesi con il Pd allo scopo di approvare in Parlamento qualche urgente riforma, peraltro contenuta nei loro programmi?

Grillo, Casaleggio e tutti i cantori della democrazia on-line ammetteranno che si tratta di una scelta molto meno importante rispetto all’abbandono della moneta europea. Si tratta semplicemente di votare un accordo a termine, con pochi punti programmatici, dal quale si può recedere in qualsiasi momento, facendo mancare la maggioranza col voto di sfiducia, nel caso in cui gli impegni non vengano rispettati. Poca cosa davvero, al confronto di una drammatica uscita dall’euro, una strada dalla quale l’Italia non potrebbe mai più tornare indietro. E dunque, che cosa aspettano?

In questi giorni non si parla d’altro che di questo, fra italiani. Quelli che hanno votato Grillo e quelli che hanno votato centrosinistra o centrodestra. La domanda è una sola: che faranno adesso Grillo e Casaleggio? Ma perché Grillo? Perché Casaleggio? Non sono i leader, contano come qualsiasi altro, non si sono neppure fatti eleggere.

Il movimento 5 Stelle è nato per tornare a far contare i semplici cittadini, per restituire loro il potere decisionale usurpato dall’orrida partitocrazia. Quindi, di fronte alla prima importante scelta del movimento, dovrebbe essere naturale ricorrere alla consultazione on-line della base. Così come si è fatto per le parlamentarie. Se si è deciso in questo modo chi doveva andare in Parlamento, non si capisce perché non si debba sottoporre ai cittadini le prime scelte degli eletti. Grillo stesso se l’è appena presa con l’articolo 67 della Costituzione, sul libero mandato, sostenendo con qualche approssimazione democratica, che in questo modo i deputati e i senatori sono liberi di tradire il mandato degli elettori. Ha parlato di “circonvenzione di elettori”. Ma qual è il mandato? Chi lo stabilisce, Grillo o gli elettori stessi? Come fa Grillo a sapere, senza consultare nessuno, che gli elettori non vogliono l’alleanza col centrosinistra?

Chi scrive ha naturalmente una risposta prevenuta su tutto questo. Grillo e Casaleggio non lanciano la proposta di consultare la base del movimento sull’alleanza col centrosinistra perché, semplicemente, perderebbero. Due elettori del M5S su tre, forse di più, sono favorevoli a un accordo a termine per portare a casa qualche risultato immediato. Ripeto: Grillo e Casaleggio perderebbero. Quindi la consultazione non si fa, non se ne parla nemmeno. La democrazia della rete, la regola uno vale uno, la volontà dei cittadini sono tutte balle, nuova retorica, in realtà vecchissima, per sdoganare un altro partito padronale all’italiana, dove conta quello che decidono Grillo e Casaleggio, nelle belle ville un po’ troppo vicine alle spiagge per degli ecologisti convinti, emettendo di tanto in tanto il comunicato numero 56 o 57 ai fedeli. Come la pensano davvero i fedeli, e magari anche gli eletti, non conta un accidente.

Ma questa è la versione prevenuta di un giornalista mascalzone, servo dei partiti che stranamente ha passato la vita a criticare. Quindi non vale. Sarebbe più interessante conoscere a questo punto la verità, dai soli detentori di verità autorizzati, i leader, pardon: i portavoce del Movimento. Qualcuno vuole rispondere a questa banale domanda: perché non vogliono fare un referendum on-line sulla proposta di governo del Pd? La domanda è rivolta a Grillo e Casaleggio, in primis. Che non risponderanno, perché sono troppo furbi per farlo, come lo era Berlusconi. Ma il grande Dario Fo, padre culturale del movimento, magari potrebbe farlo. O Stefano Benni o uno dei tanti stimabili simpatizzanti del movimento. O la stessa base, gli elettori del Movimento 5 Stelle, che Grillo non consulta, ma dei quali a noi di Repubblica interesserebbe moltissimo conoscere l’opinione su questo tema. Qualcuno insomma in grado di chiarirci questo paradosso. Sì al referendum sull’euro, no al referendum sull’alleanza col centrosinistra. Qual è il problema? Le masse sono mature per scegliere se uscire dall’Europa, ma non abbastanza da decidere se accettare gli otto punti del Pd? In fiduciosa attesa, grazie.  (08 marzo 2013)

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fonte repubblica.it

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7 responses to ““Grillo, permette una domanda?”, di Curzio Maltese”

  1. pd valdengo says :

    L’ha ribloggato su CIRCOLO PD VALDENGO.

    • Roberto Cellai says :

      Non so come mai mi ha risposto codesto circolo che non conosco; io non sono iscritto a nessun circolo. In ogni modo sono contento di aver potuto trovare sul web , l’articolo che avevo letto da poco sul giornale ed aver potuto inviare a qualcuno la mia opinione in proposito, che coincide con quella di Maltese.

    • marco says :

      A Curzio Maltese
      riguardo al tuo articolo su repubblica”beppe,permetti una domanda”,vorrei capire su che basi affermi che due terzi degli elettori 5stelle approverebbero un accordo di governo con il pd?hai forse commissionato un sondaggio?o hai semplicemente contattato ad uno ad uno(ammesso fosse possibile) circa sei milioni di elettori?permettimi umilmente di ricordarti che se il 5 stelle ha ottenuto un così rotondo risultato elettorale è proprio perchè ha presentato un programma di completa rottura con la vecchia politica rappresentata da pd-pdl. Quali sarebbero secondo te i punti in comune tra pd e 5stelle?i grillini hanno più volte dichiarato che alcuni punti per loro sono irrinunciabili(no tav,no f35,no rimborsi elettorali,pubblicazione di chi ha aderito allo scudo fiscale,dimezzamento costi politica etc etc.)e,scusa se umilmente te lo faccio notare,sono punti che non trovo nel programma pd,se programma si possono definire gli otto punti, a dir poco vaghi e generici,usciti dal direttivo pd!!!! piuttosto perchè il tuo segretario bersani non fa propri i punti 5stelle?sono forse troppo di sinistra?o dovrebbe chiedere il permesso alle coop per la tav?e fassina che ne pensa di rinunciare a cicrca cento milioni di rimborsi elettorali?e dello scudo fiscale che ne pensa visto che non hanno votato contro ne lui ne il d’alemone?
      a parte il sarcasmo chi ti scrive è un elettore di sinistra stanco,infinitamente provato dalle continue coltellate alle spalle ricevute negli ultimi anni dal pd e che ormai trova molto più credibile la proposta di un comico che quella di chi ha condotto questo paese allo sfascio insieme a berlusconi e si presenta per l’ennesima volta come salvatore della patria…
      infine una proposta,tu che sei una firma importante del giornalismo di a bersani di accettare i punti del 5stelle già sopra enunciati,i grillini li voterebbero ad occhi chiusi e potrebbe governare come succede in sicilia,sgonfierebbe il movimento 5stelle,si fa la riforma elettorale e si tornerebbe a votare.
      pensa, bersani farebbe qualcosa di sinistra e vincerebbe le prossime elezioni per distacco!!!!
      ma sarebbe troppo di sinistra….

    • fabrizio lasorsa says :

      Ad esempio io ho votato 5 stelle e, pur essendo ancora convinto di avere scelto bene, penso che bisognerebbe approfittare di questa storica occasione per realizzare tre punti fondamentali per una ripartenza dell’italia: nuova legge elettorale, anticorruzione e conflitto di interessi. Quindi facciamole queste leggi, facciamole con bersani e poi iniziamo a discutere di f 35 e altro. Ma senza questa partenza non andremo da nessuna parte.

  2. Massimo says :

    Non è Grillo che oggi non vuole fare un governo col PD. E’ l’intero movimento che è sceso in piazza con Grillo per mesi per scalzare dai banchi del parlamento tutti i politici che ci hanno condotti fin dove siamo ora. La base per due terzi voterebbe favorevolmente ad un governo col PD? Ci dica le sue fonti! Se verificabili sapremmo che i due terzi degli elettori del mov 5 stelle stanno rinnegando uno dei principali obiettivi del movimento. Non credo proprio sia così! Trovo vergognoso scrivere cose del genere. Fa bene il movimento ad andare avanti col proprio mandato elettorale che non può prevedere accordi con i politici di professione, siano essi del PDL o del PD menoelle. Fa bene il movimento a non dialogare con la stampa italiana. Ciò che ho letto sopra ne la prova. Non acquisterò mai più quotidiani su cui Lei scrive.

    • Antonio says :

      beh… allora è più semplice di quello che Curzio Maltese dice… Basta sentire il movimento e chiederne il parere…democraticamente . Di cosa si ha paura?? perchè di paura si tratta.

  3. Lucignolo says :

    e a Lei, Massimo, chi ha detto che “l’intero movimento” non vuole appoggiare gli 8 punti di Bersani? Ci dica le sue fonti. Ha parlato con tutti, uno per uno? Non credo proprio sia così! Trovo vergognoso scrivere cose del genere.

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