CASO ASSURDO E CRUDELE – Cure Stamina: sì a lui, no alla sorella, una nuova sentenza riapre il caso

Cure Stamina: sì a lui, no alla sorella una nuova sentenza riapre il caso
Salvatore Bonavita, fratello di Erika

Cure Stamina: sì a lui, no alla sorella
una nuova sentenza riapre il caso

Torino, Erika Bonavita non potrá usufruire della stessa terapia concessa al fratello da altri giudici. Entrambi i giovani soffrono della stessa malattia neurodegenerativa. L’ultimo di una serie di verdetti discordanti

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di SARAH MARTINENGHI

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Erika Bonavita non potrà essere curata con la terapia Stamina. La sorella di Salvatore, anche lei affetta dalla stessa terribile malattia neuro degenerativa, il morbo di Newmann Pick, non ha ottenuto l’autorizzazione dei giudici a sottoporsi alle cure compassionevoli, a differenza del fratello per il quale il tribunale del Lavoro la scorsa settimana aveva espresso parere positivo. “È assurdo – ha commentato il padre Luigi Bonavita – anche perché nel caso di Erika avevamo persino già il parere positivo del comitato etico dell’ospedale”.

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È la seconda volta che la magistratura si esprime in maniera contraria alla terapia  per la donna che ora ha 35 anni: in primo grado già il giudice Patrizia Visaggi si era detta contraria. Il padre aveva fatto reclamo contro il provvedimento d’urgenza, e questa volta il tribunale presieduto da Marco Buzano ha sostenuto la legittimità dell’Aifa nel disporre il blocco della terapia.

Nel caso di Salvatore invece, solo pochi giorni fa, il giudice Mauro Mollo aveva acconsentito a somministrargli le cellule staminali dopo aver guardato un filmato che dimostrava i benefici ottenuti dal ragazzo dopo un ciclo di cure effettuate nel 2008. Sabato il ministero della Salute aveva affermato la disponibilità dell’ospedale Maggiore di Milano a effettuare nel loro laboratorio la terapia con le cellule staminali di Davide Vannoni. La cura quattro anni fa era stata messa sotto inchiesta dalla procura di Torino e da allora è sempre stata al centro di polemiche e discussioni che hanno diviso la comunità scientifica e i giudici.

(11 marzo 2013)

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fonte repubblica.it

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