Archivio | marzo 13, 2013

Nuovo Papa: fumata bianca, boato a San Pietro. Attesa per il nome: favorito Scola / Enzo Bianchi e Il Papa sbagliato

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Nuovo Papa: fumata bianca, boato a San Pietro. Attesa per il nome: favorito Scola

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di Fabrizio Angeli e Laura Bogliolo

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ROMA – Il nuovo Pontefice è stato scelto: l’evento storico è stato segnalato dalla fumata bianca dal comignolo della Cappella Sistina dove i cardinali sono riuniti Il pontefice è stato eletto al quinto scrutinio dopo le fumate nere di ieri sera e di questa mattina.

In piazza è partito il toto papa, dopo l’entusiasmo per la fumata bianca, ora il pensiero è quello di sapere chi sarà. Il più «gettonato» nelle previsioni sembra essere Angelo Scola.

Lo stemma del Vaticano e la scritta “Habemvs Papam”. Così il sito ufficiale della Santa Sede accoglie i visitatori subito dopo la fumata bianca.

Benedetto XVI da Castelgandolfo vedrà in tv il suo successore. Dalla televisione il Papa emerito sta seguendo momento per momento le fasi che a breve porteranno il nuovo Papa ad affacciarsi alla loggia del Palazzo apostolico.

La procedura. Subito dopo l’esito del voto, il cardinale decano Giambattista Re si è rivolto al porporato scelto con la domanda sull’accettazione: «Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice? – Con quale nome vuoi essere chiamato?». Subito dopo è avvenuta la bruciatura delle schede e la fumata bianca. Lo riporta la Radio Vaticana sul suo sito. Il nuovo Papa, fa sapere, si reca nella cosiddetta «Stanza delle Lacrime» ad indossare una delle tre le vesti papali già pronte. Al suo ritorno ha luogo una breve cerimonia con una preghiera, la lettura di un passo del Vangelo che può essere il «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa», oppure «Pasci le mie pecorelle», e una preghiera. In questa preghiera entrano come attori il primo dell’Ordine dei Diaconi, il primo dell’Ordine del Presbiteri, il primo dell’Ordine dei Vescovi. Segue l’atto di ossequio dei cardinali, cioè tutti i Cardinali presenti passano a manifestare il loro ossequio e la loro obbedienza al nuovo Papa. Quindi tutti insieme, cantano il «Te Deum».

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fonte ilmessaggero.it

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Il Papa sbagliato

“Non si dica che il nuovo papa sarà automaticamente colui che lo Spirito santo vuole”, spiega Enzo Bianchi su Repubblica

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Enzo Bianchi, fondatore e attuale priore della Comunità monastica di Bose, una comunità religiosa formata da monaci di entrambi i sessi provenienti da chiese cristiane diverse, scrive oggi su Repubblica le sue impressioni sull’imminente elezione del nuovo papa. Bianchi fa un’interessante riflessione su quello che per i credenti rappresenta l’elezione del papa, ricorda che i cardinali sono liberi di obbedire o fare resistenza a quanto loro “indicato” dallo Spirito santo e che “non è chiesto al cattolico negare a se stesso uno spirito critico”.

Con la messa Pro eligendo Pontifice è iniziato il processo di discernimento e di elezione del nuovo vescovo di Roma. Il cardinale decano Sodano ha donato ai cardinali e alla chiesa tutta un’omelia che ha voluto essere un commento alle letture bibliche previste. E non ha tenuto una “orazione” che delineasse, magari in modo velato, il profilo di un candidato. Nessuna indicazione, se non quelle che scaturiscono dal vangelo che addita al povero pescatore di Galilea una sola condizione per essere pastore della chiesa: amare Cristo al di sopra di tutte le altre cose e, di conseguenza, amare la chiesa che gli è affidata con saldezza e misericordia. Questo è ciò che ogni autentico cattolico può chiedere al Signore, insieme all’invocazione allo Spirito perché renda docili le menti dei cardinali.

Non si dica che il nuovo papa sarà automaticamente colui che lo Spirito santo vuole: sarà chi i cardinali hanno voluto che fosse e, quindi, sarà secondo la volontà dello Spirito santo se questi vi avranno obbedito. Lo Spirito santo – se viene ascoltato – può agire solo attraverso gli elettori, ma questi restano liberi di fargli obbedienza o di resistergli. La storia del papato e di tutte le autorità della chiesa dovrebbe ricordarcelo e ci dovrebbe trattenere dallo stabilire un nesso incondizionato tra il nuovo papa designato e la volontà dello Spirito santo. Se questa è la lettura che un cattolico fa del processo di elezione papale, una volta che il papa è eletto legittimamente, il cattolico farà obbedienza, accogliendolo come vescovo di Roma e quindi come successore di Pietro: nella chiesa l’appartenenza è ordinata e dev’essere leale, sincera, pronta.

(Continua a leggere sulla rassegna stampa della Camera)

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fonte ilpost.it

I papabili in 10 ritratti (da cliccare)

I cardinali

I papabili in 10 ritratti

Dalle nuove tecnologie al confronto con l’Islam Biografie e profili dei favoriti del Conclave

 (cliccare sui disegni per leggere i profili)

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Testi di Luigi Accattoli
Disegni di Guido Rosa

  • Timothy Dolan
    Lo «yankee» comunicatore
  • Péter Erdö
    Il teologo che parla sette lingue
  • Sean Patrick O’Malley
    In saio e sandali ma con un blog
  • Marc Ouellet
    Unisce Nord e Sud delle Americhe
  • Gianfranco Ravasi
    Biblista e scrittore, punta sul dialogo
  • Francisco Robles Ortega
    Il messicano tenace che ama Twitter
  • Odilo Pedro Scherer
    «Tolleranza zero» contro gli scandali
  • Angelo Scola
    Pastore e studioso lontano dalla Curia
  • Luis Antonio G. Tagle
    Il «giovanissimo» che viene dall’Asia
  • Peter K. A. Turkson
    Africa e natura le sue missioni

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testi di Luigi Accattoli
disegni di Guido Rosa

13 marzo 2013 | 13:03

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fonte corriere.it

Grillo: “Napolitano riceve PdL al Quirinale, povera Italia”

Beppe Grillo

L’ambasciatore USA ai liceali: agite per il cambiamento come i 5 Stelle

Grillo: “Napolitano riceve PdL al Quirinale, povera Italia”

Nuovo attacco a Giorgio Napolitano dal blog di Beppe Grillo, che in un lungo post non risparmia nessuno: istituzioni, partiti politici, parlamentari

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Roma, 13-03-2013

“Povero Paese dove un presidente della Repubblica invece di andare in prima serata in televisione a condannare un atto eversivo di portata enorme come la triste sfilata di parlamentari negli uffici giudiziari, riceve Alfano (ex ministro della Giustizia…) al Quirinale il giorno dopo”. Nuovo attacco a Giorgio Napolitano dal blog di Beppe Grillo, che in un lungo post non risparmia nessuno: istituzioni, partiti politici, parlamentari.

La protesta PdL
“Povero Paese – si legge sul blog – dove deputati e i senatori della Repubblica si umiliano in gruppo per il loro padrone e occupano un tribunale della Repubblica senza che nessuno intervenga, senza il minimo pudore. Come faranno a guardarsi in faccia?”.

Il dopo voto
“Povero Paese dove nel dopo elezioni si discute solo di alleanze, di poltrone, di cariche, di spartizioni e non di economia, di lavoro, di soluzioni ai problemi quotidiani”.

I media italiani
“Povero Paese – prosegue – con l’informazione peggiore (di gran lunga) dell’Occidente che usa il suo potere per infangare chiunque voglia il cambiamento, la trasparenza, la pulizia morale”.

Bersani
“Povero Paese – insiste – dove da vent’anni non esiste opposizione, ma un inciucio alla luce del sole, con un pdmenoelle incapace di pronunciarsi immediatamente sull’attacco alla magistratura di Milano, loro che volevano smacchiare i giaguari”.

Mps
“Povero Paese dove il Monte dei Paschi di Siena è scomparso dall’informazione, il piu’ grande scandalo economico della Repubblica relegato in una nota a pie’ pagina”.

Un Paese senza colpevoli
“Povero Paese – continua la requisitoria del leader 5 Stelle – dove nessuno si prende la responsabilità dello sfascio economico e morale, non il pdl, non il pdmenoelle, non le istituzioni, non le authority che dovevano vigilare, sembra che l’Italia sia stata governata da fantasmi. Un Paese senza colpevoli. Povero Paese dove sui giornali e sulle televisioni dei partiti la verità è stravolta, il boffismo è consuetudine, e nessun organismo internazionale, a iniziare dalla UE si sente in obbligo di intervenire”.

Il Porcellum
“Povero Paese dove la legge elettorale e’ in mano ai partiti che la usano, la modificano, la stravolgono per la loro convenienza e non per dare una vera rappresentanza ai cittadini”.

Il Parlamento esautorato
“Povero Paese dove il Governo si è sostituito per un decennio al Parlamento (formato da “nominati” dai segretari di partito dopo un’osceno mercato delle vacche) e legifera a colpi di decreti legge. Povero Paese, che si dice democratico, dove le leggi popolari, come Parlamento Pulito, non sono neppure discusse e i risultati dei referendum ignorati”, conclude Grillo.

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fonte rainews24.it

METEO – Continua l’ondata di gelo sull’Europa. Disagi in Toscana, allerta per i fiumi

Continua l'ondata di gelo sull'Europa  Disagi in Toscana, allerta per i fiumi

Continua l’ondata di gelo sull’Europa
Disagi in Toscana, allerta per i fiumi

Non si arresta il maltempo che sta investendo intere zone dell’Europa. In Italia Livorno è senz’acqua per un fulmine che ha mandato in tilt il sistema idrico. A Firenze c’è attenzione per il livello dell’Arno

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ROMA -Non accenna a diminuire l’ondata di maltempo che si è abbattuta da alcuni giorni sull’Europa, in particolare su Francia, Belgio e Regno Unito. Si contano già due vittime in Bretagna e Normandia, mentre si registrano ancora disagi nei trasporti aerei. L’aeroporto di Francoforte risulta al momento chiuso alle operazioni, mentre gli scali parigini e quello belga hanno dovuto limitare gli arrivi e le partenze dei voli a causa delle forti nevicate.

In compenso è ripresa la circolazione dei treni ad alta velocità (tgv) Thalys in partenza da Parigi e diretti in Belgio, Paesi Bassi e Germania, e l’Eurostar diretto in Gran Bretagna. “Parigi è di nuovo collegata con le principali capitali regionali, in particolare Amiens, Rouen e Caen”, nel Nord Ovest del Paese, ha riferito la società nazionale delle ferrovie francesi (Sncf).

Anche il nostro Paese è stato colpito da forti perturbazioni. Nella Capitale, impegnata in questi giorni a gestire anche l’afflusso di pellegrini giunti per il Conclave, piove incessantemente da 48 ore. Forti disagi in Toscana: a Livorno un fulmine ha messo fuori uso ieri sera la rete idrica. In città ci sono circa 100 mila persone ancora senz’acqua corrente, nonostante si sia lavorato durante tutta la notte per tornare al più presto ad un ripristino totale della fornitura. Allerta anche a Firenze, dove il livello del fiume Arno è tenuto costantemente sotto controllo.

Previsioni del tempo in Italia. “Ombrelli e giacconi a portata di mano, non è ancora giunto il momento di fare il cambio di stagione negli armadi”. Lo dice il meteorologo di 3bmeteo.com Francesco Nucera che annuncia una veloce ondata di freddo tra domani e sabato quando, sul nostro Paese arriverà un’aria artica che assedierà la penisola in una morsa invernale. Il sud e le zone adriatiche le più interessate. “La perturbazione arriverà dalle lontane Svalbard, dal mare glaciale artico – prosegue l’esperto – Dopo un lungo viaggio terminerà la sua corsa sul Mediterraneo. Farà da battistrada a una stoccata di aria artica che interesserà la penisola per qualche giorno, come in un classico colpo di coda invernale”.

Le regioni più interessate sono: Emilia Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo e Molise con fiocchi di neve fino a quote basse. Ma la neve si farà vedere in collina anche su Lazio, Campania, Lucania, Puglia, Calabria, Sardegna e Sicilia. Dove non nevicherà ma imperverseranno piogge e rovesci, anche intensi sulle Tirreniche di Campania e Calabria. Venerdì sarà la giornata più fredda con temperature che andranno sotto le medie del periodo anche di 4/5 gradi.

Il calo termico complessivo sarà di 10 gradi rispetto ai giorni scorsi. Soffieranno inoltre venti forti di bora e maestrale e i mari risulteranno in burrasca. Sabato prevarrà il bel tempo quasi ovunque e le temperature aumenteranno. Ma non è finita, dice Nucera: “Domenica tornerà nuovamente il maltempo e potrebbe nevicare al nord ovest a bassa quota”. Secondo l’esperto la primavera è ancora lontana: “Di anticicloni per il momento neanche a parlarne e le eventuali fasi soleggiate avranno solo carattere temporaneo. Altre piovose perturbazioni sono attese nei prossimi dieci giorni con temperature altalenanti”.

(13 marzo 2013)

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fonte repubblica.it

Marò, proteste del parlamento indiano. Il premier: “L’Italia rispetti gli impegni o ci saranno conseguenze internazionali”

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Marò, proteste del parlamento indiano
Il premier: l’Italia rispetti gli impegni o ci saranno conseguenze internazionali

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NEW DELHI – Il primo ministro indiano Manmohan Singh è intervenuto oggi alla Camera dei deputati a New Delhi, dove, sotto forti pressioni dell’opposizione che esigeva un dibattito, ha rilasciato una dichiarazione in cui ha parlato di «gravi conseguenze nelle nostre relazioni con l’Italia» se essa «non mantiene la parola data e fa ritornare i marò a New Delhi».

Non vi possono essere due diverse opinioni – ha detto ai deputati – sulle azioni intraprese dal governo italiano su questa questione. «Il mio governo – ha proseguito -ha già chiarito che queste azioni del governo dell’Italia non sono accettabili. Esse violano tutte le regole del comportamento diplomatico e rimettono in questione impegni solenni garantiti da rappresentanti accreditati di un governo sovrano alla nostra Corte Suprema».

Essi, ha proseguito, sotto nessun punto di vista, sono nell’interesse di ogni relazione bilaterale che deve funzionare in base alla fiducia. Per cui, si dice ancora, «il nostro governo ha insistito che le autorità italiane rispettino le dichiarazioni giurate che hanno offerto alla Corte Suprema e facciano le due persone accusate per un processo in India». Se le autorità italiane «non manterranno la parola data – ha concluso – vi saranno conseguenze nelle nostre relazioni con l’Italia».

È unanime oggi la richiesta di un ritorno a New Delhi dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone da parte della stampa indiana, che sottolinea «lo sbalordimento» del governo del premier Manmohan Singh per la trasgressione dell’impegno assunto dalla Repubblica italiana davanti alla Corte Suprema. «L’Italia deve rispettare i suoi impegni», sostiene The Hindu commentando la convocazione dell’ambasciatore Daniele Mancini da parte del sottosegretario agli Esteri Ranjan Mathai. Lo stesso giornale e un altro, Mail Today, usano la frase ‘The Italian job’ (Un lavoro all’italiana) per descrivere l’annuncio da parte di Roma che i due marò resteranno a casa. Usa questo concetto in prima anche l’Hindustan Times, il quale sostiene che ‘Il tradimento italiano sbalordisce l’India’.
Secondo il giornale il governo indiano sta esaminando varie possibili reazioni di carattere diplomatico, politico ed economico. Fra queste sia The Indian Express sia The Times of India sottolineano l’ipotesi di una richiesta di allontanamento dell’ambasciatore Daniele Mancini, il quale ha apposto la sua firma alla dichiarazione giurata consegnata alla Corte Suprema a sostegno di un ritorno di Latorre e Girone dopo le quattro settimane di permesso accordate. Infine, The Times of India conferma che Harish Salve, l’avvocato che ha sostenuto le ragioni dei marò in Corte Suprema ha manifestato totale disaccordo con la strategia adottata dall’Italia e non tornerà più ad assumere la loro difesa. In una intervista, Salve ha confermato che «non difenderò la decisione del governo italiano di non far ritornare i marò. La Repubblica italiana deve rispettare l’impegno preso con la Corte Suprema». «Io sono prima di tutto un funzionario nella Corte e poi un avvocato per i clienti che mi contrattano. L’azione del governo italiano è inaccettabile. Spero che una diversa opinione prevalga e che il governo italiano onori l’impegno preso con la Corte».

Mercoledì 13 Marzo 2013 – 10:06
Ultimo aggiornamento: 12:19
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Grillo: “Italia de facto già fuori dall’euro. Ci lasceranno andare come una patata bollente” / Beppe Grillo: „Italien ist de facto schon raus aus dem Euro“

Grillo: "Italia de facto già fuori dall'euro. Ci lasceranno andare come una patata bollente" (agf)

Grillo: “Italia de facto già fuori dall’euro.
Ci lasceranno andare come una patata bollente”

Il leader del Movimento Cinque Stelle, intervistato dal quotidiano tedesco “Handelsblatt”, traccia uno scenario sul futuro economico del nostro Paese. Lancia un referendum online su euro e definisce Monti un “liquidatore per conto delle banche”. Nel pomeriggio prevista la riunione dei 5 Stelle che proporrà i nomi per la presidenza delle Camere. Cicchitto: “Grave responsabilità del Pd”

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ROMA – L’Italia è “de facto già fuori dall’euro”. La prospettiva poco beneaugurante è di Beppe Grillo, intervistato dal quotidiano tedesco “Handelsblatt”. Il leader del M5S ritiene che i governi dei paesi nordeuropei manterranno Roma entro l’Eurozona “fino a che non riavranno gli investimenti effettuati dalle loro banche sui titoli di stato italiani. Dopo di che ci lasceranno cadere come una patata bollente”.

Referendum sull’euro. Grillo ha anche menzionato nell’intervista la possibilità di un referendum popolare sull’euro: un abbandono della moneta unica non sarebbe, ha detto, una decisione “che prendo io da solo”, ma sarebbe una scelta dei cittadini con un referendum online esattamente come per il trattato di Lisbona, “tutti temi – dice – sui quali non si è tenuto conto della costituzione”.

Più democrazia in Europa. Dopo aver definito l’ex premier, Mario Monti, “un amministratore fallimentare per conto delle banche che, invece di tagliare in alto i salari dei top-manager o dell’apparato dello stato, ha appioppato tasse più elevate in basso ai cittadini”, il capo dei 5 Stelle dice che l’Europa “non deve avere paura” del suo movimento, che è “come la rivoluzione francese, ma senza ghigliottina”. E’ necessaria, però, una netta svolta e “più democrazia” e l’Europa ha, comunque, bisogno di “un piano b”. “Perché – si chiede Grillo – non abbiamo una politica comune sul fisco o sull’immigrazione? Perché si è arricchita solo la Germania?”.

Aspettando i candidati. In attesa della riunione dei parlamentari M5S prevista questo pomeriggio a Montecitorio, per decidere i nomi da proporre per le presidenze dei due rami del Parlamento, nel dibattito interviene il Pdl per bocca di Fabrizio Cicchitto, che giudica “grave” l’ipotesi che il Pd consegni la presidenza della Camera al M5S: “Non sappiamo se il gruppo dirigente del Pd ha la piena consapevolezza di ciò che sta facendo – dice Cicchitto – sta meditando di consegnare la presidenza della Camera ad un movimento politico che vuole radere al suolo le principali istituzioni politico parlamentari”.

Protesta contro il rigassificatore. Intanto i parlamentari M5S portano a casa un primo risultato. Dopo il sit-in di questa mattina davanti al ministero dello Sviluppo Economico contro la costruzione di un rigassificatore in Calabria nella piana di Gioia Tauro, considerato dai 5 Stelle come un’ opera “inutile pericolosa, costosa, inquinante e non voluta dalla popolazione locale”, il Mise ha bloccato il nulla osta per la realizzazione dell’impianto.

Crimi su Facebook si rivolge a “PDmenoelle e PDL”. Nonostante sia ormai un senatore della Repubblica, per di più capogruppo in pectore dei senatori a cinque stelle, Vito Crimi non ha modificato il linguaggio nelle comunicazioni rendendole più consone al suo nuovo ruolo. Infatti, eccolo su Facebook continuare a chiamare le controparti politiche in Parlamento “PDmenoelle e PDL”, come fa Grillo, che però dal Parlamento resta fuori.

Ma ecco la sfida di Crimi: “Visto che tutti sostenete di voler fare solo gli interessi del popolo, che sostenete la necessità di avere un governo perché si possa dare risposta alla crisi che sta attraversando questo paese, non perdiamo tempo, non perdiamoci in chiacchiere, e anche con le consultazioni in corso costituiamo e facciamo iniziare a lavorare le commissioni”.

Sempre via Facebook, l’esponente grillino aggiunge: “Non subordiniamo l’attività parlamentare alla fiducia al governo, al più è il contrario in quanto l’inizio dell’attività governativa dipende dal Parlamento….”. “Non perdiamo un mese e mezzo come è prassi, sarebbe anche una mensilità inutile di stipendio per mille parlamentari”, è l’ulteriore considerazione in stile con la lotta ai costi della politica.

“Subito a lavoro per realizzare tutti insieme i veri tagli ai costi della politica e utilizzare quelle prime risorse liberate per intervenire in tutte quelle situazioni di disagio economico, penso agli esodati, ai disabili ecc ecc.. Mettiamo in moto i meccanisni regolamentari per dare questa accelerata ..sarebbe – conclude – il migliore, se non unico, segno che avete sentito quello che gli italiani vi hanno urlato nelle cabine elettorali”.
(13 marzo 2013)

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fonte repubblica.it

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Beppe Grillo

 

„Italien ist de facto schon raus aus dem Euro“

13.03.2013, 06:36 Uhr

exklusiv  – Beppe Grillo, Protestpolitiker und Wahlsieger von Rom, will über die Zukunft Italiens in der Euro-Zone abstimmen lassen. Er schlägt ein Online-Referendum zum Euro vor. Auch auf Mario Monti ist er nicht gut zu sprechen

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Beppe Grillo führt die Protestbewegung „Fünf Sterne“ an. Quelle: dpa
Beppe Grillo führt die Protestbewegung „Fünf Sterne“ an. Quelle: dpa
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MailandDer italienische Politiker und Überraschungssieger der letzten Parlamentswahl, Beppe Grillo, glaubt nicht an den Verbleib Italiens in der Euro-Zone. „De facto ist Italien doch schon aus dem Euro raus“, sagte der Vorsitzende der Partei „Fünf Sterne“ in einem Interview mit dem Handelsblatt (Mittwochausgabe). Er gehe davon aus, dass auch die nordeuropäischen Staaten Italien nur so lange halten würden, „bis sie die Investitionen ihrer Banken in italienische Staatsanleihen wieder reingeholt haben. Dann werden sie uns fallen lassen wie eine heiße Kartoffel“.

Grillo deutete eine Volksentscheidung zum Euro an. Er beschließe einen Austritt aus dem Euro aber „nicht allein“ sondern würde „ein Online-Referendum zum Euro machen“. Genauso wie zum Vertrag von Lissabon. Dies seien „alles Themen, bei denen unsere Verfassung außer Acht gelassen wurde“.

Grillo-Interview zum Download „Warum hat sich nur Deutschland bereichert?“

Beppe Grillo und seine Bewegung „Fünf Sterne“ sind die Überraschungssieger der Italien-Wahl. Im Interview spricht er über die Zukunft Italiens in Europa, radikales Umdenken und ehrliche Politiker.

Grillo-Interview zum Download: „Warum hat sich nur Deutschland bereichert?“

Im Interview rechnete Grillo mit dem bisherigen italienischen Ministerpräsidenten Mario Monti scharf ab. Dieser sei „ein Konkursverwalter im Namen der Banken. Statt oben bei den Topverdienern und im Staatsapparat zu kürzen, hat er den Bürgern unten höhere Steuern aufgebrummt“.

Italien gefährdet Merkels Euro-Mission

Grillo sieht sich aber nicht als Anti-Europäer. „Europa muss keine Angst haben“, sagte er im Handelsblatt-Interview. Er fordere aber eine deutliche Umkehr und „mehr Demokratie“. Für seine Partei nimmt er in Anspruch: „Wir sind die Französische Revolution – ohne Guillotine.“ Europa brauche einen „Plan B“, sagt der italienische Politiker. „Wir müssen uns doch fragen: Was ist aus Europa geworden ? Warum haben wir keine gemeinsame Informationspolitik, keine gemeinsame Steuerpolitik, keine gemeinsame Politik der Immigration ? Warum hat sich nur Deutschland bereichert?“

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fonte handelsblatt.com

Pd: sì a eventuali arresti di Berlusconi. PdL: cercano sostegno 5 Stelle

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Rovente polemica sui processi che interessano l’ex premier

Pd: sì a eventuali arresti di Berlusconi. PdL: cercano sostegno 5 Stelle

A prendere in considerazione la possibilità di una richiesta di arresti per il leader PdL, il coordinatore della segreteria nazionale del Pd, Maurizio Migliavacca, che ospite di Sky Tg24, risponde così: “Se gli atti fossero fondati penso proprio di sì”

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Roma, 13-03-2013

E’ un’ipotesi, ma dal significato politico evidente e se possibile accresciuto, nella portata, dal recente appello del capo dello Stato a stemperare i toni del confronto politico: una richiesta d’arresto per Silvio Berlusconi espressa da una procura al Senato troverebbe il Pd pronto a dire sì, proprio come il Movimento 5 Stelle.

A prendere in considerazione la possibilità il coordinatore della segreteria nazionale del Pd, Maurizio Migliavacca, che ospite di Sky Tg24, risponde così: “Se gli atti fossero fondati penso proprio di si'”. Certo, “dovremmo vedere le carte”, ma il Pd ha un “atteggiamento rispettoso di atti della magistratura che fossero corretti”. Come dire: se le carte fossero credibili, il voto sarebbe quello.

Inutile dire che le reazioni da parte del Pdl sono state pronte e decise. Apre il fuoco Danieme Capezzone: “Le dichiarazioni di Maurizio Migliavacca, che si avventura sul terreno di assurde e inesistenti richieste di arresto ai danni di Silvio Berlusconi, sono inaudite e gravissime”. E si chiede: “E’ questo il modo di raccogliere il monito di ieri del presidente Napolitano?”. Quasi le stesse parole usate da Altero Mattioli: “Migliavacca si è avventurato in una dichiarazione gravissima che non risponde al richiamo del Capo dello Stato. E’ quantomeno insensato ipotizzare espressioni di voto su una inesistente richiesta, a riprova che i vertici del Pd sono in stato confusionale ed operano per acuire lo scontro politico”. Daniela Santanché rincara: “Migliavacca getta la maschera e sotto c’è il compagno bolscevico che ha orrore delle libertà borghesi e degli accordi con le forze socialdemocratiche”. E le fa eco Maria Stella Gelmini: “Miope atteggiamento di quella parte ancora comunista del Pd che vede il centrodestra come il diavolo e preferisce mandare al macero l’unica possibilita’ di riformare il Paese piuttosto che uscire dal proprio steccato ideologico”.

Le somme le tira Fabrizio Cicchitto. “E’ evidente”, spiega, che taluni nel Pd “Vogliono incendiare la prateria riportando il dibattito su un terreno totalmente diverso da quello auspicato ieri dal presidente Napolitano”. Conclusione: “E’ evidente che ci troviamo di fronte alla irresponsabilità più pura e alla ricerca di tutti i mezzi che possano consentire di avere un voto grillino all’ipotetico governo Bersani”.

“La linea del Pd è quella che ha illustrato Migliavacca, che poi è la linea che abbiamo sempre tenuto: guardare le carte e poi decidere, senza alcun elemento di pregiudizio”, cerca di smussare Andrea Orlando. Ma poi il responsabile Giustizia del Pd replica anche alle parole decise del Pdl alle parole di Migliavacca: “Sono reazioni strumentali. Noi ci comporteremo come per qualunque altra vicenda, valuteremo questo caso come tutti gli altri che riguardano un parlamentare”.

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fonte rainews24.it