Presidenze e governo ad hoc, l’offerta di Bersani ai grillini

https://i1.wp.com/www.ilmessaggero.it/MsgrNews/MED/20130310_bersani_9i.jpg

Presidenze e governo ad hoc, l’offerta di Bersani ai grillini

Sul piatto la guida di Montecitorio e di alcune commissioni parlamentari. Napolitano ha pronta la carta di riserva: il governo del presidente con Saccomanni

.

di Alberto Gentili

.

ROMA – Nessuno conosce ancora lo schema di gioco per il Risiko istituzionale. «E nessuno lo conosce», dice un alto esponente del Pd, «perché nessuno sa come finirà con i grillini…». È tutto qui. Finché Pier Luigi Bersani, cui spetta dare le carte visto che il Pd ha la maggioranza assoluta alla Camera e relativa in Senato, non capirà come finirà l’operazione di aggancio del Movimento5Stelle non si conoscerà il destino delle presidenze di Camera e Senato. Eppure al giorno della verità, fissato per sabato 16 marzo, ormai manca meno di una settimana.

IL METODO
Domani Bersani riunirà gli eletti. «E in quella sede», come spiega Maurizio Migliavacca, «verrà impostato il metodo di confronto, di apertura e contatto con gli altri gruppi parlamentari». E verrà nominata la delegazione di ambasciatori incaricata di incontrare «alla luce del sole, senza trattative sotterranee», i capigruppo grillini Vito Crimi e Roberta Lombardi. Obiettivo: convincerli, in nome degli ”otto punti”, a concedere la fiducia al probabile governo Bersani. «Altrimenti si andrà dritti alle elezioni e Grillo perderà», teorizza il segretario del Pd, «visto che i cittadini non premiano la protesta fine a se stessa, ma chiedono governabilità. Vogliono gente che non urla e basta, ma è capace di sudare e faticare per risolvere i problemi dei cittadini».

L’ARROCCO
Insomma, si apre una settimana di intenso lavoro ai fianchi del M5S. Nel frattempo il Pd è davanti a un bivio. Chi non crede all’accordo con i grillini, o con una loro parte, propone «l’arroccamento» in stile 2006, quando la maggioranza risicatissima guidata da Romano Prodi prese la presidenza della Camera (Fausto Bertinotti), quella del Senato (Franco Marini) e portò al Quirinale Giorgio Napolitano. Arroccamento che in questa occasione si tradurrebbe nella presidenza della Camera affidata al democrat Dario Franceschini e la presidenza del Senato (a partire dalla quarta votazione quando si andrà al ballottaggio tra i due candidati più votati) consegnata a Scelta civica di Mario Monti (mossa utile in vista di una possibile alleanza elettorale». Il nome? Visto che il premier è utile che resti a palazzo Chigi fino all’individuazione di un nuovo governo, i candidati centristi sono Pietro Ichino e Linda Lanzillotta. Con un problema non da poco: Pdl e M5S potrebbero far mancare il numero legale nell’aula del Senato al momento del voto.
Se fosse questo lo schema, il prossimo presidente della Repubblica potrebbe essere Romano Prodi. Secondo alcuni l’ex premier potrebbe portare in dote (visti gli antichi rapporti con Grillo e Casaleggio) un folto drappello di grillini. Insomma, capovolgendo il percorso (per il Colle il Parlamento si riunirà il 15 aprile), sarebbe l’elezione per il Quirinale a favorire l’accordo per palazzo Chigi e non viceversa.

L’APERTURA
L’altra strada che potrebbe imboccare Bersani, anche per rispondere all’appello di Giorgio Napolitano che raccomanda «coesione», è quello di aprire la partita delle presidenze al M5S. In questo caso al Senato potrebbe andare la capogruppo uscente del Pd, Anna Finocchiaro, e alla Camera la neo capogruppo grillina Roberta Lombardi. Al momento (nonostante le dure critiche di Matteo Renzi che parla di «scilipotismo») questa è l’ipotesi più probabile, anche perché potrebbe risultare utile ad ammorbidire i seguaci di Grillo. La prova: le parole di Enrico Letta che sul piatto getta anche le presidenze delle Commissioni. «Nel nostro Paese è sempre accaduto che fossero spettanza del partito di maggioranza», dice il vicesegretario Pd, «ma noi proporremo che le Commissioni siano divise tra i diversi partiti, anche per realizzare l’appello di Napolitano».

IL GOVERNO AD HOC
Nel frattempo, Bersani sta studiano una squadra di ministri in grado di convincere i grillini. Si parla, tra gli altri, di Stefano Rodotà, di Gustavo Zagrebelsky, del pm castigatutti Raffaele Guarinello. Basterà? Di certo c’è che Napolitano già studia il “piano B” scartato dal segretario democratico: un governo tecnico svincolato dai partiti. E visto che il declassamento del rating da parte di Fitch è suonato come l’avvisaglia di una nuova tempesta finanziaria, si pensa a un economista. Il nome più accreditato: Fabrizio Saccomanni, direttore generale di Bankitalia, apprezzato anche dal Pd. Un problema in più per Bersani ad invocare il voto anticipato.

.

Grillo commenta i risultati: il ritorno di Berlusconi è un crimine…

Letta (Pd): no al ritorno al voto immediato

“Ho sposato un deficiente”: così parlò la signora Grillo

Bersani: siamo arrivati primi ma non abbiamo vinto
.
Domenica 10 Marzo 2013 – 10:19
Ultimo aggiornamento: 10:20
.

One response to “Presidenze e governo ad hoc, l’offerta di Bersani ai grillini”

  1. pd valdengo says :

    Reblogged this on CIRCOLO PD VALDENGO.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: