IL PROCESSO CONTINUA – Berlusconi, visita fiscale in ospedale. I giudici: no a legittimo impedimento

Siamo lieti di offrirvi i contenuti dell’arringa a cui Ghedini ha rinunciato per protesta

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Udienza del processo d’Appello sui diritti tv – Ghedini per protesta rinuncia all’arringa

Berlusconi, visita fiscale in ospedale
I giudici: no a legittimo impedimento

La decisione della Corte d’Appello dopo il referto del medico legale e dello specialista incaricati dal tribunale

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Per i giudici della Corte d’Appello di Milano, l’infiammazione agli occhi di Silvio Berlusconi non costituisce «un legittimo impedimento assoluto alla partecipazione», e dunque il processo sui diritti tv può proseguire. La decisione è stata presa dopo il referto del medico legale e dello specialista di Oftalmologia, incaricati dal tribunale di effettuare la visita fiscale sul Cavaliere al San Raffaele. I medici hanno sottolineato che le «lamentate problematiche visive del paziente» – dolori all’occhio sinistro e fotofobia – tutt’al più possono «incidere sull’efficacia psicofisica dell’imputato».

LA RELAZIONE L’oculista Pasquale Troiano e il medico legale Carlo Goj, nella relazione sull’esito dell’accertamento, letta in aula dal giudice Alessandra Galli, spiegano che l’uveite è una patologia non nuova per Berlusconi che avrebbe avuto a che fare con episodi simili «negli ultimi 5 anni». I medici parlano di «offuscamento visivo» e confermano che l’ex premier è sottoposto a terapia midriatica sei volte al giorno e antinfiammatoria una volta l’ora. Cure ritenute «adeguate» per le sue condizioni. I camici bianchi infine precisano che «non sussiste un impedimento assoluto alla partecipazione all’udienza» pur sottolineando però che «la fotofobia, le lamentate problematiche visive e la sintomatologia dolorosa possano influire sull’efficienza psicofisica del soggetto».

RINUNCIA ALL’ARRINGA – Niccolò Ghedini, uno dei difensori di Silvio Berlusconi – imputato al processo in appello per il caso Mediaset -, ha chiesto di sentire in aula i consulenti, ma i giudici hanno respinto la richiesta e hanno chiesto all’avvocato di pronunciare la sua arringa. In aperta polemica con le toghe, però, Ghedini e Longo hanno rinunciato all’arringa limitandosi a presentare una memoria difensiva, dopo aver sottolineato la volontà dei giudici di voler arrivare in tempi brevissimi alla sentenza. A concludere l’udienza è stato l’intervento del difensore di Frank Agrama; si torna quindi in aula sabato prossimo. Il 23 marzo, salvo imprevisti, è attesa la sentenza d’appello. Ghedini ha definito «straodinaria» la fretta della Corte d’appello di Milano di arrivare a sentenza a «fine mese senza aspettare le motivazioni della sentenza di Cassazione (sul caso Mediatrade) e la pronuncia della Consulta». «Attendo un’altra sentenza di condanna, l’ho detto anche in aula», ha aggiunto Ghedini, dicendo di voler andare «al più presto davanti alla Cassazione dove spero in un’assoluzione». Per il legale «questo non è un modo di fare un processo super partes», e per questo «abbiamo rinunciato a discutere nel merito».

LA RICHIESTA – In apertura d’udienza, Ghedini aveva comunicato che Berlusconi rimarrà ricoverato probabilmente fino a lunedì, e come già fatto venerdì per l’udienza del processo Ruby, aveva chiesto di sospendere l’udienza per legittimo impedimento. A quel punto il procuratore generale Laura Bertolè Viale, come già venerdì il procuratore Ilda Boccassini, aveva chiesto una visita fiscale nell’ospedale milanese per verificare lo stato di salute del paziente. «Non c’è alcun dubbio che Berlusconi è ricoverato – ha detto il pg – «ma questo non rappresenta un’assoluta impossibilità a presenziare» e visto che in aula «non ci sono luci particolarmente forti» ha chiesto ai giudici che un medico di fiducia della Corte «vada al San Raffaele per accertare» che l’ex premier «sia davvero impossibilitato a venire in aula». Aula dove, ha ricordato il pg, il Cavaliere «è venuto una sola volta».

LA VISITA – Il collegio dei giudici della seconda corte d’appello di Milano, presieduto da Anna Galli, dopo circa tre quarti d’ora di camera di consiglio ha disposto che l’esperto in Oftalmologia Pasquale Troiano e il medico legale Carlo Goj facessero «con la massima urgenza» accertamenti per verificare lo stato di salute di Silvio Berlusconi. L’udienza è stata quindi sospesa. La visita fiscale è stata disposta per verificare se «il quadro clinico risulta incompatibile con la presenza dell’imputato in udienza». Diversa era stata, venerdì, la decisione per il processo Ruby, dove è stata accolta la richiesta dei difensori dell’ex premier di rinviare l’udienza senza disporre la visita fiscale chiesta dal pm Boccassini. La difesa di Silvio Berlusconi ha nominato un consulente di parte, il medico legale Umberto Genovese, per partecipare alla visita fiscale, che è iniziata poco dopo mezzogiorno ed è durata mezz’ora circa. Il Cavaliere non si è opposto alla visita, nonostante potesse farlo in quanto parlamentare.

IL PRIMARIO Venerdì sera è arrivato da Parigi, dove si trovava per un congresso, il direttore della Clinica oculistica dell’ospedale di via Olgettina, Francesco Bandello, che ha visitato Berlusconi venerdì sera e di nuovo sabato mattina, dopo che il Cavaliere aveva passato una «notte tranquilla». «Confermo che il presidente Berlusconi è affetto da uveite bilaterale (SCHEDA) – ha detto il dottor Bandello dopo la visita fiscale -. Il quadro appare solo parzialmente migliorato rispetto al momento in cui ieri mattina è stato deciso di trattenerlo in ospedale. Permangono nell’occhio sinistro numerose aderenze tra iride cristalloide anteriore che, solo molto parzialmente, hanno ceduto con la terapia midriatica e antinfiammatoria topica e sistemica in corso». «A noi appare opportuno che resti ricoverato. Io lo tratterei almeno fino a domani. Una persona che deve discutere di cose così importanti e che veda in qualche modo alterate le sue condizioni psicofisiche, mi pare che non sia messa nelle condizioni di poter svolgere a pieno la sua funzione di imputato», ha concluso il primario.

ZANGRILLO – «Continuiamo a ritenere il ricovero l’unica cosa corretta da proporre». Così il medico personale di Silvio Berlusconi Alberto Zangrillo, durante una conferenza stampa al San Raffaele di Milano. Zangrillo ha poi aggiunto: «Mi associo a quanto detto dal prof. Bandello che si è espresso su dati obiettivi. Parlare di condizioni psico-fisiche, allegria o arrabbiatura, è già qualcosa di molto più discutibile. Potremo aggiungere altro dopo aver letto quanto scritto dai medici legali». Il professor Zangrillo, dopo una domanda sull’esito della visita fiscale, si è alterato e ha lasciato la conferenza stampa.

GHEDINI – L’avvocato Niccolò Ghedini si è subito indignato per la richiesta di una visita fiscale, definita «un provvedimento al di fuori di ogni logica». Comunque, aveva aggiunto, «nessuna preoccupazione, vadano a fare qualsiasi accertamento. Abbiamo una certificazione medica che attesta l’assoluta necessità del suo ricovero. Non riusciamo a capire tutta questa fretta, anzi la capiamo benissimo, forse si vuole arrivare in tempi brevissimi a una sentenza». «Anche se i medici dicono che Berlusconi si deve presentare qui in barella e con gli occhiali neri», ha aggiunto Ghedini, una sospensione dell’udienza «non incide sulla prescrizione», dato che il legittimo impedimento blocca la prescrizione.

INTERDIZIONE DAI PUBBLICI UFFICIIl processo di secondo grado per il caso Mediaset dovrebbe concludersi il prossimo 23 marzo. Come ha ricordato Ghedini, la prescrizione scatterebbe soltanto nel luglio del 2014. Ma la Procura generale di Milano ha chiesto, oltre che la condanna a 4 anni, anche l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Se il processo si concludesse con una condanna, Berlusconi non rischierebbe il carcere, per l’età, ma sarebbe colpito dall’interdizione e non potrebbe più candidarsi.

Redazione Milano CorSera online

9 marzo 2013 | 18:14

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fonte corriere.it

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